Il rame si conferma sempre di più un metallo che fa gola nel mercato nero.
A tre settimane dall’inizio del nuovo anno per i Carabinieri di Viareggio è già tempo di un primo bilancio. Dal 1° gennaio a ieri sono già 12 gli arresti effettuati dai militari dell’Arma del maggiore Andrea Pasquali, grazie all’intensa attività di contrasto alla criminalità posta in essere su tutto il territorio. Risale alla notte scorsa l’arresto in flagranza, portato a termine dai militari dell’Arma della stazione di Querceta, di due pietrasantini: Enrico Vecoli di 36 anni e Sara Quintavalle di 26, accusati di furto aggravato, sono stati beccati con le “mani nel sacco” a rubare due rotoli di rame sui binari della linea ferroviaria Viareggio – La Spezia, in località Montiscendi. Poco dopo le 23.30 sulla linea si sono verificati dei cali di tensione, con conseguente disagio per i pochi treni in transito. E’ stata la Polfer ad allertare le Forze dell’Ordine, e i due ladri sono stati intercettati dai carabinieri mentre stavano caricando il carico sulla loro Fiat Punto. Il bottino dell’oro rosso trafugato era di oltre due quintali, ed entrambi i manigoldi, noti alle Forze dell’Ordine, sono stati ammanettati e dopo una notte in cella sono stati processati per direttissima al Tribunale monocratico di Viareggio. I tecnici delle Ferrovie dello Stato hanno dovuto lavorare a lungo ieri mattina per riparare il danno provocato dalla coppia, anche se l’ ”oro rosso”, asportato dai due lungo i binari, è stato recuperato. Il rame, metallo di base utilizzato nell’edilizia, nei trasporti, nell’elettrotecnica e nell’industria è considerato il miglior conduttore elettrico, dopo l’argento ed è resistente alla corrosione, robusto e flessibile. Poi, particolare di non poco conto, può essere riciclato al 100% senza perdere le sue capacità. Diventa quindi ambitissimo sul mercato clandestino dove un chilo di “oro rosso” può arrivare a costare fino a 10 euro e comunque non meno di 7.
E il più rubato è proprio quello della Rete Ferroviaria Italiana.
Il caso di Rajmonda Zefi, la giovane mamma albanese il cui corpo ormai senza vita dalla mattina del 31 dicembre è stato ritrovato due sabati fa in un dirupo sui monti di Stazzema, ha portato al fermo per omicidio volontario e occultamento di cadavere di Francesco Antonio Quinci, dopo una intensa attività di indagine, ma i Carabinieri della Compagnia di Viareggio hanno continuato anche la loro attività “ordinaria”, quella di contrasto alla criminalità in genere. I servizi mirati, per contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina nella Pineta di Ponente, in tutto il comune di Viareggio e nei comuni limitrofi, hanno portato a ben sei arresti, tutti per inottemperanza ad altrettanti provvedimenti di espulsione. Le stazioni Carabinieri di Viareggio e Torre del Lago, in esecuzione di tre diversi ordini di carcerazione, hanno invece arrestato un italiano e due stranieri, ritenuti responsabili rispettivamente dei reati di spaccio di stupefacenti e di furto aggravato.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)