CASO FRANCESCHI, SIT-IN DAVANTI AL CONSOLATO FRANCESE: PRESIDIO A FIRENZE PER CHIEDERE “VERITA’”

“Verità per Daniele, basta morti di Stato”. Daniele Franceschi, giovane operaio viareggino, è morto lo scorso 25 agosto nel carcere francese di Grasse, dove si trovava da alcuni mesi ancora in attesa di giudizio. I familiari del ragazzo, e in particolare Cira, non hanno mai creduto alla versione ufficiale che parlava di morte “naturale”: la loro lotta per la verità e la giustizia, supportata da diversi solidali, sembra che cominci finalmente ad ottenere dei risultati. E’ infatti di questi giorni la notizia che diversi membri dello staff medico del carcere di Grasse saranno presto iscritti nel registro degli indagati, avendo sottovalutato, per non dire totalmente ignorato, le reali condizioni di salute di Daniele, che se adeguatamente soccorso, poteva essere salvato “Nonostante ciò – si legge nel volantino che questa mattina sarà divulgato durante il sit-in in programma a Firenze davanti al Consolato francese – siamo comunque coscienti che la strada per far piena luce sulla vicenda è ancora lunga: infatti rimangono ancora molti punti oscuri sulla vicenda. Che fine ha fatto il diario che Daniele teneva in cella? Perché è sparito? Si vogliono nascondere dei maltrattamenti che Daniele aveva subito e che denunciava in alcune lettere alla madre? Perché gli organi interni di Daniele non sono ancora stati riportati in Italia, così da impedire ulteriori analisi di parte? Tutti interrogativi a cui è necessario dare una risposta e per i quali si scende in piazza: “il comportamento tutt’altro che limpido delle autorità francesi ci lascia sospettare che diversi aspetti della morte di Daniele non vogliano essere rivelati e, inoltre, non ci stupisce il fatto che il console francese abbia negato l’incontro con i familiari che avevamo richiesto settimane fa, oltretutto adducendo fredde motivazioni burocratiche”. “Ciò che abbiamo imparato in questi mesi – affermano gli esponenti del “gruppo di lavoro contro le morti in carcere” è che solo con la lotta e la mobilitazione è possibile ottenere la verità. Quante morti in carcere archiviate come “naturali” e di cui non abbiamo mai sentito parlare, quante tra queste potevano in realtà essere evitate?” In Italia lo scorso anno sono morte nei penitenziari 173 persone. Dal 2000 i decessi dietro le sbarre sono stati 1742: una mattanza silenziosa: questo ci parla di una vera e propria emergenza sociale creata e fomentata dalle politiche sempre più repressive e liberticide portate avanti negli ultimi anni, senza grandi differenze sostanziali da tutti i governi europei. Queste politiche e legislazioni emergenziali colpiscono soprattutto piccoli consumatori di stupefacenti e migranti non ottemperanti al decreto di espulsione, reati questi per i quali non esistono misure alternative al carcere, ma solo detenzione in istituti o in centri di detenzione, ormai autentiche discariche sociali”. Al di là delle sbarre non c’è speranza alcuna di recupero e integrazione, grazie anche ai cospicui tagli operati dai governi nel campo sociale. Le morti in carcere non sono che la punta di un iceberg, la manifestazione più tragica delle “terribili condizioni in cui le decine di migliaia di “dannati della democrazia” sono costretti a vivere”. Strutture fatiscenti, condizioni igienico-sanitarie disastrose e sovraffollamento sono all’ordine del giorno nelle carceri europee. Chiedere verità e giustizia per Daniele Franceschi significa lottare anche per tutti loro.

(Il  Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on gennaio 22, 2011 at 10:15 am  Lascia un commento  
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SALVATA DAL SUICIDIO UN’ANZIANA MILANESE

Giornalista di cronaca nera e giudiziaria per circa 20 anni, Paolo Brosio è tornato nella sua amata Versilia per raccontare la sua vita, le attività della sua Fondazione Onlus “Le Olimpiadi del Cuore”e la sua recente e ormai nota svolta spirituale. Al centro della vita del giornalista tv c’è lei, la Fondazione, nata all’ombra delle Alpi Apuane ormai dieci anni fa, che prosegue la sua missione di solidarietà. “Come lo scorso 12 gennaio” – racconta soddisfatto Brosio nella sala conferenze della sede dell’Arciconfraternita della Misericordia di Viareggio – , quando siamo riusciti, insieme ai Carabinieri di Viareggio a salvare dal suicidio una signora di mezza età dell’hinterland milanese, che ci aveva contattato ormai ai limiti della disperazione”. La telefonata della donna non era uno scherzo, “ il tempo per me è troppo lungo, prendo il veleno e spero che Gesù leggendo la mia sofferenza mi riservi un posto un paradiso. La pace sia con voi”. Si è trattato di battere il tempo, con una operazione congiunta tra forze dell’Ordine – il maresciallo Danilo Ammenti comandante della stazione dei Carabinieri di Viareggio e i colleghi dell’Arma di Milano – la Fondazione e il 118 e la storia di dolore si è conclusa con un lieto fine. La riscoperta vicinanza alla fede cattolica ha poi portato Paolo Brosio a parlare con entusiasmo dei suoi prossimi pellegrinaggi, tutti a scopo benefico. Il primo, già fissato per la metà di marzo e rivolto a tutti i versiliesi, è per le apparizioni della Madonna di Medjugiorie, in Bosnia, la città che ha segnato la sua vita e il contatto con la fede ma il suo pensiero va anche al primo maggio, giornata storica per la cristianità, con la beatificazione lampo di Karol Woityla in Vaticano. Un appuntamento imperdibile per il quale Brosio ha già in progetto un nuovo viaggio in pullman dalla Versilia verso la città eterna, e ha già chiesto a tutta la stampa locale di accompagnarlo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on gennaio 22, 2011 at 10:00 am  Lascia un commento  
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LUNARDINI COME…ALEMANNO?

Chi l’ha detto che Roma è poi tanto lontana da Viareggio? Lo sanno bene i consiglieri comunali del PdL che hanno chiesto al sindaco prima nero su bianco e poi ieri pomeriggio in un summit in municipio di prendere esempio da Alemanno. In cosa? E’ semplice. Nel mandare a casa tutta la giunta e poi ricominicare tutto da capo. In una parola sola: azzeramento. La richiesta, forte, dirompente, già comunque annunciata, è piombata nel mezzo della riunione che il sindaco Lunardini ha convocato ieri pomeriggio nel suo ufficio in municipio. Attorno a un tavolo ha voluto tutti i consiglieri comunali della maggioranza. Quelli a lui più fedeli e quelli che invece non mancano di criticare il suo operato, ma soprattutto quello della giunta che ha voluto e modificato in questi di anni di primo governo del centro destra. Critiche stemperate da un contro documento con il quale si ribadisce la fiducia al sindaco. Al summit a porte chiuse e sprangate era presente anche il coordinatore del PdL Giovanni Santini. “Bisognerebbe fare come ha fatto Alemanno a Roma”, ha tuonato più di un consigliere. Un segnale – è questo il concetto di chi critica l’amministrazione comunale – verso una cittadinanza e un elettorato, anche quello di centrodestra, che non manca quotidianamente di criticare un certo immobilismo della compagine governativa. E ai consiglieri critici non piace neppure il ritornello di alcuni assessori: non ci sono soldi e non possiamo fare come vorremmo. Servono progetti – è la critica – in base ai quali andare a chiedere i soldi, solo cosi si possono avere finanziamenti che certo difficilmente arriveranno vista la crisi a catena. Quanti punti del programma elettorale presentato al corpo elettorale nel 2008 sono stati assolti? E’ la domanda di chi chiede a Lunardini di fare come Alemanno. Ma se si prova a chiedere nomi e cognomi degli assessori sulla graticola nessuno si sbilancia. Nessuno vuole neppure dire quali siano i settori che arrancano. Dirli – è stato ribadito nel corso del faccia a faccia tra consiglieri comunali e sindaco – non è possibile e non è mai stato fatto. La critica che parte dei consiglieri di maggioranza lanciano è più uno stimolo. “Nulla di offensivo”, in sostanza. E’ probabile che il sindaco arrivi a un rimpasto di giunta. Non immediato, ma comunque previsto, indipendentemente dal documento.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on gennaio 22, 2011 at 9:45 am  Lascia un commento  
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UN ANNO DI LOTTA AL DEGRADO IN CITTA’

