
Il mare, ieri mattina alle prime luci dell’alba, ha restituito il corpo di Abid Jerrick, il giovane filippino di 29 anni residente a Bologna, inghiottito dalle onde alle cinque del pomeriggio di ferragosto di fronte alla spiaggia della Lecciona, tra Viareggio e Torre del Lago. Sono stati i bagnini dello stabilimento balneare Colombo ad avvistarlo in acqua per primi pochi minuti dopo le 6.30, poi la corrente ha portato il cadavere poco distante, spiaggiandolo sulla battigia del bagno Balena. Immediato l’allarme al numero blu della Capitaneria di Porto di Viareggio e sull’arenile è arrivato, assieme ai suoi militari, anche il comandante Fabrizio Ratto Vaquer, che fin da domenica ha coordinato le ricerche interforze. Straziante il momento del riconoscimento della salma da parte della sorella del giovane padre e della moglie, sorretta dalla sua datrice di lavoro bolognese, nella cui abitazione estiva in via Maroncelli la coppia avrebbe dovuto trascorrere qualche giorno spensierato di vacanza. Dopo l’arrivo del medico legale Alessandro Grazzini, e il nulla osta del magistrato di turno Fabio Origlio, il cadavere è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale “Versilia”. L’annegamento sarebbe la causa della morte, ma non si esclude, tra le concause, un malore. Tutto era iniziato domenica pomeriggio, quando il bagnino dell’ Altromare 3, Renato Corti, aveva avvistato il giovane in difficoltà tra le onde e si era immediatamente tuffato, cercando di raggiungerlo, assieme ai colleghi, legato alla tavola del surf. Una corsa contro un mare in tempesta, dove la forte corrente aveva avuto la meglio, trascinandolo via, in pochi istanti, verso nord. La complessa macchina dei soccorsi per ritrovare il disperso si era subito messa in moto, con i mezzi navali, aerei e terrestri della Guardia Costiera e gli acquascooter della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco. Due giorni e due notti di ricerche febbrili, anche con il supporto dei sommozzatori, che si sono chiusi ieri con il tragico epilogo del ritrovamento del corpo senza vita. “Hanno pregato tutta la notte – sono state le parole della datrice di lavoro della vedova di Abid Jerrick, che da otto anni lavora come colf presso la famiglia bolognese. La speranza di tutta la famiglia, fino all’ultimo, è stata quella di ritrovarlo vivo. Il mare ha invece restituito solo il suo corpo esamine, che oggi sarà trasferito a Bologna per le esequie.
( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )






