GUERRA NELLA CAMERA DEL LAVORO, LA “CGIL CHE VOGLIAMO” CONTESTA I VERTICI LOCALI E FA RICORSO

Governo unitario o maggioranza? L’interrogativo continua a spaccare al suo interno il sindacato. “La Cgil che vogliamo”, area minoritaria piuttosto forte nella provincia di Lucca, e soprattutto nella Versilia, torna a “pungere” la segreteria. Una storia senza fine, come “La guerra dei Roses”, quella iniziata l’estate scorsa e ancora non finita, e la minoranza vuole, e chiede a gran voce, una consultazione straordinaria dei lavoratori iscritti. Volontà questa che il nuovo direttivo provinciale sembra non gradire e respingere a tutti i costi, come hanno spiegato ieri durante una conferenza stampa tenutasi alla Camera del Lavoro di Viareggio i rappresentanti Andrea Antonioli e Lamberto Pocai. La bocciatura della richiesta della consulta straordinaria, inoltrata dopo aver raccolto le firme necessarie, un terzo del direttivo, come lo Statuto prevede per arrivare a questa sorta di referendum, è arrivata come un fulmine a ciel sereno dal Collegio di Verifica regionale del sindacato. “Con motivazioni risibili – ha precisato Antonioli – e inconsistenti”. E contro la “sentenza” è già pronto un ricorso all’organo nazionale, la cui risposta dovrebbe arrivare in meno di un mese. La seconda questione che “La Cgil che Vogliamo” intende sottoporre al giudizio dei lavoratori è quella della titolarità dei Coordinamenti di Zona, che nella provincia sono tre, Lucca, Garfagnana e Versilia, titolari del diritto di scelta dei propri dirigenti, come affermato dai due sindacalisti dell’area di minoranza, in maniera autonoma, e senza imposizioni “ab alto”. La diatriba tra Andrea Antonioli e Rosanna Rosi sulla scelta di Paolo Bruni a segretario versiliese non pare essersi risolta e dalle parole dell’ex segretario della Camera del Lavoro viareggina emerge una diretta sfida alla gestione alla gestione territoriale del sindacato: “sono state imposte le decisioni e adesso non si vuole discutere”. “Le contrapposizioni fanno solo male – hanno sottolineato Antonioli e Pocai – ma impedire la consulta degli iscritti quando emergono posizioni diverse all’interno della Cgil rende anche poco credibile l’importante battaglia che il sindacato intende lanciare sulla democrazia nei luoghi di lavoro”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 15, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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