Lotta al degrado come uno dei principali obiettivi della polizia municipale di Viareggio. Nell’arco del 2010 sono stati monitorati circa 60 siti, dove solitamente vengono abbandonati i rifiuti sparsi, mentre dove è vigente il sistema della raccolta differenziata “porta a porta” il problema dell’abbandono ha riguardato gli “ingombranti”, dove incivili di ogni razza e sesso lasciano per strada dai mobili agli elettrodomestici. Ma l’attività dei vigili urbani ha riguardato anche gli edifici abbandonati, per verificare le eventuali occupazioni abusive. Diverse gli sgomberi effettuati, e i monitoraggi costanti di siti noti, come la ex Telecom, la ex discarica delle Carbonaie e le zone limitrofe, la pineta dietro al palazzetto dello sport meta preferita per accampamenti di nomadi. Durante gli smantellamenti delle carovane, operati con il supporto della sezione Tutela Ambientale, sono anche stati arrestati un tunisino e un algerino clandestini, mentre altri due extracomunitari, trovati a bivaccare all’interno del Mercato Ittico, sono stati accompagnati al Commissariato di Polizia per l’identificazione e poi denunciati. “Abbiamo anche operato, su segnalazioni, in edifici dove abitavano persone in numero maggiore rispetto all’abitabilità consentita – ha precisato il comandante Vincenzo Strippoli -, con situazioni igienico-sanitarie precarie”. E conseguentemente sono stati adottati gli opportuni provvedimenti. Ma la Polizia Municipale ha svolto anche interventi costanti di contrasto sull’attività di meretricio, prevalentemente florida sul viale dei Tigli, tra Viareggio e Torre del Lago. I reclami dei cittadini che frequentano la Pineta di Ponente – turisti dei camping durante l’estate oltre che famiglie con bambini e anziani che anche durante l’inverno passeggiano nel polmone verde cittadino – circa la presenza delle lucciole, soprattutto trans, hanno obbligato gli agenti di Polizia Municipale a tenere sotto tiro la zona, multando i clienti di chi svolge la professione più antica del mondo, cercando in questo modo di scoraggiare il “mercato”. “Abbiamo controllato decine di documenti – ha ricordato Strippoli -, effettuato due arresti”. I controlli assidui hanno portato a una diminuzione non indifferente della presenza delle sex workers, almeno di quelle sudamericane. Ma il fenomeno permane, con operatrici del sesso italiane e rumene. Chi esercitava sul camper si è beccato da 300 euro ciascuna, in violazione all’ordinanza anti lucciola del 2009, come i 16 clienti, tutti viareggini, lucchesi, e in parte provenienti da altre località toscane. “Il contrasto alla prostituzione ha però riguardato anche altre zone – come ha sottolineato il comandante -, a parte la marina di Torre del Lago e il Belevedere, dove più che altro ci sono gli scambisti, il lavoro dei miei agenti si è concentrato in via Zara e al Don Bosco”. In quella parte di città è pieno di “prostituti”. E anche se può sembrare strano il gigolò maschile va molto di moda.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

