OGGI I FUNERALI DI DANIELE FRANCESCHI, L’ULTIMO ADDIO AL GIOVANE MORTO IN CARCERE IN FRANCIA ALLE 15.30 A SANT’ANTONIO

Saranno celebrati oggi pomeriggio alle 15.30 nella chiesa di Sant’Antonio a Viareggio i funerali di Daniele Franceschi. “E’ giunta l’ ora di dare l’eterno riposo a mio figlio dopo quasi due mesi che il suo corpo non ha pace”, sono state le parole di mamma Cira. Daniele verrà seppellito nel cimitero di Viareggio accanto alla tomba del padre. Mentre dall’ autopsia effettuata due giorni fa dal dottor Lorenzo Varetto all’Ospedale Unico “Versilia” sul corpo del giovane morto il 25 agosto scorso nel carcere di Grasse non sono emersi segni di violenza o lesioni da trauma, anche se il naso risulta lesionato nella cartilagine, la Procura di Lucca non ha ancora ricevuto risposta alcuna alla richiesta inoltrata per fax il 7 ottobre scorso al Procuratore della Repubblica di Grasse: “Come è noto – si legge nell’atto a firma del PM Fabio Origlio – presso la casa di reclusione di Grasse il 25 agosto è morto il cittadino italiano Daniele Franceschi, e per tale fatto la Signoria Vostra ha avviato un’indagine per accertare le cause della morte ed eventuali responsabilità penali. Trattandosi di fatti ipoteticamente di rilevanza penale commessi in danno di cittadino italiano prego, ove non vi ostino speciali ragioni di riservatezza ed al fine di valutare l’opportunità di disporre nuovi accertamenti medico legali, di voler informare questo ufficio degli sviluppi dell’indagine, anche trasmettendo copia dei risultati dell’autopsia”. Secondo le Autorità francesi Daniele Franceschi è morto per infarto, ma la madre Cira Antignano è ancora convinta che il decesso sia avvenuto per maltrattamenti e per mancate cure. Escluse le botte, la violenza o i pestaggi, il caso non è comunque chiuso, Varetto infatti ha lasciato aperta l’ipotesi che il malore di Daniele sia stato sottovalutato o ignorato. Dopo la prima autopsia francese, dove non hanno partecipato i periti di parte della famiglia, si aspetta di poter effettuare un esame italiano sul cuore, decisivo a questo punto per stabilire la verità. E proprio su questo la Farnesina si sta muovendo nelle ultime ore: il Ministro degli Esterti, a quanto appreso, ha richiesto che l’organo cardiaco venga restituito a breve tempo, per poter eseguire i necessari riscontri.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on ottobre 23, 2010 at 2:30 pm  Lascia un commento  
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DUPLICE OMICIDIO, CASO CHIUSO

Caso chiuso: il magistrato inquirente Enrico Corucci della Procura di Lucca ha chiesto ieri l’archiviazione del duplice omicidio di Luca Ceragioli e Jan Frederick Hillerm, rispettivamente Amministratore Delegato e dirigente ammininstrativo della Gifas Electric di Piano del Quercione, avvenuto nel pomeriggio del 23 luglio scorso quando Paolo Iacconi, un 46 enne residente nella provincia di Pordenone ex rappresentante dell’azienda, in un attimo di follia iniziò a sparare e poi si tolse la vita. L’uomo, che partito nella mattina da Pordenone a bordo della sua Panda rossa, era arrivato alla sede della società per la quale ha lavorato per oltre dieci anni, entrando apparentemente calmo negli uffici e salutando cordialmente gli ex colleghi. Poi fece fuoco, sparando quattro pallottole a ciascuna delle sue vittime.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)


Pubblicato in: on ottobre 23, 2010 at 2:00 pm  Lascia un commento  
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IBI SARA’ MAMMA DI UN MASCHIETTO, LO CHIAMERA’ CON IL DOPPIO NOME MOHAMED HAMZA COME IL PADRE E IL FRATELLO

(Foto Raffaele Carnevale)

