“GIU’ LE MANI DAL CENTRO CONGRESSI”, SINDACATO E DIPENDENTI SUL PIEDE DI GUERRA

Lo so”, sarebbe stata l’unica frase pronunciata dal sindaco Luca Lunardini alle richieste del sindacato e dei lavoratori del Versilia Centro Congressi.

“Ma per ora non ha fatto nulla. Solo parole, promesse, si vedrà”. Lino Giovannelli, il segretario della Filcams Cgil, in assemblea con i dipendenti del Principino, è sceso sul piede di guerra: i lavoratori hanno già dichiarato lo stato di agitazione, premessa questa per lo sciopero, senza preavviso. “Ci opporremo in ogni modo, e con ogni mezzo, alla vendita del Centro Congressi. Il nostro è un NO, secco, alla privatizzazione. La scelta dell’Amministrazione Comunale di considerare i soldi del PIUSS destinati alla ristrutturazione della passeggiata, è pura follia e abbiamo deciso di contrastare questa decisione arrogante e sprezzante”. Intanto con un incontro urgente in Regione, con l’assessore Paolo Cocchi, poi con un documento, predisposto dagli stessi lavoratori, sei a tempo indeterminato, e altri nove a tempo determinato, che lavorano, esercitando regolarmente il loro diritto di prelazione di anno in anno, come gli accordi prevedono e garantiscono, ormai dal 2000. E nel documento saranno stilate una serie di richieste, e domande, alle quali il primo cittadino, e la sua giunta, sarà chiamato a rispondere ufficialmente: “Non solo a noi, ma a tutta la città, categorie economiche e associazioni incluse”: L’idea è anche quella di mobilitarsi, con proteste eclatanti, a difesa sia di una struttura che è un patrimonio di valore per la città, “una perla”, sia per tutelare i lavoratori, che con la vendita a un privato andrebbero incontro a probabile perdita del proprio impiego. “E’ nostra intenzione predisporre una petizione, una raccolta di firme, e siamo certi che la città tutta sarà dalla nostra parte”, hanno affermato i dipendenti. “Non hanno nessuna giustificazione nella scellerata decisione di vendere il Centro Congressi, i cui risultati negli anni sono stati ottimi, grazie all’impegno di chi ci lavora, che ha contribuito al miglioramento della struttura – questa la riflessione del segretario versiliese della Filcams -, e il deficit delle casse comunali del Comune non si appiana vendendo a un privato una struttura che è sempre stata in crescita”. Per ottenere un risultato favorevole alle loro ragioni, sindacato e dipendenti, sono pronti a mobilitarsi, “ contro sindaco e giunta, e il disprezzo e il cinismo dimostrato da questa amministrazione”. La notizia che il Centro Congressi verrà dismesso e venduto entro la fine di quest’anno è stata data qualche giorno fa dall’assessore all’Urbanistica Roberto Bucciarelli, che aveva anche fatto intendere che il comune aveva chiesto alla Regione di “stornare” i fondi del Piuss destinati alla ristrutturazione del Principino per ristrutturare la passeggiata a mare. Ma contro questa “ipotesi”, non ci sono solo il sindacato e i 15 dipendenti del Centro Congressi ad essere contrari, ma anche le associazioni di categoria, in primis la Confesercenti. La battaglia, da quanto annunciato ieri, si presenta dura: “si tratta di un bene dei cittadini, e saranno i viareggini a dover decidere”.


Pubblicato in: on marzo 19, 2010 at 5:30 pm  Lascia un commento  
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“IL PIANO DELLA SOSTA? UN DISASTRO”.

