BUFERA SUL VIDEO DEL BACIO GAY, DE GIORGI DIFENDE I DUE RAGAZZI: “IL MILITARE HA SCAMBIATO LEGALITA’ E MORALITA’”. LA NOTIZIA DEL FILMATO E DELLA TESTIMONIANZA PUBBLICATA IERI DAL CORRIERE E RETE VERSILIA HA FATTO IL GIRO SU INTERNET

La notizia del video e del testimone sulla vicenda del carabiniere accusato da due ragazzi gay di aver avuto nei loro confronti un comportamento omofobo, lanciata al telegiornale di Rete Versilia e pubblicata ieri dal Nuovo Corriere, ha fatto clamore ed è stata ripresa da numerosi siti, da GayMagazine a QueerBlog, GayNews 24 e Gay Notizie.com. Tanto da scatenare commenti on line, incluso Face Book, molti a difesa del militare dell’Arma.
“Si è detto di tutto – afferma in una nota Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay -, ma nè i ragazzi, nè il sottoscritto, nè nessun rappresentante di associazioni o gruppi locali ha mai dichiarato che il carabiniere in questione aveva apostrofato con ingiurie od affermazioni offensive i due ragazzi. Loro stessi peraltro l’avevano correttamente precisato durante l’incontro con il Maggiore Pasquali”. Ma qualcuno lo ha detto, e anche scritto. “Il fatto che si siano dati un bacio anzichè un semplice abbraccio cambia la natura ed il senso della storia?” chiede Patanè, aggiungendo che “rimane inaccettabile che un esponente delle Forze dell’ordine eserciti valutazioni di tipo morale e non legale”. Pensiero questo condiviso anche da Alessio De Giorgi che alle telecamere di Rete Versilia ieri ha aggiunto: “ i fatti sono accaduti come li hanno raccontati i due ragazzi, anche se invece che di un abbraccio si è trattato di un bacio, che non è un atto osceno e l’appuntato ha scambiato la moralità con la legalità”. Il militare in divisa è intervenuto comunque su sollecitazione di un cittadino presente al fatto – la percezione della decenza è soggettiva – e non poteva esimersi dall’intervenire, è invece la posizione dei carabinieri. “Dal video – fa notare De Giorgi in tv – il carabiniere ha alzato la mano, e se davvero voleva comportarsi come un buon padre di famiglia si sarebbe dovuto alzare, avvicinarsi a loro e dirgli le cose sottovoce”. “C’è poi un’altra cosa – conclude De Giorgi nell’intervista televisiva – il carabiniere, davanti ai ragazzi, a Regina Satariano e Paolo Patanè, mentre aspettavamo nella sala di aspetto di essere ricevuti dal comandante, alla nostra domanda se si sarebbe comportato ugualmente se i due fossero stati una coppia etero, ha risposto di no e questa è discriminazione”.  Di questa affermazione sembra esista anche una prova, quale non si sa, visto che una registrazione, se eseguita, sarebbe stata fatta in violazione della Legge. A maggior ragione dentro una zona militare. “Il maggiore Pasquali ci ha comunque chiesto scusa a nome dell’Arma”, ha sottolineato De Giorgi. “Ho preso atto di quanto riferito dai ragazzi, valutando l’ipotesi di porgere le scuse se dalle indagini emergesse che il carabiniere ha commesso quello di cui è stato accusato”, ha precisato il maggiore dei carabinieri di Viareggio Andrea Pasquali. Ma le indagini sono ancora in corso, e del fatto è stato informata, come da prassi, la Procura. “Non mi sono mai lasciato intimidire in passato e sicuramente non lo farò nè ora, nè mai” afferma in un comunicato stampa Alessandro Bandoni, il consigliere di circoscrizione di Carrara in forza al PD, intervenuto nell’articolo pubblicato ieri dal Nuovo Corriere sul caso del bacio gay al bar Cusimano. “E la mia presa di posizione in difesa e solidarietà nei confronti dell’ appuntato dei Carabinieri è dettata dalla veridicità dei fatti: se dalla foto e dal filmato si stavano solo abbracciando io sono cieco, e se due amici si baciano, vorrà dire che ho un’ altra concezione dell’ amicizia così come in tutta questa vicenda devo prendere atto che ho una concezione della giustizia ben diversa da quella che hanno tutti coloro che continuano a voler difendere i due ragazzi e a screditare un onesto servitore dello Stato che, sollecitato in quell’ occasione da un cittadino non ha potuto esimersi dall’ intervenire, in modo pacato, senza neanche alzarsi dalla sedia. Forse verrò accusato io stesso, che sono gay dichiarato, di essere omofobo, solo perchè volendo la veridicità dei fatti mi schiero con chi (l’ Appuntato dei Carabinieri) ingiustamente è stato tirato in causa in questa gogna mediatica”.

