Si accarezza il “pancione”, ancora piccolo, ma ben visibile. Come fanno tutte le mamme del mondo. Ibi, la “nostra piccola Ibi”, unica superstite della famiglia Ayad portata via dal fuoco assassino sprigionato dalla cisterna maledetta deragliata sui binari della stazione di Viareggio quella terribile notte del 29 giugno 2009, con un dolore grande e indimenticabile nel cuore… è incinta. “Sono appena entrata nella 20ma settimana – dice toccandosi la pancia, come a sorreggere quel piccolo peso a lei tanto caro e desiderato, e accarezzandolo con tanto amore. E dalla prima ecografia già sa che sarà un maschietto: “ho già scelto il nome – confessa -, si chiamerà Mohamed Hamza”. I nomi del babbo e del fratello: il grande eroe che dal Marocco l’ha portata bambina a Viareggio, per dare a lei e alla sua famiglia un futuro migliore, e il piccolo eroe che per cercare di salvare dalle fiamme la sorellina più piccola Amin non ha esitato a gettarsi nel fuoco, perdendo la sua vita. Lei, che da qualche mese è cittadina italiana a tutti gli effetti, che si è sposata qui nell’ottobre di un anno fa, nonostante abbia perso tutto, e in Italia non le sia rimasto nessun parente, ha deciso di restare a Viareggio e mettere su famiglia. Con grande coraggio, e una grande forza, anche se non è stato, e non è, facile. Quindici giorni di ritardo e l’emozione del risultato positivo del test di gravidanza si leggono nei suoi occhi quando racconta di quella mattina: “ Non ci credevo, dopo l’aborto spontaneo al secondo mese di gennaio, e fino a quando non ne sono stata certa, con le analisi fatte in ospedale, non ci credeva nemmeno mio marito”. La felicità è però stata grande, anche per le nonne Malika e Fatima che vivono a Casablanca che al telefono si sono messe a piangere, e lo sarà ancor di più quando il piccolo Mohamed Hamza verrà alla luce. Concepito ad agosto – a meno di un mese del Ramadam che Ibi, in ottima salute, ha potuto osservare regolarmente perdendo pure quattro chili – nascerà a marzo: “finisco il tempo l’8 marzo, il giorno della donna”. E i suoi occhioni neri sorridono immaginando quel giorno di festa, al quale si sta preparando seguita dal primario del reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Unico “Versilia” Giampaolo Cima. “Sono superstiziosa, come tutte le mamme italiane – ci dice scherzando -, ma nonostante ancora non sia al settimo mese non ho resistito e ho comprato già dei vestitini”. Una tutina, due pigiamini, le scarpine e la camicina della felicità. “Ho deciso di restare a Viareggio, nonostante tutto, perchè questa città mi dà la forza per poter guardare avanti ed è qui che mio padre ha voluto che vivessimo per essere felici”. Felicità che la nostra piccola grande Ibi si merita, dopo tanto dolore. Figlia di migranti, di gente per bene venuta in Italia per trovare e dare alla propria famiglia una vita migliore e morta in una tragedia tanto inaspettata quanto assurda e ancora senza colpevoli, la “piccola grande donna” che tra qualche mese sarà madre ha voglia di tornare ad essere felice.
Auguri Ibi…e che il fiocco celeste ti porti gioia e serenità.
(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)
