Uranio Impoverito: la senatrice viareggina del Partito Democratico Manuela Granaiola è in prima linea sulla questione. E la riprova è il suo lavoro in Commissione Uranio, anche all’ultima seduta quando si è svolta l’audizione del Capo Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa, generale di divisone Tullio Del Sette. Sono migliaia, ormai, i soldati ammalatisi dopo il rientro dalle missioni, e centinaia i morti. Dopo i due casi affrontati dal Nuovo Corriere nelle scorse settimane – il militare colpito da una neoplasia al testicolo, come confermato dal primario del reparto di Oncologia dell’Ospedale Unico “Versilia”, e l’odissea di Catia Bonuccelli, sorella dell’ex sindaco di Viareggio e moglie di un pilota dell’esercito, ammalatasi di linfomi di Hodgking e tuttora sotto cura, i riflettori sul killer invisibile – le nanoparticelle – reo, per nesso di causalità, attraverso sia l’inalazione che l’ingestione, di numerose patologie neoplastiche, si sono tristemente riaccesi anche nella nostra zona. Ad oggi sono quattro le sentenze che hanno dato ragione ad altrettante vittime dell’Uranio Impoverito, condannando il Ministero della Difesa al risarcimento, due delle quali appellate. “Sono perplessa per la condotta del Ministero della Difesa che ha proposto appello – ha dichiarato la senatrice Granaiola durante l’audizione -, appello che è ancora più inspiegabile alla luce dell’enunciato principio di favore nei confronti delle vittime nonché per l’incontrovertibile accertamento del danno in sede giudiziale, effettuato attraverso un’inchiesta nanodiagnostica, ritenuta attualmente l’unica idonea ad evidenziare la presenza di metalli pesanti nei tessuti”. Esame microscopico, questo, effettuato all’università di Modena dalla dottoressa Antonietta Gatti. “L’Ufficio Legislativo non segue i procedimenti giudiziari riguardanti l’amministrazione della Difesa – ha risposto il generale Del Sette -, e si riserva di acquisire le informazioni richieste dalla senatrice Granaiola”. “Ancora non ho avuto risposte – ha affermato ieri mattina la parlamentare viareggina, non negando il suo stupore in merito al fatto che il generale non fosse a conoscenza delle sentenze e nemmeno gli appelli, dal momento che della cosa si sono occupati media nazionali quali Striscia la Notizia, Il Corriere della Sera e Repubblica – ma intanto ho inoltrato in via ufficiale al Presidente della Commissione, e in accordo con la capogruppo Senatrice Cinzia Fontana, la richiesta di audire il maresciallo Domenico Leggiero dell’Osservatorio Militare di Roma che è stato anche consulente delle precedenti Commissioni e si è dichiarato disponibile”. “ In commissione si sta discutendo dell’esigenza di semplificare il procedimento per l’erogazione dei benefici a favore del personale militare e civile all’estero colpito da gravi patologie – ha afferma il maresciallo Leggiero, contattato nella sua abitazione di Sesto Fiorentino -, l’unica variazione in merito potrebbe essere quella che una volta verificata la presenza di nanoparticelle nelle biopsie a seguito dell’analisi nanodiagnostica, si può procedere direttamente al riconoscimento delle patologie a seguito esposizione ad uranio impoverito. Ogni altra proposta si presterebbe ad equivoci e malintesi che non giovano nè ai militari nè alla ricerca della verità”. Il problema uranio impoverito comunque esiste: su internet ci sono decine e decine di documenti ufficiali, sia italiani che internazionali, militari e medici che lo dimostrano, ultimo dei quali – messo on line da poco ma risalente al ’93, ossia 4 anni prima dell’impiego – un video del Pentagono sulla contaminazione: WikiLeaks! Enquiry! Depleted Uranium Training.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)