Peggio che con Marcucci”. Il commento ieri mattina era lo stesso, lungo la passeggiata a mare, che ogni giovedi ospita i banchi del mercato settimanale. Le lamentele sono tutte per il Piano della Sosta targato Luca Lunardini. E molte voci appartengono a suoi elettori, memori delle promesse fatte durante la sua campagna elettorale. La gente, pur consapevole che quasi tutti i politici, salvo rare eccezioni, promettono e non mantengono, non dimentica. E non perdona. La memoria, in questo caso, è elefantina. “Si ricorda cosa diceva?” – dice ironica una signora davanti all’Orologio…” Ridipingerò la città di bianco”, ma ora Viareggio è più che mai blu – come il colore del PdL . E presto le zone a pagamento saranno aumentate, e si pagherà persino in Darsena e al Marco Polo .“Ho cambiato casa da poco tempo, ora vivo a Piano di Conca ma vengo quasi tutti i giorni a Viareggio, la mia città natale, dove vivono parenti e amici, e anche stamani, per fare un giro al mercato e comprare qualcosa ho speso 2 euro, per un’ora e mezzo di parcheggio – la prima che racconta la sua insoddisfazione è Debora Baldesi. Bianca Maria Biancardi, ex professoressa di lettere del Classico Giosuè Carducci ed ex preside delle scuole medie Ienco afferma: “non pago il parcheggio, ho il pass gratuito degli invalidi, ma penso ugualmente ai disagi degli altri, nel dover pagare questa tassa”. L’insegnante in pensione vive al Terminetto, e si augura che le strisce blu non arrivino a coprire anche l’asfalto dei quartieri al di là della ferrovia, per ora oasi felice dove non si paga. “La difficoltà che voglio segnalare sono i troppi parcheggiatori abusivi extracomunitari presenti nei parcheggi, con le loro assidue richieste di obolo. Io spesso gli do un euro, sono sempre così gentili nell’aiutarmi a trovare posto, ma non tutti i giorni si può fare un’opera di bene”. Tra i banchi del mercato ci siamo fermati anche al banchetto dell’Asav. “Siamo tutte volontarie – racconta Marisa Poletti, ex dipendente di banca – nessuna di noi è pagata per dare una famiglia a un micio o a un cucciolo di cane abbandonato, e ogni giovedì siamo costrette a pagare minimo 4 euro di sosta. La prima mezz’ora gratis non è sufficiente, a volte nemmeno per andare a fare una commissione veloce. In particolar modo se si deve andare alla Posta”. “Della mezz’ora gratis io usufruisco tutti i giorni – a “confessarlo” è Mariella Selvatici – e secondo me i problemi, oltre al dover pagare come con il Piano della Sosta di Di Fonzo, è che non ci sono autobus frequenti, e con corse che ti portino davvero dove vuoi, o devi, andare”. Un giovane usa lo scooter o la bicicletta, ma gli anziani anche in questo sono i più penalizzati. “A Massarosa, ben venga, il sindaco Mungai per il giorno della donna ha fatto un bel regalo alle sue cittadine”. Silvia Giusti è incinta di 5 mesi, e a Viareggio ci parcheggia spesso, vuoi per le visite mediche dal suo ginecologo, vuoi per altre commissioni. Ma l’auto di cui ha la disponibilità è intestata al suo compagno, e non potrebbe comunque usufruire dei parcheggi rosa. “Ho da poco venduto la mia edicola sotto il comune – ci dice Massimo Bergamini -, “in genere venivo a lavorare in motorino, tempo permettendo, perchè se fossi dovuto venire tutti i giorni in macchina ci avrei rimesso ogni guadagno. Vuoi un commento a questo piano della sosta?” – chiede. “ Dilettanti allo sbaraglio, era meglio prima”.


