MULTA L’ASSESSORE E SCOPPIA LA RISSA: MARIO RATTI, DELEGATO ALLO SPORT, AVREBBE TIRATO UNA TESTATA A UN VIGILE, SINDACATI IN TRINCEA. IMMEDIATA LA RICHIESTA DI DIMISSIONI

Sindacati sul piede di guerra contro l’Amministrazione Comunale. E tutte le sigle confederali, Cgil, Cisl e Uil, come Ugl, Fadel e Sulp, nell’esprimere solidarietà nei confronti di Ettore Ciuni, l’agente di Polizia Municipale che avrebbe preso una testata sul naso dal neo assessore allo sport Mario Ratti dopo un diverbio scoppiato per una multa, chiedono le dimissioni del politico e annunciano la costituzione di parte civile. “A nessuno piace prendere una multa – a parlare, durante la conferenza stampa convocata ieri in tarda mattinata, e in via d’urgenza, nella sala Matteo Valenti in comune, è la RSU Cristina Ceragioli -, ma un assessore deve difendere l’operato di un vigile, non aggredirlo”. Il fattaccio, che ha messo in crisi i rapporti tra la Polizia Municipale e l’Amministrazione, è accaduto poco dopo le 21 di due sere fa in via Modena – la stradina che corre tra la passeggiata a mare e gli stabilimenti balneari – nei pressi del bagno Oceano dove una pattuglia stava multando alcuni scooter parcheggiati in divieto di sosta. L’alterco, nato inizialmente tra l’ agente Ettore Ciuni e Moreno Pisani, un dipendente comunale, sarebbe andato oltre le righe – sono però almeno dieci i testimoni, a quanto riferito dall’assessore finito nel mirino, che avrebbero sentito il multato dare di “sceriffo” al pubblico ufficiale e il vigile urbano rispondere con un sei “ un uomo di m….” – è poi ulteriormente degenerato con l’arrivo dell’assessore, che abita a fianco di Pisani, scatenando un vero e proprio parapiglia. “Abbiamo chiesto un incontro urgente con il sindaco – fanno sapere le sigle sindacali –, e ci auguriamo che il primo cittadino esprima la sua solidarietà nei confronti del nostro collega, visto che non ci sono scusanti per quanto commesso dal suo assessore”. L’agente è stato portato in ospedale e refertato con 15 giorni di prognosi per “incrinazione del setto nasale”, e se dovesse aprirsi un procedimento penale per lesioni i sindacati si costituiranno parte civile. Mentre la richiesta di dimissioni di Ratti verrà presentata dai sindacati anche nel prossimo consiglio comunale, anche l’opposizione non è stata a guardare e ha chiesto al presidente del Consiglio la convocazione della Conferenza dei capigruppo, l’istituzione di una Commissione di Inchiesta e la sospensione dall’incarico di Ratti. “ Dobbiamo verificare la dinamica dell’accaduto – ha risposto “prudente” l’assessore alla Polizia Municipale Athos Pastechi -, poi agiremo di conseguenza”. Ma anche il Comandante Vincenzo Strippoli, che ha disposto l’acquisizione del rullino delle foto scattate, chiuso nel riserbo istruttorio, vuole comunque verificare anche le testimonianze di chi ha assistito alla “scena” prima di esprimersi. Per molti dell’opposizione la storia sembra un film già visto, e la memoria va al caso Clerici e alla lapide: “Sarebbe bene per elementare igiene mentale e politica – afferma Milziade Caprili – che ciascuno badasse ai propri compiti. I Vigili debbono far rispettare leggi e regolamenti e, se del caso, elevare multe”. “Gli Assessori no – prosegue il capogruppo comunista – e se devono contestare una contravvenzione lo debbono – è infatti per loro un dovere e non una possibilità di comportamento – fare secondo le regole. Ci sono metodi e luoghi dove è possibile mettere in discussione la liceità di un atto tanto più trattandosi di un Pubblico Ufficiale. Quello che l’Assessore allo Sport non poteva permettersi è proprio quello che pare abbia fatto: dare vita ad una contestazione violenta”. “Speriamo – sottolinea il politico di opposizione – che almeno su questo accadimento si voglia andare sino in fondo, avvertendo sin da ora che se la ricostruzione confermasse la “contestazione violenta” non vedremmo altra strada che le dimissioni o la revoca delle deleghe e, per essere chiari ed onesti, non ci passerebbe neanche per l’anticamera del cervello di considerarla una vittoria ma un atto dovuto”. “Mettere in discussione la parola di un agente che svolge il proprio dovere – concludono invece le sigle sindacali – sarebbe come legittimare atteggiamenti aggressivi da parte di chiunque”.

( Letizia Tassinari -  Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on agosto 20, 2010 at 1:00 pm  Lascia un commento  
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