CANTIERISTICA, L’ALLARME DEI SINDACATI: “CI ATTENDONO ALMENO 6-7 MESI DURISSIMI”

Viareggio rischia di perdere il suo “blasone”. La cantieristica viareggina è sempre al centro dei pensieri della “Cgil che Vogliamo”, e Andrea Antonioli, ex segretario della Camera del Lavoro della Versilia, con Lamberto Pocai della Fiom sono oltremodo preoccupati dello “stallo” in cui versa. “Il mercato è fermo, con un 30/40% in meno di fatturato, e punte ancor più alte – hanno affermato ieri mattina durante l’incontro con la stampa per fare il punto della situazione. Solo nel 2010 sono stati 2500 i lavoratori coinvolti nella crisi, tra licenziati e cassaintegrati. Senza contare quelli di cui nulla si sa, che lavoravano in subappalto e magari al nero, senza quindi copertura di ammortizzatori sociali. Mentre è un dato di fatto che a salvarsi sono stati i soli cantieri “grossi”, che hanno saputo affrontare la crisi in tempo, e “gli altri sono stati massacrati”, la previsione dei due sindacalisti è che “si profila un 2011 nero, almeno per i primi sei/sette mesi”. E il sindacato deve fare qualcosa, probabilmente sono anche maturi i tempi per uno sciopero generale, che non duri però un solo giorno: “che qualcuno si svegli – l’ammonimento arriva da Pocai -, anche a livello parlamentare. Si sta distruggendo quanto costruito negli anni, senza proporre e concretizzare”. La crisi, purtroppo, sta imperversando e non solo nella nautica: a rimetterci sono, oltre ai settori del lapideo e dell’edilizia, anche il commercio e lo stesso turismo. “Inutile però piangere se piove per qualche domenica a fila e i negozi della passeggiata non vendono durante il fine settimana – hanno precisato i due rappresentanti sindacali -, o lamentarsi della chiusura delle APT”. Se piove nessuno fa shopping nel salotto buono? “Concentriamoci sul turismo congressuale – risponde Antonioli -, invece di pensare a rifare la pavimentazione della passeggiata”. Per rilanciare l’economia, sia essa cantieristica che di altri settori, quello che occorre sono piani strategici mirati, per restare sul mercato occorre essere competitivi. “Viareggio è unica nel mediterraneo, a partire dal suo “porto – officina”, e gli armatori la scelgono ancora per i loro mega yackt”. Dopo il boom del vetroresina degli anni ’90 e 2000 – “barche consumistiche, fatte per durare poco e vendute una dietro l’altra” – il cui problema attuale è lo smaltimento e la ristrutturazione, occorre puntare sull’esclusività dei prodotti. “ E Viareggio rimarrebbe il fiore all’occhiello che è sempre stato”. Chi vuole una bella barca sceglie ancora i cantieri viareggini, ora sta alle Istituzioni fare qualcosa di concreto “e non solo chiacchiere”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on dicembre 30, 2010 at 8:15 am  Lascia un commento  
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