LA CARMAZZI SI ERA INVAGHITA DI UN UOMO, LA CONFESSIONE SAREBBE STATA FATTA IN AGOSTO DALLA 59ENNE A UN PARRUCCHIERE. INTANTO DA IERI AL VIA LE RICERCHE NEL LAGO DI MASSACIUCCOLI

Un colpo di scena si profila nel mistero della scomparsa delle due donne, Maddalena Semeraro e Claudia Velia Carmazzi. Un parrucchiere all’ex Campo di Aviazione avrebbe infatti raccontato di aver ricevuto una confidenza dalla Carmazzi nell’agosto scorso mentre le faceva la messa in piega. La donna gli avrebbe confessato di essersi invaghita di un uomo che non sarebbe  Remorini. A questo punto potrebbe riaffacciarsi l’ipotesi già paventata da un testimone che aveva raccontato di aver visto la donna salire su un’auto scura di grossa cilindrata targata Milano. Intanto gli inquirenti sarebbero sempre più convinti che i corpi delle due donne possano essere stati gettati nel lago di Massaciuccoli o nel padule.

“Stiamo cercando qui i corpi delle due donne scomparse perchè questa è una zona che si presta all’occultamento di cadaveri e anche perchè si trova a poca distanza, in linea d’aria, dal campo di via dei Lecci dove madre e figlia vivevano”. Questo è quanto ha dichiarato alla stampa il tenente colonnello Sergio Zaccariello, comandante del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Lucca, che da ieri mattina sta coordinando le ricerche di Maddalena Semeraro e di sua figlia Velia Claudia Carmazzi. “Non ci sono indizi specifici che ci indirizzano qui – ha ammesso – ma in passato, proprio in questa area vicino al lago, furono nascosti i corpi di due persone uccise”. Un trans brasiliano, ammazzato a coltellate, nel 2001 e lo scheletro di una donna, mai identificata, nel 2007. Le ricerche delle due donne scomparse ormai da mesi, che si preannunciano lunghe – “non vogliamo lasciare nulla di intentato”, come ha affermato il maggiore Andrea Pasquali – sono riprese ieri mattina, dopo due giorni di sosta. Dopo aver setacciato il “campo degli orrori” in via dei Lecci a Torre del Lago, dove madre e figlia vivevano in stato di indigenza in un camper e una roulotte, i carabinieri hanno esteso le ricerche nell’area delle torbiere, dietro il teatro Puccini e nel lago di Massaciuccoli. Oltre cinquanta i militari dell’Arma in azione, tra quelli della Compagnia di Viareggio, le unità cinofile del Nucleo di San Rossore, con il cane Caspel, il VI° Battaglione Toscano di Firenze, un elicottero del Nucleo Elicotteristi di Pisa e i Carabinieri Subacquei da Genova. Ricerche via terra, via cielo e via acqua: l’edificio della ex Sisa, una fabbrica dismessa dove veniva lavorata la sabbia, i capanni abbandonati e i terreni adiacenti, fitti di canneti e isolotti, sono stati battuti palmo a palmo per individuare i corpi, tracce e eventuali armi mentre l’elicottero, con a bordo il comandante provinciale colonnello Stefano Ortolani ha sorvolato a bassa quota l’intera zona. Le unità subacque hanno invece iniziato a scandagliare i fondali del lago di fronte alla villa del maestro Giacomo Puccini utilizzando il gommone e una draga, ma le loro ricerche proseguiranno per almeno altri due giorni. Da questa mattina i carabinieri sommozzatori si immergeranno nei vari canali del padule, profondi da uno a tre metri, le cui acque sono melmose e piene di alghe. Dopo la denuncia di scomparsa, presentata dal figlio 22enne della Carmazzi David Paolini, l’indagine per ritrovare le due donne, vive o morte, non si è mai fermata un attimo: le testimonianze di chi sostiene di aver visto Claudia Velia nella zona della stazione di Viareggio e nei pressi del dopolavoro ferroviario sono al vaglio degli investigatori e i militari dell’Arma, con la Procura di Lucca, stanno eseguendo anche gli accertamenti patrimoniali, passando alla lente di ingrandimento tutta la documentazione bancaria, per capire che fine abbiano fatto i soldi della vendita delle due case di Torre del Lago e Viareggio. Al vaglio dei militari anche l’oliveto sulle colline di Massarosa, del quale David Paolini risulta unico proprietario. Nell’inchiesta rimane per ora come unico indagato, per sequestro di persona e circonvenzione di incapace, lo “zio” Massimo Remorini, che a detta del figlio di Claudia Velia Carmazzi era colui che accudiva le due donne e che avrebbe fatto anche da intermediario per la vendita dei due immobili.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on dicembre 16, 2010 at 11:30 am  Lascia un commento  
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COLA A PICCO SCAFO DIRETTO A VIAREGGIO

Il cadavere di uno dei tre naufraghi – una 70enne di origini campane – che si trovavano a bordo del 14 metri colato a picco ieri mattina poco dopo le 9 a sei miglia a sud di Gaeta e’ stato ritrovato nel pomeriggio dai militari della Capitaneria di Porto diretti dal capitano di fregata Francesco Tomas. Le motovedette della Guardia Costiera hanno lavorato tutto il giorno per cercare gli altri due occupanti l’imbarcazione, il marito della donna e il conduttore, l’ imbarcazione da diporto. La richiesta di SOS era arrivata al numero blu 1530 l’imbarcazione, partito da Castellamare e diretto a Viareggio per il rimessaggio invernale, stava imbarcando acqua. E i tre, indossato il giubbotto di salvataggio, si sono gettati in mare prima che il motoscafo calasse a picco. ”E’ una barca che può navigare anche in condizioni di mare agitato, e mi risulta che stamani non fosse cosi’. Non capisco cosa possa essere accaduto, lo scafo è nuovo”, è stato il commento di Fabrizio Gianetti, proprietario dell’omonimo cantiere di Viareggio dove è stato costruito il motoscafo di circa 14 metri affondato nella acque antistanti Gaeta. Giannetti non sapeva che lo scafo fosse diretto al suo cantiere per il rimessaggio invernale, e lo ha appreso solo in mattinata quando sono scattate le ricerche. ”E’ uno scafo nuovo – ha ripetuto -, acquistato dal proprietario campano circa un anno fa”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

GIGOLO’…I BIGLIETTINI CON IL SUO NUMERO DI TELEFONO HANNO TAPPEZZATO LA CITTA’ DI VIAREGGIO

Anche il gentil sesso paga per fare l’amore? Perchè no… “Accompagnatore per donne, Italian Gigolò per cene, serate e… Disponibile per i tuoi desideri. Chiama, non esitare!!!”. E’ stato il mio barista di fiducia a farmi notare l’annuncio, lasciato attaccato a una della sue slot machine da uno sconosciuto ieri mattina sul presto e, a mezzogiorno, i “tagliandini” con il numero di cellulare dell’ “amatore” made in Italy erano stati tutti presi dalle varie clienti entrate per fare colazione. Anche se, girando per le strade del centro di Viareggio tutta la città ne era letteralmente tappezzata: dai pali della luce ai cartelli stradali. La curiosità, si sa, è femmina… e chissà in quante lo hanno chiamato, immaginando uno “stallone” puro sangue, mediterraneo e bello come un dio greco… Compongo il numero, e dopo un paio di squilli dall’altra parte mi risponde una voce maschia, e molto calda, con accento locale. “Ciao, ho letto che sei un gigolò…”. Le donne pagano per fare sesso e il nostro “uomo del piacere”, un quarantenne del posto, in cambio di denaro è pronto a soddisfare qualsiasi desiderio femminile. Ma “Lapo”, il nome è di fantasia, non si concede a tutte: “mi potrebbero offrire il mondo, e anche la luna, – confessa – ma se una donna non mi piace, se non la sento a pelle, dico di no”. “Per una escort – spiega – è diverso”. E come non dargli ragione…una donna può fingere, un uomo no. “Molti miei colleghi si imbottiscono di Viagra io preferisco i rapporti naturali”. E’ categorico il “nostro” gigolò: il poter scegliere è la sua filosofia di vita e il primo contatto, prima di “contrattare” la serata, è un caffè senza impegno. O gli piace o non ne fa di nulla. Sei fidanzato? “Purtroppo no – risponde -, quale donna accetterebbe mai il mio lavoro?”. Ti senti un “prostituto”? “No, per nulla”. Che target ha la tua clientela? “Va dai 25 ai 45 anni, molte sono donne sposate”. Il tariffario? “Dipende”… Dalle tasche ovviamente, e quelle che non hanno problemi di portafogli sono disposte a pagare anche molto per una notte di passione. Tra le sue clienti ci sono casalinghe, impiegate, libere professioniste e manager, viareggine e non. Chi vuole solo avere un “cavaliere” di bon ton per una cena o una serata in un locale vip, chi invece con la pura voglia di fare sesso sfrenato, chi per curiosità o per evadere dalla solita routine, e molte, forse troppe, per mancanza di attenzioni dal proprio partner. Qualcuna cerca solo un po’ di considerazione, la maggior parte la fantasia… Amano “giocare”, giochi proibiti, quelli che ogni coppia non dovrebbe invece mai farsi mancare, per mantenere vivo il rapporto ed essere complici: il sesso con amore, la trasgressione con passione e…dolcezza.

(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on dicembre 15, 2010 at 9:30 am  Lascia un commento  
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ANCORA SENZA ESITO LE RICERCHE DELLE DONNE SCOMPARSE

Ancora nessuna svolta importante nel giallo della scomparsa delle due donne dal campo di Torre del Lago. Maddalena Semeraro e Claudia Velia Carmazzi non si trovano. A quattro mesi dalla loro sparizione, e a quasi tre dall’inizio delle indagini, partite in ritardo a causa dell’assenza di una denuncia immediata, dell’80enne e della 59enne, madre e figlia, non c’è traccia. L’attività investigativa della Procura di Lucca ha portato per ora al sequestro del terreno in via dei Lecci, dove le due donne pare vivessero da recluse, e alla iscrizione nel Registro degli indagati di Massimo Remorini, personaggio da subito nel mirino degli inquirenti e tirato in ballo dal figlio 22enne di Velia, David Paolini. Dopo gli scavi nel ribattezzato “campo degli orrori”, che non hanno portato ad alcun risultato se non quello di far emergere una discarica abusiva di rifiuti anche tossici, i militari dell’Arma stanno eseguendo altre ricerche mirate a ritrovare le scomparse mentre continuano i  riscontri sulle proprietà e sui conti correnti. Con il passare del tempo cresce invece l’angoscia di David, il ragazzo infatti non crede alle voci dei presunti avvistamenti della madre e della nonna in varie zone della città. “Se mia madre fosse viva – ha affermato – non mi lascerebbe solo. Quando ad agosto la vidi stesa nel letto della roulotte per me era già morta, e non so che fine abbia fatto”. Convinto che anche la nonna non sia più viva, e provato da tutta la storia, la sua speranza è che i Carabinieri sappiano far luce su questa vicenda al più presto, per dare una degna sepoltura alle due donne.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on dicembre 15, 2010 at 9:00 am  Lascia un commento  
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ANGOSCIA PER LE DUE DONNE SCOMPARSE, GLI INQUIRENTI LAVORANO A 360 GRADI MA LE RICERCHE PER ORA NON DANNO ESITO

