UN ANNO DI LOTTA AL DEGRADO IN CITTA’

Lotta al degrado come uno dei principali obiettivi della polizia municipale di Viareggio. Nell’arco del 2010 sono stati monitorati circa 60 siti, dove solitamente vengono abbandonati i rifiuti sparsi, mentre dove è vigente il sistema della raccolta differenziata “porta a porta” il problema dell’abbandono ha riguardato gli “ingombranti”, dove incivili di ogni razza e sesso lasciano per strada dai mobili agli elettrodomestici. Ma l’attività dei vigili urbani ha riguardato anche gli edifici abbandonati, per verificare le eventuali occupazioni abusive. Diverse gli sgomberi effettuati, e i monitoraggi costanti di siti noti, come la ex Telecom, la ex discarica delle Carbonaie e le zone limitrofe, la pineta dietro al palazzetto dello sport meta preferita per accampamenti di nomadi. Durante gli smantellamenti delle carovane, operati con il supporto della sezione Tutela Ambientale, sono anche stati arrestati un tunisino e un algerino clandestini, mentre altri due extracomunitari, trovati a bivaccare all’interno del Mercato Ittico, sono stati accompagnati al Commissariato di Polizia per l’identificazione e poi denunciati. “Abbiamo anche operato, su segnalazioni, in edifici dove abitavano persone in numero maggiore rispetto all’abitabilità consentita – ha precisato il comandante Vincenzo Strippoli -, con situazioni igienico-sanitarie precarie”. E conseguentemente sono stati adottati gli opportuni provvedimenti. Ma la Polizia Municipale ha svolto anche interventi costanti di contrasto sull’attività di meretricio, prevalentemente florida sul viale dei Tigli, tra Viareggio e Torre del Lago. I reclami dei cittadini che frequentano la Pineta di Ponente – turisti dei camping durante l’estate oltre che famiglie con bambini e anziani che anche durante l’inverno passeggiano nel polmone verde cittadino – circa la presenza delle lucciole, soprattutto trans, hanno obbligato gli agenti di Polizia Municipale a tenere sotto tiro la zona, multando i clienti di chi svolge la professione più antica del mondo, cercando in questo modo di scoraggiare il “mercato”. “Abbiamo controllato decine di documenti – ha ricordato Strippoli -, effettuato due arresti”. I controlli assidui hanno portato a una diminuzione non indifferente della presenza delle sex workers, almeno di quelle sudamericane. Ma il fenomeno permane, con operatrici del sesso italiane e rumene. Chi esercitava sul camper si è beccato da 300 euro ciascuna, in violazione all’ordinanza anti lucciola del 2009, come i 16 clienti, tutti viareggini, lucchesi, e in parte provenienti da altre località toscane. “Il contrasto alla prostituzione ha però riguardato anche altre zone – come ha sottolineato il comandante -, a parte la marina di Torre del Lago e il Belevedere, dove più che altro ci sono gli scambisti, il lavoro dei miei agenti si è concentrato in via Zara e al Don Bosco”. In quella parte di città è pieno di “prostituti”. E anche se può sembrare strano il gigolò maschile va molto di moda.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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