“A te che sei l’unica al mondo…a te che hai reso la mia vita bella da morire… a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore”. Sono le parole della canzone di Jovanotti a chiudere la cerimonia funebre, officiata nella chiesa della Badia di Camaiore gremita all’inverosimile, per l’ultimo saluto a Stefano Romanini ucciso a colpi di pistola da un killer incappucciato sotto alla sua abitazione all’alba di martedì della scorsa settimana. La moglie Giuliana affida alle due giovani figlie Serena e Stella il compito di leggerle dal pulpito. “Per la mamma sei stato il primo e unico grandissimo amore, hai fatto tanto per noi”. Un amore forte, ucciso da una mano assassina. E nella chiesa è strazio infinito, mentre le lacrime scorrono a fiumi sui volti di tutti. “Mio dio perchè mi hai abbandonato?” Anche Cristo, uomo, è stato vittima della violenza. Ucciso sulla croce. “La nostra comunità è stata scossa da questo terribile fatto di cronaca – dice don Damiano durante l’omelia. Una violenza forte, inaudita, quasi animale, con 15 colpi sparati a sangue freddo da un omicida ancora senza un nome: “ma la mano dell’uomo può solo uccidere la vita terrena, non quella eterna”. E a fare da contraltare “Dolce è sentire”, il canto che, accompagnato dal suono dell’organo e di una chitarra, richiama all’amore: “dopo tanta crudeltà c’è bisogno di dolcezza e pace”. La salma, accompagnata dalla famiglia e dai tanti amici è stata poi tumulata nel vicino cimitero. “ Ti vogliamo un mondo di bene. Stella, Serena e Giù Giù”, e sotto una pioggia gelida e battente la frase d’amore all’amato padre e marito fa stringere il cuore. Certo nulla sarà come prima, ma non lo dimenticheremo mai.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)