Polo Nautico, ancora nulla di fatto. Sottoscrivere accordi durante la crisi non è sicuramente facile. In merito alla lettera che la Fiom ha indirizzata lo scorso 17 novembre al sindaco Luca Lunardini, con copia anche all’assessore Antonio Cima, avente ad oggetto la ricostruzione storica degli atti relativi alla concessione demaniale ex Sec, Massimo Braccini e Lamberto Pocai, rispettivamente segretario provinciale e segretario versiliese dei metalmeccanici, non sono soddisfatti: “non è stata svolta una verifica completa degli impegni che la società ha assunto nei confronti delle istituzioni a partire dal Comune, delle OO.SS. e dei lavoratori, come abbiamo concordato con l’Amministrazione Comunale Pertanto oltre a svolgere alcune osservazioni in merito al contenuto della lettera riproponiamo tutte le questioni che abbiamo già più volte sollevato e che non sono state considerate nella lettera”. “L’accordo – come hanno sottolineato i due sindacalisti – si fa in tre, Comune, Parti Sociali e Aziende, previa verifica dei punti essenziali, che partono dalla tutela dei lavoratori, cosa questa che dall’atteggiamento di Polo Nautico sembra diversa, visto che è evidente che la società, contrariamente a quanto convenuto, intenda ridimensionare continuamente la presenza dei lavoratori con diritti e tutele sostituendoli con altri specie degli appalti senza diritti, tutele e salari più bassi ed in coerenza con questa strategia rifiuti di definire un accordo che omogeneizzi le condizioni di tutti i lavoratori operanti nell’area”. I punti fermi per la Fiom sono, oltre la verifica dell’ attuazione completa del piano di recupero con relative varianti, incluse la mensa – o “la non mensa”, visto che allo stato dei fatti ancora non esiste -, uffici, servizi consortili – portineria portineria, servizi antincendio, vigilanza, viabilità, gestione dei rifiuti -, prolungamento della banchina, la portata del travel lift, il carrello portata variabile, il cablaggio, il piano pilota e le nuove aree della zona DR4. “Ovviamente – ha precisato Pocai – essenziale è la verifica dell’accordo relativo al personale, per l’’omogeneizzazione dei trattamenti normativi ed economici dei lavoratori operanti nell’area, l’applicazione del Ccnl industria metalmeccanici a tutte le imprese di Polo Nautico e la garanzia del minimo del numero dei dipendenti di Polo Nautico di 92 unità, oggi diventate 53. E prima di sedersi a un tavolo di concertazione l’invito al Comune è di procedere al da farsi: “Accordi che siano delle “pattumate” non ne firmiamo – ha sottolineato la RSU Daniele Dinelli -, in dieci anni di Polo Nautico abbiamo fatto oltre 5 anni di Cassa Integrazione, la Darsena cantieristica trasuda di solidarietà, anhe se cercano di dividerci, e non saremo complici come non lo siamo mai stati”.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)