Pubblicato in: on marzo 19, 2010 at 5:25 pm  Lascia un commento  
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PESCA DI FRODO, MULTATI DUE PESCHERECCI DALLA GUARDIA DI FINANZA

L’impegno dei Finanzieri di stanza a Livorno, nella lotta alla pesca illegale, non conosce flessione, e non si ferma. Nuovi controlli a sorpresa, a tutela dell’ambiente marino e finalizzati al contrasto della pesca a strascico di frodo, sono stati effettuati anche due giorni fa, lungo tutta la costa della Versilia, dalle Fiamme Gialle del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno, diretto dal tenente colonnello Luca De Paolis. Ancora una volta i militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato reti ed attrezzature, per un totale di 20mila euro, e sanzionato, con multe salate, due motopescherecci della flotta viareggina, beccati in flagrante a pescare di frodo con attrezzature fuori legge, e in zone di mare vietate, destinate cioè alla riproduzione delle specie ittiche.

Il personale della motovedetta delle Fiamme Gialle, in forza alla stazione navale di Livorno, stava perlustrando una vasta zona di mare, da Livorno a Marina di Carrara, operando una serie di controlli, quando alle prime luci dell’alba, ha beccato in flagrante due motopescherecci della marineria versiliese in “fallo”:

“Seppur autorizzati dall’ Autorità Marittima di Viareggio alla pesca del novellame di sardina , comunemente conosciuto come “bianchetto”, i due pescherecci sono stati sorpresi a pescare a strascico, di frodo – come ha precisato il comandante De Paolis. Il primo peschereccio, “Giovanna I”, era intento a strascicare – impunemente – con reti a maglia strettissima nelle acque antistanti la costa di San Rossore, ossia al di fuori, ampiamente, della circoscrizione marittima autorizzata. Il capo barca, vistosi scoperto dalla Guardia di Finanza, ha cercato buttare l’attrezzatura in mare, ma i militari delle Fiamme Gialle , a bordo della V.2043, l’hanno recuperata e sequestrata. Il pescato è stato rigettato in mare, come norme di legge prescrivono, e il peschereccio è stato multato di 2mila euro. Il secondo, “Noemi”, è invece stato beccato a Marina di Pietrasanta, con cassette di pescato diverso da quello autorizzato e anche in questo caso è scattato il sequestro delle reti, e la multa. “Sono apparse poco credibili le giustificazioni addotte dai verbalizzati – ha sottolineato il colonnello. E in entrambi i casi le attrezzature sequestrate, del valore di 20mila euro, probabilmente saranno confiscate. Il pesce trovato a bordo, oltre 15 chili, previa analisi dell’Asl 6, è stato poi donato in beneficenza alla mensa dell’Istituto per Anziani Giovanni Pascoli di Livorno.


NUOVO BLITZ NOTTURNO DEI CARABINIERI, CONTROLLI ANTIDROGA IN PINETA, STAZIONE, PIAZZA D’AZEGLIO E IN PASSEGGIATA

Continuano senza sosta i controlli antidroga da parte dei militari dell’Arma. E, anche la notte scorsa, i Carabinieri della Compagnia di Viareggio, congiuntamente ai militari del Nucleo Cinofili di Pisa San Rossore, hanno svolto un nuovo servizio straordinario di controllo del territorio, volto alla prevenzione, e alla repressione, sia del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti che quello dell’immigrazione clandestina. Sette le macchine di servizio a lampeggianti accesi, oltre ad un fuoristrada, che sono partite poco prima delle 21 dalla caserma viareggina.

La prima tappa è stata la pineta di ponente, dove circa una ventina di militari, in divisa e in borghese, hanno rastrellato in largo e lungo tutto il parco. Il cane antidroga Cheva, e Caspel, addestrato per il servizio di Ordine Pubblico, hanno scovato nell’arco di pochi minuti, nascosti nel buio della pineta, tra i cespugli e le cataste di tronchi ammassati per terra, due cittadini extracomunitari che sono stati caricati a bordo di una macchina del reparto della Radiomobile e accompagnati negli uffici, dove, rilevato che erano sprovvisti di documenti di identità, sono stati denunciati a piede libero all’ Autorità Giudiziaria. Per entrambi è poi stata avviata la procedura di espulsione.

