Si è riunita ieri a Viareggio la Commissione Comunale di Vigilanza sui Pubblici Spettacoli che ha valutato la richiesta fatta dal Mamamia di autorizzare l’esibizione di ballerini e drag queen sul palco. “Era stato il Sindaco ad invitarci a presentare questa domanda, per provare a risolvere l’annosa questione dell’ordinanza del Comune di Viareggio che impedirebbe al Mamamia lo spettacolo danzante sulla terrazza del locale – riferisce in un comunicato Alessio De Giorgi. Ma la Commissione ha ritenuto che la materia non fosse di propria competenza e ha negato quindi l’autorizzazione. “La questione è puramente formale e di lana caprina, sostiene il proprietario del locale gay sulla Marina di Torre del Lago, “il Mamamia ha dal 2002 una licenza di ballo sul resede esterno e dal 2002 e la terrazza è utilizzata per i suoi famosi spettacoli di drag queen e ballerini, oltre che per interviste e piccole esibizioni di cantanti come Gloria Gaynor, Irene Grandi, Dolcenera, Ivana Spagna, Alessandra Amoroso, Loredana Bertè e tanti altri”. “Il divertimento della zona sta proprio in questo – precisa De Giorgi – nel fatto che la strada è una grande area di spettacoli, con molta gente che vi assiste senza neppure ballare e lasciandosi intrattenere dagli ospiti e dalla musica”. “E’ il bello della Marina di Torre del Lago, quel fenomeno di cui hanno parlato i giornali di tutta Italia e che ha reso Torre del Lago appetibile ad un turismo italiano ed internazionale, facendola diventare una delle più note destinazioni gay estive d’Europa – aggiunge. “Ma la terrazza ha bisogno di una agibilità apposita oppure, come da sempre sostengono i legali del Mamamia e come hanno sostenuto fino a qualche mese fa gli stessi vigili urbani di Viareggio non elevando in questi anni alcuna contravvenzione, essendo la terrazza interdetta al pubblico e riservata allo staff, l’importante è solo garantire la sicurezza del personale, e l’intrattenimento sarebbe quindi ammissibile?”, chiedono i dipendenti. L’accertamento degli agenti della Polizia Municipale risale ai primi giorni del mese di giugno, dopo sette estati di intrattenimento dalla terrazza, e ora è stata messa in discussione la possibilità di intrattenere il pubblico sulla terrazza danzando proprio lì dove è sempre stato consentito farlo: “non hanno di meglio da fare i vigili di Viareggio che contestare che cinque o sei animatori sono a “ballettare” sulla terrazza di un locale oppure c’è un disegno preciso dietro la loro azione?”. “Avanti con la guerra della terrazza” è l’appello dello staff che annuncia che da questo fine settimana sarà sulla terrazza e si esibirà senza ballare: “Capiranno quanto il popolo gay, lesbico, bisessuale, transessuale ed eterosessuale che popola le estati della Marina di Torre del Lago ama questo tipo di spettacolo e di divertimento ed è disposto a battersi tutto un inverno per far sì che il cuore di “Friendly Versilia” non venga messo in discussione. Capiranno che non abbiamo alcuna intenzione di chinare la testa e di rintanarci nuovamente nelle catacombe: se a qualcuno dà noia quel tipo di spettacolo, se a qualcuno danno noia i messaggi di libertà, tolleranza ed uguaglianza che da quella terrazza vengono ogni sera lanciati, con questi andremo a un corpo a corpo che durerà anni. Nei tribunali certamente, ma anche e soprattutto nelle piazze della città che noi invaderemo coi nostri colori, con la nostra voglia di vivere e divertirci, con il nostro orgoglio, con la nostra visibilità. A partire dal prossimo 16 ottobre, quando invaderemo Viareggio coi nostri carri per una manifestazione a difesa di Friendly Versilia, dei nostri locali e del nostro diritto a divertirci. Non vogliamo fare quel che vogliamo, non vogliamo la deregulation: i nostri locali sono stati i primi a mettere le barriere fonoassorbenti per difendere la fauna del parco, a fare campagne di informazione contro l’abuso di droghe ed alcol, a insegnare alla nostra clientela ad usare la nuova viabilità per non dar noia a chi in paese non vuole giustamente essere disturbato dal traffico notturno, a essere d’accordo con ticket di ingresso alla Marina che non fossero gabelle ma diventassero un’occasione per garantire sicurezza, pulizia e igiene alle migliaia di persone che vengono lì a divertirsi. Non è in discussione il portafoglio di pochi, ma un’economia turistica che ruota intorno e soprattutto un progetto di libertà e tolleranza per cui non intendiamo di piegarci in alcun modo”. Le premesse sono quelle di una “guerra colorata” e senza esclusione di colpi.
( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )