
Blitz delle Fiamme Gialle, ieri nelle prime ore della mattina al mercato di piazza Cavour.





I militari della Guardia di Finanza, diretti dal maggiore Pasquale Arena, hanno sequestrato oltre mille articoli, per un valore approssimativo di circa 50mila euro, in due banchi fissi in via Verdi, nel cuore del centro: dopo un accurato controllo da parte dei finanzieri, in entrambi i chioschi la merce esposta è risultata contraffatta: nel primo, il cui titolare è un campano di 55 anni, E.S. le sue iniziali, sono stati sequestrati circa mille pezzi, tra borse, trolley, portamonete e cinture di note griffes, rigorosamente false, da Coveri a Louis Vitton, da Gucci ad Alviero Martini, e, nel secondo banco di un cittadino del Bangladesh del ’76, S.M., centinaia di cover per cellulari della Nokia.
“Si tratta di controlli periodici che effettuiamo nei posti fissi – ha riferito il comandante della Compagnia di Viareggio, presente al blitz insieme ai suoi uomini -: ma il vendere merce contraffatta in una attività commerciale provvista di regolare licenza rilasciata dal comune dà da pensare”. Non si tratta infatti del senegalese che vende le borse contraffatte lungo il molo o sulla passeggiata, ma di due commercianti regolari, con tanto di licenza.


Tutta la merce è stata insacchettata, caricata a bordo delle auto di servizio e portata alla caserma di piazza Garibaldi per poi essere distrutta, mentre i due chioschi sono stati sottoposti a sequestro preventivo, che la Procura di Lucca dovrà convalidare. “Lo prevede la nuova normativa in vigore, il Decreto Legge 135 del 2009 – ha precisato il maggiore Arena. Nei prossimi giorni i militari della Guardia di Finanza provvederanno anche ad inoltrare agli uffici comunali preposti la richiesta di revoca della licenza a vendere ai due titolari, che sono anche stati denunciati per vendita di merce contraffatta alle Autorità Giudiziarie. Dalla perquisizione domiciliare non è emerso altro, se non che il titolare del banco di borse vive in una casa di proprietà al Don Bosco, arredata con mobili antichi. La merce, da un primo riscontro contabile, sembra sia stata acquistata al nero. Ma la Guardia di Finanza non esclude che possa essere provento di furto.
“Come sempre, prima di distruggerli, tutti i pezzi sequestrati saranno periziati”.
Letizia Tassinari
