La notizia del video e del testimone sulla vicenda del carabiniere accusato da due ragazzi gay di aver avuto nei loro confronti un comportamento omofobo, lanciata al telegiornale di Rete Versilia e pubblicata ieri dal Nuovo Corriere, ha fatto clamore ed è stata ripresa da numerosi siti, da GayMagazine a QueerBlog, GayNews 24 e Gay Notizie.com. Tanto da scatenare commenti on line, incluso Face Book, molti a difesa del militare dell’Arma.
“Si è detto di tutto – afferma in una nota Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay -, ma nè i ragazzi, nè il sottoscritto, nè nessun rappresentante di associazioni o gruppi locali ha mai dichiarato che il carabiniere in questione aveva apostrofato con ingiurie od affermazioni offensive i due ragazzi. Loro stessi peraltro l’avevano correttamente precisato durante l’incontro con il Maggiore Pasquali”. Ma qualcuno lo ha detto, e anche scritto. “Il fatto che si siano dati un bacio anzichè un semplice abbraccio cambia la natura ed il senso della storia?” chiede Patanè, aggiungendo che “rimane inaccettabile che un esponente delle Forze dell’ordine eserciti valutazioni di tipo morale e non legale”. Pensiero questo condiviso anche da Alessio De Giorgi che alle telecamere di Rete Versilia ieri ha aggiunto: “ i fatti sono accaduti come li hanno raccontati i due ragazzi, anche se invece che di un abbraccio si è trattato di un bacio, che non è un atto osceno e l’appuntato ha scambiato la moralità con la legalità”. Il militare in divisa è intervenuto comunque su sollecitazione di un cittadino presente al fatto – la percezione della decenza è soggettiva – e non poteva esimersi dall’intervenire, è invece la posizione dei carabinieri. “Dal video – fa notare De Giorgi in tv – il carabiniere ha alzato la mano, e se davvero voleva comportarsi come un buon padre di famiglia si sarebbe dovuto alzare, avvicinarsi a loro e dirgli le cose sottovoce”. “C’è poi un’altra cosa – conclude De Giorgi nell’intervista televisiva – il carabiniere, davanti ai ragazzi, a Regina Satariano e Paolo Patanè, mentre aspettavamo nella sala di aspetto di essere ricevuti dal comandante, alla nostra domanda se si sarebbe comportato ugualmente se i due fossero stati una coppia etero, ha risposto di no e questa è discriminazione”. Di questa affermazione sembra esista anche una prova, quale non si sa, visto che una registrazione, se eseguita, sarebbe stata fatta in violazione della Legge. A maggior ragione dentro una zona militare. “Il maggiore Pasquali ci ha comunque chiesto scusa a nome dell’Arma”, ha sottolineato De Giorgi. “Ho preso atto di quanto riferito dai ragazzi, valutando l’ipotesi di porgere le scuse se dalle indagini emergesse che il carabiniere ha commesso quello di cui è stato accusato”, ha precisato il maggiore dei carabinieri di Viareggio Andrea Pasquali. Ma le indagini sono ancora in corso, e del fatto è stato informata, come da prassi, la Procura. “Non mi sono mai lasciato intimidire in passato e sicuramente non lo farò nè ora, nè mai” afferma in un comunicato stampa Alessandro Bandoni, il consigliere di circoscrizione di Carrara in forza al PD, intervenuto nell’articolo pubblicato ieri dal Nuovo Corriere sul caso del bacio gay al bar Cusimano. “E la mia presa di posizione in difesa e solidarietà nei confronti dell’ appuntato dei Carabinieri è dettata dalla veridicità dei fatti: se dalla foto e dal filmato si stavano solo abbracciando io sono cieco, e se due amici si baciano, vorrà dire che ho un’ altra concezione dell’ amicizia così come in tutta questa vicenda devo prendere atto che ho una concezione della giustizia ben diversa da quella che hanno tutti coloro che continuano a voler difendere i due ragazzi e a screditare un onesto servitore dello Stato che, sollecitato in quell’ occasione da un cittadino non ha potuto esimersi dall’ intervenire, in modo pacato, senza neanche alzarsi dalla sedia. Forse verrò accusato io stesso, che sono gay dichiarato, di essere omofobo, solo perchè volendo la veridicità dei fatti mi schiero con chi (l’ Appuntato dei Carabinieri) ingiustamente è stato tirato in causa in questa gogna mediatica”.
( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )