SFILANO LE “VEDOVE DEL LAVORO”, LE COLLABORATRICI SCOLASTICHE IN MARCIA DAVANTI AL MUNICIPIO: PROTESTA AL CONSIGLIO COMUNALE, E DA LUNARDINI CON LO STRISCIONE “SINDACO SMETTI DI RIDERE”

Uno spettacolo tra “Eyes wide shut” e “V per vendetta”. Ma non è un film e non ci troviamo in America o in un futuro alternativo. Siamo di fronte al municipio di Viareggio e a protestare in modo eclatante sono le collaboratrici scolastiche autoproclamatesi “vedove del lavoro”. Alcune di loro sono vedove per davvero, altre sono sposate con figli e i mariti hanno perso il lavoro per via della crisi. Quasi tutte hanno il loro lavoro come unica fonte di sostentamento. Un’occupazione che vale più o meno 700 euro al mese. Poco prima del consiglio comunale di mercoledi sera si sono presentate con mantello nero e maschera bianca, armate di cartelli dalle diciture significative: “E’ una vergogna”, “Non si taglia sulla sicurezza”, “Attenzione alle tate”. Un ultimo, disperato tentativo di richiamare l’attenzione sui loro posti di lavoro a rischio. Rappresentano le circa 60 lavoratrici della ditta Miorelli, che dopo 13 ani di servizio nelle scuole materne e elementari del territorio si sono viste decurtare lo stipendio del 25%, a causa dei tagli imposti a dicembre dal ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Adesso rischiano il posto: dopo due mesi di appelli alle istituzioni, di fronte allo scadere dell’appalto e allo spettro della cassa integrazione, non hanno più intenzione di restare nell’incertezza. Accompagnate dal segretario della  Cgil Versilia Andrea Antonioli e da diversi genitori, sono state ricevute dal sindaco Luca Lunardini in sala di rappresentanza. “Il comune ha trovato i soldi per le lavoratrici dell’azienda pluriservizi comunale che svolgono i nostri stessi compiti” hanno accusato le presenti “e per noi niente” Parole come pietre che hanno visibilmente colpito il primo cittadino, che quasi è caduto dalle nuvole. Neppure l’assessore alla pubblica istruzione Lucia Accialini ha potuto fornire risposte concrete. Alle scuole mancano i soldi per pagare le collaboratrici, dal governo si taglia, la regione declina ogni responsabilità. Il comune, ha sostenuto Lunardini, farà il possibile per trovare una soluzione. Prenderà carta e penna per scrivere alla Gelmini, cercando il sostegno di tutte le amministrazioni della Versilia, coinvolte nello stesso problema. A Viareggio il rapporto è di 1 collaboratrice ogni 25 bambini, ma in un comune come Massarosa è addirittura di 1:30. I servizi fondamentali a rischio sono la  sorveglianza dei bambini, le pulizie e l’ assistenza ai portatori di handicap.

Giacomo Lucarini



RIONE CROCE VERDE, TUTTO PRONTO IN VIA GARIBALDI PER LE ULTIME DANZE CARNEVALESCHE, MA SULLA RIVISTA UFFICIALE E SUL PROGRAMMA DELLA FONDAZIONE SI INIZIA QUESTA SERA

