CONTRO LE STRAGI DEL SABATO SERA INIZIATIVE A TORRE DEL LAGO PER SENSIBILIZZARE I PIU’ GIOVANI

Ricreazione in via d’estinzione”. Il progetto contro le stragi del sabato sera, con il patrocinio del Comune di Viareggio, l’azienda Usl 12, la Regione Toscana, il Comitato “Non la Bevo”, la Coop Tirreno e Crea, sbarca anche sulla Marina di Torre del Lago, grazie alla sensibilità di Alessio De Giorgi, proprietario del Mamamia. L’iniziativa , che è stata presentata ieri mattina sulla terrazza del noto locale della movida torrelaghese, alla presenza dell’assessore alle politiche giovanili Vittorio Fantoni e della presidente del Consorzio Friendly Versilia Regina Satariano, si svolgerà venerdi 30 luglio. “Torre del Lago è una zona molto importante della costa toscana – hanno sottolineato gli organizzatori – dal momento che nei locali presenti sul viale Europa si riversano ogni sera migliaia di giovani da tutta Italia, che potranno entrare in contatto con gli operatori di “Ricreazione in via d’estinzione” per avere tutte le informazioni necessarie sui rischi derivanti dall’abuso di sostanze alcoliche”. Viareggio ha aderito come già altri comuni della Versilia hanno fatto in locali quali la Canniccia al Forte dei Marmi, impegnandosi sul campo dell’informazione e della prevenzione. Allo stand di fronte al Mamamia gli operatori, durante le serate nei locali, distribuiranno materiale informativo e gadget, ai ragazzi, invitandoli a provare il simulatore di guida e ad effettuare l’ alcoltest. La Regione Toscana, per il secondo anno, ha erogato un contributo di 20 mila euro per questo progetto attraverso il Bando regionale sulle Politiche Giovanili e si tratta dell’unico progetto versiliese che ha avuto accesso a questi fondi. Anche la Provincia ha manifestato ampio consenso e plauso per la qualità dell’iniziativa e per il suo significato che non vuole avere un intento proibizionista ma piuttosto intende stimolare una riflessione nei ragazzi sulle conseguenze a cui portano alcuni comportamenti e abitudini. Informare per prevenire, coinvolgendo anche i locali: il proibizionismo non serve a nulla, occorre la cultura della vita, e il rispetto di sé e degli altri, che passa attraverso la scelta di non bere quando poi ci si deve mettere al volante.


Pubblicato in: on luglio 25, 2010 at 2:30 pm  Lascia un commento  
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CGIL SPACCATA, ANTONIOLI SI DIMETTE: IL SEGRETARIO DELLA VERSILIA LASCIA, IN POLEMICA CON LE SCELTE DI ROSANNA ROSI

La Cgil si spacca a livello provinciale e la Versilia perde il suo segretario di zona. Andrea Antonioli, dopo 10 anni di attività sul campo, ha rassegnato le dimissioni, in polemica con le decisioni scaturite dalla segreteria lucchese che ha voluto un governo di maggioranza rompendo il patto unitario tra le diverse anime interne. Alla Camera del Lavoro di Viareggio Andrea Antonioli, Lamberto Pocai e Massimo Braccini, quest’ultimo coordinatore dell’area programmatica

“La Cgil che vogliamo”, di cui i tre fanno parte, esprimono le loro serie perplessità sul futuro del sindacato in Versilia. “Siamo di fatto esclusi dalla direzione della Cgil – ammette il segretario uscente -, non potevo rimanere in un ruolo in modo dimezzato, senza autorevolezza e necessario riconoscimento”. “A quasi 50 anni non ho intenzione di cambiare idee e saltare su un altro treno per avere un incarico – conclude -, mi metto a disposizione per un mandato di natura tecnica lasciando il ruolo politico attivo”. Adesso però, sottolinea Massimo Braccini (segretario Fiom), è necessario affrontare al più presto il nodo della sostituzione nella segreteria della Versilia, colpevolmente tralasciata dal direttivo provinciale per troppo tempo. Il rischio concreto è fare passi indietro nella rappresentanza sindacale in un’area che registra il 43% del bacino lavorativo della lucchesia. E che, rincara Antonioli, nonostante questo è sempre stata trattata da cenerentola, in particolare dal 1995 con la “provincializzazione” e unificazione dei vari comprensori autonomi. A conti fatti, per la prima volta in cento anni di storia. la Cigl si ritrova senza un segretario e senza la continuità in un ruolo importante, che richiede esperienza e conoscenza, basti pensare alle complesse dinamiche della darsena viareggina. “Porteremo avanti la nostra linea facendo opposizione attiva nei luoghi di lavoro – concludono i rappresentanti di “Cgil che vogliamo”. In attesa di nuovi sviluppi.


