Le dichiarazioni choc di “Cecchino” sono al vaglio degli inquirenti. Molte avrebbero già trovato dei riscontri, ma l’interrogatorio di Francesco Tureddi davanti al Pubblico Ministero Sara Polino è stato fissato per il 3 marzo in Procura. “Massima serenità e fiducia negli inquirenti – ha affermato l’avvocato Aldo Lasagna, legale di “Cecchino” -, il mio assistito si è tolto un peso dalla coscienza raccontando la verità ed è pronto a ripetere al Pm titolare delle indagini sulle donne scomparse quanto ha già messo a verbale in caserma”. Intanto lunedi pomeriggio arriveranno a Viareggio i reparti speciali dell’Arma per iniziare ad esaminare con il luminol sia il furgone Berlingo, utilizzato da “Cecchino” per trasportare il grosso fusto dove i corpi di Claudia Velia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro sarebbero stati bruciati, sia il cassonetto della spazzatura dove l’indagato dice di aver buttato lo stesso una notte di dicembre. Gli esperti del Racis passeranno sotto la lente di ingrandimento il furgone e il cassonetto, posti sotto sequestro dai carabinieri nei giorni scorsi, con la nota sostanza utilizzata dai reparti della Scientifica e che è in grado di rilevare tracce anche lavate o rimosse. Probabile che gli accertamenti vengano ripetuti anche sulla sedia a rotelle dell’anziana nonna di David Paolini e sui materassi dove le due donne dormivano quando erano “segregate” nel “campo degli orrori”. “Sono innocente e Francesco Tureddi non sta dicendo la verità: Velia e Maddalena sono andate via dal campo volontariamente e non capisco perché lui debba dire cose di questo genere”. Lo “zio”, dalla cella del carcere di Lucca dove è stato rinchiuso lunedi scorso, replica così tramite il suo legale avvocato Giorgio Paolini alle pesanti accuse lanciate da “Cecchino”. “Non ho ucciso le due donne, e non ne ho distrutto i corpi bruciandoli e buttandoli via”. Le accuse allo “zio”, che è stato arrestato per sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia aggravati e continuati, soppressione e distruzione di cadavere, circonvenzione di incapace e appropriazione indebita, sono al vaglio degli inquirenti ed è molto probabile che nelle prossime ore venga firmata dal Gip una nuova ordinanza per omicidio volontario e aggravato. “Remorini è tranquillo – precisa l’avvocato Paolini -, durante la visita in carcere mi ha confermato di non avere nulla da temere per questa vicenda”. Il legale ha acquisito solo ieri dalla Procura le oltre mille pagine di atti, iniziando a leggerle: “è una vicenda assai confusa – ha ammesso – sulle dichiarazioni rilasciate da Tureddi, invece, al momento posso solo osservare che sotto un profilo strettamente giuridico sono dichiarazioni di un indagato nella stessa vicenda”. Per Paolini l’eventuale omicidio mancherebbe di movente. Da quanto trapelato a breve potrebbe essere fatto anche un confronto tra “Cecchino” e lo “zio”, per chiarire le circostanze con cui il primo accusa l’altro.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)