ESCE DA CASA E TENTA LO SCIPPO: ARRESTATO DOPO UN INSEGUIMENTO UN 43ENNE GIA’ NOTO ALLE FORZE DELL’ORDINE

E’ evaso dalla sua abitazione a Camaiore, dove si trovava da tempo agli arresti domiciliari, e ha pensato bene di andarsene a Torre del Lago, pensando di farla franca. Beccato dai Carabinieri della stazione della frazione pucciniana V. B., un 43enne già noto alle Forze dell’ Ordine, è invece stato arrestato, accusato non solo del reato di evasione, ma di furto con strappo e ricettazione.

Lo scippo

Allontanatosi da casa l’uomo, appena arrivato a Torre del Lago, aveva infatti scippato la borsa ad una donna in bicicletta , cercando di fuggire a bordo di un Aprilia Scarabeo, risultato rubato.

L’insegumento

Ai militari dell’ Arma è stato sufficiente inseguirlo per un breve tragitto per acciuffarlo e ammanettarlo. Mentre la refurtiva è stata restituita alla derubata l’arrestato, da ieri, si trova invece in una cella del carcere di Lucca, in attesa di essere processato per direttissima.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 22, 2010 at 12:15 pm  Lascia un commento  
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CASO FRANCESCHI, CI SONO TESTIMONI: DUE TESTI CHIAVE PARLANO DI CLAMOROSE OMISSIONI E LACUNE NELLE OPERAZIONI DI SOCCORSO

Visita in Francia, ieri, per i due legali italiani della famiglia di Daniele Franceschi, il giovane viareggino morto in carcere a Grasse. A quanto riferito dall’Avvocato Aldo Lasagna, che con la collega massese Maria Grazia Menozzi ha avuto un incontro con il legale Francois Gonzales, sono emerse, dalla visione delle carte, importanti novità. La storia si tinge ancora di giallo: ci sono infatti due testimoni chiave – uno ancora detenuto e l’altro appena uscito dal carcere – disposti, dopo aver messo nero su bianco, uno con una lettera inviata alla madre di Daniele, l’altro con una denuncia presentata alle autorità, a riferire al magistrato quanto visto con i propri occhi nelle ultime e drammatiche ore del compagno di carcere. Due testi chiave, che parlano di clamorose omissioni, e lacune, nelle operazioni di soccorso a Daniele – quando è stato colto dal malore, accusando forti dolori al petto – da parte delle autorità carcerarie francesi. “Sembra che il medico non fosse reperibile – ha affermato l’avvocato Lasagna. Chi ha usato quindi il defribiltore per tentare di rianimare il giovane viareggino? La Procura francese ne ha intanto disposto il sequestro, per cercare di risalire al momento dell’utilizzo e sul suo effettivo impiego. Opportunamente ricostruiti, questi fatti potranno costituire solide basi per l’esposto denuncia da presentare alla Procura della Repubblica lucchese, al fine di aprire un secondo fascicolo di indagine e procedere eventualmente per il reato di omicidio colposo. Per quanto riguarda il rientro della salma in Italia, purtroppo i tempi si allungano. Alcune parti del corpo sono state prelevate dalle autorità francesi per un esame tossicologico e la famiglia, d’accordo con gli avvocati e lo stesso console italiano a Nizza, ha richiesto che il corpo venga ricomposto prima di ritornare in patria. I risultati della seconda autopsia francese non sono ancora disponibili, e si ventila l’ipotesi di una terza a Nizza, con un medico italiano, e di una quarta in Italia.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 22, 2010 at 12:00 pm  Lascia un commento  
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“LIBERATECI DAL TRAFFICO PESANTE”, STRISCIONI DI PROTESTA DA PARTE DEI RESIDENTI DI VIA FRATELLI ROSSELLI A LIDO DI CAMAIORE