Pubblicato in: on luglio 25, 2010 at 2:00 pm  Lascia un commento  
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ENTRA NELL’AZIENDA E FA UN MASSACRO

Un attimo di follia e la giornata lavorativa alla Gifas Electric di Piano del Quercione si è tinta di nero. Paolo Iacconi, un 46 enne residente nella provincia di Pordenone, ex rappresentante dell’azienda che era stato licenziato da oltre un anno, intorno alle 16 ha sparato ed ucciso Luca Ceragioli, Amministratore Delegato della società, e Jan Frederick Hillerm, dirigente amministrativo, per poi togliersi la vita. L’uomo, partito nella mattina da Pordenone a bordo della sua Panda rossa, è arrivato alla sede della società per la quale ha lavorato per oltre dieci anni, entrando apparentemente calmo negli uffici e salutando cordialmente gli ex colleghi. A quanto sembra l’ex rappresentante aveva un appuntamento con la direzione, ed è salito ai piani superiori per un colloquio con i dirigenti. Un colloquio tranquillo, tanto che la segretaria Laura ha portato ai tre anche un caffè. Poi, in pochi secondi, si è consumata la tragedia. I 35 dipendenti presenti hanno udito prima le urla, poi una serie di spari, quattro o forse di più, sono scappati per strada, sotto choc, e hanno dato l’allarme, avvisando le Forze di Polizia. Iacconi, forse in preda a raptus, ha improvvisamente estratto dalla valigetta 24 ore la sua pistola, una 7 e 65 automatica e ha fatto fuoco sparando. Quattro i colpi alla schiena, due verso Luca Ceragioli e due verso Hillerm, e i due si sono accasciati a terra. Poi l’ex rappresentante è uscito dalla stanza direzionale e ha dato fuoco ad un ufficio di fronte per poi chiudersi a chiave nel bagno, dove all’arrivo di Polizia e Carabinieri si è sparato alla testa. Sul posto sono confluite decine di pattuglie della Polizia e dei Carabinieri, anche dei reparti speciali – il timore iniziale, quando alla centrale operativa del 113 sono arrivate le prime telefonate, è stato che il pluriomicida avesse preso in ostaggio alcuni dipendenti. I primi ad entrare nell’azienda sono stati il dirigente del Commissariato di Polizia Leopoldo Laricchia e il maggiore dei Carabinieri Andrea Pasquali, con i loro uomini, poi il comandante provinciale dell’Arma colonnello Stefano Ortolani, il sostituto procuratore della Procura di Lucca Enrico Corucci, il medico legale Stefano Pierotti e la Scientifica per i rilievi, che ha lavorato fino a tarda sera. Difficile, almeno per il momento, capire il vero motivo alla base dello scellerato gesto che ha spinto Paolo Iacconi ad uccidere due persone e poi sè stesso. Saranno le indagini degli inquirenti, che dovranno passare al setaccio ogni minimo particolare della vita dell’omicida, a stabilire nelle prossime ore la verità, anche se la premeditazione del duplice delitto sembra scontata. L’uomo, che a detta di numerosi ex colleghi sembra soffrisse di depressione, aveva in tasca, oltre alla pistola, anche numerosi proiettili.

