ALLA SCOPERTA DEI SEGRETI MILITARI, TANTE SCUOLE IN VISITA AL CENTRO ADDESTRAMENTO PARACADUTISMO DELLA FOLGORE

Mentre Viareggio, Camaiore, Pietrasanta, Massarosa, Forte dei Marmi, Seravezza e Stazzema si sono tinte di tricolore, al suono del Silenzio, per le celebrazioni del 4 novembre, giorno dell’Unità d’Italia e Festa delle Forze Armate, alla presenza di sindaci e di autorità civili e militari, a Pisa, bandiere alla mano, molti piccoli alunni provenienti da numerose scuole, non solo della città della Torre ma anche da quelle della Versilia, sono stati protagonisti alla caserma Gamerra, sede del Centro Addestramento Paracadutismo della Folgore.

La sede del Capar, come tutti gli anni il 4 novembre, ha infatti aperto le sue porte per la visita guidata agli hangar della Compagnia Aviorifornimenti, alle sale di ripiegamento dei paracadute – compito questo delicatissimo, e affidato a militari specializzati – e alle strutture addestrative, come la palestra e le Torri per i lanci. E sono stati proprio i “pulcini” i più “curiosi” nel conoscere i “segreti militari” e a fare mille domande su come si lavano, si asciugano, si piegano e soprattutto su come si aprono i paracadute principale e quello di emergenza. Ma quello che più ha affascinato i piccoli studenti è stato il “tour storico” all’interno del “Museo delle Aviotruppe”, nato come “Sala Ricordi” il 24 Ottobre del 1971 e inizialmente dislocato all’interno della Caserma “Vannucci” di Livorno. A fare da Cicerone nelle 15 sale del museo della Gamerra, il cui taglio del nastro – immortalato in una foto all’ingresso – fu effettuato il 26 aprile del 2002 dall’allora presidente Francesco Cossiga – è stato il direttore, luogotenente Bruno Dinelli. Da quando, dopo varie vicissitudini e grazie all’interessamento dei vari Comandanti che si sono succeduti, il Museo si è trasferito a Pisa, in quella che a giusto titolo è considerata “la casa madre del paracadutismo militare italiano”, le sale espositive, disposte in ordine cronologico, si sono arricchite di storia: negli oltre 700 metri quadrati sono infatti raccolti più di 3000 pezzi, a partire dai disegni di Leonardo da Vinci e dai primi paracadute sperimentali, dalle uniformi storiche, come quelle della battaglia di El Alamein alla quale è dedicata la terza sala, dai primi baschi grigio verde, gli stemmi, le armi antiche, documenti e vecchi articoli di giornale, frutto di donazioni di reduci e dei loro familiari, per arrivare alle attuali missioni di pace che raccontano la nostra storia. Una lezione diversa, quella di ieri – sono stati tanti gli studenti “in erba” rimasti a bocca aperta nel sentire parlare dei “precursori”, di quando ad esempio nella Cina del 1306 “uomini volanti si lanciavano da torri altissime sostenuti da calotte quadrate di tessuto” che ha affascinato tutti, grandi e piccini. La storia si impara anche cosi, e non soltanto seduti ai banchi in un’aula di una scuola.

(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on novembre 5, 2010 at 9:32 am  Lascia un commento  
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