Non bastavano le “storie” di Raffaella Villa e Antonella Olinti, le due donne a loro dire truffate da Massimo Remorini che si sono rivolte allo studio dell’avvocato Fabrizio Miracolo, a complicare la già ingrovigliata vicenda della scomparsa di Maddalena Semeraro e Claudia Velia Carmazzi a fine agosto da Torre del Lago.
A raccontare un altro fatto “misterioso”, ieri pomeriggio, è stata Mariangela Carmazzi, cugina di primo grado di Claudia Velia e nipote di Maddalena, il cui padre Benito Italo è l’erede diretto di Maria Luisa, morta la notte della strage ferroviaria del 29 giugno del 2009. “Mio padre e il babbo di Maria Luisa erano fratelli – ha raccontato -, come il babbo di Velia, che è morto, e siccome mia cugina non aveva eredi, non avendo né ascendenti né discendenti, ci siamo rivolti allo studio dell’avvocato Alessandro Guardone per ottenere sia l’eredità che i risarcimenti previsti per i familiari del disastro ferroviario”. “Pochi mesi dopo la strage – è questo l’episodio inquietante riferito da Mariangela – si è presentato a casa dei miei genitori un uomo, non tanto alto, robusto e con il casco da moto in testa, chiedendogli di firmare un foglio per rinunciare all’eredità in favore di Velia”. Documento che il babbo di Mariangela, nonostante i suoi 77 anni, non ha prudentemente firmato, aspettando il rientro a casa dei suoi due figli. “Gli disse di tornare – ha precisato Mariangela Carmazzi – ma l’uomo misterioso la cui identità non l’abbiamo mai saputa non si è fatto più vivo”. Chi fosse la persona che si è presentata alla porta senza nemmeno qualificarsi, a volto coperto dal casco, e con un documento “dubbio” da firmare, la famiglia non lo ha mai saputo. Ma gli inquirenti stanno lavorando anche su questa pista e nei prossimi giorni potrebbero esserci importanti sviluppi su una vicenda sempre più intrigata e complessa che ruota attorno alla sparizione di due donne e all’angoscia dei figli.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)