“MACCHE’ TRUFFA, SONO INNOCENTE”, PARLA MORO ACCUSATO ANCHE DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE: PER DIFENDERSI HA APERTO UN BLOG E UN GRUPPO SU FACEBOOK

Sono innocente, non colpevole”. Lo ha ripetuto per oltre 4 ore durante l’interrogatorio, rispondendo con dovizia di particolari a tutte le domande – racconta uno dei suoi legali.  Accusato di maxi truffa, Biagio Moro, una volta scarcerato, ha persino creato un suo blog, oltre ad un gruppo su Face Book, per raccontare la sua verità. Ha trascorso sei mesi nei penitenziari di Lucca, Rimini, Forli e  Massa, a suo dire “ingiustamente”, per reati che asserisce di non aver commesso – truffa e associazione a delinquere – e ora, uscito per decorrenza di termini, con il divieto di dimora in Toscana e Emilia Romagna fino al 5 aprile del prossimo anno, un foglio di via da Viareggio e in attesa del processo, ha contattato tutti i media che hanno scritto e parlato di lui relativamente all’arresto effettuato dai Carabinieri di Riccione che lo hanno accusato di un raggiro di quasi un milione di euro ai danni di chi metteva in vendita la proprio auto on line – 37 le persone che sarebbero state truffate – che secondo l’accusa sparivano dalle concessionarie di auto in Versilia e sulla riviera adriatica grazie a denunce false per radiare le targhe e poi esportarle all’estero, soprattutto nei paesi dell’est. Biagio Moro venne arrestato anche dai carabinieri di Forte dei Marmi per una storia di bancanote false, 1000 euro in pezzi da 50, date in pagamento ad un creditore. “Anche in questo caso l’accusa non è veritiera, io ho dato soldi veri”. “Il mio inferno – racconta – è nato solo da una mia leggerezza”. A quanto afferma i suoi saloni, uno anche a Viareggio sulla via Aurelia, non erano provvisti delle necessarie licenze: “ Sono stati chiusi solo per questo motivo, per mancanza di licenze, ma sono finito in carcere accusato di essere un truffatore, e grazie anche a un blog, “I truffati da Biagio Moro”, ora non faccio più vita, e non posso lavorare”. L’accusa è quella di aver truffato decine e decine di automobilisti, sia in Toscana che in Emilia Romagna, assieme ad altre 8 persone, di cui Biagio Moro sarebbe stato il boss. “Nessuna truffa – ribadisce -, alcuni clienti pretendevano che il pagamento fosse fatto in poche ore, cosa questa impossibile, e a far scattare l’indagine fu la storia della vendita di una Bmw”. “Non volevo consegnare il denaro all’amico che si era presentato al salone al posto del cliente – precisa – e che pretendendolo chiamò i carabinieri, ai quali cercai di spiegare che avrei pagato al vero proprietario. I sigilli furono comunque apposti anche in questo caso per mancanza di licenza”. L’unico salone aperto con regolare licenza, intestata a un prestanome, era quello di Forte dei Marmi, ma ora è chiuso, “ sempre per motivi amministrativi”. “ Le accuse che mi hanno lanciato via internet attraverso il blog, del tutto infondate e che hanno coinvolto pure mio padre e la mia ragazza, mi stanno rovinando completamente – Biagio Moro ha anche intenzione di presentare una querela per diffamazione – e vivo da colpevole senza avere ancora una sentenza di condanna, nemmeno di primo grado”. La data del processo, nel quale Biagio Moro è difeso dagli avvocati Umberto Prisco di Viareggio e Massimiliano Orrù di Rimini, non è ancora stata fissata.


Pubblicato in: on maggio 18, 2010 at 3:00 pm  Lascia un commento  
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RIPESCATA UN’IMBARCAZIONE IN PORTO

Ha rischiato di affondare, il 18 metri a motore ormai inabissato a poppa nel porto, nella Darsena Viareggio, se non fosse stato per l’immediato intervento dei militari della Capitaneria di Porto arrivati sul posto in pochi minuti dopo che alle 6,45 di ieri mattina al numero blu della centrale operativa della Guardia Costiera era arrivata la segnalazione di una imbarcazione da diporto, ormeggiata alla banchina Tistino – una banchina pubblica destinata all’ormeggio di unità navali ai lavori – della quale affiorava in superficie solo la prua. I primi arrivare sono stati i militari del Noip, il Nucleo Operativo d’Intervento Portuale, insieme al Nostromo del Porto, che ha provveduto ad accertare la veridicità della segnalazione e verificare che non vi fosse pericolo di inquinamento da idrocarburi. Pur non essendoci tracce di inquinamento, e di sversamenti di carburante e oli, il Comandante della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Viareggio Fabrizio Ratto Vaquer, al fine di prevenire qualsiasi potenziale rischio, conseguente al fatto che i motori dell’imbarcazione fossero ormai completamente immersi in acqua, ha comunque disposto l’invio in zona della motovedetta, per posizionare una cintura di panne galleggianti idonee a contenere l’eventuale fuoriuscita di idrocarburi dai serbatoi di bordo, allertando anche i sommozzatori al fine di verificare l’eventuale presenza a bordo di persone. Una volta posizionati i palloni idrostatici l’imbarcazione è stata rimorchiata con il supporto del Pratico Locale fino al Travel Lift, dove alle 11.30 è stata tirata a secco con la gru. Le indagini sulle cause dell’affondamento sono tuttora in corso da parte della Capitaneria di Porto, anche se sembra da escludere il dolo.


Pubblicato in: on maggio 18, 2010 at 2:45 pm  Lascia un commento  
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BECCATO VANDALO FUORI DA SCUOLA, 17ENNE DENUNCIATO PER DANNEGGIAMENTO

Forse pensava di fare una bravata e cavarsela senza essere notato, ma invece, colto in flagrante, il minorenne sorpreso dalla polizia a rompere la recinzione esterna del giardino del liceo scientifico Michelangelo del Forte dei Marmi si è beccato una bella denuncia per danneggiamenti. Il “fattaccio” è accaduto la scorsa notte, e a chiamare le forze dell’ Ordine sono stati alcuni residenti della zona che avevano notato strani movimenti, e visto il ragazzino in compagnia di coetanei in atteggiamenti sospetti. All’arrivo di una volante del Commissariato di Forte dei Marmi, spaventati delle eventuali conseguenze, gli amici del minorenne se la sono data a gambe levate e sono riusciti a fuggire, dileguandosi nel buio della notte, mentre il diciassettenne, beccato sul fatto, è stato invece caricato sull’auto di servizio e accompagnato negli Uffici. Dopo aver convocato in Commissariato i genitori esercenti la patria potestà, il ragazzino è stato denunciato a piede libero e dovrà rispondere del reato di danneggiamento.


GRIDO D’ALLARME: “MANCA LA SICUREZZA NELLA ZONA DELLA CASINA”

Non si sentono sicuri, e il grido di allarme arriva dagli appartenenti al Moto Gruppo delle Tartarughe Lente che si occupano della gestione della casina dei ricordi, la struttura in legno che ospita i doni lasciati dai cittadini di Viareggio in omaggio alle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno. Da ormai troppo tempo la zona del parcheggio della Pam, dove è stata collocata la casina, si aggirano, di notte come di giorno, personaggi non raccomandabili, che hanno spesso creato problemi ai gestori della struttura. In numerose occasioni sono dovute intervenire le forze dell’Ordine, per reprimere liti, a volte anche molto animate, tra gli immigrati frequentemente in preda ai fumi dell’alcol. Risale a pochi giorni fa un episodio al quale ha assistito una donna che stava sistemando i fiori alla casina: dopo aver assistito a un violento litigio tra un gruppo di nordafricani, la signora, spaventata, è fuggita. Mentre sabato è stato necessario l’intervento dei militari dell’Arma per bloccare degli ubriachi che stavano infastidendo i clienti nel parcheggio del supermercato. “Siamo stanchi di questa situazione – hanno affermato i motociclisti – e la nostra richiesta alle Forze dell’Ordine è di cercare di allontanare queste persone che spesso utilizzano la zona per i loro bisogni fisiologici e bivaccare, lasciando a terra ogni sorta di rifiuti”. “La casina – ricordano – è un luogo di rispetto e certi atteggiamenti di inciviltà non sono tollerabili”.