A carnevale…ogni scherzo vale. Niente di più vero…Ma in questo caso si tratta di “svarioni”! Ossia gaffes. E si rischia di fare ancora una volta un’altra figuraccia, come quella della data sbagliata della strage, andata in onda in diretta sugli schermi tv di tutta Italia. Lo sbaglio, questa volta, riguarda il programma del rione Croce Verde, che come scritto sulla rivista ufficiale del Carnevale, a cura della Fondazione, inizierebbe stasera, per quattro serate. Peccato che invece, come da volantino, la festa inizi domani. Sicuramente quasi tutti leggeranno i quotidiani, stamattina, ma ci sarà anche chi, fidandosi di quanto letto da giorni sul programma della rivista, si presenterà vestito in maschera in via Garibaldi, e troverà gli stand chiusi. Il via al rione della Croce Verde è fissato per le 19.30 di venerdi 19, con tre serate di carnevale notturno tutte da vivere, da protagonisti. Con stand gastronomici lunga le strade, tutti con specialità viareggine, dal risotto di mare, ai tordelli e alle penne all’arrabbiata, senza dimenticare la pommarola per i bambini, tanto cari a nonno Caprili, al gran fritto di pesce, con patatine, e alle grigliate di salsicce e rosticciana. “Che la festa cominci”, si legge nel giornalino della Croce Verde, nell’editoriale a firma di Giampaolo Simi: nonostante un 2009 da dimenticare, dalla crisi economica che ha messo in ginocchio migliaia di famiglie, alla strage del 29 giugno, che nessuno si potrà mai mettere alle spalle. Il taglio del nastro sarà l’occasione per premiare i bambini delle Lambruschini, che anche quest’anno, insieme agli scolari della Pascoli, hanno realizzato il manifesto e la cartolina del Rione Croce Verde. I loro disegni saranno oggetto di una mostra, allestita in sala Barsanti. Poi il via alle danze, con ben quattro punti musica, davanti alla sede dell’associazione di volontariato, in piazza San Francesco, nella piazzetta del Municipio e in via Garibaldi all’angolo con via Paolina. Alla consolle, come sempre, i migliori DJ, Andrea Paci e Kekko, i Masnada e i DoReMi. “ Sia prima che dopo le 23 faremo il possibile per evitare lo sballo – assicura Milziade Caprili -, anche se l’idea alcol zero è irrealizzabile, e il proibizionismo non ha mai portato a nulla, vigileremo per quanto di nostra competenza”. E anche gli stessi animatori, DJ inclusi, lanceranno dai loro microfoni il messaggio: “ballo, ma non sballo”. Si, perchè anche quest’anno la Croce Verde sarà capofila e punto di riferimento del progetto “Io non la bevo”, proposto in tutte e tre le serate, in collaborazione con il comitato, la Asl 12 e l’Unicoop Tirreno. “Tutte le scritte inneggianti al bere, come ormai da diverse edizioni, se appariranno saranno fatte sparire”. E ad assicurarlo è lo stesso presidente del rione, Gianni Muzio. Cibo, danze, e coriandoli, allieteranno insomma la tre giorni del rione centro, fino alla serata finale di domenica, quando, dopo lo scoppio del cannone e i fuochi di artificio, un veglione sotto le stelle decreterà la chiusura ufficiale del Carnevale 2010.

Letizia Tassinari


VESTITI IN MASCHERA PER ANDARE A RUBARE: RAFFICA DI BORSEGGI AL BACCANALE, ACCIUFFATA UNA BANDA “BASSOTTI”, MA LADRI PER DAVVERO

Raffica di borseggi, l’ultima sera del Baccanale. Ma gli agenti di una volante del Commissariato di Polizia di Viareggio hanno beccato, e arrestato, i ladri e restituito il maltolto ai derubati. Vestiti da carnevale, con tanto di mascherina nera sugli occhi, come la Banda Bassotti, i tre rumeni, di cui uno minorenne, si stavano muovendo tranquilli nella affollatissima via Coppino, confondendosi tra la gente, e i coriandoli. Ma non avevano fatto i conti con l’occhio attento dei poliziotti che erano in servizio nella zona del rione e che, dopo alcune segnalazioni di furti, li hanno beccati in via Virgilio. Due sono stati subito acciuffati, mentre il terzo se l’è data a gambe levate, ma è stato preso poco dopo alla stazione dagli agenti della Polfer. Trovati in possesso di ben sette cellulari hanno provato a giustificarsi affermando che erano di loro proprietà. Peccato che sul display di un telefonino ci fosse la foto della moglie di un poliziotto, derubata pochi minuti prima. Da una perquisizione più approfondita, effettuata negli uffici del Commissariato, sono saltati fuori anche bracciali, orologi, MP3 e 400 euro in contanti, e i tre, con precedenti, dopo aver aggredito gli agenti minacciandoli di morte, aver danneggiato le celle di sicurezza – il minorenne ha addirittura sferrato un calcio a un poliziotto – sono stati arrestati. Codran Colalea, del ’90, e Florin Tofan, del ’86, sono finiti dietro le sbarre a San Giorgio, mentre per C.C., del ’92, si sono aperte le porte del carcere minorile di Firenze. I controlli al rione avevano, nei giorni precedenti, permesso di arrestare anche due spacciatori marocchini, che per cercare di scappare si erano tuffati in mare. Uno dei due, clandestino, è stato accompagnato ieri mattina presso il CIE di Bari per l’immediata espulsione.