Si accarezza il “pancione”, ancora piccolo, ma ben visibile. Come fanno tutte le mamme del mondo. Ibi, la “nostra piccola Ibi”, unica superstite della famiglia Ayad portata via dal fuoco assassino sprigionato dalla cisterna maledetta deragliata sui binari della stazione di Viareggio quella terribile notte del 29 giugno 2009, con un dolore grande e indimenticabile nel cuore… è incinta. “Sono appena entrata nella 20ma settimana – dice toccandosi la pancia, come a sorreggere quel piccolo peso a lei tanto caro e desiderato, e accarezzandolo con tanto amore. E dalla prima ecografia già sa che sarà un maschietto: “ho già scelto il nome – confessa -, si chiamerà Mohamed Hamza”. I nomi del babbo e del fratello: il grande eroe che dal Marocco l’ha portata bambina a Viareggio, per dare a lei e alla sua famiglia un futuro migliore, e il piccolo eroe che per cercare di salvare dalle fiamme la sorellina più piccola Amin non ha esitato a gettarsi nel fuoco, perdendo la sua vita. Lei, che da qualche mese è cittadina italiana a tutti gli effetti, che si è sposata qui nell’ottobre di un anno fa, nonostante abbia perso tutto, e in Italia non le sia rimasto nessun parente, ha deciso di restare a Viareggio e mettere su famiglia. Con grande coraggio, e una grande forza, anche se non è stato, e non è, facile. Quindici giorni di ritardo e l’emozione del risultato positivo del test di gravidanza si leggono nei suoi occhi quando racconta di quella mattina: “ Non ci credevo, dopo l’aborto spontaneo al secondo mese di gennaio, e fino a quando non ne sono stata certa, con le analisi fatte in ospedale, non ci credeva nemmeno mio marito”. La felicità è però stata grande, anche per le nonne Malika e Fatima che vivono a Casablanca che al telefono si sono messe a piangere, e lo sarà ancor di più quando il piccolo Mohamed Hamza verrà alla luce. Concepito ad agosto – a meno di un mese del Ramadam che Ibi, in ottima salute, ha potuto osservare regolarmente perdendo pure quattro chili – nascerà a marzo: “finisco il tempo l’8 marzo, il giorno della donna”. E i suoi occhioni neri sorridono immaginando quel giorno di festa, al quale si sta preparando seguita dal primario del reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Unico “Versilia” Giampaolo Cima. “Sono superstiziosa, come tutte le mamme italiane – ci dice scherzando -, ma nonostante ancora non sia al settimo mese non ho resistito e ho comprato già dei vestitini”. Una tutina, due pigiamini, le scarpine e la camicina della felicità. “Ho deciso di restare a Viareggio, nonostante tutto, perchè questa città mi dà la forza per poter guardare avanti ed è qui che mio padre ha voluto che vivessimo per essere felici”. Felicità che la nostra piccola grande Ibi si merita, dopo tanto dolore. Figlia di migranti, di gente per bene venuta in Italia per trovare e dare alla propria famiglia una vita migliore e morta in una tragedia tanto inaspettata quanto assurda e ancora senza colpevoli, la “piccola grande donna” che tra qualche mese sarà madre ha voglia di tornare ad essere felice.
Auguri Ibi…e che il fiocco celeste ti porti gioia e serenità.

(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on ottobre 22, 2010 at 12:00 pm  Lascia un commento  
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“NON CI SONO SEGNI DI VIOLENZA”, LORENZO VARETTO HA ESAMINATO IL CORPO DI DANIELE

“Sul corpo di Daniele Franceschi non ci sono segni di violenza”. E’ iniziata poco dopo mezzogiorno l’ispezione del corpo  all’Ospedale Unico “Versilia”. Chiamato ad effettuare l’esame autoptico, dopo il primo effettuato a Nizza pochi giorni dopo la morte del giovane viareggino avvenuta nel carcere di Grasse, è stato il professor Lorenzo Varetto, medico legale torinese, noto alle cronache per essersi occupato del delitto di Cogne e Garlasco. Ad aspettare il responso del luminare, fuori dalle camere mortuarie dell’Obitorio, mamma Cira e lo zio Marco Antignano, la cugina Maria Grazia Biagini e i due legali della famiglia, Aldo Lasagna e Maria Grazia Menozzi.“Nessun pestaggio – ha affermato il dottor Varetto uscito dopo quattro ore dal nosocomio versiliese -, non ho riscontrato nessun elemento che avvalori questa tesi”. Ciononostante il perito di parte ha prelevato dal corpo di Daniele alcuni campioni di tessuti muscolari per sottoporli a precisi esami istologici, tesi a verificare se emergessero ecchimosi.In Francia hanno comunque fatto un buon lavoro – questo il commento del luminare che ha definito l’autopsia francese “ben fatta, completa e secondo regole”. “Un’ autopsia è sempre distruttiva di per sé – ha aggiunto – e la mancanza di organi interni non è poi “stravagante”, è normale toglierli per esaminarli”. “Visto che il referto di morte parla di decesso per arresto cardiaco – ha però precisato – il cuore sarebbe stato meglio averlo a disposizione, per constatare cosa sia realmente accaduto”. L’organo cardiaco però al momento manca, e per stabilire se Daniele Franceschi sia davvero morto di infarto è necessario esaminarlo. Da quanto emerso, dopo il malore accusato in cella, l’elettrocardiogramma di Daniele era nella norma, ma non il valore dell’enzima cardiaco, pari a 0,17, e questo parametro fa pensare ad un infarto.

“Nei prossimi giorni chiederò al procuratore Fabio Origlio di Lucca di acquisire sia i vetrini francesi che quelli italiani del dottor Varetto – ha assicurato l’avvocatessa Maria Grazia Menozzi, il cui parere è che ci siano responsabilità mediche, come l’ omissione di soccorso. “Il pestaggio non è emerso – ha ribadito alla stampa – e questo per la mamma è sicuramente motivo di sollievo”. A questo punto la strada da perseguire è quella della ricostruzione di quanto accaduto negli ultimi giorni, e ore, di vita di Daniele anche attraverso le pagine del diario – che per il momento è però ancora nelle mani delle Autorità Francesi. Dopo il malore il giovane operaio viareggino arrestato per utilizzo illegale di carte di credito potrebbe non essere stato o curato o soccorso in tempo utile. Rimane poi la questione sullo stato di conservazione della salma: “se fosse stata tenuta a una temperatura di – 18/20 gradi sarebbe stato meglio – ha sottolineato Varetto -, ma non è detto che questa sia una regola assoluta”. Secondo il medico torinese “un cadavere da conservare per tempi più brevi infatti va tenuto alla temperatura di + 4, proprio come hanno fatto i francesi”. Ma il periodo, quasi due mesi dalla morte, obbligava, come richiesto dai legali delle famiglia per fare una seconda autopsia italiana, di tenerlo a – 20 Quanto al naso nessuna frattura ossea, ma solo alla cartilagine. Comunque servono esami più approfonditi, che solo nei prossimi giorni verranno resi noti. Alla Procura di Lucca, dove è stata aperta una indagine conoscitiva con modello 42 su segnalazione del console italiano a Nizza, è arrivata ieri mattina l’ interrogazione presentata al ministro Alfano dal deputato del PD Donatella Ferranti, con la quale la parlamentare chiede di sapere se con le attuali norme in vigore si possa procedere in Italia riguardo la morte in Francia di Daniele Franceschi e sulla conservazione della salma.”E’ compito dei francesi fare accertamenti sulla morte – ha risposto il pubblico ministero Fabio Origlio – e comunque – ha ripetuto il magistrato – alla nostra richiesta di notizie inoltrata da giorni attendiamo ancora le risposte”. Al momento, in base all’articolo 10 del Codice Penale – delitto dello straniero all’estero – la Procura lucchese non può esercitare alcuna azione penale.

(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on ottobre 22, 2010 at 8:30 am  Lascia un commento  
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LA LEZIONE? SI FA PUBBLICA E IN PIAZZA MAZZINI

Lezione in piazza Mazzini ieri mattina per circa trecento studenti del liceo Galileo Chini del Lido di Camaiore. Finita l’occupazione è iniziata l’ autogestione e, per chi crede che la loro protesta contro la riforma Gelmini e le politiche del Governo sia solo per non studiare, hanno invitato alcuni insegnanti della loro scuola a parlare dell’Unità di Italia. Tre i professori che si sono alternati nel dibattito, Angelo Vannucci, insegnante di Storia e Filosofia, e due professoresse di lettere, Mila Berchiolli e Zefi Parrini. Tre “tagli” diversi, uno filosofico, uno storico e uno letterario, sul tema della disgregazione del Paese, e dell’essere Nazione. “Esiste ancora, o è mai esistita, una identità nazionale?”, hanno chiesto i tre insegnanti ai loro alunni, spaziando tra Risorgimento, Romanticismo, Manzoni e Lega Nord. Parlando di immigrazione, di razzismo, di xenofobia e omofobia, di paura del diverso, “quando invece la diversità deve essere considerata arricchimento”. L’Italia ha avuto anche a cavallo degli anni 50/60 – precisamente dal ’58 al ’63 – un forte fenomeno di immigrazione, e come hanno sottolineato i tre insegnanti, anche allora “faceva comodo, come fa comodo oggi”: “Ieri i “meridionali che salivano a lavorare nelle grandi fabbriche di Torino, oggi gli extracomunitari che al sud raccolgono pomodori e arance, mentre al nord, soprattutto in Veneto, lavorano nei forni”. A un anno dal 150mo anniversario dall’Unità di Italia una lezione all’aperto che ha calamitato l’attenzione anche di molti passanti, e che è stata più un excursus storico filosofico – il professor Vannucci ha pure confessato loro di non essere un patriottico – per parlare anche del federalismo leghista, che “sa tanto di divisione e separatismo”.

Decisamente più tesa la situazione al liceo scientifico Michelangelo del Forte dei Marmi, dove alcuni studenti hanno manifestato davanti alla scuola per protestare contro la decisione della preside Filomena La Pietra che non ha autorizzato l’assemblea richiesta dagli studenti. La dirigente è poi tornata sui suoi passi, consentendo che i giovani si riunissero malgrado l’assemblea non fosse stata richiesta nei termini previsti. Mentre alcuni hanno fatto lezione regolarmente gli altri si sono ritrovati in palestra, di fatto facendo scattare una sorta di autogestione che dovrebbe andare avanti fino a sabato. In caso di occupazione la preside ha già annunciato che adirà le vie legali denunciando i responsabili, mentre gli agenti del Commissariato del Forte monitorano la situazione.

(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on ottobre 22, 2010 at 8:20 am  Lascia un commento  
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BLITZ AL PARCHEGGIO

Prosegue incessante il lavoro degli agenti del Commissariato di Polizia di Viareggio contro il commercio abusivo e l’immigrazione clandestina. Dopo i controlli effettuati nei giorni scorsi anche ieri mattina il dirigente Leopoldo Laricchia ha disposto un altro servizio nel parcheggio dell’ospedale “Versilia”, iniziato alle 7 del mattino e terminato a fine mattinata. Sei le pattuglie impegnate, tre del Commissariato e del Reparto Prevenzione Crimine Toscana, appositamente richieste, che hanno cinturato il perimetro esterno del nosocomio, controllando e presidiando anche le fermate dei pullman dai quali usualmente scendono i “parcheggiatori abusivi”. Tutta l’attività ha consentito di rintracciare ed identificare le uniche quattro persone verosimilmente intenzionate a recarsi in ospedale per svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo: tutti e quattro, cittadini senegalesi, erano regolarmente soggiornati nel territorio nazionale in quanto titolari di permessi di soggiorno valido.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on ottobre 22, 2010 at 8:10 am  Lascia un commento  
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CERIMONIA A MONTISCENDI

Il ricordo della strage di Querceta, quando gli agenti di Polizia Gianni Mussi, Giuseppe Lombardi e Armando Femiano rimasero uccisi nello scontro a fuoco avvenuto il 22 ottobre del 1975 a Montiscendi, verrà celebrato domenica. Il programma della commemorazione prevede la messa alla chiesa della Misericordia, alle 9.30, e a seguire la deposizione di una corona di alloro al monumento dei caduti in piazza Garibaldi e a Pietrasanta, al cippo dedicato alle vittime. Alla cerimonia, promossa dalla Questura di Lucca e dall’Associazione Nazionale della Polizia di Stato parteciperanno,oltre le amministrazioni comunali di Viareggio e Pietrasanta , anche il Prefetto e il Questore.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on ottobre 22, 2010 at 8:00 am  Lascia un commento  
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FRATTINI: “VOGLIAMO TUTTA LA VERITA’”, IL MINISTRO DEGLI ESTERI HA INCONTRATO LA MADRE DI DANIELE FRANCESCHI E IL SINDACO LUNARDINI

Si è incontrata ieri nel primo pomeriggio con il ministro degli esteri Franco Frattini la mamma di Daniele Franceschi, il 36enne viareggino morto nel carcere francese di Grasse. Accompagnata alla Farnesina dal sindaco di Viareggio Luca Lunardini e dalla cugina Maria Grazia Biagini. Un nuovo incontro, dettato dalla disperazione di una madre che vuole verità e giustizia e che da fine agosto – da quando il figlio è morto in un carcere d’oltralpe dove era stato rinchiuso per utilizzo di carta di credito rubata – non riesce ad ottenere “La Francia e’ un Paese amico, dell’Unione europea, un grande Paese democratico – ha affermato il ministro – ma alcune domande non hanno avuto ancora una risposta e desideriamo che emerga tutta la verità”. Come cioè sia stato conservato il corpo del ragazzo, tornato in Italia decomposto, dal momento che è stato conservato a una temperatura oltre lo 0, il perchè tutti gli organi non siano stati resi ai familiari nel momento del rimpatrio della salma e se qualcuno gli abbia usato violenza dentro al penitenziario. Questioni, queste, ancora aperte e sulle quali la Francia è chiamata a rispondere. Le circostanze del decesso nella cella sono infatti ancora da chiarire e il ministro Frattini vuole la verità: “pur nel rispetto della magistratura francese – ha precisato – credo che vi siano domande gravi che non hanno ancora risposta e chiederemo spiegazioni molto chiare”. Il Quai d’ Orsay ha intanto fatto sapere che verrà fatta piena luce e chiarezza sulle circostanze della morte di Daniele Franceschi, e che gli inquirenti francesi “stanno svolgendo il loro compito”. La fonte del Ministero degli Esteri francese ha precisato che “l’istruttoria e’ più lunga del previsto in quanto sono necessari altri esami, al termine dei quali si potranno avere delle certezze”. Sul perchè il corpo sia stato mantenuto a una temperatura più alta dei meno 18 gradi ideali per la conservazione, e l’assenza di organi, il Quai d’Orsay ha confermato la versione del procuratore di Grasse: ”dal momento che dall’Italia ci e’ stato notificato che sarebbe stata praticata una seconda autopsia, la congelazione a meno 18 avrebbe alterato le condizioni del cadavere, come spiegano i medici legali. Se si deve praticare un’autopsia, il corpo va mantenuto a zero gradi, e non si puo’ conservare bene”. Versione francese totalmente discordante da quella dei medici italiani e che il Ministro Frattini ha promesso verrà approfondita e sviscerata. Quanto agli organi mancanti la risposta trasalpina è stata che “sono stati prelevati per gli esami tossicologici e anatomo-patologici” e che “gli occhi non mancano”, sarebbe solo un’impressione: “quando viene prelevato l’umore vitreo, indispensabile per certe analisi perchè rivela elementi che altri tessuti non rivelano, l’occhio perde volume e rientra, dando l’impressione che l’organo sia stato prelevato”. Dato questo confermato dal medico legale del “Versilia”, che ha però aggiunto che “se invece di prelevare per intero l’umore vitreo ne avessero prevelati solo due cc gli occhi ci sarebbero ancora”. ”Frattini si e’ svegliato troppo tardi – ha affermato in un nota Leoluca Orlando dell’ IDV-, se fosse intervenuto in tempo, infatti, molto probabilmente avrebbe potuto evitare lo scempio sul cadavere del povero Daniele e ora, purtroppo, la situazione rischia di essere irrimediabilmente compromessa”. “Sono molto addolorata per mamma Cira – ha commentato la senatrice del PD Manuela Granaiola, presente all’incontro alla Farnesina con la parlamentare del PdL Debora Bergamini -: il ministro Frattini ha comunque preso un preciso impegno di interessarsi della situazione e io sarò accanto alla famiglia perchè riesca a conoscere la verità di quanto accaduto in quel carcere, e ad avere giustizia”. Il mistero della morte di Daniele Franceschi potrebbe essere rinchiuso nelle pagine del suo diario rimasto ancora, come tutti gli effetti personali, in mano alle autorità francesi: ”Daniele – ha detto ieri al telefono la “mamma coraggio” di ritorno a Viareggio – annotava ogni cosa e sono sicura che quello scritto potrebbe contenere elementi che le autorità francesi hanno intenzione di tenere segreti”. E potrebbe essere la svolta. Il caso arriverà comunque in Parlamento, dopo l’interrogazione presentate dai parlamentari Lapo Pistelli e Donatella Ferranti al Ministro degli Esteri e a quello della Giustizia chiedendo di fare piena luce sulla vicenda, mentre stamani arriverà all’Ospedale “Versilia” Lorenzo Varetto, il noto luminare del caso Garlasco, per valutare se sarà possibile una nuova autopsia, dato lo stato di avanzata decomposizione della salma e la mancanza di qualsiasi organo interno. Prossima tappa il 3 novembre, quando la famiglia insieme al sindaco incontrerà in Francia il magistrato che segue il caso.

L’intervento: Pierre Botton, “Carceri francesi scandalose”

Le carceri francesi? ”La situazione e’ scandalosa e indegna del nostro Paese”. A dichiararlo all’Ansa è stato Pierre Botton, fondatore e presidente dell’associazione ‘Les prisons du coeur’, che in passato ha scontato una lunga pena nella carceri transalpine per appropriazione indebita, tra cui un lungo periodo proprio nella prigione di Grasse, la stessa dove e’ morto Daniele Franceschi. Botton, che collabora con l’attuale ministro della Giustizia Michelle Alliot-Marie per migliorare il sistema carcerario transalpino. ”Quando entri in una prigione francese non sei più un essere umano e non c’è alcun rispetto della dignita’. Il nostro Paese e’ evoluto in tutti i settori, tranne che in questo, dove esiste ancora oggi una sorta di universo parallelo, dove e’ rimasta una cultura di un altro mondo”’. Sul caso di Franceschi, Botton ha sottolineato che “una storia legata ad una carta di credito illegale non merita una condanna a morte ed e’ scandaloso che la figlia di Franceschi perda una padre perchè la Francia e’ incapace di avere un sistema carcerario degno di questo nome. E’ una vergogna”. Secondo Botton “nelle carceri transalpine muore un detenuto ogni tre giorni e il 50% dei suicidi avviene nei primi venti giorni di detenzione”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on ottobre 21, 2010 at 1:00 pm  Lascia un commento  
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LA PATENTE PER GLI ANZIANI? A LUCCA

Nuove norme per chi deve rinnovare la patente di guida ed ha compiuto 80 annI. La recente riforma del Codice della Strada ha stabilito, infatti, che per gli ultraottantenni la vista medica deve essere effettuata presso una Commissione Medica Locale. La disposizione è in vigore dal 15 settembre 2010 (data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del relativo decreto di attuazione) e il rinnovo ha validità di due anni Per gli ultraottantenni non sarà poi più possibile rinnovare la patente auto presso le sedi periferiche di gli ambulatori della ASL, dell’ACI o delle autoscuole, ma dovranno rivolgersi presso le Commissioni Mediche Locali, che hanno sede presso le UO di Medicina Legale delle ASL dei capoluoghi di provincia. Si consiglia di prenotare almeno con novanta giorni di anticipo sulla data di scadenza.

Quanto alla tessera sanitaria, onde evitare spiacevoli disguidi nell’erogazione dei servizi sanitari, l’Azienda Usl 12 di Viareggio ricorda che ai sensi delle vigenti disposizioni in materia per prenotare ed accedere alle prestazioni sanitarie, qualunque esse siano, dai ricoveri ospedalieri alle visite specialistiche, agli esami di laboratorio, è necessario esibire la Tessera Sanitaria (vecchio o nuovo formato dotato di microchip), insieme alla prescrizione del medico curante. La Tessera Sanitaria consente infatti il riconoscimento della persona ai fini dell’accesso ai servizi sanitari, in quanto contiene il codice fiscale, anche in braille per gli ipovedenti, e per questo costituisce uno degli strumenti fondamentali per il monitoraggio della spesa sanitaria da parte delle istituzioni statali e regionali al fine di conoscere e governare al meglio le risorse impiegate in Sanità. Presso l’Ospedale “Versilia” e nei presidi distrettuali della Usl sono stati allestiti appositi sportelli per attivare la Carta Sanitaria Elettronica (in corso di distribuzione a domicilio di tutti i cittadini toscani) che oltre a mantenere le stesse funzioni già presenti nella vecchia Tessera Sanitaria, consentirà di accedere ai dati sanitari raccolti nel Fascicolo Sanitario Elettronico. Riassumendo, la nuova Tessera Sanitaria Elettronica ha quattro funzioni: di Tessera Sanitaria, per il riconoscimento del cittadino per l’erogazione di prestazioni da parte del Servizio Sanitario Regionale, di Codice Fiscale, di T.E.A.M.Tessera Europea Assistenza Malattia nei Paesi dell’Unione Europea, Islanda, Norvegia e Svizzera e di CSN Carta Nazionale dei Servizi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on ottobre 21, 2010 at 12:45 pm  Lascia un commento  
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TENTA DI RUBARE LO SCOOTER, ARRESTATO 33ENNE IN VIA DEI LECCI. TROVATI CASCHI MOMO

Due arresti, ieri, nella frazione pucciniana. Il primo nel pomeriggio e il secondo nella nottata. Una giornata di intensa attività preventiva e repressiva quella dei militari dell’ Arma della Stazione di Torre del Lago, insomma, che hanno tratto in arresto per tentato furto aggravato N.L., un 33enne di Barletta già noto alle forze dell’ordine. I militari lo hanno sorpreso mentre tentava di rubare uno scooter parcheggiato in via dei Lecci: il ladro, alla vista dei Carabinieri, ha tentato di darsi alla fuga ma è stato inseguito, bloccato ed arrestato. L’uomo si trova ora nel carcere a Lucca, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nemmeno il tempo di terminare le operazioni di rito relative al primo arresto e, nel corso della nottata, gli stessi carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di A.K., un marocchino di 24 anni pregiudicato, beccato con tre grammi di cocaina suddivisa in altrettante dosi. Dagli accertamenti di rito è anche risultato che l’extracomunitario era clandestino ed è stato processato per direttissima.

I Carabinieri di Viareggio hanno invece ritrovato quattro caschi Momo rubati presumibilmente durante l’estate sulla passeggiata a mare e chiunque abbia subito un furto può rivolgersi alla caserma, munito della relativa denuncia di furto, per il riconoscimento dell’oggetto e la sua restituzione.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on ottobre 21, 2010 at 12:30 pm  Lascia un commento  
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