“GIU’ LE MANI DAL CENTRALE”, PRESIDIO E VOLANTINAGGIO PER IL CINEMA

E’ passato ormai un anno dalla chiusura del cinema Centrale, un anno da quando Viareggio ha perso una parte importante del proprio patrimonio culturale. “A quanto pare – si legge in una nota della sinistra – la speculazione edilizia e la logica palazzinara prevalgono sull’ amore che i cittadini provano per un posto che sentono proprio”. “Dobbiamo constatare – proseguono – che la Parrocchia di Sant’Andrea, proprietaria dell’immobile non condivide questo sentimento”. E, dopo un anno esatto senza cinema, la mobilitazione continua, chiedendo al parroco di sant’Andrea di ritirare il progetto di ristrutturazione edilizia confermando per il centrale la destinazione a cinema. Ma il comitato pro Centrale ha fatto di più, scrivendo una lettera, sottoscritta da centinaia di cittadini, al vescovo Italo Castellani “per la mancanza di una spiegazione accettabile che induce a supporre interessi e legami non apertamente confessabili”. “Questa è la sensibilità della Chiesa di fronte alle esigenze culturali di un’intera città – afferma Francesca Venturi, titolare di Adone -, chiudendo il cinema Centrale ci costringono a vedere solo i seni e i sederi del cinema commerciale”. “Il ‘Pidocchino’ è la storia di una generazione, un angolo di Viareggio lasciato morire – sono le parole di Elsa Pilan, insegnante del Nautico alla quale si unisce suo figlio Michele Nardini, studente del CMT dell’ateneo Pisano: “in una città che ospita il Festival del Cinema chiudere il Centrale è aberrante, ma simbolo del degrado culturale in cui versa la città”. Ma per ora parroco e sindaco “hanno le bocche cucite”. Perchè?


Pubblicato in: on maggio 29, 2010 at 3:50 pm  Lascia un commento  
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