Letizia Tassinari


PESCA DI FRODO, BLITZ CON MULTA E SEQUESTRI

Un’operazione congiunta dell’elicottero della Guardia Costiera di Sarzana e della motovedetta della Guardia Costiera di Viareggio ha portato al sequestro di una rete, oltre che del pescato, e ad una multa di 2mila euro. I controlli sono stati intensificati a seguito del rilascio di undici autorizzazioni alla pesca speciale del novellame di sardina da consumo e del rossetto, rilasciate a motopescherecci Viareggini dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, nel periodo 16 febbraio – 15 aprile 2010, e ieri mattina, introno alle 10.30, un elicottero proveniente da Sarzana ha intercettato un motopeschereccio a circa 5 miglia a Sud del porto di Viareggio intento in operazioni di pesca a strascico nella fascia “protetta” delle 3 miglia dalla costa, su un fondale di circa 14 metri  in contrasto con la normativa vigente in materia che prevede infatti, per tale tipo di pesca, una profondità minima di 50 metri oppure una distanza non inferiore alle tre miglia dalla costa. Immediatamente il comandante Fabrizio Ratto Vaquer ha inviato in zona la propria Motovedetta, che una volta intercettata l’unità, l’ha scortata fino al porto di Viareggio, dove, unitamente alla squadra NOIP (Nucleo Operativo di Intervento Portuale) della Guardia Costiera Viareggina, ha contestato l’illecito. Al peschereccio è stata sequestrata l’intera attrezzatura, circa 50 metri di rete da traino, e circa 10 chili di pesce, tra gronghi e sugarelli, che dopo la verifica di commestibilit effettuata dal Servizio veterinario dell’Asl 12 Versilia, sono stati donati in beneficienza alla Mensa delle Suore Mantellate di Viareggio.


ANCHE BURLAMACCO SI E’ COMMOSSO, AL MINUTO DI SILENZIO IL CORSO MASCHERATO E’ PIOMBATO NEL DOLORE DELLA STRAGE: LA DELUSIONE PER IL NIET ALL’ESPOSIZIONE DI STRISCIONI DAI CARRI, E C’E’ STATA ANCHE LA “DISOBBEDIENZA CIVILE”

Figuranti bloccati, maschere e carri fermi, musica spenta, ma solo quella dei carri. Il gelo per il dolore della strage è piombato sui carri e sul pubblico, commovendo un pò tutti. Radio Carnevale, anche durante il minuto di silenzio per ricordare le vittime della strage di Viareggio del 29 giugno, ha invece continuato a mandare in onda le canzoni. Ed è stata polemica.

Il Carnevale di Viareggio, durante il corso del martedì grasso, trasmesso in diretta nazionale dalla Rai, ha voluto ricordare all’Italia i 32 morti causati dall’ esplosione della cisterna di GPL del treno merci deragliato, avvenuta alla stazione.

Assemblea 29 giugno, Avif, il Comitato via Ponchielli, i familiari delle vittime, e la Cgil, si sono dati appuntamento alle 14, davanti a Palazzo delle Muse, per poi entrare nel corso, e allo scoppio del cannone, per un minuto, sui viali a mare è calato il silenzio. Poi, a sorpresa, una voce di donna, quella di Daniela Rombi, la mamma di Emanuela Menichetti, morta nell’ecatombe, ha letto i nomi di battesimo delle 32 vittime del 29 giugno. Fino a dieci minuti prima era stato imposto un niet. E tutti, molti con le lacrime agli occhi per quella tragedia che ha spazzato via una intera strada, e strappato alla vita intere famiglie, hanno applaudito. La diretta Rai è stata certamente un ottimo mezzo per dare eco alla richiesta di verità, giustizia e sicurezza. Richieste, queste, che ad oggi, a quasi otto mesi da quella maledetta notte di inizio estate, non hanno ancora avuto risposte. Contro 32 morti, infatti non c’è ancora nessun indagato: “ partita truccata”. “Avevamo consegnato a ogni carrista gli striscioni da attaccare, ma la Fondazione, adducendo come motivazione che i carri sono di sua proprietà, ha proibito ai carristi di attaccarli, pena una multa, e per questo abbiamo deciso di sfilare, a gruppi, davanti alle costruzioni di carta pesta – è il segretario della Camera del Lavoro Andrea Antonioli a parlare, a fine diretta. Anche al carro dei Burlamatti, interamente autofinanziato e non di proprietà della Fondazione, è stato intimato di togliere gli striscioni, ma i Burlamatti hanno disobbedito:

“abbiamo avuto gli striscioni appesi per tutti e tre i corsi precedenti, non eravamo nella diretta Rai, essendo un carro fuori concorso, e non c’era alcun motivo per un divieto di questo genere”. Certo che se quel minuto di silenzio fosse stato fatto alle 15.30, invece che allo scoppio del cannone, “l’impatto mediatico sarebbe stato maggiore”- ha aggiunto Riccardo Antonini. Nei numerosi incontri avuti sia col sindaco, che con lo stesso presidente della Fondazione, a detta di Antonioli, ci sarebbe stato un susseguirsi di rimpalli di responsabilità sulle decisioni da prendersi: “Lunardini si era detto addirittura disponibile a far bloccare il corso, per ospitare un momento di lutto. Poi si è passati al forse, e dopo ancora al no, come se a qualcuno desse fastidio ricordare la strage”. E la memoria porta a ricordare il carnevale 2003 quando, in occasione della guerra in Irak, un corso domenicale venne bloccato, con il bene placet sia dell’Amminsitrazione Comunale che della Fondazione. Gli striscioni sono stati comunque ugualmente visibili, portati a mano, e inquadrati non solo dalla Rai, ma anche dalle tante testate giornalistiche presenti, tv e carta stampata, anche se dalla postazione fissa della Rai il presidente della Fondazione Carnevale Nanni Maglione, ai microfoni in diretta nazionale, ha persino sbagliato la data della strage. Una gaffe che ha lasciato tutti di stucco.

I familiari delle vittime però non mollano, e tenendosi per mano, per essere più forti, hanno manifestato in maniera più che dignitosa la loro sete di giustizia e verità, che in questi mesi ha avuto come risposta “solo parole”.

Letizia Tassinari


BECCATI CON GLI ARNESI DA SCASSO: FERMATI, UNO DENUNCIATO E L’ALTRO ARRESTATO

Controlli a tappeto, quelli effettuati dagli uomini dell’Arma dopo i numerosi furti avvenuti nella zona del camaiorese, ultimo dei quali quello ai danni di una gioielleria sulla Sarzanese, e che hanno portato, la notte tra domenica e lunedì, all’arresto di un albanese, e alla denuncia a piede libero di un connazionale. Una pattuglia della stazione di Camaiore, diretta dal maresciallo Vincenzo Di Franco, stava effettuando servizi mirati sul territorio, quando ha fermato, per un controllo, un’auto sospetta, una Peugeot 206 con a bordo due cittadini dell’Albania, che alla vista dei carabinieri hanno mostrato non poco imbarazzo. Dalla perquisizione della macchina, riposti all’interno del portabagagli, sono saltati fuori una serie di arnesi, tutti attrezzi da muratore, ma i due non sono risultati, dalle verifiche a terminale, lavorare nel settore dell’edilizia. E i carabinieri hanno posto sotto sequestro 2 martelli, 2 picozze, 2 tenaglie, 2 cacciaviti, 1 mazza e 3 chiodi lunghi 25 centimetri. “Sono miei – ha affermato B.N., del ’86 e con precedenti per reati contro il patrimonio, che è stato denunciato per possesso di arnesi atti allo scasso. Per V.V., di 22 anni, privo di documenti, e inottemperante a un decreto di espulsione emesso dal questore di Varese il 19 novembre del 2008, è invece scattato l’arresto.


SCONTRO TRA AUTO: SPETTACOLARE CARAMBOLA, DUE FERITI

Carambola tra due autovetture, ieri a metà del pomeriggio sulla via Marconi a Torre del Lago, all’altezza degli uffici della ex Circoscrizione, una Toyota Rav, con a bordo un trentacinquenne, M.A. le sue iniziali, e una Fiat 500 vecchio modello, con a bordo una sessantenne, G.C.G, si sono scontrate. Dai primi rilievi effettuati dalla Polizia Municipale di Viareggio, intervenuta sul posto, entrambi i mezzi percorrevano la via centrale della frazione pucciniana in direzione mare monti, e il Rav avrebbe tamponato la 500, mandandola a sbattere su uno degli alberi lungo il marciapiedi, e facendola ribaltare su una fiancata. Per estrarre la donna dalla Fiat, rimasta incastrata nell’abitacolo, è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento: i pompieri, per liberare la conducente, hanno dovuto tagliare le lamiere. Immediato l’intervento di un’ automedica del 118 e di due ambulanze, una della Misericordia di Torre del Lago e una della Misericordia di Viareggio, che hanno trasportato i feriti, uno in codice verde, l’altro in codice giallo, al Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia”. Due le pattuglie dei Vigili Urbani intervenute, i cui agenti, oltre ai rilievi di rito, hanno poi raccolto le varie testimonianze di chi ha assistito al sinistro, per ricostruire l’esatta dinamica di quanto avvenuto. I due feriti non sono in pericolo di vita.



LE 40 CANDELINE DELLA DARSENA, IL BACCANALE RIONALE HA PRESO IL VIA VENERDI. FESTA ANCHE STASERA E FINO A MARTEDI’

E’ iniziata venerdì sera, sotto un cielo stellato, la cinque giorni del Baccanale, e come sempre l’euforia del Carnevale l’ha fatta da padrone. Già prima dell’alzabandiera, e successivo taglio del nastro, che hanno dato il via ufficiale al rione più amato dai viareggini, e non solo, la via Coppino era piena di maschere e coriandoli: agli stand delle cucine una folla fatta di giovani, e tante famiglie, tutti in fila per ordinare i rinomati piatti tipici del Carnevaldarsena, dal risotto con le seppie, alla frittura di mare, poi il via allo spettacolo, con gli sbandieratori del Palio dei Micci di Querceta, la Libecciata, la Banda di Nozzano, i carri in miniatura, e sfilate di maschere. Poi musica, tanta musica, contornata di mille colori, quelli dei vestiti e dei coriandoli, e tutti a ballare sotto al palco dei vari punti disco dislocati nella Darsena: anche se i più affollati, sono stati quelli quelli davanti al Palapolpo, quello in zona Azimut e quello difronte al Cro, con alla consolle Andrea Paci, Kekko e i Masnada. Erano in migliaia al pronti, attenti, via del 40mo compleanno del Rione dei Rione, con un programma davvero ricchissimo di eventi. A partire dalla mostra fotografica e documentaria presso l’ex Natural Surf in via Coppino, aperta fino al 21 febbraio, la premiazione del concorso per le scuole “Disegna il manifesto del tuo Carnevaldarsena”, un annullo filatelico, il motoraduno in maschera, e mille altre sorprese….”Vengo a questa festa da quando ero piccola, e mi ci accompagnavano i miei genitori, e per niente al mondo me la perderei – ci dice una ventenne. Ora che è grande ci viene da sola, con gli amici, e non si perderà nessuna delle cinque serate di allegria.

Cow boys e Cow girls, pirati e piratesse, qualche spiritoso in cerca di “maiale”, come aveva fatto stampare sulla pettorina, e tanti peluches, dalla tigre al coniglietto, hanno danzato insieme, sotto le stelle, e chissà se qualche amore è nato tra gli yacht ormeggiati sulle banchine, guardando le stelle in una notte gelida e allo stesso tempo calda. Sabato poi è stata la serata clou, la notte più lunga, animata da sana follia, con l’assessore Fantoni a friggere bomboloni e servire cioccolata calda, ma bagnata ugualmente dal vino, dallo champagne e dalla birra, oltre che dalle gocce di pioggia che per tutto il giorno hanno fatto temere il peggio. Ma gli appuntamenti non sono finiti, stasera dopo lo scoppio del cannone, alla fine del terzo corso mascherato, le maschere torneranno ad animare le vie della Darsena, mentre lunedi al Palapolpo si svolgerà la cena “vippe”. Il rash finale martedì grasso, dopo il corso in notturna.

