CASO FRANCESCHI, CI SONO TESTIMONI: DUE TESTI CHIAVE PARLANO DI CLAMOROSE OMISSIONI E LACUNE NELLE OPERAZIONI DI SOCCORSO

Visita in Francia, ieri, per i due legali italiani della famiglia di Daniele Franceschi, il giovane viareggino morto in carcere a Grasse. A quanto riferito dall’Avvocato Aldo Lasagna, che con la collega massese Maria Grazia Menozzi ha avuto un incontro con il legale Francois Gonzales, sono emerse, dalla visione delle carte, importanti novità. La storia si tinge ancora di giallo: ci sono infatti due testimoni chiave – uno ancora detenuto e l’altro appena uscito dal carcere – disposti, dopo aver messo nero su bianco, uno con una lettera inviata alla madre di Daniele, l’altro con una denuncia presentata alle autorità, a riferire al magistrato quanto visto con i propri occhi nelle ultime e drammatiche ore del compagno di carcere. Due testi chiave, che parlano di clamorose omissioni, e lacune, nelle operazioni di soccorso a Daniele – quando è stato colto dal malore, accusando forti dolori al petto – da parte delle autorità carcerarie francesi. “Sembra che il medico non fosse reperibile – ha affermato l’avvocato Lasagna. Chi ha usato quindi il defribiltore per tentare di rianimare il giovane viareggino? La Procura francese ne ha intanto disposto il sequestro, per cercare di risalire al momento dell’utilizzo e sul suo effettivo impiego. Opportunamente ricostruiti, questi fatti potranno costituire solide basi per l’esposto denuncia da presentare alla Procura della Repubblica lucchese, al fine di aprire un secondo fascicolo di indagine e procedere eventualmente per il reato di omicidio colposo. Per quanto riguarda il rientro della salma in Italia, purtroppo i tempi si allungano. Alcune parti del corpo sono state prelevate dalle autorità francesi per un esame tossicologico e la famiglia, d’accordo con gli avvocati e lo stesso console italiano a Nizza, ha richiesto che il corpo venga ricomposto prima di ritornare in patria. I risultati della seconda autopsia francese non sono ancora disponibili, e si ventila l’ipotesi di una terza a Nizza, con un medico italiano, e di una quarta in Italia.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 22, 2010 at 12:00 pm  Lascia un commento  
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