Omicidio colposo per il caso del secondo neonato morto all’Ospedale Unico “Versilia”, quando all’alba delle cinque e mezzo del 17 ottobre 2008 era morta in sala parto Vittoriana Capitani. E’ stato formulato ieri dal pubblico ministero Fabio Origlio il capo di imputazione per i ginecologi Cristiana Parri e Andrea Gallinelli e l’ostetrica Franca Squillace. Gli atti sono stati inviati ad un nuovo magistrato per la fissazione della data dell’udienza preliminare. Era stato il Giudice delle Indagini Preliminari, dopo aver sciolto la riserva formulata all’udienza in Camera di Consiglio del 30 settembre, a restituire gli atti al PM perche’ formulasse l’imputazione. Quattro le ipotesi di quanto potrà accadere ora alla udienza davanti al Gup: rinvio a giudizio, rito abbreviato, patteggiamento o proscioglimento: “Siamo fiduciosi – hanno affermato gli avvocati Fabrizio Miracolo e Antonietta Montano, legali dei genitori della piccola nata morta -, grazie a quanto ricostruito dai nostri consulenti tecnici il caso è stato infatti riaperto”. “La causa della morte della neonata si deve ricondurre ad un’asfissia acuta insorta intrapartum e sono state riscontrate delle negligenze e delle imperizie dei sanitari e della stessa struttura organizzativa del reparto ospedaliero”, è scritto negli atti. Alcune di questa senza alcun nesso causale con l’evento, tanto che il GIP Giuseppe Pezzuti aveva archiviato parzialmente il caso, non dovendosi procedere nei confronti della neonatologa di guardia, dell’anestesista e di due delle ostetriche presenti. Dopo un travaglio insorto spontaneo a fine gravidanza nella serata del 16 ottobre, e le fasi iniziali regolari nelle prime ore della notte i problemi iniziarono verso le tre con decelerazioni del battito fetale manifestate durante il travaglio, con una dilatazione della cervice uterina ancora incompleta, e “secondo la miglior scienza medica si sarebbe dovuto praticare un taglio cesareo, che avrebbe salvato la neonata”.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)