Pubblicato in: on maggio 18, 2010 at 2:15 pm  Lascia un commento  
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LE BELLEZZE E LE BONTA’ DI STAZZEMA FINISCONO IN TV

Le telecamere di Italia 7 arriveranno giovedi nel comune di Stazzema, per una diretta di un’ora e mezzo. Il programma, Toscana Paese mio, promuoverà il paesaggio e le sue peculiarità. Sul palco – le riprese saranno effettuate dalla piazza di Farnocchia, da dove si vedono tutte le frazioni, escluse Arni, Sant’Anna di Stazzema e Palagnana – si parlerà delle bellezze naturali della zona, le Apuane e gli “alpeggi”, ossia le pianure di altura, e l’Antro del Corchia, si parlerà delle attività estrattive e di lavorazione del marmo arabescato e della pietra del Cardoso, sarà presentato un piatto tipico e verranno valorizzati sia i produttori locali di miele e di insaccati di maiale che gli agriturismi della zona.



Pubblicato in: on maggio 18, 2010 at 2:00 pm  Lascia un commento  
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FLASH MOB AL BACIO CONTRO L’OMOFOBIA, MAMAMIA E ARCIGAY INSIEME PER LA RICORRENZA EUROPEA DELLA LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE

Mamamia e Arcigay uniti, sabato sera, per celebrare la giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, ricorrenza promossa dall’Unione Europea.

Ospiti d’onore al dibattito il neo presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè e Regina Satariano, intervistati da Daniele Nardini, giornalista e direttore dei contenuti del portale di informazione LGBT Gay.it.

Allo scoccare della mezzanotte poi il “kiss in”, un lungo bacio collettivo che, sotto le note della nota canzone “Somewere Over the Rainbow”, ha coinvolto decine di coppie gay ed etero – inclusi “I Ghetero”, quattro ragazzi pisani, tutti eterossessuali, che da qualche tempo animano le serate del noto locale di Alessio De Giorgi -, “per il pieno rispetto di ogni orientamento e identità sessuale”. E’ stato questo l’obiettivo del Flash Mob, “per contrastare quell’insieme di emozioni e sentimenti come il disgusto, la paura o il disagio che molti eterosessuali provano in maniera conscia, o inconscia, nei confronti di gay, lesbiche e trans”. E l’Italia, stando ai dati dell’Agenzia per i Diritti Fondamentali dell’UE, è il paese con il maggior tasso di omofobia sociale ed istituzionale, “anche per il ruolo della Chiesa”. L’avvocato Paolo Patanè ha anche fatto il punto sulla legge contro l’omofobia, bocciata dal parlamento e nuovamente in discussione alle camere, che avrebbe non permesso ai gay di sposarsi o adottare un bambino, ma rispondere ad una richiesta più che legittima, quella di sanzionare gli atteggiamenti omofobici. Gli episodi di violenza non sono solo quelli che hanno coinvolto recentemente giovani gay e lesbiche, ma anche quelli telematici, come i gruppi “Cancelliamo l’omofobia, perchè? Io non ho paura dei gay, mi fanno schifo”, on line su Face Book. Ma quale è la cura contro gli omofobici? Rifiutarla, per “non essere tu quello diverso”.