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on agosto 25, 2010 at 12:00 pm  Lascia un commento  
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LA GUARDIA DI FINANZA SCOVA I FURBETTI DELLA BENZINA

Un’ estate di vera e propria caccia aperta agli evasori fiscali quest’anno? “La Guardia di Finanza lavora sempre, d’inverno come nella stagione estiva – risponde il comandante della Compagnia di Viareggio, maggiore Pasquale Arena. Anche se è ovvio che i controlli in certi settori, in una località turistica quale la Versilia, durante l’estate vengono intensificati. Le Fiamme Gialle viareggine hanno infatti passato al setaccio gli alberghi, i camping, i ristoranti, i bar, gli stabilimenti balneari, i negozi e i venditori ambulanti nelle fiere, le case in affitto, scoprendo molto “nero”, e i mega yacht ormeggiati alle banchine del porto turistico della Madonnina. Senza contare le verifiche fiscali, ancora in corso, su avvocati e notai, commercialisti, e liberi professionisti in genere, oltre a numerose grosse aziende della zona. E i benzinai? “ Ovviamente non sono mancati i controlli nemmeno in questo settore – risponde il comandante -, i miei militari hanno operato in tredici stazioni di servizio, dislocate nei vari comuni della Versilia”. “ Si tratta – afferma il maggiore – di verifiche fiscali complesse e approfondite – non mordi e fuggi come per uno scontrino “bucato” -, e che non riguardano il solo anno in corso, ma vanno indietro di almeno due”. E’ cioè un triennio che viene messo sotto la lente di ingrandimento dei finanzieri, che in questo caso non hanno preso a campione i benzinai ma sono andati “ a colpo sicuro”, dietro segnalazioni pervenute in caserma da parte di numerosi automobilisti. L’esito delle verifiche appena concluse? “Su tredici stazioni di servizio verificate fiscalmente ne abbiamo verbalizzate dieci, due a Viareggio, due a Camaiore, due a Pietrasanta, due a Forte dei Marmi e due a Seravezza, tre invece erano regolari”. E le multe oscillano tra i mille e i duemila euro ciascuna, per contestazioni riguardanti l’Accisa non pagata, i ricavi non contabilizzati sulla vendita di accessori – in questo pare che siano molti a marciarci -, e in qualche caso di pneumatici, e l’ IVA non versata. Nel mirino delle Fiamme Gialle viareggine sono finite le giacenze di olio, e di carburanti, e le tarature delle colonnine di erogazione: “In alcune pompe di benzina – ha precisato il maggiore Arena, e le segnalazioni dei clienti in questo caso erano piu’ che fondate – le quantità di carburante erano inferiori a quelle indicate dai display delle colonnine”. Ma il sequestro non è stato fatto e il gestore è stato solo multato e non denunciato perchè la sottrazione ai rifornimenti era di poco superiore a quella consentita dalla legge in vigore come tolleranza di errore. I controlli comunque proseguono, anche sui prezzi esposti e applicati, e saranno a sorpresa La lotta contro l’evasione fiscale non si ferma.