Letizia Tassinari



“ARREMBAGGIO” PIRATESCO, MULTA PER DUE BONTEMPONI VIAREGGINI CHE ZIGZAGAVANO CON UN NATANTE TRA LE BARCHE ORMEGGIATE

Pirati in porto! O a babordo…Ma, per fortuna, erano solo maschere del Baccanale. Ma li per li…la scena ha lasciato tutti nel dubbio. Grazie all’intervento dei militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Viareggio è stato comunque sventato l’arrembaggio alla Darsena… La mezzanotte era passata da pochi minuti, quando venerdi sera anche gli uomini del Comandante Fabrizio Ratto Vaquer, che erano in servizio tra la folla festante del rione Carneval Darsena, hanno stentato a credere ai loro occhi: le acque del porto si erano d’improvviso infestate di pirati. Due soli, forse, però, poco esperti di stelle, e di navigazione avevano lasciato il Mar dei Sargazzi, per ritrovarsi poi a scorrazzare per le acque, sicuramente meno tempestose, e più tranquille, della Darsena Toscana e Italia. I marinai del porto li hanno infatti beccati a navigare con un natante, “a tutta birra”, zigzagando tra gli yacht e le barche a vela ormeggiate alle banchine, forse memori delle manovre spericolate ordinategli dal loro condottiero, il nobile Sandokan! Peccato che però, come leggenda comanda, i militari della Captineria, in mezzo ai pirati, non abbiano rilevato la presenza di Lady Marianna, la perla di Labuan, e abbiano voluto vederci chiaro e, per garantire la sicurezza sia degli impavidi pirati che delle barche ormeggiate hanno immediatamente provveduto a fermare l’imbarcazione, prima che si realizzasse un possibile, quanto pericoloso, arrembaggio. Ovviamente dal controllo è subito emerso che i due non erano dei veri pirati, bensì due bontemponi viareggini di trent’anni,  dall’insolito abbigliamento, rei di aver persino dimenticato i documenti. Ai due pirati è comunque costata cara la bravata: un verbale amministrativo di 100 euro per non aver ottemperato le norme vigenti nelle acque versiliesi, che sono di certo diverse da quelle dei mari tropicali.


BAGNO NOTTURNO PER FUGGIRE

Rione Darsena sotto stretto controllo delle Forze delle Ordine, dalla sera fino all’alba. Sia per garantire il servizio di sicurezza che per effettuare i controlli del dopo festa. Una delle tre pattuglie del Commissariato di Polizia, in servizio sul viale Europa, introno alle 4 e mezzo di notte, a festa rionale ormai conclusa, ha notato due extracomunitari che stavano correndo in direzione della spiaggia. I poliziotti si sono subito fermati, e li hanno seguiti assistendo a una scena assai curiosa: un tuffo in mare dei due fuggiaschi, inseguiti da un gruppo di giovani italiani. Raggiunti in acqua, i due magrebini hanno dato in escandescenza, opponendo resistenza per non essere identificati, tanto che è stato necessario calmarli, prima di caricarli a bordo della volante e portarli negli uffici, dove hanno rotto un vetro di una porta e procurato lesioni, anche se lievi, a un poliziotto. Dalle verifiche è emerso che Raduani Eddabhi, di 29 anni, e Hmza El Alouani, di 20, erano entrambi clandestini, e sul primo pendeva un decreto di espulsione El Alouani, sottoposto a perquisizione personale, è anche stato trovato in possesso di 11 grammi 11 di hashish suddivisa in dosi e occultata all’interno delle calze. Entrambi sono stati arrestati, uno perchè inottemperante all’ordine del Questore a lasciare l’Italia, e accusato di danneggiamento, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale, l’altro perchè reo di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio. Giudicati ieri mattina con rito direttissimo, sono finiti in carcere, anche se il processo è stato rinviato al prossimo 16 febbraio.


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