“NON CI CREDO, DITEMI CHE NON E’ VERO”, LA DISPERAZIONE DI GABRIELLA NERI,  MOGLIE DI CERAGIOLI

Non ci credo, non è possibile. Ditemi che non è vero. Luca aiutami, ti prego”. Gabriella Neri, la moglie di Luca Ceragioli, 48 anni, è arrivata accompagnata dai parenti, una volta appresa la tragica notizia, e in lacrime si è gettata tra le braccia del sindaco Luca Lunardini. “Come faccio a dirlo alle bimbe? – ha chiesto in lacrime al primo cittadino di Viareggio, con il quale il marito era amico da sempre. “ Siamo cresciuti insieme, lo conosco dai tempi dell’ infanzia e siamo stati compagni di classe alle elementari – ha ricordato Lunardini, esterrefatto dalla tragedia che si è consumata in pochi secondi e, per il momento, senza un motivo apparente -, sabato scorso eravamo persino a cena insieme”. Luca Ceragioli lascia due figlie, Claudia di 21 anni che rientra oggi dall’Olanda, dove era andata per un paio di settimane ad imparare la lingua, avendo vinto l’Erasmus a Rotterdam, e Giulia di 18. Jan Frederick Hillerm, l’altra vittima della sparatoria, nato nel 1977 a Lubecca, in Germania, era sposato con Elisa Pierotti, una 30enne di Altopascio e oltre alla moglie lascia un bambino di poco meno di un mese. Il suocero Mario è un noto imprenditore del settore immobiliare, e la suocera, erede dell’ex panificio Giannotti, è un’ insegnante. Sia a Lucca che ad Altopascio, dove il dirigente della Gifas era residente, chi lo conosceva ha appreso la notizia con grande dolore. I familiari di Paolo Iacconi sono invece stati raggiunti a Sacile, in provincia di Pordenone, via telefono, dagli uomini del Commissariato di Polizia. A quanto riferito ai poliziotti il marito era partito alle prime ore della mattina senza destare sospetti. Sconvolti i dipendenti dell’azienda che increduli hanno sentito gli spari.

“VI AMMAZZO TUTTI”, POI GLI SPARI

Abbiamo sentito urlare, “vi ammazzo tutti”, poi abbiamo udito gli spari e siamo usciti”. Lasciando nell’azienda tutto, chiavi di casa e della macchina, borse e caschi per moto. Hanno corso, c’è anche chi, dagli uffici ai piani superiori, correndo giù per le scale, è caduto in terra. Poi, una volta fuori dai cancelli, e al sicuro, hanno chiamato Polizia e Carabinieri, oltre ai Vigili del Fuoco. Negli occhi, rossi dalle lacrime, e non fa differenza tra uomini e donne, si leggeva il terrore. “Gli ho portato il caffè ed era tutto tranquillo – racconta Laura, la segretaria -, poi ho chiuso la porta e sono tornata nella mia stanza. Non so cosa sia successo dopo qualche attimo. Ho solo sentito urlare e poi i colpi di pistola e sono fuggita”. Lo conoscevano bene un po’ tutti Paolo Iacconi. Almeno i dipendenti storici della Gifas. Il rappresentante di Pordenone aveva lavorato per l’azienda di materiale elettrico per molti anni, fino al suo licenziamento. C’è chi racconta che avesse in corso una causa di lavoro, per poche migliaia di euro, e che dovesse ancora riscuotere la liquidazione, chi invece che avesse un appuntamento con i dirigenti per una proposta di lavoro. Secondo alcune testimonianze di dipendenti che lo hanno sentito urlare, Iacconi si sarebbe alterato per non aver trovato, all’incontro, anche il responsabile dell’ufficio vendite, Andrea Ghilardi, che era in ferie: “avrebbe ammazzato anche lui – e di questo sono certi tutti. L’incredulità di quanto accaduto si accompagna allo sgomento. Per molti Luca Ceragioli era un buon datore di lavoro: “E’ grazie a lui se sono entrata a lavorare qui da ragazzina – racconta un’impiegata -, per me è stato come un padre”. E da come lo descrivono tutti i suoi dipendenti, anche due giovani magazzinieri, Luca ed Helios, che lavorano alla Gifas Electric da poco tempo, era molto stimato, e amato. Il motivo di quanto successo in quella stanza, gli spari, due morti, poi l’incendio, appiccato ad alcune carte su una scrivania, l’odore di bruciato, e un colpo alla nuca verso se stesso, è per ora sconosciuto a tutti. “Oltre al dolore per la tragedia siamo anche in pensiero per il nostro futuro lavorativo – hanno affermato alcuni dipendenti -, è venuta a mancare la testa”. E sul luogo del delitto è arrivato anche il segretario versiliese della Fiom Lamberto Pocai. Ora sta agli inquirenti ricostruire gli ultimi giorni di vita dell’omicida suicida – non sarebbe stato ritrovato alcun biglietto di spiegazione – per cercare di capire cosa lo abbia portato in Toscana munito di pistola e proiettili.

