ENTRA NELL’AZIENDA E FA UN MASSACRO

Un attimo di follia e la giornata lavorativa alla Gifas Electric di Piano del Quercione si è tinta di nero. Paolo Iacconi, un 46 enne residente nella provincia di Pordenone, ex rappresentante dell’azienda che era stato licenziato da oltre un anno, intorno alle 16 ha sparato ed ucciso Luca Ceragioli, Amministratore Delegato della società, e Jan Frederick Hillerm, dirigente amministrativo, per poi togliersi la vita. L’uomo, partito nella mattina da Pordenone a bordo della sua Panda rossa, è arrivato alla sede della società per la quale ha lavorato per oltre dieci anni, entrando apparentemente calmo negli uffici e salutando cordialmente gli ex colleghi. A quanto sembra l’ex rappresentante aveva un appuntamento con la direzione, ed è salito ai piani superiori per un colloquio con i dirigenti. Un colloquio tranquillo, tanto che la segretaria Laura ha portato ai tre anche un caffè. Poi, in pochi secondi, si è consumata la tragedia. I 35 dipendenti presenti hanno udito prima le urla, poi una serie di spari, quattro o forse di più, sono scappati per strada, sotto choc, e hanno dato l’allarme, avvisando le Forze di Polizia. Iacconi, forse in preda a raptus, ha improvvisamente estratto dalla valigetta 24 ore la sua pistola, una 7 e 65 automatica e ha fatto fuoco sparando. Quattro i colpi alla schiena, due verso Luca Ceragioli e due verso Hillerm, e i due si sono accasciati a terra. Poi l’ex rappresentante è uscito dalla stanza direzionale e ha dato fuoco ad un ufficio di fronte per poi chiudersi a chiave nel bagno, dove all’arrivo di Polizia e Carabinieri si è sparato alla testa. Sul posto sono confluite decine di pattuglie della Polizia e dei Carabinieri, anche dei reparti speciali – il timore iniziale, quando alla centrale operativa del 113 sono arrivate le prime telefonate, è stato che il pluriomicida avesse preso in ostaggio alcuni dipendenti. I primi ad entrare nell’azienda sono stati il dirigente del Commissariato di Polizia Leopoldo Laricchia e il maggiore dei Carabinieri Andrea Pasquali, con i loro uomini, poi il comandante provinciale dell’Arma colonnello Stefano Ortolani, il sostituto procuratore della Procura di Lucca Enrico Corucci, il medico legale Stefano Pierotti e la Scientifica per i rilievi, che ha lavorato fino a tarda sera. Difficile, almeno per il momento, capire il vero motivo alla base dello scellerato gesto che ha spinto Paolo Iacconi ad uccidere due persone e poi sè stesso. Saranno le indagini degli inquirenti, che dovranno passare al setaccio ogni minimo particolare della vita dell’omicida, a stabilire nelle prossime ore la verità, anche se la premeditazione del duplice delitto sembra scontata. L’uomo, che a detta di numerosi ex colleghi sembra soffrisse di depressione, aveva in tasca, oltre alla pistola, anche numerosi proiettili.

“NON CI CREDO, DITEMI CHE NON E’ VERO”, LA DISPERAZIONE DI GABRIELLA NERI,  MOGLIE DI CERAGIOLI

Non ci credo, non è possibile. Ditemi che non è vero. Luca aiutami, ti prego”. Gabriella Neri, la moglie di Luca Ceragioli, 48 anni, è arrivata accompagnata dai parenti, una volta appresa la tragica notizia, e in lacrime si è gettata tra le braccia del sindaco Luca Lunardini. “Come faccio a dirlo alle bimbe? – ha chiesto in lacrime al primo cittadino di Viareggio, con il quale il marito era amico da sempre. “ Siamo cresciuti insieme, lo conosco dai tempi dell’ infanzia e siamo stati compagni di classe alle elementari – ha ricordato Lunardini, esterrefatto dalla tragedia che si è consumata in pochi secondi e, per il momento, senza un motivo apparente -, sabato scorso eravamo persino a cena insieme”. Luca Ceragioli lascia due figlie, Claudia di 21 anni che rientra oggi dall’Olanda, dove era andata per un paio di settimane ad imparare la lingua, avendo vinto l’Erasmus a Rotterdam, e Giulia di 18. Jan Frederick Hillerm, l’altra vittima della sparatoria, nato nel 1977 a Lubecca, in Germania, era sposato con Elisa Pierotti, una 30enne di Altopascio e oltre alla moglie lascia un bambino di poco meno di un mese. Il suocero Mario è un noto imprenditore del settore immobiliare, e la suocera, erede dell’ex panificio Giannotti, è un’ insegnante. Sia a Lucca che ad Altopascio, dove il dirigente della Gifas era residente, chi lo conosceva ha appreso la notizia con grande dolore. I familiari di Paolo Iacconi sono invece stati raggiunti a Sacile, in provincia di Pordenone, via telefono, dagli uomini del Commissariato di Polizia. A quanto riferito ai poliziotti il marito era partito alle prime ore della mattina senza destare sospetti. Sconvolti i dipendenti dell’azienda che increduli hanno sentito gli spari.

“VI AMMAZZO TUTTI”, POI GLI SPARI

Abbiamo sentito urlare, “vi ammazzo tutti”, poi abbiamo udito gli spari e siamo usciti”. Lasciando nell’azienda tutto, chiavi di casa e della macchina, borse e caschi per moto. Hanno corso, c’è anche chi, dagli uffici ai piani superiori, correndo giù per le scale, è caduto in terra. Poi, una volta fuori dai cancelli, e al sicuro, hanno chiamato Polizia e Carabinieri, oltre ai Vigili del Fuoco. Negli occhi, rossi dalle lacrime, e non fa differenza tra uomini e donne, si leggeva il terrore. “Gli ho portato il caffè ed era tutto tranquillo – racconta Laura, la segretaria -, poi ho chiuso la porta e sono tornata nella mia stanza. Non so cosa sia successo dopo qualche attimo. Ho solo sentito urlare e poi i colpi di pistola e sono fuggita”. Lo conoscevano bene un po’ tutti Paolo Iacconi. Almeno i dipendenti storici della Gifas. Il rappresentante di Pordenone aveva lavorato per l’azienda di materiale elettrico per molti anni, fino al suo licenziamento. C’è chi racconta che avesse in corso una causa di lavoro, per poche migliaia di euro, e che dovesse ancora riscuotere la liquidazione, chi invece che avesse un appuntamento con i dirigenti per una proposta di lavoro. Secondo alcune testimonianze di dipendenti che lo hanno sentito urlare, Iacconi si sarebbe alterato per non aver trovato, all’incontro, anche il responsabile dell’ufficio vendite, Andrea Ghilardi, che era in ferie: “avrebbe ammazzato anche lui – e di questo sono certi tutti. L’incredulità di quanto accaduto si accompagna allo sgomento. Per molti Luca Ceragioli era un buon datore di lavoro: “E’ grazie a lui se sono entrata a lavorare qui da ragazzina – racconta un’impiegata -, per me è stato come un padre”. E da come lo descrivono tutti i suoi dipendenti, anche due giovani magazzinieri, Luca ed Helios, che lavorano alla Gifas Electric da poco tempo, era molto stimato, e amato. Il motivo di quanto successo in quella stanza, gli spari, due morti, poi l’incendio, appiccato ad alcune carte su una scrivania, l’odore di bruciato, e un colpo alla nuca verso se stesso, è per ora sconosciuto a tutti. “Oltre al dolore per la tragedia siamo anche in pensiero per il nostro futuro lavorativo – hanno affermato alcuni dipendenti -, è venuta a mancare la testa”. E sul luogo del delitto è arrivato anche il segretario versiliese della Fiom Lamberto Pocai. Ora sta agli inquirenti ricostruire gli ultimi giorni di vita dell’omicida suicida – non sarebbe stato ritrovato alcun biglietto di spiegazione – per cercare di capire cosa lo abbia portato in Toscana munito di pistola e proiettili.

L’IMPRESA FORNISCE MACCHINARI E MATERIALI AI CANTIERI

E’ sicuramente una delle aziende più grosse e importanti della zona. La Gifas elettromateriale di via Filaracci a Pian del Quercione è presente da anni sul territorio e impiega una cinquantina di dipendenti. Il profilo aziendale spiegato sul sito ufficiale dell’azienda di Massarosa dà l’idea delle dimensioni dell’impresa che ha sedi anche in diversi paesi europei. L’azienda ha rapporti commerciali sia in Italia che all’estero facendo parte di un gruppo di consorziate. I numeri del lavoro della Gifas sono importanti. Ogni anno registra circa 4.000 ordini che vengono affidati annualmente ad oltre 2.000 clienti, con una media di circa cento contatti giornalieri. L’azienda opera praticamente in tutti i settori, in particolare con i cantieri edili e navali, l’industria, i costruttori di macchinari e apparecchiature, con militari, protezione civile ed enti pubblici in genere. Gifas è un gruppo internazionale d’aziende. Le imprese consociate si trovano in Germania, Italia, Francia, Austria, Svizzera. Circa dieci anni fa c’era stato un riassetto societario, come confermato dalla Cgil Fiom.

Letizia Tassinari


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