RUBAVA PORTAFOGLI NELLE AUTOMOBILI, ACCIUFFATO DAI CARABINIERI UN 31ENNE

Le manette ai polsi, per Wilson Parenti, sono scattate alle prime luci dell’alba di ieri. Sono stati i carabinieri della stazione di Lido di Camaiore ad arrestare il 31enne originario del Brasile, ma da tempo residente in Italia e noto alle Forze dell’Ordine che da ieri pomeriggio si trova chiuso in una cella del carcere San Giorgio a Lucca, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’attività di indagine, particolarmente articolata e complessa, portata avanti in questi mesi, ha permesso agli inquirenti di risalire all’uomo, che è stato riconosciuto responsabile di una serie di furti di borse e portafogli dalle auto in sosta nelle varie vie del Lido, avvenuti da inizio anno. Reo anche di aver tentato di utilizzare ad un bancomat una delle carte di credito in concorso con la sua donna, nei confronti di quest’ultima è stata emessa la misura dell’obbligo di dimora. I militari dell’Arma sono comunque riusciti a recuperare buona parte della refurtiva e a restituirla ai derubati.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on gennaio 22, 2011 at 9:15 am  Lascia un commento  
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SI SCHIANTA CON L’APE CONTRO IL PALO DELLA LUCE, IN PROGNOSI RISERVATA A PISA

Paura nella notte per un brutto incidente avvenuto in via De Gasperi a Ripa, nel comune di Seravezza. Intorno alla mezzanotte in giovane di nemmeno 18 anni, T.M.le sue iniziali e residente nella zona, ha perso il controllo della sua Ape andandosi a schiantare contro un palo della pubblica illuminazione. Il ragazzo è stato soccorso da un’ambulanza della Croce Bianca di Querceta e trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia”, ma i medici, dopo avergli diagnosticato un trauma cranico, hanno preferito trasferirlo nel reparto di neurochirurgia del Santa Chiara di Pisa, dove è stato ricoverato in prognosi riservata. Sul posto è intervenuta, per i rilievi del caso, anche una pattuglia dei militari dell’Arma della stazione di Querceta.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on gennaio 22, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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“DOVE SONO I GIOIELLI DI FAMIGLIA?”, DAVID PAOLINI ALLE TELECAMERE DI RAITRE “REMORINI INDOSSA UNA COLLANA CHE ERA DI MIO PADRE”. I FIGLI E NIPOTI DELLE DUE DONNE SCOMPARSE HANNO PRESENTATO UNA LISTA AI CARABINIERI

La collana con il crocifisso che lo “zio” Massimo porta al collo era di mio padre”. David Paolini, figlio e nipote delle due donne scomparse, piange a dirotto davanti alle telecamere di “Chi l’ha visto?” durante la puntata andata in onda mercoledi. Prima di morire gliel’aveva lasciata. Non sa se sia stata la mamma a darla a Remorini, ma ricorda benissimo che Velia la teneva custodita in un cofanetto dentro a un cassetto del comò. Assieme ad altri gioielli di famiglia. Monili che sarebbero spariti nel nulla, e dei quali Sabrina Paolini ha fatto un inventario dettagliato ai carabinieri e agli avvocati Alberto e Francesco Consani: molti erano regali di fidanzamento del marito morto, come il piccolo cuore con la scritta “divisi ma uniti”, altri regali di natale. Chi li ha presi? Dove sono? Due domande che si aggiungono a quella di dove siano finite le donne scomparse ormai da mesi dal campo di via dei Lecci a Torre del Lago. La Procura di Lucca ormai le ritiene entrambe morte e i carabinieri del Reparto Subacquei di Genova continuano a scandagliare il Massaciuccoli, dove secondo alcune “soffiate” sarebbero stati gettati i corpi senza vita di Maddalena Semeraro e di Claudia Velia Carmazzi. Una ricerca difficile, se non addirittura impossibile, quella portata avanti dai militari dell’Arma, vista la vastità del lago e del padule e la melmosità delle acque. A quanto afferma l’unico indagato, lo “zio” Massimo Remorini – del quale, come affermano David, i parenti e gli amici delle scomparse, Velia sarebbe stata “follemente innamorata” -, contro il quale il PM Sara Polino titolare del fascicolo di inchiesta ha ipotizzato i reati di sequestro di persona e circonvenzione di incapace, le due donne sarebbero andate via dal campo volontariamente, con le proprie gambe. Velia intorno al 10 di agosto, come dichiarato dallo stesso alle telecamere del noto programma della Rai, e sua madre Maddalena circa un mese dopo. Ma c’è chi, come Donatella Raffaelli, ha testimoniato di aver visto Maddalena il 16 settembre “sdraiata su un materasso, inerme, come in stato comatoso”.

Il volto di Claudia Velia, nella foto scattata dal telefonino del figlio David Paolini pochi mesi prima della sua scomparsa dal “campo degli orrori” dove la stessa era finita a vivere con la madre 80enne in due ruolotte dopo la vendita delle loro due case di Viareggio e Torre del Lago, è l’immagine dello stato di indigenza dove era sprofondata: “quando l’ho vista ho stentato a riconoscerla – sono state ieri mattina le parole della figlia Sabrina. Sulle case, acquistate dalla famiglia dell’avvocato Giunio Massa, e svuotate persino degli infissi che sono stati ritrovati in una casa a Capannori che Remorini stava ristrutturando, la Procura ha intanto ordinato una perizia, per stabilire se ci sia stato un indebito arricchimento dalla vendita. Un giallo ancora irrisolto, quello di Torre del Lago, anche se la svolta alle indagini potrebbe essere vicina. Un fitto mistero al quale si aggiungono i casi delle due donne, Raffaella Villa e Antonella Olinti, entrambe vedove, che sarebbero state “raggirate” da Massimo Remorini con la promessa di una vita insieme. “Le loro storie, forse, se Maddalena e Velia non fossero sparite, sarebbero rimaste in silenzio – ha precisato il loro avvocato Fabrizio Miracolo. “Mi chiedo – ha aggiunto il legale -, visto che alla Procura è noto che madre e figlia vivessero come recluse in uno stato di totale indigenza, cosa serva di più perchè non si possa parlare di allarme sociale e non si prendano provvedimenti”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

IN VIAGGIO CON LA GUARDIA DI FINANZA: IL “GRANDE FRATELLO” CONTROLLA LA VERSILIA VOLANDO SULL’ELICOTTERO

Una sorta di Grande Fratello? L’ “occhio” vigile dell’elicottero della Guardia di Finanza controlla quasi in modo “invisibile” tutto il territorio, costa e mare incluso. A bordo dell’ AB 412 HP, il “Volpe 208”, un elicottero all’avanguardia in dotazione alla Sezione Area di Manovra di Pisa diretta dal tenente colonnello Riccardo Fineschi, siamo decollati dall’aeroporto militare per una “missione operativa”, sorvolando tutta la Versilia. La capacità di scoperta degli illeciti dal cielo è maggiore: sull’elicottero, assieme al comandante Fineschi, al colonnello Luca De Paolis del Roan di Livorno e all’equipaggio formato dai piloti Fabrizio Vercelli e Giampiero Giannoni e dall’operatore di sistema Roberto Scatassi, abbiamo effettuato un volo di ricognizione, dal porto di Viareggio fino a Forte dei Marmi, sorvolando anche il lago di Massaciuccoli e il padule, dove erano in corso le ricerche da parte dei carabinieri subacquei dei corpi di Maddalena Semeraro e Claudia Velia Carmazzi. “Il cittadino non avverte la presenza delle Fiamme Gialle così come delle volanti della Polizia di Stato o delle pattuglie dei militari dell’Arma – precisa il comandante -, ma i controlli dei nostri mezzi aerei sono quotidiani”. Nel 2010 appena finito i natanti identificati dal cielo sul nostro mare versiliese sono stati 90, e durante il “nostro” volo, durato circa un’ora, i pescherecci passati sotto la “lente di ingrandimento” della GdF sono stati 3: “controllo dei dati negativo, tutto a posto”. Virata e si riparte. L’elicottero è una sorta di sala operativa dall’alto, dalla quale si ha la visione di uno scenario realistico, e se ci fosse stato anche un minimo sospetto l’imbarcazione sarebbe stata subito fermata, avvalendosi di un mezzo navale di supporto in cooperazione, e sottoposta a ispezione. “Spesso la droga viaggia su panfili di lusso, la maggior parte presi a noleggio e insospettabili – precisa il comandante -, ma anche su vecchi pescherecci arrugginiti”. Le missioni aeree delle Fiamme Gialle non vertono però solo su operazioni di polizia economica – nella provincia di Lucca, a novembre dello scorso anno, la Guardia di Finanza sequestrò un aereo da turismo a un imprenditore che lo aveva intestato ad una società estera, dopo un controllo effettuato all’interno dell’aeroporto di Tassignano – ma riguardano anche la Protezione e la Difesa Civile, come per il terremoto a L’Aquila, la strage di Viareggio del 29 giugno del 2009, l’esondazione del Serchio del natale dello stesso anno, l’avvistamento e il monitoraggio degli incendi boschivi. E i controlli sono sia di giorno che di notte: il Volpe 208 era in volo sulla Versilia anche durante le ultime feste, da Natale a Capodanno. Risale a qualche mese fa l’avvistamento di una piantagione di marjuana e a meno di un mese la segnalazione di una villa “hollywoodiana” nell’entroterra della Versilia, per la quale partirà a breve un controllo finanziario. Il tenore di vita, infatti, spesso non corrisponde a quanto denunciato in dichiarazione dei redditi. E i Paperon dei Paperoni vengono smascherati.

(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on gennaio 21, 2011 at 8:30 am  Lascia un commento  
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CENTRALINO DEL TAXI GUASTO, IL SERVIZIO E’ KO DA SETTIMANE E SCOPPIA LA PROTESTA

Taxi? Un bel problema…I cittadini, per colpa di un guasto, sono rimasti a piedi. Inutile telefonare, il centralino è infatti fuori uso. KO, da oltre un mese. La situazione è quasi grottesca,m ma chiamando il numero del radio taxi di Viareggio, 0584 45454, il nastro registrato continua a ripetere, H24, che non ci sono tassisti disponibili, quando invece sono tutti li, o in piazza della Stazione o in piazza D’Azeglio…fermi in auto ad aspettare che il centralino, come di prassi accade, gli giri la chiamata di un utente. Ma di chi è il numero del centralino? “Appartiene al comune – dicono i “tassinari” -, e il centralino automatico si trova nella sede della Polizia Municipale”. Il guasto, a quanto pare, dipenderebbe proprio dal centralino, che non verrebbe riparato a causa della mancanza di fondi nelle casse dell’ente municipale. Gli utenti infuriati hanno segnalato la faccenda, e il sindaco Lunardini ha promesso di farsi in quattro per rimediare. Spes ultima dea, e l’auspicio di tutti è che Palazzo sia in grado di ripristinare il servizio in tempo breve, almeno prima dell’inizio del Carnevale. Sarebbe davvero una bella figuraccia davanti agli occhi di chi, soprattutto turisti, arriverà a Viareggio per i corsi.

Pubblicato in: on gennaio 21, 2011 at 8:15 am  Lascia un commento  
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LAVARONE? FINALMENTE…ADDIO

Lavarone? Adios… E’ in arrivo a Pietrasanta un apposito impianto per il trattamento. Sarebbe questa la nuova scommessa dell’amministrazione comunale targata Domenico Lombardi, che punta a risolvere una volta per tutte l’annoso problema del lavarone che ad ogni stagione estiva si ripresenta puntualmente. L’impianto verrà collocato in via Pontenuovo, in un’area di circa 3mila metri quadrati che confina ad est con la sede della Ersu, a sud con il sito di depurazione dei reflui urbani, ad ovest con la zona industriale artigianale e a nord con l’area degli insediamenti produttivi della lavorazione del marmo. La struttura sarà dotata di una piazzola impermeabile, per lo stoccaggio del lavarone limitato all’estate, e il successivo trattamento di vagliatura, per separare la sabbia dalla biomassa. La rena, in un secondo momento, sarà infatti ricollocata sulla spiaggia. Ovvio che saranno messe in pratica tutte le procedure per il contenimento degli odori e la derattizzazione, l’area è comunque strategica, soprattutto per la viabilità. La giunta Lombardi ha poi già pronta un’altra carta da giocare per risolvere il problema: a breve sarà infatti organizzato un convegno nel quale verranno illustrate le normative del decreto legislativo 205 del 3 dicembre scorso, che prevede l’interramento della posidonia e delle meduse spiaggiate.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on gennaio 21, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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