Poi, intorno alle 22, i controlli si sono spostati in piazza Dante, nei pressi della Stazione Ferroviaria, e stessa sorte è capitata a un altro extracomunitario, privo di documenti, trovato a camminare nei giardinetti della piazza e portato via. Dalle 23 fino a dopo la mezzanotte i controlli sono proseguiti in piazza D’ Azeglio e in passeggiata, in particolare in alcuni locali, luogo di ritrovo di molti spacciatori. I cani hanno perlustrato palmo a palmo tutti i giardini, sotto le foglie e tra le siepi, tra le fioriere, nei cestini dell’immondizia, tra le piastrelle sconnesse dei marciapiedi, sulle panchine. Alle operazioni, dirette dal maggiore Andrea Pasquali, dal tenente Fabio Truddaiu e dal luogotenente Danilo Ammenti, ha assistito anche il sindaco Luca Lunardini. Molte le persone, soprattutto sui viali a mare, che si sono fermate ad osservare e commentare positivamente la massiccia presenza delle Forze dell’Ordine, che a detta di tutti “serve da deterrente alla delinquenza , e dà senso di sicurezza”. I controlli, come annunciato, non si sono fermati, e proseguiranno costanti.



TENTANO LA RAPINA ALLA TRANS

Un 22 enne di Seravezza, e un 42enne di Pietrasanta, entrambi noti alle Forze dell’Ordine, sono stati arrestati, notte tempo, per tentata rapina ai danni di una trans. Sono stati i carabinieri della stazione di Pietrasanta, con i colleghi apuani, a far scattare le manette ai due.Una pattuglia dei Carabinieri di Pietrasanta, che stava svolgendo un normale servizio perlustrativo, ha intercettato un’ auto con a bordo due uomini, che alla vista dei militari hannogettato dal finestrino un piede di porco – ha spiegato il comandante Andrea Pasquali – e notato questo fatto i militari hanno invertito immediatamente la marcia e fermato la macchina”. Il nervoso dei due è salito alle stelle, tanto che i Carabinieri, per ulteriori accertamenti, hanno deciso di portarli in caserma, per un controllo più accurato. La “coscienza sporca” ha poi fatto la sua parte, e dopo circa un’ora di interrogatorio i due sono crollati, confessando di aver tentato di rapinare una prostituta transessuale in una pinetina a Marina di Massa, nei pressi dei Ronchi.


Pubblicato in: on marzo 19, 2010 at 5:10 pm  Lascia un commento  
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RUBA LA BORSA DA UN’AUTO, ARRESTATO DALLA POLIZIA

Gli è bastato solo un attimo per rubare, forse un paio di minuti al massimo, ma gli agenti di una volante del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi sono riusciti ad arrestarlo. Il furto di una borsa è avvenuto a Pietrasanta, in pieno giorno, vittima una donna che aveva parcheggiato la propria autovettura davanti alla sua abitazione e che, quando vi ha fatto ritorno, dopo pochissimo tempo, ha notato un uomo che, con mossa fulminea, le aveva rotto il vetro di un finestrino, afferrato la borsa lasciata sul sedile lato passeggeri, con dentro tutto, dai documenti di identità, alle chiavi, sia dell’auto che della macchina, carte di credito, bancomat, e persino i soldi in contante, per poi scappare a bordo di una macchina. Contattato il 113 è subito intervenuta sul posto una volante della Polizia, che ha iniziato immediatamente le prime ricerche del fuggiasco, poi la derubata ha presentato la denuncia. Sono stati gli uomini della Squadra Anticrimine ad avviare le indagini e a identificare il ladro, anche grazie alla testimonianza molto precisa, e ricca di dettagli, fornita dalla signora, e in poche ore i poliziotti di Forte dei Marmi, diretti da Ernico Parrini, con il supporto dei colleghi della Squadra Mobile di Massa – Carrara, hanno rintracciato nella sua abitazione il ladro, e per I.M., un massese di 35 anni pluripregiudicato, si sono aperte le porte del carcere, grazie a un’ ordinanza di custodia cautelare ottenuta dalla Polizia. Ora l’uomo si trova dietro le sbarre, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


