Vittime dell’omofobia o montatura mediatica?
“Sono esterrefatto di quanto ho letto sui giornali”. Luca Lopez, un 38enne di Pisa, era al bar alle sei di mattina di venerdì scorso ed è stato testimone diretto di quanto accaduto da “Cusimano”: “quello che hanno raccontato i due ragazzi gay a voi giornalisti non corrisponde a quanto è successo e non si è trattato di un episodio di omofobia”. Il giovane pisano, un broker finanziario, appena appresa la notizia dalla stampa, ha chiamato i carabinieri e ieri mattina, dopo aver disdetto tutti i suoi appuntamenti di lavoro, si è presentato in caserma a Viareggio, dal maggiore Andrea Pasquali, e ha messo nero su bianco quanto visto con i suoi occhi e sentito con le sue orecchie. “ Mi sono sentito in dovere di raccontare come è andata – ha riferito -, non si possono inventare le cose rovinando una persona e infangandone la reputazione. Ero appena fuori della porta di ingresso del bar, e stavo fumando una sigaretta – ha precisato -, e quando i due ragazzi sono arrivati li ho sentiti benissimo dire “ci sono i carabinieri – l’Alfa e la Punto di ordinanza erano infatti parcheggiate davanti -, ora ci divertiamo, li facciamo incazzare”. “Si sono seduti a un tavolino – prosegue -, hanno fatto colazione, poi uno dei due si è alzato, è andato a sedersi sulle gambe dell’amico e hanno iniziato a pomiciare, baciandosi sulla bocca appassionatamente. Non è vero che si stavano solo abbracciando innocentemente come possono fare due amici, e un cliente del bar ha chiesto al carabiniere se non fosse il caso di dire loro qualcosa”. “Il carabiniere – ha poi sottolineato Luca – è stato di una correttezza assoluta. Ma quale omofobia…! Gli ha parlato come un padre, e quando i ragazzi gli hanno chiesto se si sarebbe comportato ugualmente se a baciarsi fossero stati un ragazzo e una ragazza, invece che due gay, lui ha risposto di si, perche’ non ci sarebbe stata nessuna differenza, visto che in un luogo pubblico si deve tenere tutti comportamenti consoni al decoro e alla decenza”. “Secondo me – ha poi concluso il testimone – è stata tutta una montatura, visto che appena fuori del bar uno dei due ha detto all’altro “lo vedi ora che bomba scoppia”. E infatti la bomba è scoppiata e il carabiniere con 30 anni di onorato servizio alle spalle, e diversi encomi per operazioni di polizia portate a termine – ultima delle quali gli arresti per spaccio di droga nelle case popolari al Varignano -, è finito sulle cronache locali e nazionali, con una storia di omofobia che ha fatto il giro di Italia, raccontata persino sul palco di Mister Gay Italia da Fabio Canino, alla presenza di Paola Perego e del presidente nazionale di Arcigay Paolo Patenè . Luca, uomo “chiave” nella ricostruzione di quanto realmente accaduto all’interno del bar nella piazza san Francesco, non è comunque il solo ad aver verbalizzato la sua testimonianza alla caserma dei Militari dell’Arma e le versioni dei tanti avventori presenti combaciano perfettamente: “Non si stavano solo abbracciando, ma baciando non castamente, e il carabiniere, interpellato da un avventore perchè intervenisse, li ha solo richiamati con molta pacatezza ad un maggior decoro, senza urlare, senza offendere e senza nemmeno alzarsi dal tavolino dove era seduto a bere un cappuccino”.
( La sequenza catturata dalle telecamere a circuito chiuso )
E ad “assolvere” il militare dell’Arma dalle accuse di omofobia sono in tanti e l’immagine che i due ragazzi gay non si stavano solo abbracciando – come invece riferito dagli stessi durante la conferenza stampa lampo con i giornalisti – è custodita nella registrazione del filmato delle telecamere a circuito chiuso che ha ripreso tutta la scena e che è stata acquisita dagli inquirenti.
“Facciamola finita di fare sempre le vittime – è stato il commento di Alessandro Bandoni, consigliere di circoscrizione a Marina di Carrara e abituale frequentatore della Versilia -, cerchiamo di vedere che spesso siamo noi che ce le tiriamo addosso. Io a molti casi di “omofobia” stento a crederci, eppure sono gay quindi “parte in causa” per così dire. Ma com’è che in una città quale Carrara che sicuramente non è gayfriendly come può essere Torre del Lago o Viareggio certi casi non accadono mai? Non è che spesso, li si usa appositamente per “alzare la tensione” e per ogni minima cosa si urla subito all’ omofobia, senza guardare il resto, perchè gridando all’ omofobo di turno, si cancella tutto quello che c’è dietro? Porgo la mia solidarietà al carabiniere trascinato inutilmente in questa gran cassa mediatica”.
( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )
