IL PARCO E’ PIU’ PULITO E SICURO, VIAGGIO NELLA MACCHIA LUCCHESE INSIEME ALLA POLIZIA A CAVALLO: TOLTI GLI INSEDIAMENTI ABUSIVI, DELLA CRIMINALITA’ NON C’E’ TRACCIA

C’era una volta un bosco buio…”. Quello delle paure, come nella favola di Hansel e Gretel, o di Cappuccetto Rosso.

La pineta di Levante, quel meraviglioso parco naturale che si estende per circa cinque chilometri di lunghezza, da Viareggio a Torre del Lago, e circa due di larghezza, tra il viale dei Tigli e il mare, in un giorno di tiepido sole, domenica scorsa, era piena di gente: coppie che camminavano tenendosi per mano, amanti del cavallo e del jogging, famiglie con bambini e anziani con il loro cane. Della malavita nemmeno l’ombra. “ E i viareggini, come i turisti, questo lo devono sapere – afferma il dirigente del Commissariato di Polizia di Viareggio Leopoldo Laricchia, che nel nostro tour nel parco ci ha fatto da Cicerone. La voglia di allontanarsi per qualche ora dal cemento, dai rumori e dallo smog delle città, per rifugiarsi tra la natura incontaminata, anche solo per scoprire un angolo silenzioso, ha vinto sulle paure immaginarie di quella pineta “buia”, che fino a un paio di anni fa incuteva timore a tutti, quando era diventata il luogo degli insediamenti abusivi di Rom e di extracomunitari.

Noi del Nuovo Corriere l’abbiamo percorsa passo per passo, nelle prime ore del pomeriggio, attraversando a piedi, con il dirigente, i vari sentieri sterrati e immortalando la natura in molti click. Il parco, come in una favola, che però favola non è, è tornato finalmente ad essere “incantato”. Come una volta. “Da oltre un anno la zona è controllata dalla pattuglia ippomontata – ha spiegato il dirigente -, con un servizio di prevenzione, più che di repressione – di persone “particolari” in tutto il pomeriggio trascorso nel verde non c’era traccia -, con due poliziotti a cavallo, che fanno servizio nella pineta sei giorni su sette, con turni di sei ore. Alternandosi di mattina o di pomeriggio.

Sono circa le 17 quando li incrociamo mentre percorrono al galoppo il vialetto sterrato che da Villa Borbone porta fino alle dune della spiaggia della Lecciona. Van Gogh e Orfee sono i due splendidi quadrupedi montati dai due cavallerizzi in divisa, l’assistente capo Claudio Longhi e l’agente scelto Daniel Biagiotti di stanza a Firenze, e “i bambini ci vanno pazzi”, racconta il poliziotto cavaliere. I malviventi, sicuramente un po’ meno, ma la pineta appare priva di malavita. Da quando la polizia effettuò lo smantellamento degli insediamenti dei circa 200 abusivi, e soprattutto ora che tutta la zona è sempre sotto controllo, di delinquenza non pare esserci traccia. Il servizio di Polizia a Cavallo è sempre stato privilegio delle grandi città, ma a Viareggio ormai è di casa. Se negli anni scorsi è stata presente solo per un paio di mesi, quelli estivi, dal febbraio 2009 ad oggi non è mai mancata sul territorio pinetato e i risultati si vedono. Gli episodi di furti, rapine e accoltellamenti, sono per fortuna solo un lontano ricordo.

“La gente ci ferma per ringraziarci – raccontano i due cavallerizzi -, anche se, sporadicamente, c’è chi segnala alcune situazioni sulle quali intervenire”. Come la presenza di qualche prostituta lungo il viale dei Tigli. Altra cosa certa, al contrario della pineta di ponente dove il pattume regna sovrano, qui tutto è incontaminato. E di cartacce in terra, bottiglie di vetro e plastica, residui di cibo consumati o altro, non c’è traccia. Unico neo…i cinghiali.

Ma la soluzione di questo problema non è compito delle Forze dell’ Ordine che domenica l’hanno pattugliata anche con un Discovery.

Letizia Tassinari


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