OLIO IN ACQUA, ALLARME IN PORTO

Disastro ambientale scongiurato, due pomeriggi fa nelle acque del porto. Questo grazie al pronto intervento dei mezzi, e dei militari, della Guardia Costiera di Viareggio. La segnalazione arrivata al Nostromo parlava di una presenza di olio, e la situazione è apparsa subito seria. Tanto che sul posto, per verificare di persona e decidere il da farsi, è intervenuto personalmente lo stesso comandante della Capitaneria di Porto Fabrizio Ratto Vaquer per disporre l’attivazione delle procedure previste. E’ stato subito approntato un battello, equipaggiato con panne galleggianti contenitive: questo per evitare l’espandersi dell’inquinamento. Poi , con l’utilizzo di fogli assorbenti, lo specchio acqueo è stato bonificato. Tutta l’operazione, durata oltre oltre tre ore, si è conclusa scongiurando disastri peggiori, e disastro ambientale evitato, sono scattati gli accertamenti per individuare la fonte, risultata essere uno scarico di acque pluviali presenti lungo il ciglio della banchina. Ulteriori accertamenti, più approfonditi, sono tuttora in corso, e i campioni prelevati dai militari della Capitaneria sono stati consegnati, per le analisi, all’Arpat. “ Mi sembra doveroso ricordare che è sempre vietato lo scarico di idrocarburi, sia da terra che dalle navi – sono state le parole di Ratto Vaquer -, mentre lo scarico di acque provenienti dai servizi igienici di bordo può essere effettuato a non meno di 1000 metri di distanza dalla costa (per le acque trattate), oppure a non meno di tre miglia di distanza dalla costa nel caso di acque non trattate”.


VIAREGGIO “AMICA” DELLA BRIGATA AEREA: IERI LA CERIMONIA PER RICORDARE L’IMPEGNO IN OCCASIONE DELLA STRAGE FERROVIARIA E PER RICORDARE I PILOTI SCOMPARSI NELL’INCIDENTE DEL 23 NOVEMBRE

La 46ma Brigata Aerea di Pisa e il suo comandante, generale Stefano Fort, erano a Viareggio ieri mattina, in occasione del 149° anniversario dell’Unità d’Italia. Un’occasione, questa, per sugggellare un “patto di amicizia”, annunciato da tempo, sia per commemorare la strage del C130J precipitato al suolo il 23 novembre scorso, decollato per una missione addestrativa, dove persero la vita il maggiore pilota Bruno Cavezzana, il tenente pilota Gianluca Minichino, il tenente pilota Salvatore Bidello, il maresciallo Maurizio Ton e il maresciallo Gianluca Larice, 39 anni, di Mestre, sia per ricordare quanto fatto dall’Areonautica Militare di Pisa la notte della strage di via Ponchielli, quando il comandante Fort mise a disposizione un volo per trasportare dall’areoporto di Pisa a quello di Caselle tre feriti, ustionati gravi. L’equipaggio di quella notte, formato dal capitano Alfredo Pietrolucci, il tenente Federico De Angelis, il I° maresciallo Salvatore D’Ambrosio, il maresciallo di I° classe Silvio Sensini, accompagnò con il volo militare Anna Maccarone, Sabrina Lunardi e Malek Martin all’areoporto piemontese, a poche ore dall’ecatombe provocata dall’esplosione della cisterna killer.