L’IMPRESA FORNISCE MACCHINARI E MATERIALI AI CANTIERI

E’ sicuramente una delle aziende più grosse e importanti della zona. La Gifas elettromateriale di via Filaracci a Pian del Quercione è presente da anni sul territorio e impiega una cinquantina di dipendenti. Il profilo aziendale spiegato sul sito ufficiale dell’azienda di Massarosa dà l’idea delle dimensioni dell’impresa che ha sedi anche in diversi paesi europei. L’azienda ha rapporti commerciali sia in Italia che all’estero facendo parte di un gruppo di consorziate. I numeri del lavoro della Gifas sono importanti. Ogni anno registra circa 4.000 ordini che vengono affidati annualmente ad oltre 2.000 clienti, con una media di circa cento contatti giornalieri. L’azienda opera praticamente in tutti i settori, in particolare con i cantieri edili e navali, l’industria, i costruttori di macchinari e apparecchiature, con militari, protezione civile ed enti pubblici in genere. Gifas è un gruppo internazionale d’aziende. Le imprese consociate si trovano in Germania, Italia, Francia, Austria, Svizzera. Circa dieci anni fa c’era stato un riassetto societario, come confermato dalla Cgil Fiom.

Letizia Tassinari


STRISCIONI CONTRO LA GELMINI, ARRIVA IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE E SCATTA LA PROTESTA IN PASSEGGIATA

La lotta non va in vacanza!…no alla Gelmini a Viareggio”. Il tam tam per ritrovarsi davanti al Balena alle 11.45, orario previsto dell’arrivo della Ministra Gelmini al convegno “Versilia 2010, Dedalo e la Sfida del Nuovo”, organizzato dai giovani del PdL, è partito su Face Book il giorno prima e ieri mattina si sono ritrovati in centinaia per protestare contro “le scelte scellerate di questo governo che stanno smantellando la scuola pubblica”.

Passeggiata blindata, con poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, e pure il cane Major, addestrato per la ricerca degli esplosivi. Ma la protesta si è svolte civilmente. Giovani Comunisti, il Comitato versiliese per la difesa della Scuola Pubblica, i Cobas, il neo segretario del PD Glauco Dal Pino, insegnanti, studenti e tanti, tantissimi genitori, hanno sventolato i loro striscioni.

“Alla faccia di chi diceva che siamo solo dei fannulloni – ha detto Ruggero Simonelli – che manifestano solo per saltare un giorno di scuola”. L’ “ora basta ai tagli” è stata una richiesta unanime: “ la riduzione delle cattedre – si legge in uno dei volantini del PD – significa impossibilità per i precari di passare di ruolo e un continuo alternarsi di professori nelle classi”. Così come la riduzione dell’orario di scolastico si traduce in “meno possibilità di apprendimento”. I giovani di Rifondazione Comunista, da oltre un anno, hanno messo in piedi, al Varignano, il Progetto di Scuola Popolare, e sono sempre di più le famiglie che si rivolgono, per mancanza di alternative istituzionali, ai volontari che quotidianamente, e gratis, fanno lezione nel pomeriggio: “ grazie al taglio del tempo pieno – ha precisato Simonelli – molti genitori, che lavorano ma non sono in grado economicamente di pagare baby sitter, o insegnanti per le ripetizioni, si rivolgono da noi”. E il credo per cui si battono contro la riforma della Gelmini è “una scuola pubblica che assicuri una formazione culturale degna di questo nome, accessibile a tutti e libera”.