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

VERRA’ ESTRADATO IL GIOVANE ARRESTATO DALLA POLIZIA STRADALE, ERA RICERCATO DALL’INTERPOL

Adrian Cravcencu, il rumeno arrestato due notti fa sull’autostrada A12 Genova – Livorno dagli agenti della Squadra A della sottosezione della Polizia Stradale, da riscontri piu’ approfonditi è risultato che era ricercato addirittura dall’ Interpol, e su di lui pendeva un ordine di carcerazione internazionale per una rapina commessa in Moldavia nel 2004, che gli era “fruttata” una condanna a otto anni di carcere. Beccato dalla Polstrada con patente e carta di identità false, e con in macchina una lunga serie di attrezzi atti allo scasso – 2 grossi cacciaviti a taglio, 1 moletta con vari dischi, 1 corda, 2 paia di guanti neri e 2 torce a pila. Il rumeno era stato processato ed era finito al carcere di San Giorgio a Lucca, condannato a dieci mesi. Il fiuto degli agenti nel fermale la mini Cooper dove l’uomo viaggiava è stato encomiabile: da un controllo dei documenti, risultati falsi ma talmente ben contraffatti che a numerosi controlli fatti in tutta Italia era sempre riuscito a passarla liscia, hanno portato all’arresto di un latitante. Da ieri sono iniziate le pratiche per la sua estradizione in Moldavia dove Adrian Cravcencu dovrà scontare la pena inflittagli dal tribunale del paese per la rapina commessa sei anni fa.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on agosto 25, 2010 at 9:00 am  Lascia un commento  
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“UNA MONTATURA SU QUEL BACIO GAY”, UN TESTIMONE: “NESSUN ATTO DI OMOFOBIA NEL BAR. IL CARABINIERE S E’ RIVOLTO AI RAGAZZI CON PACATEZZA”, ANCHE I FILMATI DELLE TELECAMERE A CIRCUITO CHIUSO RIBALTANO L’EPISODIO DI VENERDI’

Vittime dell’omofobia o montatura mediatica?

“Sono esterrefatto di quanto ho letto sui giornali”. Luca  Lopez, un 38enne di Pisa, era al bar alle sei di mattina di venerdì scorso ed è stato testimone diretto di quanto accaduto da “Cusimano”: “quello che hanno raccontato i due ragazzi gay a voi giornalisti non corrisponde a quanto è successo e non si è trattato di un episodio di omofobia”. Il giovane pisano, un broker finanziario, appena appresa la notizia dalla stampa, ha chiamato i carabinieri e ieri mattina, dopo aver disdetto tutti i suoi appuntamenti di lavoro, si è presentato in caserma a Viareggio, dal maggiore Andrea Pasquali, e ha messo nero su bianco quanto visto con i suoi occhi e sentito con le sue orecchie. “ Mi sono sentito in dovere di raccontare come è andata – ha riferito -, non si possono inventare le cose rovinando una persona e infangandone la reputazione. Ero appena fuori della porta di ingresso del bar, e stavo fumando una sigaretta – ha precisato -, e quando i due ragazzi sono arrivati li ho sentiti benissimo dire “ci sono i carabinieri – l’Alfa e la Punto di ordinanza erano infatti parcheggiate davanti -, ora ci divertiamo, li facciamo incazzare”. “Si sono seduti a un tavolino – prosegue -, hanno fatto colazione, poi uno dei due si è alzato, è andato a sedersi sulle gambe dell’amico e hanno iniziato a pomiciare, baciandosi sulla bocca appassionatamente. Non è vero che si stavano solo abbracciando innocentemente come possono fare due amici, e un cliente del bar ha chiesto al carabiniere se non fosse il caso di dire loro qualcosa”. “Il carabiniere – ha poi sottolineato Luca – è stato di una correttezza assoluta. Ma quale omofobia…! Gli ha parlato come un padre, e quando i ragazzi gli hanno chiesto se si sarebbe comportato ugualmente se a baciarsi fossero stati un ragazzo e una ragazza, invece che due gay, lui ha risposto di si, perche’ non ci sarebbe stata nessuna differenza, visto che in un luogo pubblico si deve tenere tutti comportamenti consoni al decoro e alla decenza”. “Secondo me – ha poi concluso il testimone – è stata tutta una montatura, visto che appena fuori del bar uno dei due ha detto all’altro “lo vedi ora che bomba scoppia”. E infatti la bomba è scoppiata e il carabiniere con 30 anni di onorato servizio alle spalle, e diversi encomi per operazioni di polizia portate a termine – ultima delle quali gli arresti per spaccio di droga nelle case popolari al Varignano -, è finito sulle cronache locali e nazionali, con una storia di omofobia che ha fatto il giro di Italia, raccontata persino sul palco di Mister Gay Italia da Fabio Canino, alla presenza di Paola Perego e del presidente nazionale di Arcigay Paolo Patenè . Luca, uomo “chiave” nella ricostruzione di quanto realmente accaduto all’interno del bar nella piazza san Francesco, non è comunque il solo ad aver verbalizzato la sua testimonianza alla caserma dei Militari dell’Arma e le versioni dei tanti avventori presenti combaciano perfettamente: “Non si stavano solo abbracciando, ma baciando non castamente, e il carabiniere, interpellato da un avventore perchè intervenisse, li ha solo richiamati con molta pacatezza ad un maggior decoro, senza urlare, senza offendere e senza nemmeno alzarsi dal tavolino dove era seduto a bere un cappuccino”.