Protesta con tanto di striscioni sulla via Fratelli Rosselli al Lido di Camaiore. Esasperati, i residenti, ieri mattina alle 10 sono scesi in strada e hanno bloccato il traffico, simbolicamente, per qualche minuto. La “vecchia” strada di campagna, da quando è stato aperto lo svincolo autostradale dell’A12, è diventata come una grande arteria di collegamento con automobili che a tutte le ore del giorno e della notte sfrecciano a grande velocità, code e soprattutto transito di mezzi pesanti. “No al traffico pesante”, recitano due degli striscioni appesi all’angolo con via Buonarroti, “si a marciapiedi e pista ciclabile”: “all’amministrazione comunale chiediamo almeno una cosa – è stata l’appello dei circa trenta cittadini residenti – che venga cioè deviato sulla via Aurelia almeno il transito dei camion”. Sono in molti a denunciare la situazione, ormai diventata insostenibile: “le case tremano al passare degli autoarticolati, in molti muri sono spuntate numerose crepe, e abbiamo paura”. Non solo, il rumore al passaggio dei tir è talmente assordante che i residenti non riescono nemmeno a sentire la tv, a meno di non tenere chiuse le finestre. “I dossi installati da qualche mese – affermano – non hanno risolto nulla, anzi: chi arriva a velocità sostenuta, e sono la maggioranza, frena di improvviso e il rischio tamponamento è sempre in agguato. Anche le ambulanze della vicina sede della Croce Verde del Lido di Camaiore si trovano spesso bloccate nel caos infernale, e nonostante i lampeggianti accesi e le sirene spiegate, non riescono a passare. Poi, cosa altrettanto grave, “ è la salute ad andarci di mezzo”, c’è il problema dell’inquinamento: “è impossibile stare in giardino e respirare, troppo pericoloso”.
Ma non solo, nel mirino anche il pattume a bordo strada: “Siamo invasi dai tarponi”.  Sul posto, avvisati dai residenti, sono intervenuti anche i consiglieri del Pd Alessandro Del Dotto e Marco Bianchi, che preso atto della situazione provvederanno nuovamente a portare all’attenzione del Consiglio Comunale il problema: “ I residenti della zona erano intervenuti a una seduta consiliare appositamente convocata a seguito della loro petizione – afferma Del Dotto -, ma dopo mesi alle parole del sindaco Bertola non hanno fatto seguito i fatti, ad esclusione dei dossi e delle strisce pedonali”. L’opposizione è insomma pronta a sostenere la battaglia per la tutela dei diritti dei residenti.

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 21, 2010 at 8:30 am  Lascia un commento  
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MAKI MAKI, ANCORA FUMATA NERA: E STAMANI CERRAI DELLA CONFESERCENTI INCONTRERA’ ASSIEME AI TITOLARI DEL LOCALE IL SINDACO LUNARDINI

Caso Maki Maki…nessuna fumata bianca. L’ “habemus papam” è rinviato, pare “sine die”. La soluzione della querelle, che va avanti ormai da piu’ di due settimane, dopo l’apposizione dei sigilli al bar ristorante avvenuta a inizio mese, è infatti ancora da venire. I due gestori, Edoardo Berti e Emiliano Cerri, anche ieri mattina hanno aspettato invano sotto il comune di avere una risposta: unica cosa certa quella che il direttore generale Edoardo Rivola, contattato dalla nostra redazione nel pomeriggio, ha dato da “studiare il caso” – perchè di questo ormai si tratta – all’ufficio competente, rimettendo la pratica del Maki Maki nelle mani del funzionario Maurizio Nieri. “La documentazione mancante nella DIA, e quella relativa alla originaria concessione per bar – alimentari – parcheggio divenuta, come da Nuovo Piano Regolatore del Parco, attività commerciale alimentare è stata prodotta da tempo – ripetono i due gestori -, tra l’altro proprio il Piano del Parco ha liberalizzato le destinazioni commerciali”. A questo punto quello che Berti e Cerri aspettano è una risposta: “positiva o negativa che sia, ma almeno sappiamo come muoverci con i nostri legali”. Per questa mattina intanto il direttore della Confesercenti Alessandro Cerrai è riuscito ad ottenere un incontro con il sindaco Luca Lunardini: “ So che la documentazione richiesta dagli uffici comunali è tutta agli atti – sono state le parole di Cerrai -, a questo punto, visto che sono stati incaricati gli uffici competenti a dare una risposta, che questa venga data”. Il danno economico per l’ azienda, chiusa da oltre 15 giorni, e per gli otto dipendenti, tutti licenziati, è alto ma i lavori per risolverlo sono ancora in corso. “Se entro domani non sapremo ancora nulla – promettono i gestori – verremo sotto il comune con tutti i nostri clienti”. Che a vedere dai commenti di solidarietà lasciati su Face Book sono piu’ di quelli che si possa pensare e sono pronti a protestare sotto le finestre di Lunardini, ma senza tacchi a spillo, boa di struzzo e paillettes.