Al meeting dentro al Balena i giovani di destra hanno invece applaudito alla Gelmini, su tutto, e in particolare sui punti cardine della riforma universitaria che è all’esame del Senato: “Spazio ai giovani docenti, via i professori ultrasessantacinquenni, l’Universita’ deve servire ai giovani non ai baroni. Stop al radicato meccanismo della parentopoli e del nepotismo, si’ alla meritocrazia”. “Vogliamo – ha aggiunto – programmare un’offerta formativa diversa che non punti sulla quantita’, come si e’ fatto fino ad oggi con il finanziamento a pioggia di corsi didattici inutili, ma sulla qualita’. Vogliamo inserire il principio federalista anche nelle Universita’ responsabilizzando le Regioni, vogliamo attuare il ricambio generazionale dei professori abbassando l’età media di ricercatori, associati e ordinari istituendo un’abilitazione nazionale da conseguire attraverso concorsi trasparenti a cui tutti possono accedere con nomine sganciate dalla politica e un’agenzia esterna che valuterà il lavoro dei docenti, ore di lezione, ricevimenti e appelli d’esame rispettati”. E se la coperta è corta la ministra ha promesso: “priviligerò i giovani”.


Pubblicato in: on luglio 24, 2010 at 8:15 am  Lascia un commento  
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RAPINANO UNA DONNA, ARRESTATI DUE 19ENNI

Arrestati per rapina: i due giovani stranieri, Derkaoui Youssef e Chafiq Abdelkebyr, due 19enni del Marocco entrambi clandestini e già noti alle Forze dell’Ordine, all’ora di pranzo hanno rubato, in via Marco Polo, la borsa ad una donna di Camaiore che nel tentativo di impedire il furto è caduta a terra, procurandosi anche alcune lesioni, fortunatamente non gravi. A distanza di meno di un’ora dal fatto i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, in servizio di pattuglia, hanno notato i due mentre si aggiravano con atteggiamento sospetto vicino ad un Bancomat e hanno deciso di controllarli. Accortisi dell’arrivo dei militari dell’Arma i due giovani stranieri hanno cercato di scappare ma sono stati stati bloccati dopo un breve inseguimento e portati in caserma per gli accertamenti di rito. Le immediate indagini hanno poi permesso di risalire con facilità alla donna rapinata, la quale non aveva ancora formalizzato la denuncia. I due stranieri erano ancora in possesso della borsa e stavano proprio tentando di effettuare un prelievo al Bancomat con la carta di credito rubata alla donna. Trovati in possesso anche di altra refurtiva, sono stati riconosciuti come i responsabili anche di altri due scippi effettuati nei giorni scorsi e sono stati arrestati. Da ieri si trovano in carcere  a disposizione dell’autorità giudiziaria.


Pubblicato in: on luglio 24, 2010 at 8:10 am  Lascia un commento  
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ANCORA SPACCIO DI DROGA ALL’INTERNO DELLE PINETE, UN GIOVANE FERMATO CON L’HASHISH

Pinete di ponente e levante passate al setaccio due giorni fa. Soprattutto nella zona della Marina di Torre del Lago. Le azioni di monitoraggio e e prevenzione condotte dagli agenti della Squadra Volante e dalla Polizia a Cavallo, con il supporto di personale in borghese, nelle zone verdi cittadine, hanno consentito di arrestare due extracomunitari. Fathi Derbali, un tunisino del ’75, è risultato inottemperante al provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Lucca il 19 giugno scorso, mentre Abderrazzak Seddiki, un cittadino del Marocco di 27 anni, è stato trovato a vendere droga ad alcuni clienti, tutti giovanissimi, vicino al bocciodromo, con 4 stecche di hashish, circa 12 grammi, e 220 euro in bancanote di vario taglio in tasca. Entrambi gli arrestati sono stati processati ieri mattina per direttissima.


Pubblicato in: on luglio 24, 2010 at 8:05 am  Lascia un commento  
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E’ ERIKA LA VINCITRICE DI MISS GAYA

Si chiama Erika Petronzi, ha 27 anni ed è una barista di Arezzo, la vincitrice di “Miss Gaya”, il concorso nazionale di bellezza che ha incoronato la ragazza più rappresentativa del mondo femminile lesbico. Originaria di Foggia, Erika è stata eletta la lesbica più bella di Italia al concorso nazionale “Miss Gaya” che si è svolto giovedi 22 al Mamamia, celebre locale di Torre del Lago. La serata-evento ha aperto l’unica settimana nazionale dedicata esclusivamente al pubblico femminile lesbico, giunta ormai alla sua quinta edizione. Dieci ragazze provenienti da tutta Italia si sono messe in gioco per coronare il sogno di diventare la ragazza più rappresentativa dell’universo saffico. Di me cambierei la cittadinanza italiana con quella spagnola – ha dichiarato Erika che vorrebbe avere la possibilità di  sposarsi con la compagna di cui si è detta molto innamorata, e con la quale ha una storia da oltre sei mesi”. Seconde e terze classificate del concorso, che si prefigge l’obiettivo di aumentare la visibilità delle lesbiche italiane e così contribuire al cammino per la pari dignità ed i pieni diritti delle persone lgbt sono state la 17enne Jacqueline Cavicchi e  la 21enne Valentina Cristiani. Madrina d’eccezione della serata è stata Veronica Ciardi, concorrente dell’ultimo Grande Fratello che nell’ultima edizione del reality ha vissuto allo scoperto una storia d’amore con la coinquilina Sarah Nile. Per la prima volta nella sua carriera Veronica si è calata nel ruolo della conduttrice dimostrando grande disinvoltura – “perdonate il mio accento borgataro, sono una coatta” – e affiatamento con il pubblico, composto anche dalle oltre 80 ragazze, lesbiche ed etero, del suo fan club, arrivate dal sud come dal nord Italia e che l’hanno accolta con veri e propri cori da stadio. “Non chiedetemi se sono etero o lesbica – ha risposto ai giornalisti Veronica, felice di essere stata l’ospite d’onore del concorso di bellezza per ragazze lesbiche – sono semplicemente amante delle emozioni”. La settimana lesbica continua fino al 25 luglio con proiezioni di cortometraggi, dibattiti di approfondimento curati da Arcilesbica Nazionale, un torneo di calcetto femminile, il concerto di Paola Turci ieri sera allo “Stupid!A” e la comicità di Emanuela Aureli col suo spettacolo “a tema” di questa sera al “Mamamia”.


Pubblicato in: on luglio 24, 2010 at 8:00 am  Lascia un commento  
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CINQUE CHILI E MEZZO DI DROGA NELL’AUTO, IL MAXI RITROVAMENTO L’HA FATTO LA POLIZIA STRADALE CHE HA PASSATO AL SETACCIO UNA VETTURA, ARRESTATI DUE TRENTENNI

Mezzogiorno di…droga, ieri sull’autostrada A12 Genova – Livorno. Una volante della sottosezione della Polizia Stradale era di pattuglia al casello di Viareggio quando ha fermato, per un normale controllo di routine, un’ autovettura Volkswagen Polo con a bordo due cittadini marocchini, Abderrahim Taja del 1981, e Mohammed Makhatari 1982, risultati regolari in Italia. I due, provenienti da Milano, hanno subito insospettito i poliziotti, ormai allenati a capire all’istante quando un automobilista ha qualcosa da nascondere. E vista l’irrequietezza e la reticenza, gli agenti operanti, sotto il caldo torrido del “mezzogiorno di fuoco”, hanno perquisito la macchina da cima a fondo, fino a trovare, ben nascosti sotto il cruscotto, la bellezza di cinque chili e mezzo di hashish. Sicuramente destinati al mercato versiliese, che durante la stagione estiva è più che appetibile I due spacciatori sono stati ammanettati e portati in carcere a Lucca, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Tutta la sostanza stupefacente è stata sottoposta a sequestro, insieme a vari telefoni cellulari e alla somma di oltre mille euro, tutti in contante.