Letizia Tassinari


Pubblicato in: on maggio 17, 2010 at 1:30 pm  Lascia un commento  
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L’IMPEGNO DELLA POLIZIA NELLA STRAGE: A LUCCA LA CONSEGNA DEI RICONOSCIMENTI A CHI SI E’ IMPEGNATO DURANTE I TERRIBILI GIORNI DEL DISASTRO

L’edizione 2010 della tradizionale festa per il 158° anniversario della Fondazione della Polizia di Stato è stata celebrata ieri mattina nell’ Auditorium di San Romano a Lucca, alla presenza del Prefetto, del Questore, del vescovo, di tutte le più alte cariche civili e militari della Provincia. Un messaggio da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del premier Silvio Berlusconi, hanno preceduto il momento della consegna dei riconoscimenti.

Alla festa di quest’anno, che è stata dedicata alla strage ferroviaria del 29 giugno, sono stati premiati moltissimi agenti del Commissariato di Polizia di Viareggio, e lo stesso dirigente Leopoldo Laricchia, che dalle mani del sindaco Luca Lunardini ha anche ricevuto, come ulteriore riconoscimento per il lavoro svolto, un “attestato di benemerenza” per l’abnegazione di tutti i suoi uomini relativamente al soccorso prestato nell’immediato, l’isolamento della zona disastrata, la gestione dell’emergenza da parte della centrale operativa del 113, l’identificazione delle vittime, la ricerca dei dispersi, oltre a quanto fatto dai poliziotti di quartiere. A ricevere l’ encomio solenne, oltre al dirigente Laricchia che ha coordinato personalmente tutte le attività di polizia dal momento del disastro fino ai funerali di Stato del 7 luglio, sono stati Lucio Chelotti, che ha coordinato di ricerca dei dispersi e tenuto i rapporti con i familiari delle vittime durante le attività di identificazione, Mauro Chiavacci per i sopralluoghi di polizia scientifica. Alessandro Landucci, Claudio De Francesco, Luca Batori, Luca Cortopassi del Commissariato di Viareggio e Stefano Da Mommio della sottosezione della Polstrada di Viareggio, sono stati invece premiati per essere intervenuti la notte stessa della strage a ridosso delle cisterne di GPL ad alto rischio di esplosione, senza ancora conoscere la natura della sostanza che stava andando a fuoco e mettendo a repentaglio la propria vita. Encomio semplice a Daniel Casadio, Cristiano Cravedi, Paolo Gavarini, Roberto Montenegro, Roberto Cardile, Alex Morelli, Guido Chiama, Giovanni Nunziante, Francesco Pisano, Salvatore Sutera, Gianluca Lombardi, Sabrina Rossi, Fabrizio Armonico, Rosario Anniciello, Giuseppe Aversa, Carlo Ponti, Roberto Desogus, Mirco Bellone, Michele Pasquinelli, Vitantonio Losacco, Anna Gemignani, Marco Triola, Paolo Biagini, Andrea Lodovici, Gerardo Magliulo, Andrea Dati, Giacomo Ricciarini, Michele Ruga. I due poliziotti di quartiere, Marco Triola e Anna Gemignani, hanno partecipato sia alla ricerca del disperso Andrea Falorni, setacciando le macerie con le mani, che all’arresto di due sciacalli. La lode è invece andata a Giuseppe Testaì, che interrompendo le ferie prese per assistere la moglie prossima al parto, ha coordinato la cinturazione della zona rossa e l’evacuazione della stessa per lo svuotamento del GPL dalle 13 cisterne, Riccardo Rossi, Fulvio Dezi, Alessandro Russo, Carlo Ascoli, Diego Canova, Maurizio Frattaiuoli, Fabrizio Farnesi, Nicola Spallino, Cristina Iacopini, Cinzia Pilan, Michele Silvestre, Maria Cristina Biada, Nicola Morini,Andrea Marsili, Donato Alcorano, Vincenzo Dini, Gianluca Rossi, Gabriele Ruggero.

