SGOMINATA LA BANDA DEI VIDEOPOKER, UN ANNO DI INDAGINI DOPO UN INSEGUIMENTO SPETTACOLARE LO SCORSO MARZO

E’ stata smascherata dagli uomini della Squadra Anticrimine del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi, diretti da Enrico Parrini, una banda specializzata in furti di videopoker. Quattro le persone individuate, tutte di nazionalità rumena residenti nel torinese, per le quali la Procura di Lucca ha ipotizzato i reati di associazione a delinquere, concorso in furto continuato e aggravato e ricettazione, e per le quali il GIP Simone Silvestri ha emesso altrettante ordinanze di custodia in carcere. Un componente della banda, Patras Vasile, si trova chiuso in una cella del carcere di Torino, sugli altri tre, Livio Ilie Bodale, Ion Carstean e Tarita Lucian, latitanti, pende invece un mandato di cattura internazionale. La complessa indagine investigativa, denomita “Operazione Jackpot”, che ha portato a sgominare la banda, è iniziata nel mese di marzo dello scorso anno, dopo l’arresto in autostrada del Bodale. Fu un inseguimento spettacolare, durante la notte del 26 marzo sull’A12, come in un film made in Usa: erano circa le quattro, buio profondo, quando una volante che stava transitando su un viadotto sopra l’autostrada Livorno – Genova, notò due autovetture sospette ferme sulla corsia d’emergenza. Troppi gli episodi di furti avvenuti negli ultimi tempi nella zona, soprattutto quelli ai danni del distributore di benzina sulla vicinissima variante Aurelia, la via di scorrimento, e i poliziotti decisero di controllare da vicino l’anomala situazione. Imboccato il casello Versilia, in direzione Sud, si erano avvicinati alle due auto in sosta, una Golf e una Passat, che non appena avevano notato i lampeggianti della volante avevano dato gas ai motori ed erano partite sgommando, tentando la fuga. Rilevate le due targhe, dal controllo via radio la Golf era risultata essere stata rubata a Ivrea, e la Passat a Massa. L’inseguimento, a velocità folle, di tutte e due le macchine, era durato fino al casello di Viareggio, dove la Golf, che procedeva per prima, aveva sfondato la sbarra del Telepass, distruggendolo, e mandando in frantumi il parabrezza. Poi, una volta superato il casello, le due autovetture in fuga si sono divise, e l’unica volante aveva deciso di seguirne una, la Golf, la cui folle corsa, anche a zig zag, era proseguita per ancora diversi chilometri, mettendo a rischio altri automobilisti, fino a quando la polizia l’aveva raggiunta a Montramito ed è riuscita a bloccarla. I due occupanti erano scesi dalla macchina scappando a piedi, ma uno, Ilie Liviu Bodale, dopo una colluttazione con i poliziotti, era stato placcato e arrestato. All’interno della Golf gli agenti avevano trovato una macchinetta cambia monete, risultata rubata alle tre di notte al bar “L’ottavo peccato” di Santo Stefano Magra, sulla Cisa, 2.200 euro in contanti e vari attrezzi da scasso.

Abbiamo esaminato decine di furti in bar della Toscana, tra cui molti avvenuti nella lucchesia, e della Liguria – ha spiegato il dirigente durante la conferenza stampa -, per cercare tracce e riscontri”. Attraverso controlli incrociati, che hanno riguardato tabulati telefonici e accertamenti nei bar vittime dei colpi, dopo 10 mesi di indagini serrate, coordinate dal PM lucchese Lucia Rugani, gli agenti hanno identificato i componenti della “batteria dei ladri”. Una banda pericolosa, difficile da incastrare, che agiva senza lasciare tracce e che prima di entrare in azione era solita studiare il luogo, il numero di videopoker da rubare, gli eventuali sistemi di allarme, e le vie di fuga. “Ladri in trasferta – come ha precisato Parrini -, a bordo di auto rubate, e con tanto di telepass, che in meno di un mese ha fatto razzia nei bar toscani e liguri, racimolando oltre 90mila euro”. Le ricerche per catturare i tre latitanti sono in corso, sia sul territorio nazionale che estero.

(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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