( Letizia Tassinari – Il  Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 21, 2010 at 8:25 am  Lascia un commento  
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CASO FRANCESCHI, I LEGALI DEI FAMILIARI IN TRASFERTA IN FRANCIA

Trasferta francese, oggi, per i legali dei familiari di Daniele Francheschi, il giovane morto in una cella del carcere di Grasse in Francia a fine agosto. Gli avvocati Lasagna e Menozzi, dopo l’incontro avvenuto ieri mattina con il procuratore capo di Lucca Aldo Cicala, avranno un incontro con il collega Gonzales, per prendere visione della copia della denuncia presentata da un ex carcerato in merito al non utilizzo del defibrilatore quando Daniele Franceschi accusò il malore in cella e valutare l’ipotesi, prevista dalla normativa francese in vigore come richiesta della parte offesa, di una terza autopsia con un medico italiano. La quarta autopsia sarà invece effettuata in Italia, o al “Versilia” o al Santa Chiara di Pisa, dove la salma, una volta in Italia, ma sembra non prima della fine del mese, atterrerà con un Falcon messo a disposizione dall’Aeronautica Militare. Mercoledi mattina invece i familiari di Daniele si incontreranno nuovamente con il sindaco Luca Lunardini.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 21, 2010 at 8:20 am  Lascia un commento  
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RUBA E MORDE SUL PETTO UN RAGAZZO, PRESO DAGLI AGENTI DELLA POLIZIA

Notte movimentata sulla marina di Torre del Lago. Gli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Polizia di Viareggio, diretto da Leopoldo Laricchia, lo hanno però bloccato e arrestato subito dopo aver commesso dei furti. Era notte fonda, circa le tre e un quarto, quando la pattuglia è dovuta intervenire in un locale  sul viale Europa dopo la segnalazione di alcuni clienti belgi che avevano subito il furto chi del portafoglio, chi del cellulare chi invece di un capo di abbigliamento. I derubati hanno subito descritto ai poliziotti il giovane ladro ed è iniziata la caccia all’uomo, durata pochi minuti. Il giovane tunisino, Rochid Belaid – 30enne, clandestino e con precedenti per droga – è stato infatti subito rintracciato a pochi passi dal locale e riconosciuto dai derubati. Ammanettato e accusato di rapina – il ladro, infatti, dopo essersi impossessato di un giubbotto di pelle, vistosi scoperto aveva anche aggredito, mordendolo sul torace, uno dei ragazzi presenti – Rachid Belaid è stato processato per direttissima ieri mattina al tribunale di Viareggio.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 21, 2010 at 8:15 am  Lascia un commento  
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LADRI SCATENATI PRONTI A COLPIRE, FERMATI TRE UOMINI DAI POLIZIOTTI: NELL’AUTO AVEVANO GLI ATTREZZI “DA LAVORO”