( La sequenza catturata dalle telecamere a circuito chiuso )

E ad “assolvere” il militare dell’Arma dalle accuse di omofobia sono in tanti e l’immagine che i due ragazzi gay non si stavano solo abbracciando – come invece riferito dagli stessi durante la conferenza stampa lampo con i giornalisti – è custodita nella registrazione del filmato delle telecamere a circuito chiuso che ha ripreso tutta la scena e che è stata acquisita dagli inquirenti.

Facciamola finita di fare sempre le vittime – è stato il commento di Alessandro Bandoni, consigliere di circoscrizione a Marina di Carrara e abituale frequentatore della Versilia -, cerchiamo di vedere che spesso siamo noi che ce le tiriamo addosso. Io a molti casi di “omofobia” stento a crederci, eppure sono gay quindi “parte in causa” per così dire. Ma com’è che in una città quale Carrara che sicuramente non è gayfriendly come può essere Torre del Lago o Viareggio certi casi non accadono mai? Non è che spesso, li si usa appositamente per “alzare la tensione” e per ogni minima cosa si urla subito all’ omofobia, senza guardare il resto, perchè gridando all’ omofobo di turno, si cancella tutto quello che c’è dietro? Porgo la mia solidarietà al carabiniere trascinato inutilmente in questa gran cassa mediatica”.

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on agosto 24, 2010 at 2:00 pm  Lascia un commento  
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MINACCIA UNA DONNA PER I-PODE RUBATO, ARRESTATO DAI CARABINIERI

Un’amica di famiglia mi ha rubato le cuffie dell’ I-pode. Come mi devo comportare?”. La telefonata è arrivata alla centrale operativa del 112 domenica mattina alle 9 e il carabiniere ha consigliato l’uomo di recarsi in caserma e presentare una denuncia. Dopo nemmeno un’ora una seconda chiamata è arrivata ai militari dell’Arma, ma questa volta era una donna che chiedeva aiuto: “presto, venite. Mi hanno appena minacciato di morte, me e i miei due figli – uno di 3 e uno di 8 -, un vecchio amico si è presentato bussando alla porta di casa con un coltello e un fucile accusandomi di avergli rubato un I-pode e mi ha anche tagliato tutte e quattro le gomme della mia Peugeot 406”. La donna, una francese residente a Stazzema, conosceva bene chi l’aveva minacciata e ha fornito ai carabinieri ogni minimo dettaglio, dal nome, all’età, ed è subito partita la caccia all’ uomo, sparito nel nulla. Pattuglie degli uomini dell’Arma della Stazione di Seravezza e volanti della Polizia del Commissariato di Forte dei Marmi hanno setacciato palmo a palmo tutta la zona, fino a quando i militari dell’Arma hanno trovato M.C., un massese di 70 anni, seduto su una panchina con un borsone con dentro coltello e carabina e per lui sono scattate le manette. Con precedenti penali per minacce, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia, l’anziano è stato processato ieri mattina per direttissima. In attesa della prossima udienza, fissata per il 5 ottobre, gli è stato imposto il divieto di dimora a Stazzema.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on agosto 24, 2010 at 10:45 am  Lascia un commento  
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LADRO PROVETTO FERMATO IN AUTOSTRADA

Nuovo arresto in autostrada, grazie al fiuto infallibile degli agenti della Squadra A della sottosezione della Polizia Stradale di Viareggio, diretta dal comandante Mauro Ciafro. Erano quasi le tre di notte di sabato quanto l’uomo, che stava percorrendo l’ autostrada Livorno – Genova in direzione nord a bordo di una Mini Cooper, all’altezza del chilometro 110 è stato intercettato da una volante. I poliziotti hanno azionato i lampeggianti, lo hanno sorpassato ed è bastato notare il volto del conducente, quasi irritato alla vista della Polizia, a far scattare i sospetti dei due agenti che gli hanno intimato di accostare sulla corsia di emergenza per eseguire un controllo. Faccia pulita, capelli corti, ma il nervosismo dello straniero era alle stelle. “L’auto non è mia, me l’ha prestata un amico – ha detto come scusarsi, e infatti la macchina è risultata intestata a un moldavo residente ad Altopascio. I documenti personali, patente e carta di identità polacche, non hanno convinto i due agenti della Polstrada che lo hanno invitato in caserma, dove da controlli più approfonditi è emerso che entrambe, intestate a Rafael Marcin Tarczyluc, erano contraffatte e dagli esami fodattiloscopici il sedicente polacco era in realtà Adrian Cravcencu, un rumeno dell’83 noto alle Forze dell’ Ordine. Dalla perquisizione dell’auto, sotto ai tappetini, è saltato fuori un kit da ladro provetto, con 2 grossi cacciaviti a taglio, 1 moletta con vari dischi, 1 corda, 2 paia di guanti neri e 2 torce a pila. Arrestato e processato si è beccato dieci mesi di reclusione.

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on agosto 24, 2010 at 10:15 am  Lascia un commento  
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A FUOCO UNA CISTERNA CARICA DI SODIO

Paura ieri pomeriggio intorno alle 18 sull’autostrada A12, all’altezza di un campeggio di via Cimarosa. Un’autocisterna che trasportava soda caustica, in marcia verso Viareggio sulla corsia nord, ha preso fuoco per cause ancora da accertare. Con grande tempestività l’autista è riuscito a sganciare la cisterna dalla cabina del camion, approfittando di una piazzola di sosta. Densa la nube di fumo nero ben visibile anche ad alcuni chilometri di distanza, L’immediato intervento dei mezzi dei Vigili del Fuoco di Viareggio ha limitato i danni, e fortunatamente la sosta trasportata non è finita sulla carreggiata. Sul posto sono intervenute anche le pattuglie della sottosezione della Polstrada, per regolamentare il traffico e i disagi agli automobilisti sono stati limitati.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on agosto 24, 2010 at 10:00 am  Lascia un commento  
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A BORDO DELLE MOTOVEDETTE DELLE FIAMME GIALLE: GLI OCCHI ATTENTI DELLA GUARDIA DI FINANZA SONO PUNTATI SUL MARE

Porto di Viareggio, sono le nove in punto della mattina quando, dalla banchina, salpano le due vedette dei finanzieri del Roan, Reparto Operativo Aeronavale di Livorno, impegnati, per il secondo anno consecutivo, nell’operazione Estatelesio: la V5808, una vedetta dislocante, con a bordo lo stesso comandante del Reparto, tenente colonnello Luca De Paolis, lunga 13 metri e con due motori Iveco da 460 CV, e la V2043, una vedetta planante, piu’ veloce, che monta due motori Seatek da 680 CV. Le verifiche tecniche di bordo – sulle parti meccaniche ed elettroniche , sul carburante e sul radar -, effettuate dagli specialisti sono ok: si disormeggia, e una volta a bordo viene aperta la busta contenente le coordinate della missione – polizia marittima -, e l’ itinerario. Nel periodo caldo della stagione, quello nel quale le Fiamme Gialle livornesi hanno intensificato i loro controlli in mare sulla costa versiliese, da Viareggio a Forte dei Marmi, il Nuovo Corriere, due giorni fa, era a bordo della vedetta, ospite del comandante e dei finanzieri Luca Santandrea, Raffaele Bisconti, Daniele Demi, Mauro Cadeddu, Mario Balzano, per seguire da vicino una missione di Controllo Economico del Territorio. Otto ore in mare, un intero turno, durante le quali i finanzieri del Roan hanno proceduto alla verifica di numerose schede relative ad imbarcazioni di rilevante valore economico risultate o di proprietà, o nella disponibilità di fatto degli occupanti. La vedetta si accosta, rileva la bandiera e la targa, segnala i dati, via radio, alla sala operativa collegata all’archivio alimentato anche da informazioni di Forze di Polizia Straniere, e laddove ci sono elementi di sospetto fa un controllo. “Alt”, intima il comandante a una barca a motore di 13 metri, e i militari salgono a bordo per un controllo dei documenti di navigazione e quelli personali: “che mi fermate a fare? – è stata la domanda dell’armatore -, non sono mica Briatore, e la prova è che mia moglie non è la Gregoracci”. Ma la sanzione gli è stata elevata, 344 euro, per patente nautica scaduta. Anche se il caso piu’ paradossale è stata la direttrice di una nota agenzia assicuratrice di Milano con l’assicurazione dello yacht da 15 metri scaduta da 3 mesi. La nostra giornata in mare con le Fiamme Gialle si è poi conclusa con un inseguimento di una moto d’acqua, che alla vista della vedetta della Guardia di Finanza ha dato gas cercando di dileguarsi in mare: raggiunto e fermato non aveva mai conseguito la patente nautica e si è beccato 2700 euro di multa. “ Non sapevo che occorresse – ha affermato il giovane 20enne. E la Yamaha 750 gli è stata sequestrata. L’estate è ancora in corso, e i controlli proseguono quotidianamente.

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere della Versilia )

MEGA YACHT PASSATI AL SETACCIO, LA GUARDIA DI FINANZA A CACCIA DI EVASORI FISCALI TRA GLI ATTRACCHI PORTUALI

Nuovo blitz a sorpresa, ieri mattina nel porto di Viareggio, a distanza di un solo mese. Nel mirino delle Fiamme Gialle, impegnate in una massiccia operazione contro l’evasione fiscale che ha visto impegnate tre pattuglie – 12 militari tutti in forza al Comando Compagnia della Guardia di Finanza diretto dal maggiore Pasquale Arena – ancora una volta i mega yacht e i panfili da mille e una notte ormeggiati in banchina. Le imbarcazioni battenti bandiera sia italiana che estera, presenti nel porto turistico della Madonnina, sono state passate letteralmente al setaccio, con il preciso scopo di accertare eventuali irregolarità di natura fiscale e la presenza di lavoratori non in regola. Le imbarcazioni controllate dai finanzieri sono state dieci, dai 21 ai 40 metri, e tutte costosissime, dai 6/7 milioni di euro ai 25. Solo uno il lavoratore al nero trovato a bordo degli yacht controllati, per tre invece, il cui contratto di lavoro non era custodito a bordo, le posizioni sono ancora da verificare e sono stati invitati a portare la documentazione in caserma. Tutti gli altri – particolare questo risultato “strano” ai militari – erano stati regolarizzati nei giorni scorsi. La maggior parte degli scafi oggetto del blitz sono risultati intestati a società, altri a persone fisiche. Tre versiliesi, sette tra Toscana, Lombardia, Emilia Romagna e Sardegna. “ Ovvio che le indagini proseguono – ha precisato il comandante Arena -, le posizioni fiscali saranno vagliate minuziosamente incrociando la documentazione di bordo acquisita con le banche dati a nostra disposizione” . Nel 70% dei casi, infatti, la presone trovate a bordo non corrispondono all’intestatario, e la scusa ricorrente “mi hanno prestato la barca” non regge molto.