La vendita dei due immobili delle due donne scomparse a Torre del Lago sarebbe avvenuta tra il 2006 e il 2008, e da indiscrezioni sarebbero stati 4 i rogiti firmati nello studio del notaio Roberto Tolomei. Degli stessi David Paolini, il figlio 22enne di Claudia Velia Carmazzi e nipote di Maddalena Semeraro, proprietario al 50% con la sorella Sabrina di entrambe le proprietà, non avrebbe visto copia, e nemmeno i soldi. Ma le visure camerali effettuate ieri dimostrerebbero l’acquisto di una casa a Massarosa da parte di Sabrina Paolini, sorella di David, e di un uliveto a Gualdo, nello stesso comune, da parte del 22enne. Operazioni queste che sarebbero state entrambe eseguite dopo la vendita delle due case di Torre del Lago e di Viareggio. David Paolini, dalla visura catastale, risulterebbe addirittura ancora intestatario, per quanto riguarda la viareggina in via Machiavelli, di ¼, come nuda proprietà. Il mistero si infittisce, mentre le ricerche di Maddalena Semeraro e Claudia Velia Carmazzi, le due donne, madre e figlia di 80 e 59 anni, scomparse dua mesi dal “camping” degli orrori in una strada sterrata della frazione pucciniana dove vivevano come “recluse” in un camper e in una roulotte senza luce e acqua e in condizioni ai limiti della dignità, e delle quali ormai da quasi quattro mesi si sono perse le tracce, ieri sono state temporaneamente sospese, in attesa di scandagliare il lago di Massaciuccoli e la pineta. Le segnalazioni di avvistamenti arrivate alla Caserma dei Carabinieri di Viareggio così come alla redazione del programma RAI “Chi l’ha visto” che si è occupato della vicenda la scorsa settimana e che lo scorso fine settimana ha inviato nuovamente una sua troupe a Viareggio, sono risultate prive di riscontri. ”L’attivita’ investigativa è in pieno svolgimento e stiamo vagliando ogni minimo particolare per cercare di trovare le due donne, che e’ quello che a noi interessa – ha ribadito il comandante della compagnia dei carabinieri di Viareggio, maggiore Andrea Pasquali. “L’ultima volta che ho visto Velia – hanno affermato le titolari del self service del Dopolavoro Ferroviario – è a cavallo tra la fine di luglio e i primi di agosto”. “Era magrissima, pesava si e no 40 chili – hanno precisato – e quando si è confidata con noi del disagio di essere rimasta fuori casa le abbiamo dato il numero dell’assessore al sociale del Comune di Viareggio”. Ma da Fantoni la donna non c’è mai andata, come confermato dallo stesso. L’ipotesi che le due donne scomparse non siano più vive si fa di ora in ora sempre più consistente. Morte di stenti? Fatte sparire? E se si, da chi e dove? Anche se non è escluso che mamma e figlia possano essere nascoste da qualche parte, forse sequestrate.

Per tutto il giorno di ieri al campo dei misteri è stato un via vai di curiosi, tra coppie, studenti che hanno marinato la scuola, pensionati e non solo della zona. Tutti per rendersi conto di quanto letto sui giornali e visto ai tg e con la speranza che Maddalena e Velia vengano ritrovate presto e che il colpevole, se c’è, paghi per quello che ha fatto. Sembra una storia impossibile, soprattutto perchè accaduta in una zona, quella della Versilia, dove l’emarginazione si associa male allo stile di vita conosciuto dai turisti, e per il fatto che nessuno si sia accorto di cosa stava succedendo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on dicembre 14, 2010 at 9:30 am  Lascia un commento  
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L’AUTOPSIA SU PAOLINI CONFERMA IL SUICIDIO, OGGI ALLE 15 I FUNERALI

L’autopsia effettuata ieri in tarda mattinata dal medico legale Stefano Pierotti sul corpo di Carlo Mauro Paolini, il parente di Massimo Remorini, unico indagato per ora nella vicenda della scomparsa di Claudia Velia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro, e del figlio delle due donne, David Paolini, ha confermato le ipotesi prospettate nell’immediato: il 66enne si è suicidato. “Il fatto che l’uomo sia stato ritrovato in ginocchio è irrilevante – ha precisato l’anatomopatologo -, non sono stati riscontrati aspetti, come ad esempio segni di violenza, che possano far presumere una morte diversa”. L’ex spazzino comunale in pensione, trovato impiccato venerdi mattina con una corda alla ringhiera della scala della sua abitazione in via della Bozzana a Viareggio, si è tolto la vita da solo. Questo è quanto è emerso dagli esami autoptici richiesti dal pubblico ministero Sara Polino della Procura di Lucca, titolare del fascicolo di indagine aperto sulla misteriosa scomparsa di madre e figlia, ormai da oltre tre mesi, dal campo degli orrori di Torre del Lago dove le due donne vivevano in una roulotte e un camper in condizioni di totale indigenza. Il dottor Pierotti ha prelevato dal corpo del suicida anche campioni per gli esami tossicologici, ma i risultati saranno resi noti nei prossimi giorni. Un gesto volontario, quindi, senza spiegazione alcuna del perchè: il 66enne al momento del ritrovamento era ancora in pigiama, e non ha lasciato alcun biglietto che spieghi i motivi del gesto estremo. Chi lo conosceva da sempre lo descrive come persona corretta, senza disturbi depressivi, ed è certo che il 66enne si sia ucciso per la vergogna, e l’angoscia. Oggi pomeriggio alle 15, nella chiesa di Bicchio, saranno celebrate le esequie.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on dicembre 14, 2010 at 9:20 am  Lascia un commento  
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FA MOTOCROSS SULLE AIUOLE

Le proteste dei residenti della Migliarina, soprattutto di chi abita in via Petri, per un centauro che si divertiva a fare motocross nelle aiuole del parco Madri di Plaza de Mayo, erano veritiere. Quando domenica due pattuglie dei Vigili Urbani sono andate a dare un’occhiata hanno trovato A.A.che senza casco, e su una moto senza targa, si divertiva a scorrazzare passando senza nessuna remora di praticello in praticello. Il motociclista alla vista degli agenti ha cercato di nascondersi tra i palazzi vicini, ma è stato subito rintracciato nascosto dietro a un autocarro. Da un controll il veicolo è risultato essere un motociclo costruito per correre nelle piste da cross, senza che sia mai stato immatricolato e sprovvisto di assicurazione e il conducente, maggiorenne, non aveva la patente. Numerose le infrazioni commesse, dal danneggiamento delle aiuole, alla mancata immatricolazione del veicolo e  alla mancanza del casco, e per A.A. sono scattate le multe per 1300 euro, oltre a una denuncia a piede libero e il sequestro amministrativo del due ruote.  Ulteriori indagini sono in corso per risalire alla provenienza del veicolo in quanto il conducente non aveva documenti che attestassero da chi lo aveva acquistato. Comunque, da un primo controllo del telaio, la moto non è risultata essere oggetto di furto.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on dicembre 14, 2010 at 9:10 am  Lascia un commento  
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PORTO E TURISMO, UNA GRANDE RISORSA: PUBBLICO DI ELITE PER L’INCONTRO SULLE PROBLEMATICHE DEL FEDERALISMO DEMANIALE

Si è tenuto sabato al Club Nautico il Convegno sul tema  della portualità turistica ed il federalismo demaniale. Tra i relatori anche il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Marco Brusco, l’avvocato Roberto Righi, presidente del Club Nautico, ed il professor Morbidelli di Firenze.In considerazione del grande interesse per l’argomento, di tutto rispetto anche il nutrito uditorio: erano  presenti il Prefetto e il Questore di Lucca, l’Ammiraglio di Squadra Cristiano Bettini, Capo Ufficio Generale del Personale della Marina Militare ed il Direttore Marittimo della Toscana, il Contrammiraglio Ilarione Dell’Anna. La platea era inoltre arricchita da importanti operatori del diritto, magistrati ed avvocati, tra i quali il Dottor Ferro, Presidente del Tribunale di Lucca, il dottor Boragine. E’ stato l’avvocato Righi a sintetizzare il quadro normativo che ha portato alle soglie dell’attuale federalismo demaniale mentre il professor Morbidelli ha evidenziato le attuali problematiche di natura costituzionale riguardanti l’attuazione del federalismo. Particolarmente incisivo è stato l’intervento dell’Ammiraglio Brusco: il numero uno delle Capitanerie ha infatti ribadito la centralità della Guardia Costiera in materia di proprietà demaniale, anche come punto di riferimento per l’utenza relativamente alle problematiche emergenti in ordine all’applicazione delle direttive comunitarie in materia. Non da meno l’ammiraglio Brusco ha sottolineato la figura chiave dell’Autorità marittima che, nei porti laddove non è presente l’Autorità Portuale, tra cui il porto di Viareggio, svolge le funzioni anche di quest’ultima. Autorità marittima che si pone, quindi, ancor oggi, come interlocutore di primo piano per gli aspetti relativi alle materie di natura demaniale, cantieristica e turistico ricreativa, in considerazione anche della specialità e dell’esperienza maturata dagli uomini in divisa blu che per quasi 150 anni hanno amministrato tale materia. Centralità del Corpo delle Capitanerie di Porto che è rimarcata, come preannunciato dal Comandante Generale, dalla prossima audizione che lo vedrà attore principale nella Commissione Parlamentare che attualmente si sta occupando della revisione della Legge del sistema Portuale Italiano.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on dicembre 14, 2010 at 9:00 am  Lascia un commento  
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DONNE SCOMPARSE, SI INDAGA SUI CONTI: GLI INQUIRENTI BATTONO TUTTE LE PISTE

A quasi quattro mesi dalla scomparsa ancora nessuna traccia di Velia Claudia Carmazzi e della madre Maddalena Semeraro svanite nel nulla dal campo di via dei lecci a Torre del lago. Da sabato le ruspe non scavano più nel campo degli orrori alla ricerca dei corpi, o tracce. Dal terreno dove le due donne vivevano, pare da recluse e in condizioni di miseria estrema in due roulotte fatiscenti, non sarebbero emersi elementi utili alle indagini. Agli scavi ha assistito sempre Massimo Remorini per adesso unico indagato  nel fascicolo aperto dalla Procura di Lucca per sequestro di persona e circonvenzione di incapace. Remorini è al centro delle indagini soprattutto per aver gestito la vendita delle case di proprietà delle due donne poi andate a vivere in condizioni a dir poco disagiate. Gli inquirenti cercano  di venire a capo del giallo attraverso l’esame dei conti bancari . Intanto le segnalazioni  di presunti avvistamenti in città di Velia Carmazzi non hanno portato ad alcun risultato. Nei luoghi frequentati, al self service del Dopo Lavoro Ferroviario dove Velia andava spesso a pranzo, “per  mangiare un primo e bere un quartino di vino”, come ricordano Angela Pellegrini e Giovanna Domenici, o al bar Corfu’,  non la vedono da prima di agosto. Sviluppi importanti potrebbero arrivare nei prossimi giorni.  Intanto per oggi è fissata l’autopsia sul corpo di Carlo Mauro Paolini lo zio di Massimo Remorini trovato venerdì impiccato all’interno della sua abitazione. A breve gli inquirenti potrebbero iniziare a scandagliare il lago di Massaciccoli alla ricerca dei corpi delle scomparse. E la brutta storia avvolta da troppi misteri e fatti inquietanti continua.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on dicembre 13, 2010 at 9:30 am  Lascia un commento  
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SPELEOLOGI DISPERSI, MA NON ERA VERO

Dispersi nelle grotte del Corchia? Si è trattato solo di un falso allarme dovuto all’sms inviato da T.G., un 42enne di Pontedera, che ha fatto scattare le ricerche di un gruppo di speleologi in Alta Versilia, facendo temere il peggio, ossia che fossero rimasti bloccati in una grotta a causa di un crollo. Il messaggio inviato a un amico era dal tono “ambiguo” e facilmente interpretabile come richiesta di aiuto tanto che chi l’ha ricevuto ha subito chiamato il 112 e alle 10.30 di ieri mattina sono iniziate le ricerche dei dispersi: tre squadre di soccorritori del CAI di Querceta e di Fucecchio, due squadre dei Vigili del Fuoco da Lucca e Viareggio, volontari dell’Anpas e i militari dell’Arma della Stazione dei Carabinieri di Seravezza hanno iniziato le ricerche, battendo tutta la zona delle Apuane compresa tra le frazioni di Cardoso, Volegno e Pruno, con controlli palmo a palmo e grotta per grotta effettuati da squadre a terra. Il cellulare squillava a vuoto, e degli speleologi non si trovava traccia fino a quando è stata ritrovata l’auto, una Grande Punto, parcheggiata nei pressi dell’Antro del Corchia e i soccorritori sono riusciti a mettersi in contatto con il gruppo. Tutti vivi e vegeti, sani e salvi, e soprattutto non dispersi. Ma per T.G. è già scattata una denuncia a piede libero per procurato allarme, e non è escluso che gli vengano addebitate le spese della macchina dei soccorsi della Protezione Civile che, come ha commentato l’assessore provinciale Emiliano Favilla, “ ha comunque funzionato molto bene con tanto di lode”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on dicembre 13, 2010 at 9:00 am  Lascia un commento  
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