I premiati del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi, diretto dal vice questore aggiunto Enrico Parrini, sono stati, con la lode, Paolo Pinna, per un’operazione di polizia del giugno del 2007, che portò ad individuare ed arrestare quattro autori di numerosi furti in abitazione, Mirco Del Chiaro, Massimiliano Raffaelli, Francesca Orlandi e Marcello Cantafio, che nel settembre del 2007 sequestrano, dopo una indagine articolata, 2 chili di marijuana, arrestando due persone, Antonio Domenici Massimiliano Raffaelli, Roberto Licciardi e Andrea Manfrini per l’arresto in flagranza, nel maggio 2008 a Sant’Anna di Stazzema, di un pregiudicato che spacciava eroina.

Lode anche per Gianluca Andreotti, Manuele De Filippis, Mirco Bellone della Sottosezione della Polizia Stradale di Viareggio, diretta da Pietro Merola – i tre poliziotti, l’8 gennaio del 2008, sequestrarono 70 chili di droga – e per i colleghi Stefano Tommasi, Emiliano Felloni, Nicola Croci e Diego Nieri, che l’11 gennaio dello stesso anno, operarono un sequestro di sostanza stupefacente pari a 300 chili.

Letizia Tassinari


STRAGE, I SINDACATI DI POLIZIA PROTESTANO: “ALCUNI AGENTI CHE SI SONO DATI DA FARE PER IL DISASTRO NON SARANNO PREMIATI DALLA QUESTURA”

A Lucca festa della Polizia “in lacrime”. “Sono tanti i poliziotti della stradale che questa mattina diserteranno la festa della polizia per essere stati esclusi dalla concessione dei premi per l’intervento del disastro ferroviario del 29 giugno – fa sapere in una nota Gianluca Pantaleoni, segretario generale regionale del Sindacato di Polizia. “Un intera specialità sottratta alla gratificazione morale del lavoro prestato oltre i compiti di istituto con dedizione, generosità ed altruismo sforando oltre i termini di orario previsti delle 6 ore, raggiungendo anche in alcuni casi 22 ore di servizio continuativo senza un pasto decente, costretti a limitare le brevi soste esclusivamente per i bisogni fisiologici – prosegue Pantaleoni aggiungendo che “è uno scandalo sapere che alla festa ci sono oltre 60 poliziotti della questura premiati e, senza demerito per loro, un solo agente della polizia stradale di Lucca, quando il dirigente della Polstrada preposto ha segnalato al questore di Lucca circa 34 dipendenti”. La richiesta del sindacalista al questore è quella di “ fornire chiarimenti in merito a questa palese disparità di trattamento”. Benché  amareggiati gli agenti della Polstrada saranno comunque presenti alla cerimonia ma il sindacato “si attiverà, attraverso una denuncia al Ministero dell’Interno e al Capo della Polizia”.
Dall’ Ugl il segretario generale provinciale Augusta Fantoni, fa invece sapere che non i poliziotti iscritti non parteciperanno alla giornata di celebrazione: “ritenendo l’ occasione un degno riconoscimento per tutti quei colleghi che quotidianamente tra mille pericoli e con sempre più scarse gratificazioni, espletano il loro compito, quest’anno ci troviamo di fronte a due episodi, a nostro avviso gravi”. “Si premia per l’ impegno e l’ abnegazione profusa durante e a seguito della strage ferroviaria del 29 giugno scorso a Viareggio e questo lo riteniamo speculativo dato che ancora una volta invece di premiare la Polizia di Stato attraverso l’ attribuzione della medaglia alla bandiera come anche questo sindacato aveva segnalato si vanno a premiare i singoli e non tutti con il medesimo riconoscimento come sarebbe logico aspettarsi, ma con ricompense diverse. Questa disparità di attribuzioni non è chiara e rischia di far pensare ai soliti clientelismi”. Il secondo motivo che ha portato alla decisione di non partecipare alla festa è che “i colleghi della Polizia Stradale appartenenti agli uffici del Distaccamento e della Sottosezione di Viareggio e della Sezione di Lucca, presenti da subito sul posto e che hanno rischiato in quei concitati momenti addirittura di essere richiamati disciplinarmente per non aver indossato il berretto di ordinanza quando si preoccupavano di salvare vite umane, non sono stati minimamente menzionati e non sono nell’ elenco dei premiati”. Come anche i poliziotti del Commissariato di Forte dei Marmi.