Oltre ai controlli sulle barche da favola il lavoro delle Fiamme Gialle Viareggine ha riguardato anche gli alberghi di lusso. I controlli contabili sui registri dei corrispettivi, che sono iniziati durante il ponte di ferragosto e proseguiti per tutta la settimana clou dell’estate, hanno coinvolto 35 hotel, e 4 sono stati verbalizzati. Le sanzioni, complessivamente, ammontano a 50mila euro.

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )


“QUEL CARABINIERE CI HA DETTO DI USCIRE”. DUE RAGAZZI GAY: “CI STAVAMO SOLO ABBRACCIANDO NEL BAR”, L’ARIGAY:”E’ OMOFOBIA”

Ennesimo episodio di omofobia di questa estate 2010? “Si, e il fatto grave è che a commetterlo è stato un rappresentante delle Forze dell’Ordine – afferma Alessio De Giorgi, direttore del portale Gay.it e titolare di due locali sulla Marina di Torre del Lago-, l’intolleranza è inaccettabile chiunque se ne renda colpevole, ma se a prendere a male parole due giovani abbracciati in un bar è un carabiniere in divisa, in compagnia di tre colleghi, la vicenda diventa una pagina davvero brutta per le istituzioni”. “ Erano le cinque di mattina e finito di lavorare siamo andati a fare colazione al bar Cusimano – che si trova nella piazza san Francesco, proprio accanto al comando della Polizia Municipale – e mentre aspettavamo che ci servissero un cappuccino e una brioche sono entrati quattro carabinieri in divisa – raccontano Mirko Vigni, un 24enne di Pistoia che da due anni lavora come barista al Priscilla e Fabio Frati, un pratese di 22 che da inizio giugno lavora come cameriere al Buddy -, ci stavamo abbracciando ma non siamo fidanzati, solo amici, ma uno dei carabinieri appena ci ha visti ci ha chiesto di uscire”. “Cosa state facendo, questo è un luogo pubblico, andate via”, sarebbero state le parole del militare dell’Arma e la “bomba è scoppiata, tanto che l’ onorevole del PD Anna Paola Concia, informata dell’accaduto, ha già telefonato al Prefetto di Lucca, che a quanto riferito dall’avvocato Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, sta aspettando una relazione dalla parlamentare lesbica per aprire un’inchiesta. “Eravamo davanti a un pubblico ufficiale – hanno affermato i due ragazzi – e ci siamo sentiti in colpa per una cosa che è invece normale, oltre all’umiliazione subita difronte a circa 15 avventori”. “Il fatto si commenta da sé – a pensarlo è Alessio De Giorgi -, doversi scusare per una cosa simile è come tornare indietro di duemila anni”. “Per fortuna – aggiunge – nelle Forze dell’Ordine ci sono persone splendide, e questo non è un episodio che racconta la generalità”. “Aumenta la visibilità, aumentano le discriminazioni , speriamo che aumentino anche le denunce – ha affermato il presidente di Arcigay che ha anche espresso apprezzamento per le parole del Maggiore Pasquali, comandante della Compagnia Carabinieri di Viareggio: “ ci ha posto le scuse a nome dell’Arma e ci ha assicurato che valutera’ dal punto di vista disciplinare il comportamento dell’appuntato, rendendosi disponibile a valutare eventuali denunce penali che i ragazzi avrebbero potuto presentare cui pero’, di fronte alle parole del Comandante, loro stessi hanno rinunciato”. Il Comandante si e’ reso disponibile anche a valutare eventuali momenti formativi per il personale impegnato a Viareggio e Torre del Lago.

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on agosto 21, 2010 at 4:00 pm  Lascia un commento  
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