La targa corrisponde: DM727LT. L’ultimo dei gialli, nel giallo delle due donne scomparse da mesi dal campo di Torre del Lago, potrebbe essere stato risolto: il furgone coperto da un telo giallo, che un nostro click aveva immortalato nel campo gestito da Francesco Tureddi a Piano di Mommio, ha la stessa targa di quello per il quale la Unicredit Leasing ha notificato a David Paolini un atto di precetto per la sua restituzione. Il giovane, pochi giorni fa, ha consegnato ai suoi legali avvocati Alberto e Francesco Consani la documentazione arrivatagli e conseguente a un decreto ingiuntivo da parte della società di leasing per un pregresso debito di 4.657,67 euro relativo al pagamento di un furgone acquistato a nome della EdilMa.re, della quale il giovane almeno sulla carta è il legale rappresentante anche se di tutto si sarebbe occupato lo “zio”. “L’azienda, pur essendone David il legale rappresentante, è sempre stata gestita da Massimo Remorini – hanno ricordato gli avvocati -, anche con deleghe sul conto corrente”. “ Anche i mezzi, come il furgone in questione, non sono mai stati a disposizione del ragazzo – hanno aggiunto i legali -, visto che non ha nemmeno la patente di guida”. L’autocarro, un Mahinda Bolero verde del quale la Finanziaria ha richiesto la restituzione a seguito della risoluzione del contratto per morosità, era stato acquistato il 12 dicembre 2007 per la somma di 18.497,13 euro. In quel campo nell’ hinterland versiliese, a due passi dalla via Sarzanese, del quale Francesco Tureddi aprì le porte al Nuovo Corriere e alle telecamere di “Chi l’ha visto?” – mostrandoci i sacchi con il vestiario e l’argenteria di Raffaella Villa, la donna comasca rimasta senza un soldo in banca dopo la vendita della sua casa in via Pisacane alla famiglia dell’avvocato Giunio Massa per tramite di Massimo Remorini, e che per tutelarsi si è rivolta allo studio dell’avvocato Fabrizio Miracolo – ci sono anche altri mezzi, con il cartello “vendesi” e un numero di cellulare da contattare. Quanto alla vicenda del Mahinda Bolero verde, dopo aver scoperto che la targa corrisponde, salvo verificare anche il numero di telaio, gli avvocati di David Paolini ne richiederanno la restituzione, per assolvere a quanto imposto nell’atto di precetto. Anche se una domanda resta per il momento senza una risposta: “perchè era avvolto da un telo?
Certi ormai che Claudia Velia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro, delle quali non si hanno più notizie ormai dalla scorsa estate, non siano più vive, le indagini coordinate dal Pubblico Ministero Sara Polino e portate avanti dai militari dell’Arma per ritrovare i loro cadaveri stanno andando avanti senza sosta. Mentre le “soffiate” ricevute dai carabinieri le danno per buttate nel lago di Massaciuccoli – i subacquei infatti continuano a scandagliare da cima in fondo tutti i fondali – le voci di “Radio Carcere” sarebbero altre. La Procura di Lucca sta comunque mettendo insieme i vari pezzi del “puzzle” e a breve potrebbero esserci nuovi e interessanti sviluppi.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)