Si è incontrata ieri nel primo pomeriggio con il ministro degli esteri Franco Frattini la mamma di Daniele Franceschi, il 36enne viareggino morto nel carcere francese di Grasse. Accompagnata alla Farnesina dal sindaco di Viareggio Luca Lunardini e dalla cugina Maria Grazia Biagini. Un nuovo incontro, dettato dalla disperazione di una madre che vuole verità e giustizia e che da fine agosto – da quando il figlio è morto in un carcere d’oltralpe dove era stato rinchiuso per utilizzo di carta di credito rubata – non riesce ad ottenere “La Francia e’ un Paese amico, dell’Unione europea, un grande Paese democratico – ha affermato il ministro – ma alcune domande non hanno avuto ancora una risposta e desideriamo che emerga tutta la verità”. Come cioè sia stato conservato il corpo del ragazzo, tornato in Italia decomposto, dal momento che è stato conservato a una temperatura oltre lo 0, il perchè tutti gli organi non siano stati resi ai familiari nel momento del rimpatrio della salma e se qualcuno gli abbia usato violenza dentro al penitenziario. Questioni, queste, ancora aperte e sulle quali la Francia è chiamata a rispondere. Le circostanze del decesso nella cella sono infatti ancora da chiarire e il ministro Frattini vuole la verità: “pur nel rispetto della magistratura francese – ha precisato – credo che vi siano domande gravi che non hanno ancora risposta e chiederemo spiegazioni molto chiare”. Il Quai d’ Orsay ha intanto fatto sapere che verrà fatta piena luce e chiarezza sulle circostanze della morte di Daniele Franceschi, e che gli inquirenti francesi “stanno svolgendo il loro compito”. La fonte del Ministero degli Esteri francese ha precisato che “l’istruttoria e’ più lunga del previsto in quanto sono necessari altri esami, al termine dei quali si potranno avere delle certezze”. Sul perchè il corpo sia stato mantenuto a una temperatura più alta dei meno 18 gradi ideali per la conservazione, e l’assenza di organi, il Quai d’Orsay ha confermato la versione del procuratore di Grasse: ”dal momento che dall’Italia ci e’ stato notificato che sarebbe stata praticata una seconda autopsia, la congelazione a meno 18 avrebbe alterato le condizioni del cadavere, come spiegano i medici legali. Se si deve praticare un’autopsia, il corpo va mantenuto a zero gradi, e non si puo’ conservare bene”. Versione francese totalmente discordante da quella dei medici italiani e che il Ministro Frattini ha promesso verrà approfondita e sviscerata. Quanto agli organi mancanti la risposta trasalpina è stata che “sono stati prelevati per gli esami tossicologici e anatomo-patologici” e che “gli occhi non mancano”, sarebbe solo un’impressione: “quando viene prelevato l’umore vitreo, indispensabile per certe analisi perchè rivela elementi che altri tessuti non rivelano, l’occhio perde volume e rientra, dando l’impressione che l’organo sia stato prelevato”. Dato questo confermato dal medico legale del “Versilia”, che ha però aggiunto che “se invece di prelevare per intero l’umore vitreo ne avessero prevelati solo due cc gli occhi ci sarebbero ancora”. ”Frattini si e’ svegliato troppo tardi – ha affermato in un nota Leoluca Orlando dell’ IDV-, se fosse intervenuto in tempo, infatti, molto probabilmente avrebbe potuto evitare lo scempio sul cadavere del povero Daniele e ora, purtroppo, la situazione rischia di essere irrimediabilmente compromessa”. “Sono molto addolorata per mamma Cira – ha commentato la senatrice del PD Manuela Granaiola, presente all’incontro alla Farnesina con la parlamentare del PdL Debora Bergamini -: il ministro Frattini ha comunque preso un preciso impegno di interessarsi della situazione e io sarò accanto alla famiglia perchè riesca a conoscere la verità di quanto accaduto in quel carcere, e ad avere giustizia”. Il mistero della morte di Daniele Franceschi potrebbe essere rinchiuso nelle pagine del suo diario rimasto ancora, come tutti gli effetti personali, in mano alle autorità francesi: ”Daniele – ha detto ieri al telefono la “mamma coraggio” di ritorno a Viareggio – annotava ogni cosa e sono sicura che quello scritto potrebbe contenere elementi che le autorità francesi hanno intenzione di tenere segreti”. E potrebbe essere la svolta. Il caso arriverà comunque in Parlamento, dopo l’interrogazione presentate dai parlamentari Lapo Pistelli e Donatella Ferranti al Ministro degli Esteri e a quello della Giustizia chiedendo di fare piena luce sulla vicenda, mentre stamani arriverà all’Ospedale “Versilia” Lorenzo Varetto, il noto luminare del caso Garlasco, per valutare se sarà possibile una nuova autopsia, dato lo stato di avanzata decomposizione della salma e la mancanza di qualsiasi organo interno. Prossima tappa il 3 novembre, quando la famiglia insieme al sindaco incontrerà in Francia il magistrato che segue il caso.
L’intervento: Pierre Botton, “Carceri francesi scandalose”
Le carceri francesi? ”La situazione e’ scandalosa e indegna del nostro Paese”. A dichiararlo all’Ansa è stato Pierre Botton, fondatore e presidente dell’associazione ‘Les prisons du coeur’, che in passato ha scontato una lunga pena nella carceri transalpine per appropriazione indebita, tra cui un lungo periodo proprio nella prigione di Grasse, la stessa dove e’ morto Daniele Franceschi. Botton, che collabora con l’attuale ministro della Giustizia Michelle Alliot-Marie per migliorare il sistema carcerario transalpino. ”Quando entri in una prigione francese non sei più un essere umano e non c’è alcun rispetto della dignita’. Il nostro Paese e’ evoluto in tutti i settori, tranne che in questo, dove esiste ancora oggi una sorta di universo parallelo, dove e’ rimasta una cultura di un altro mondo”’. Sul caso di Franceschi, Botton ha sottolineato che “una storia legata ad una carta di credito illegale non merita una condanna a morte ed e’ scandaloso che la figlia di Franceschi perda una padre perchè la Francia e’ incapace di avere un sistema carcerario degno di questo nome. E’ una vergogna”. Secondo Botton “nelle carceri transalpine muore un detenuto ogni tre giorni e il 50% dei suicidi avviene nei primi venti giorni di detenzione”.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)