Una corona di alloro, deposta ai piedi del monumento ai Caduti in piazza Garibaldi, la messa in suffragio celebrata nella chiesa di Sant’Antonio, e la cerimonia ufficiale in piazza Mazzini, con l’alzabandiera solenne, accompagnato da tre squilli di tromba, l’inno nazionale e il sorvolo a bassa quota di un C130J, ai comandi del magggiore pilota Massimo Carena, in contatto radio da terra col maggiore Giorgio Mattia che ha coordinato, con funzioni di Forward Air Controller, il passaggio aereo, sono stati i momenti più solenni, ai quali, a fianco del sindaco Luca Lunardini, hanno partecipato il Prefetto Maurizio Maccari, il questore Nicola Santoro e le maggiori cariche militari e civili sia di Viareggio che della Provincia di Lucca. “La 46 Brigata Aerea ha dato molto al nostro territorio– sono state le parole del primo cittadino. E ieri è stata l’occasione per dare ufficialità a questo “legame d’amore”. Questa mattina il generale Stefano Fort sarà a Roma, per ricevere direttamente dalle mani del Ministro una medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica, proprio per i voli sanitari che la 46ma Brigata effettua sia a livello nazionale, come nel caso di Viareggio e L’Aquila, che internazionale.


TRA I TIGLI IL SESSO A PAGAMENTO NON SCOMPARE: L’ORDINANZA DEL SINDACO HA FATTO FLOP

Niente di nuovo tra i cespugli della Pineta di Levante. Il viale del sesso, al secolo viale dei Tigli, anche ieri, in pieno giorno, pullulava di lucciole, e di clienti. A dimostrazione, ancora una volta, che l’ordinanza anti prostituzione a firma del sindaco Luca Lunardini, non ha prodotto cambiamenti. Il divieto, h24, e le multe, salate, non scoraggiano chi da sempre offre il proprio corpo a pagamento, e nemmeno chi ne usufruisce. Visto che poi, di pattuglie in giro, non ce n’ era neanche l’ombra. Andare a prostitute sembra che sia un’attività che non conosce crisi, nonostante tutto. E la maggior parte dei clienti, sono le statistiche a fornire dati certi e le stesse sex workers a confermarlo, sono uomini sposati. Sia giovani, che over 40 e 50. Le dinamiche della domanda e dell’offerta prevalgono sulle leggi, almeno per quanto riguarda il mercato del sesso a pagamento. La scelta come sempre varia, e anche il prezzo, a seconda che si scelga un “prodotto estero”, o nazionale. Ma il “tariffario”, sia per le trans che per le donne, è fermo alla scorsa estate: dai 30 euro in su, per un rapporto completo, ai 10 euro per il solo sesso orale. I prezzi come noto oscillano, a seconda dell’abito, della macchina e del portafoglio del cliente che si ferma. Molte, ieri mattina, erano italiane. Arrivano a piedi, poco dopo le dieci e mezzo, e ognuna sa dove fermarsi, ha il suo posto fisso, un albero lungo il viale, e i primi clienti non si fanno attendere. Appostati a poca distanza abbiamo “spiato” per circa un’ora. Nemmeno una parola, spesso basta un solo cenno, uno sfanalio di fari, l’auto che si accosta, e parcheggia. Molti sono habituè, e vanno a colpo sicuro.

Un uomo, arrivato su uno scooter, non si è nemmeno tolto il casco dalla testa, i due si sono addentrati nella macchia – a pochi passi dal vialetto sterrato dove intanto il via vai di ciclisti, e di podisti, come di mamme con i passeggini, non si è fermato un attimo – e sono stati sufficienti pochi minuti, giusto il tempo di pagare e di consumare, e il cliente è rimontato in sella, dirigendosi verso Torre del Lago. Poi…largo al prossimo. Prostituirsi del resto non è reato. E di “papponi”, che sfruttino le lucciole, almeno sul viale dei Tigli, non ce ne sono. Il meretricio è il mestiere più antico del mondo, si sa, e fino a quando ci sarà richiesta…ci sarà anche rifornimento. Qualcuna, prima o poi, prova a costruirsi una vita nuova. Altre no. Ma sui marciapiedi, lasciati vuoti, ci saranno altre a rimpiazzarle. E tanti “anziani” rimpiangono le vecchie “case chiuse”.


SCOPERTI OTTO VIDEOPOKER TAROCCATI, DENUNCIATI DAI FINANZIERI I GESTORI DI DUE LOCALI: MAXI MULTE DA 60MILA EURO

Blitz delle Fiamme Gialle viareggine sui videopoker, e che hanno portato al sequestro di ben otto slot machine e alla denuncia di due gestori di locali versiliesi.

“L’operazione si è svolta nell’ambito di una serie di controlli mirati – ha precisato ieri mattina il comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Viareggio, maggiore Pasquale Arena . Si è trattato di un’ indagine volta soprattutto all’accertamento del rispetto delle disposizioni impartite dal Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza, in materia di apparecchi da intrattenimento, durante la quale i militari hanno sottoposto al controllo numerosi locali della costa versiliese. E due sono risultati non in regola con le normative in vigore. “Le verifiche, che hanno riguardato numerosi esercizi commerciali, sono stati effettuati anche a seguito di tante segnalazioni fatte da cittadini che a fronte di ingenti somme spese per giocare non riuscivano ad ottenere alcuna vincita – come ha spiegato il comandante. In caserma a Viareggio si sono presentate, disperate, anche molte donne, che vedevano dilapidate dai loro mariti, o compagni, le già esigue finanze familiari. Di li sono scattate le investigazioni, e le Fiamme Gialle hanno subito individuato un circolo ricreativo e un bar della Darsena, dove “tutti gli apparecchi da videogioco installati sono risultati non corrispondenti alle caratteristiche ed alle prescrizioni indicate dal articolo 110 comma 6 e 7 del T.U.L.P.S”. Nei due locali sono sottoposti a sequestro, nel complesso, otto apparecchi da videogioco ed ai titolari, così come ai rispettivi gestori dei videogiochi, sono state inflitte sanzioni amministrative per un totale di oltre 60mila euro, oltre al sequestro della somma di 3.471 euro in contanti, rinvenute all’interno delle slot machine. “Abbiamo anche appurato che le “schede di gioco” installate sugli apparecchi presentavano dispositivi a rulli, o rulli virtuali”. In pratica le vincite non erano basate esclusivamente sull’abilità fisica, strategica o mentale del giocatore, così come imposto dalla vigente normativa, ma le combinazioni vincenti venivano determinate casualmente dagli stessi apparecchi che, all’apparenza regolari, funzionavano invece in maniera non lecita. “Il giocatore, una volta inserito l’importo, avviava il gioco ed interagiva con l’apparecchio tramite dei pulsanti che consentivano l’accesso a giochi “illeciti”. “Le combinazioni vincenti venivano determinate casualmente dagli stessi apparecchi – ha spiegato Arena -: il giocatore, pur interagendo sui tasti appositi per fermare la rotazione virtuale dei rulli, considerata la velocità degli stessi, era impossibilitato a distinguere i simboli rappresentati (numeri, frutti o altre immagini) fino all’arresto degli stessi. pertanto, la combinazione che ne risultava veniva individuata in maniera “casuale” dall’apparecchio. in tal modo la durata della partita variava indipendentemente dall’abilità e dalla capacita’ del giocatore”.

La normativa in vigore e l’appello delle Fiamme Gialle ai cittadini

Le norme vigenti considerano lecito il funzionamento degli apparecchi da divertimento e da intrattenimento allorquando non si configuri la presenza di alcuna componente aleatoria e viene quindi privilegiata l’abilità e la capacità del giocatore. “Anche in questo caso, come numerose altre volte, sono risultate utili a smascherare la cosa le segnalazioni pervenute alla Guardia di Finanza di Viareggio da parte dei cittadini”. Le Fiamme Gialle, è questo l’appello del comandante Arena a tal proposito, “invitano chiunque si trovi di fronte a situazioni che possano configurarsi come illeciti di natura fiscale o economico-finanziaria in genere a non esitare a rivolgersi alla caserma della Guardia di Finanza”.


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