Un 43enne di Camaiore deve la vita a quattro carabinieri: sono stati l’appuntato Sebastiano Dammacco e gli appuntati scelti Giuseppe Pesce, Sandro Giorgi e Emanuele Mei a salvarlo dal suicidio. “Mi uccido”, la chiamata, da un cellulare, è arrivata alla centrale operativa del 112 in tarda serata e il militare dell’Arma ha trattenuto al telefono l’uomo per il tempo necessario a localizzare la zona da dove era partita la telefonata, cercare di farlo desistere dall’insano proposito ed acquisire informazioni. Due le pattuglie inviate all’abitazione dell’aspirante suicida, una della stazione locale e una della Radiomobile. Quando i militari hanno suonato alla porta ha loro aperto la convivente, ignara di quanto stesse accadendo. Il suo compagno infatti, che apparentemente non aveva mai accusato problemi, si era chiuso in camera da circa un’ora, e lei non si era accorta di nulla. Entrati nella stanza la scena che i carabinieri si sono trovati davanti agli occhi è stata terribile: l’uomo era appeso al soffitto legato ad una fune, violaceo e mezzo asfissiato. Tagliata la corda i carabinieri lo hanno adagiato sul letto, praticandogli la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco, salvandogli la vita. Poi un’ambulanza del 118 ha portato il 43enne al Pronto Soccorso del “Versilia” per poi essere ricoverato.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)