“Siamo per le scelte democratiche, e questa non lo è”. Parole dure quelle di Andrea Antonioli, Lamberto Pocai e Gabriele Ciucci della Cgil che Vogliamo durante la conferenza stampa di ieri mattina nella sala della Camera del Lavoro di Viareggio in merito alla nomina a segretario versiliese di Paolo Bruni. “Si tratta dell’ultimo atto, particolarmente grave, della spaccatura interna alla Cgil di Lucca – spiegano -, e avevamo ragione già a luglio scorso, quando sospettavamo che le cose sarebbero andate così”. La nuova segreteria è composta da cinque persone, tutte della maggioranza, “ma la segretaria generale l’abbiamo votata anche noi al Congresso– precisano – e come minoranza rappresentiamo esattamente un terzo degli iscritti”. La scelta dell’incarico di Segretario della Versilia a Bruni secondo i tre rappresentanti della minoranza della Cgil è “una scelta imposta e dettata da principi di esclusione, tutt’altro che democratici, di un pezzo importante dell’organizzazione e di una scarsa considerazione di quello che è il sindacato in Versilia, il territorio, culturalmente e storicamente diverso da Lucca e dalla lucchesia, con problematiche peculiari”. In poche parole Paolo Bruni lo si è “calato dall’alto”, ma non conosce le questioni versiliesi: “è nato nel grossetano, vive nel pistoiese, è un dipendente Enel in distacco sindacale, e per questo non costa nulla alla Cgil, e si è occupato dal 2007, come segretario provinciale della Filctem, solo di chimici e tessili”. Rosanna Rosi, come segretaria generale della Cgil Lucca, avrebbe scelto un compagno che “con la Versilia non ha nessun rapporto”, questo il j’acuse. Nata nel 1901, ancora prima che quella lucchese che è sorta nel 1906, la Camera del Lavoro di Viareggio ha sempre avuto una sua autonomia, solo dopo il 1995 avvenne la riunificazione, “per motivi organizzativi” precisano Antonioli, Pocai e Ciucci, ma con un “patto fondativo” vincolante: che il segretario versiliese fosse scelto dal coordinamento, come è successo sia per Rossano De Servi, rimasto in carica dal ’95 al 2000, e per lo stesso Antonioli. Questa volta invece l’incarico sarebbe stato dato “ab alto”, scelto solo dalla maggioranza, per motivi politici. “Consideriamo Bruni un commissario liquidatore – questa la definizione data dai tre sindacalisti -, di una Cgil versiliese pesantemente indebolita, sia nei settori della Funzione Pubblica che degli sportelli per l’Immigrazione, e soprattutto nei servizi”. L’ufficio vertenze confederale, che prima contava di due persone, ora lavora solo per un giorno e mezzo la settimana, e mentre Lucca contra di tre sedi di proprietà, Viareggio è in affitto, come Pietrasanta, Seravezza, Massarosa e Torre del Lago.
“Credo che le questioni vadano risolte con la collaborazione di tutti – ha affermato Paolo Bruni, contattato telefonicamente nel pomeriggio -, anche quando sono arrivato a Lucca 4 anni fa non avevo conoscenza del territorio, capisco che non si possa dare fiducia a priori, ma se ho avuto questo nuovo incarico credo sia perche’ durante il mio mandato lucchese ho dimostrato di meritarmela. Quanto alla Versilia, non è un atto di rottura, lavorerò con l’aiuto di chi ha lavorato sul territorio prima di me”. Il nuovo segretario – come ha comunicato Rosanna Rosi – verrà comunque presentato tra una settimana.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)