FINGE L’AGGRESSIONE

Forse voleva attirare l’attenzione dell’amichetto del cuore, fatto sta che la ragazzina, una minorenne di 16 anni residente a Pietrasanta, ha chiamato il ragazzo chiedendogli aiuto, raccontando di essere stata aggredita, nei pressi della stazione ferroviaria, da due extracomunitari dell’ Est, forse due albanesi. “Mi hanno picchiata, colpendomi con una scarica di pugni allo stomaco”. Il ragazzino, allarmato, è subito accorso sul posto, accompagnandola poi al Pronto Soccorso dell’ Ospedale Unico “Versilia”, e dal nosocomio è stato allertato immediatamente il 113. Quando gli agenti di una volante del Commissariato di Polizia del Forte dei Marmi sono arrivati per farsi raccontare quanto accaduto, chiedendo alla minorenne qualche particolare dei due presunti aggressori, la ragazzina, incalzata dalle domande, è però crollata, confessando di essersi inventata tutto. Convocati in Commissariato anche i genitori della minore, gli inquirenti stanno ora valutando se procedere per simulazione di reato e procurato allarme.


Pubblicato in: on maggio 15, 2010 at 1:30 pm  Lascia un commento  
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CERCANO DI RUBARE IL GASOLIO DI GAIA, DUE GIOVANI IN MANETTE: HANNO RISCHIATO DI FAR SVERSARE LE ACQUE NERE NEL MASSACIUCCOLI

Rischio evitato per il lago di Massaciuccoli, che da specchio d’acqua tanto caro al maestro Giacomo Puccini sarebbe potuto diventare uno specchio di acque nere, con gravi ripercussioni sia per l’agricoltura che per lo stesso bacino. Nella notte, due rumeni, forse inconsapevoli del danno che avrebbero potuto arrecare, si sono introdotti all’interno di Gaia  per rubare il gasolio. Beccati in flgranza di reato, sono finiti in manette. Una gazzella dei carabinieri della stazione di Torre del Lago, diretta dal maresciallo Fulvio Starace, stava perlustrando la zona delle Carbonaie, tra Viareggio e la frazione pucciniana, e i militari, notando movimenti sospetti all’interno della ditta Gaia spa, hanno deciso di dare un’occhiata più da vicino, sorprendendo Marian Udilà di 35 anni e Gabriel Chirita di 28, entrambi noti alle Forze dell’ Ordine, a travasare in due grosse taniche 60 litri di gasolio dal serbatoio che alimenta il pompaggio delle acque nere verso il depuratore che ha una capacità massima di 120 litri. “Il fatto, che in sé, potrebbe non sembrare troppo grave, avrebbe potuto. avere serie conseguenze – ha affermato il comandante del Nucleo Operativo e Radiombile tenente Fabio Truddiau. Per il corretto funzionamento dell’ impianto, infatti, devono essere presenti nel serbatoio almeno 100 litri di gasolio, altrimenti si blocca e riversa le acque nere nel vicino lago di Massaciuccoli con gravi danni ambientali. L’intervento dei Carabinieri, oltre ad assicurare i due pregiudicati alla giustizia, ha certamente evitato gravi problemi ecologici al bacino. I due arrestati sono stati processati per direttissima.


Pubblicato in: on maggio 14, 2010 at 2:30 pm  Lascia un commento  
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