Un incontro sul piano umano”. Così il procuratore Capo di Lucca ha definito l’incontro di ieri mattina con i due esponenti di “Assemblea 29 Giugno” e “Il Mondo che Vorrei”. “Ho ricevuto i rappresentanti – ha spiegato Cicala subito dopo il summit – perché penso che serva a lenire le loro sofferenze. Non si è parlato di altro, tanto meno delle indagini. Mi hanno chiesto i nomi degli indagati, ma abbiamo risposto (era presente anche il sostituto Giuseppe Amodeo titolare del fascicolo sulla strage, ndr) che non è possibile. E’ stato un incontro all’insegna dell’umanità e cortesia. E credo che per i familiari delle vittime sia utile sentirci vicini anche se non andiamo fisicamente a Viareggio”. Il dialogo fra Cicala e i comitati delle vittime è durato poco più una quarantina di minuti (dalle 12,50 alle 13,35) e si è svolto dopo molte insistenze da parte dei comitati. Già perché ai familiari delle vittime, che avevano annunciato da giorni questo presidio a Lucca, appena arrivati in piazzale San Donato, era stato detto che il procuratore non sarebbe stato in ufficio per l’intera giornata. E’ così toccato loro ammanettarsi in segno di protesta per far giungere un segnale di dialogo e di apertura dalla procura. Una delegazione è così stata ricevuta dal procuratore Cicala, ma senza, com’ era stato nel giugno scorso, le foto delle vittime al collo dei partecipanti. “Qui dentro si parla, se si vuole manifestare lo si faccia fuori dal palazzo” ha spiegato Cicala. “Non ci hanno detto quando finiranno le indagini, ma che queste sono a un “ottimo” punto, l’altra volta dissero che erano a “buon” punto, e questo aggettivo ci deve bastare. Che 15 mesi non sono tanti per un’indagine che necessita di rogatorie internazionali”. Attacca così Daniela Rombi presidente de “Il Mondo Che Vorrei” appena uscita dalla stanza del procuratore. E’ provata, come gli altri familiari. Davanti all’ingresso del tribunale in via Galli Tassi li attendono gli altri parenti. Subito si relaziona quello che è stato loro detto. “Ci hanno chiesto di avere fiducia. Che sperano di riuscire e che sperano di farlo bene. Che quando le cose verranno fuori vedremo che hanno lavorato bene. Io spero solo – commenta Rombi – che non avvenga come per il Moby Prince o per Ustica”. Dell’incidente probatorio come atto irripetibile sull’asse rotto, ora sotto sequestro, ancora non fanno trapelare alcunché dalla procura. Ma non dovrebbe esser lontano il giorno dell’esame, e allora, come ha confermato Cicala “saprete tutti i nomi degli indagati perché ciascuno nominerà un proprio perito”. All’incontro in procura era presente anche Riccardo Antonini, portavoce di Assemblea 29 Giugno. “Abbiano strappato anche il diritto all’incontro dei comitati con la procura per essere periodicamente informati”. Speriamo sia davvero così, diciamo noi. Infine è stata posta l’attenzione sul fatto che dalla gabbia della cisterna sotto sequestro alla stazione mancherebbe del materiale, e seppur non rispondendo esplicitamente, si sarebbe appreso che è stato tolto per essere sottoposto ad accertamenti utili alle indagini”. Il presidio sul piazzale San Donato è proseguito per l’intera giornata.
(Stefania Guernieri – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)