Pubblicato in: on luglio 23, 2010 at 2:00 pm  Lascia un commento  
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POMERIGGIO DI FUOCO, INCENDIO DI STERPAGLIE LUNGO I BINARI DELLA VERSILIA

Pomeriggio di fuoco, ieri lungo i binari ferroviari della Versilia. Intorno alle due del pomeriggio le fiamme hanno iniziato a svilupparsi nelle immediate vicinanze delle rotaie sulla linea che da Pisa passa attraverso i comuni del comprensorio. Alcuni abitanti hanno subito sostenuto di aver visto transitare un convoglio che al passaggio produceva scintille, ipotesi poi confermata dagli stessi responsabili pisani delle Ferrovie dello Stato. A quanto pare l’impianto frenante surriscaldato del treno ha innescato roghi, complice la calura, in diversi punti del tracciato. Fiamme dunque sia nella frazione di Torre del Lago, vicino al centro abitato e in zona Comparini al confine con Viareggio, ma anche a Capezzano Pianore, a Camaiore e a Pietrasanta. Sui numerosi focolai di Viareggio sono entrati in azione ben sei squadre antincendio della protezione civile, tre squadre dei Vigili del Fuoco con l’antincendio boschivo della Misericordia e dell’Anpas Croce Verde. Le fiamme sono state domate solo nel tardo pomeriggio senza rischi per i cittadini anche grazie all’impegno delle Forze dell’Ordine che hanno impedito l’accesso alle strade interessate dai roghi. La parte più grossa dell’incendio è stata comunque quella all’interno della macchia di Migliarino nel comune di pisa, dove sono stati impiegati elicotteri antincendio che hanno riportato la situazione sotto controllo nel giro di qualche ora. La circolazione dei treni sulla tratta per Pisa – colpiti sia convogli regionali che intercity – è rimasta bloccata per tutto il pomeriggio con naturale caos sugli orari e disagi per i viaggiatori, ma la preoccupazione principale rimane quella per la sicurezza del trasporto su rotaia, ancora una volta protagonista di un episodio allarmante che rinnova paure difficili, queste sì, da spegnere.





Pubblicato in: on luglio 23, 2010 at 1:30 pm  Lascia un commento  
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AVVISTATA FAMIGLIA DI DELFINI

C’è chi di mare e di belle spiagge è un esperto e tra i veri intenditori, in cima alla lista, non possono mancare i teneri delfini. Sarà quindi per il mare e per il fascino delle spiagge che una simpatica famigliola di 5 delfini ha deciso di fare una “capatina” nelle coste viareggine. E il singolare passaggio non è passato inosservato agli uomini del Comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio Fabrizio Ratto Vaquer. I marinai della Guardia Costiera di Viareggio erano infatti impegnati, come ogni giorno dall’inizio dell’operazione “Mare Sicuro 2010”, in attività di controllo in mare quando hanno avvistato gli splendidi esemplari di stenella a circa mezzo miglio dalla costa. I simpatici mammiferi, che nuotavano in tutta tranquillità, sono stati scortati dagli uomini in divisa bianca attenti a che nessuna imbarcazione desse loro fastidio. E per riconoscenza i delfini si sono mostrati in tutta la loro bellezza “posando” per le foto di rito.Al rientro in porto i militari hanno provveduto ad effettuare la registrazione dell’evento nella banca dati del Reparto Ambientale Marino. Banca dati che raccoglie, a livello nazionale, tutti i dati ambientali relativi al mare, compresi gli avvistamenti di delfini. Il Reparto Ambientale Marino è infatti l’organo delle Guardia Costiera che svolge funzioni di supporto tecnico e scientifico per il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Mare sicuro, infatti, per la Guardia Costiera è da intendersi a 360°, comprendendo, oltre ai compiti di sicurezza della navigazione, anche il lavoro svolto in materia di salvaguardia delle specie marine protette e nel campo della sicurezza ambientale in mare con particolare riferimento al rischio di incidenti marini e prevenzione e lotta agli inquinamenti. E per la salvaguardia del mare risponde sempre il numero blu 1530; anche i delfini ringraziano.


Pubblicato in: on luglio 23, 2010 at 1:00 pm  Lascia un commento  
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