Sono stati denunciati a piede libero per possesso di attrezzi atti allo scasso i tre cittadini albanesi fermati dalla Polizia la notte scorsa. La volante del Commissariato di Forte dei Marmi, diretto da Enrico Parrini, era in servizio di pattugliamento nella zona industriale di Pietrasanta quando, sulla via Aurelia, ha intercettato una Renault Megane con a bordo tre uomini sospetti, che si stavano immettendo sulla strada statale da una traversa e i poliziotti hanno deciso di fermarla. Nascosti nel portabagagli gli agenti hanno trovato una serie di attrezzi da vero “ladrone” – picconi, grossi cacciaviti, piedi di porco, guanti e torce -, e i tre albanesi sono stati portati negli uffici e identificati. Per N.M. del ’76, G.A. del ’83 e L.G. Del ’88, il cui curriculum penale conta di numerosi precedenti per furti, è così scattata la denuncia. I servizi notturni di controllo e prevenzione effettuati lo scorso fine settimana nelle zone più a rischio hanno evitato che venisse messo a segno l’ennesimo colpo, e verranno ripetuti costantemente.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 21, 2010 at 8:10 am  Lascia un commento  
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TROVATO MORTO IN UNA VILLA

Macabra scoperta domenica pomeriggio in una villa a Le Focette. Sono stati gli agenti di una volante del Commissariato di Forte dei Marmi a trovare il corpo ormai senza vita di Rifat Satridinov, un 54enne russo che lavorava come custode in una villa della nota località versiliese del comune di Pietrasanta. L’allarme alla centrale operativa del 113 è stato dato dalla sorella dell’uomo intorno all’ora di pranzo. La donna infatti, da oltre due settimane non era riuscita a mettersi in contatto con il fratello, ed era preoccupata. Quando gli agenti sono entrati nella casa si sono trovati di fronte il cadavere dell’uomo ormai in avanzato stato di decomposizione. Il decesso, a quanto stabilito dal medico legale intervenuto sul posto, sarebbe infatti avvenuto almeno due settimane fa e le cause sarebbero da imputare ad un malore o ad una caduta accidentale. I proprietari della villa, una famiglia russa che trascorre l’estate in Versilia, erano rientrati da tempo a Mosca e ignari di quanto accaduto sono stati contattati per telefono dalle Forze dell’Ordine. Non ravvisandosi ipotesi di reato il magistrato di turno ha già rilasciato il nulla osta alla sepoltura.

( Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 21, 2010 at 8:05 am  Lascia un commento  
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“TRE GIORNI ROSSA”, UN SUCCESSO DI PUBBLICO E PRESENZE: SI E’ PARLATO ANCHE DI MUTUALISMO, SOLIDARIETA’, STILI DI VITA, POLITICHE PER LA GENTE E ALTRECONOMIA

Si è conclusa domenica sera “La tre giorni rossa”, la prima festa della Federazione della Sinistra. Grande successo di pubblico sia al dibattito sull’amianto – dove sulla sull’ambiente e la salute sono intervenuti, tra gli altri, Marco Pellegrini dell’Arpat di Lucca e Gianfranco Neri di Assemblea 29 Giugno – che al dibattito sul “Lavoro che non c’è”, dove Lamberto Pocai della Fiom Versilia e Adriana Miniati, la responsabile Dipartimento Lavoro del Prc Regione Toscana hanno affrontato le tematiche della crisi, soprattutto per quanto riguarda il settore della nautica, e il precariato dilagante.

Al dibattito di sabato, su “Le buone pratiche”, mutualismo, solidarietà, stili di vita e altreconomia, è intervenuto Francesco Piobbichi, responsabile del Partito Sociale PRC, per presentare, lo statuto del Rap, Rete per l’Autorganizzazione Popolare: a due anni dall’avvio delle politiche “tra la gente”, a sinistra dal basso, come i Gap, partiti con la vendita del pane a 1 euro, le Brigate di Solidarietà, iniziate a L’Aquila, e la Scuola Popolare, “è il momento di unire le forze, costruendo percorsi di qualità, per uscire dalla crisi dando speranza senza illudere”. Una federazione orizzontale, mettendo in comune le “buone pratiche” per difendersi dal caro vita: e tra queste il progetto, già partito nel 2009, del “dentista sociale”:

per ora unico ad essersi convenzionato è il dottor Vincenzo Ortolani, di Montecatini, con circa 300 pazienti provenienti dalla Versilia, come da tutta la Toscana e anche fuori regione. “Obiettivo del progetto – precisano i responsabili – non è sostituirsi alla struttura pubblica, ma spingere il sistema sanitario regionale, dimostrando che si possono erogare prestazioni a costi contenuti, a ricomprendere le cure odontoiatriche all’interno dell’assistenza offerta ai cittadini. Il dentista sociale applica i tariffari dell’ospedale di Genova del 2002, e non ci rimette…”. Progetti quelli del Rap che vanno dalla sovranità alimentare, facendo “rete” con realtà contadine anche interregionali, all’ ”avvocato rosso”, per consentire a chi non ha le condizioni economiche necessarie, di poter usufruire dell’assistenza legale qualificata che garantisca il diritto alla giustizia, agli sportelli sociali. Presente per la Regione anche Matteo Giordano, della segreteria dell’assessore Allocca, che ha sottolineato la “straordinarietà di questo progetto”, i cui sportelli saranno un riferimento per tutti i cittadini, al di là della bandiera di appartenenza. “Non siamo eroi – ha affermato Piobbichi – questa è l’utilità sociale della politica”.

(Letizia Tassinari -  Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 21, 2010 at 8:00 am  Lascia un commento  
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POSTINI PRIVATI PRONTI A FARE VERTENZA, PER LORO PAGA A COTTIMO: PIU’ BUSTE SI CONSEGNANO E PIU’ SI GUADAGNA, 6 CENTESIMI A LETTERA

Contratto a progetto? No…a cottimo, piu’ buste si consegna piu’ si guadagna. E con obblighi, anche se in teoria il lavoratore avrebbe facoltà di operare in base a tempi scelti dallo stesso: il borsone con la corrispondenza da distribuire nella zona da servire viene consegnato ogni mattina alle 8, per poi renderlo, vuoto o con i “resi” dei destinatari non trovati, entro le 14. Il tutto non in un ufficio, ma per la strada. Fatto valutare al sindacato della Cgil, il contratto, ottenuto con insistenza dopo quasi due mesi che lavoravano senza, in nessuna delle 12 clausole andrebbe bene. “Il progetto non c’è proprio – afferma Giovanni Rossi della Nidil -, visto che l’attività del lavoratore consiste – così sta scritto nero su bianco – nel recapitare la posta certificata e raccomandata”. I giovani, quasi tutti studenti universitari, dopo un colloquio con il titolare della ditta individuale che si occupa del recapito della posta per conto di una nota azienda di consegne, avevano iniziato a lavorare come “postini”, con una paga “promessa” quasi da terzo mondo, 6 centesimi a busta ordinaria consegnata, e 15 per ogni raccomandata. Per due mesi hanno “resistito”, poi se ne sono andati e faranno vertenza. Trecento buste consegnate di posta ordinaria sono 18 euro, e va da sé che la cifra è lorda, i corrispettivi infatti sono “soggetti alle ritenute fiscali previdenziali di legge. “Nessun rimborso è dovuto per le spese dell’attività, essendosene tenuto conto nella determinazione del corrispettivo”, si legge in una delle tante clausole: “quasi una rimessa, invece che un guadagno, visto che girare in motorino, o a piedi, consumando benzina, o tacchi, per 6 o 15 centesimi a busta consegnata, in tutta Viareggio o a Torre del Lago, non è un sicuramente un’attività redditizia”. Crisi o no, si tratta del solito annoso problema del precariato, dove si subappaltano i servizi, e mentre i dipendenti diretti godono di tutti i diritti, e delle tutele, l’esercito dei nuovi “schiavi” del terzo millennio aumenta. In Italia come a Viareggio. E’ da stupirsi quindi se i “bamboccioni” aumentano?

( Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia )

Pubblicato in: on settembre 18, 2010 at 10:00 am  Lascia un commento  
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