Finalmente, dopo tanta sofferenza, la lunga attesa dei familiari delle 32 vittime della strage del 29 giugno 2009 si è conclusa. Sono 38 gli indagati per il più terribile disastro ferroviario della storia italiana. Tra loro figura anche il nome che molti dei familiari delle vittime si attendevano di vedere, l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. I reati ipotizzati, tutti a vario titolo, vanno dall’incendio e disastro ferroviario colposo, dall’omicidio colposo e lesioni colpose plurime. Ad alcuni si contestano anche una serie di violazioni al Testo unico in materia di tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro (Decreto legislativo n. 81 del 2008), in particolare per la mancata valutazione dei rischi connessi al trasporto di una sostanza pericolosa come il Gpl. Otto gli enti coinvolti nell’indagine per le violazioni sulla responsabilità amministrativa (a norma del Decreto legislativo 231/01), e tre i paesi toccati, oltre all’Italia, figurano infatti anche la Germania e l’Austria. Sotto inchiesta risultano presenti praticamente tutti i delegati al comando delle Ferrovie dello Stato. Dall’ad del gruppo Mauro Moretti, il quale fino al 2006 è stato amministratore di Rfi (rete ferroviaria italiana), il suo successore a Rfi Michele Mario Elia, ma anche l’ad di Trenitalia Vincenzo Soprano, e di Fs Logistica Gilberto Galloni. Figura anche il direttore della Divisione Cargo Mario Castaldo. Per quanto concerne le aziende straniere, figurano indagati i vertici della Gatx Rail, multinazionale proprietaria delle ferrocisterne che trasportavano il gpl, e in particolare gli ad della divisione tedesca e austriaca, ma anche in tecnici e responsabili dell’officina Jugenthal di Hannover dove era stato revisionato l’asse che si spezzò alla stazione di Viareggio. Inoltre l’amministratore delegato delle officine Cima di Bozzolo (Mantova) Giuseppe Pacchioni, dove tre mesi prima del disastro l’asse inviato dalla Jugenthal era stato montato sulla ferrocisterna. Le società coinvolte sono: la Gatx Rail Austria, la Gatx Rail Germania, la Officina Jugenthal (che risulta appartenere alla Gatx), il Gruppo Ferrovie dello Stato, Rfi, Trenitalia, Fs Logistica, e Cima Riparazioni. Ai 38 indagati sono state notificate ieri dalla polizia giudiziaria della procura presso il tribunale di Lucca le comunicazioni relative alla richiesta di incidente probatorio. Un atto dovuto per permettere loro di nominare un perito di parte che possa partecipare all’atto unico e irripetibile. La richiesta di incidente probatorio del procuratore capo Aldo Cicala e dei suoi sostituti Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino è stata depositata anche al giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri, il quale dovrà decidere se accoglierla, e stabilire giorno e orario di svolgimento dell’atto, ma soprattutto il luogo, presumibilmente in provincia di Lucca, che sia idoneo per lo svolgimento di tale prova alla presenza delle parti. Secondo quanto riferito sempre dal procuratore capo Cicala, sarebbero ben 350 le parti lese individuate e che vorrebbero costituirsi parte civile nel procedimento. A loro, vista la grandezza del numero, la notifica dell’incidente probatorio sarà fatta tramite avviso che sarà pubblicato su varie testate giornalistiche nei prossimi giorni. L’incidente probatorio servirà per stabilire, nel contraddittorio delle parti, le cause che hanno portato al disastro. In particolare, andrà fatto un accertamento sull’asse del carrello che si spezzò, causando quindi il deragliamento del treno merci con 14 carri cisterna. Poi dovranno essere analizzati lo squarcio nella cisterna ribaltata da cui uscì il gpl, e due elementi della rete ferroviaria. Tra questi il picchetto di tracciamento delle curve, composto da uno spezzone di rotaia, e ritenuto responsabile dello squarcio dal consulente nominato dalla procura, professor Paolo Toni di Firenze, e dal consulente nominato della Provincia di Lucca, Fabrizio D’Errico; e la “deviata a zampa di lepre”, elemento collocato nel cuore di uno scambio e che sarebbe stato indicato indicato da Rete ferroviaria italiana come l’ostacolo contro il quale impattò la cisterna, lacerandosi. Il Commissario per la ricostruzione Enrico Rossi, alla notizia dei nomi ha commentato: “Esprimo apprezzamento per il lavoro, anche lungo, compiuto dalla Magistratura alle prese con una materia certamente complicata e dalle molteplici implicazioni”. “Mi auguro – ha proseguito – che questo ulteriore passo compiuto dalla Magistratura non susciti né giustizialismo, né spirito di vendetta visto che risponde in pieno alla necessità che tutti abbiamo: quella che siano interamente accertate tutte le responsabilità che hanno causato una tragedia che ha sconvolto l’intera Toscana e che segna in maniera indelebile tutte le coscienze”.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)