ALVINO: “I BACI…IN PRIVATO”. SIT – IN DAVANTI AL COMUNE, “IN ITALIA MANCA LA CULTURA APERTA”

Baci in privato… De Giorgi, dimentichi la dignità di chi, sposata da 30 anni, è ancora definita una trans!”. Munita di cartello Sandra Alvino è partita da Firenze, dove abita da tempo col marito Fortunato Talotta, sposato con rito civile, e si è piazzata all’ingresso del comune di Viareggio in un sit-in di protesta. Lei, autrice del libro “Il volo la mia vita: ieri uomo, oggi donna, storia di metamorfosi e di lotta” e appartenente all’AIT, Associazione Italiana Trans, ha seguito sui giornali, locali e nazionali, oltre che sui siti e sui blog, la storia del bacio gay tra due turisti, “censurato” dal bagnino sulla spiaggia della Lecciona a Marina di Torre del Lago e ha deciso di dire la sua.
“Essere gay non significa comunque fare esibizionismo – ha affermato Sandra -, così facendo nasce l’intolleranza, si tratta di avere gusti sessuali privati, che tali devono rimanere siano essi omosessuali che etero, e bene ha fatto il bagnino a brontolare i due turisti che si stavano baciando davanti a famiglie con bambini”. “Premettendo che non ho nulla in contrario a che due persone si bacino in pubblico, ammesso e non concesso che solo di un bacio innocente si trattasse, il problema sta a monte – aggiunge -, in Italia ancora non c’è una cultura così aperta, nelle scuole non si insegna sessuologia e non si impara cos’è l’identità di genere per poter capire e convivere civilmente”. “E poi finiamola di parlare di omofobia – conclude Sandra -, considero Viareggio un posto aperto e tollerante, tanto che è mia intenzione chiedere al sindaco asilo politico qui”. “Siamo sempre stati lontani anni luce culturalmente e politicamente io e Sandra – è stato il commento di Alessio De Giorgi -, per quanto riguarda il caso del bacio ho risposto alle domande dei giornalisti di tutta Italia e ho detto la mia come ho sempre fatto in altre battaglie che mi hanno visto in prima linea per i diritti della comunità GLBT, come quella per la legge regionale contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. In questo caso Sandra dimentica quanto fatto anche per le trans, sia per ottenere i finanziamenti per la nascita del primo consultorio trangenere, che per le cure ormonali gratuite. Unico mio fallimento non essere riuscito ad ottenere che fosse gratuito tutto il percorso per il cambiamento di sesso”.
Sandra Alvino, ermafrodita dalla nascita, donna dal ’74, moglie, con rito civile, dall’ 82, anno della legge 164 per la quale ha lottato in prima persona, nota alle cronache nazionali per il suo matrimonio religioso officiato da padre Alessandro Santoro, sacerdote della comunità delle Piagge a Firenze, nonostante l’invito dell’arcivescovo a non celebrare le nozze, ieri è anche stata ricevuta dal presidente del Consiglio Comunale Paolo Spadaccini per prendere accordi per presentare in città il suo libro, la cui prefazione è stata redatta da Don Luigi Ciotti. “Ero un uomo, oggi sono una donna”. Come tante… ma ancora in troppi non la considerano tale.


Pubblicato in: on luglio 22, 2010 at 1:00 pm  Lascia un commento  
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