
Operazione congiunta quella portata a termine ieri dai militari delle Capitanerie di Porto di Viareggio e Livorno, che hanno scoperto una maxi truffa e sequestrato ben 13 tonnellate di pesce “sosia”, venduto per pesce pregiato, quando invece il prodotto ittico aveva scarso valore commerciale. Le indagini erano partite a seguito di un controllo di routine effettuato dalla Guardia Costiera di Livorno in una pescheria della provincia, e ai militari non erano sfuggiti dei pesci, venduti come dentici ma che in realtà non ne avevano le sembianze. Insospettiti, hanno prelevato un campione per effettuare le opportune analisi volte ad accertare la reale specie di appartenenza e nel frattempo sono anche iniziate le verifiche per accertare l’origine del prodotto, risalendo così allo stabilimento fornitore, nell’interland viareggino. Ulteriori indagini, coordinate dalla Procura, sono scattate da parte dei militari viareggini, che hanno passato al setaccio l’azienda in questione, sequestrando la documentazione amministrativa del pesce “sosia”, e ritirando dal mercato nazionale l’intera partita “incriminata”. Preziosa si è rivelata anche la collaborazione del servizio veterinario, che dalle analisi scientifiche ha stabilito la non appartenenza del pesce alla specie “Dentex Dentex”: “invece di dentici locali – ha precisato il comandante Fabrizio Ratto Vaquer – si trattava di pesci provenienti dall’oceano atlantico di qualità organolettiche e nutrizionali notevolmente inferiori e, ovviamente, dal costo significativamente più basso, conseguentemente è scattato il sequestro dell’intera partita per un totale di 13 tonnellate di pesce”. Il responsabile dell’Azienda è stato anche denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode in commercio.
I controlli, in vista dell’approssimarsi delle feste di Pasqua, saranno intensificati.
