TROPPI FURTI, RESIDENTI ESASPERATI: CARTELLI SULLE STRADE

Emergenza furti al quartiere Terminetto, e tra i residenti scoppia la rabbia, con striscioni di protesta appesi fuori della abitazioni vittime dei raid dei balordi. “Casa derubata”, è la scritta visibile in almeno venti cartelloni stampati per una iniziativa, da parte dei cittadini ormai esausti da quanto succede nella zona, finalizzata a rendere pubblico il problema della sicurezza. Dopo l’ennesimo furto messo a segno nella notte scorsa la gente la esige. L’ultimo colpo è avvenuto in una casa di via La Marmora, mentre la famiglia composta di tre persone dormiva. E’ stata la figlia ad essere svegliata da strani rumori e alzatasi dal letto ha notato la figura del ladro, in sala al buio e con la torcia accesa, che vistosi scoperto se l’è data a gambe levate. Il bottino del furto non è irrilevante: dopo aver scassinato la porta blindata la villetta è stata saccheggiata, e i malviventi sono riusciti, indisturbati, ad impossessarsi di un Rolex da 10mila euro, di vari gioielli per un valore di oltre 2mila, di una macchina fotografica digitale e di soldi in contante. Forte l’amarezza per le vittime, come la paura per quanto accaduto. Questo della scorsa notte è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi di microcriminalità che da tempo si verificano nella zona, creando allarme e angoscia tra i residenti che tornano a chiedere per l’ennesima volta maggiore presenza delle Forze dell’Ordine, e controlli soprattutto durante le ore notturne.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 18, 2011 at 1:00 pm  Lascia un commento  
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L’ULTIMO SALUTO A STEFANO ROMANINI

A te che sei l’unica al mondo…a te che hai reso la mia vita bella da morire… a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore”. Sono le parole della canzone di Jovanotti a chiudere la cerimonia funebre, officiata nella chiesa della Badia di Camaiore gremita all’inverosimile, per l’ultimo saluto a Stefano Romanini ucciso a colpi di pistola da un killer incappucciato sotto alla sua abitazione all’alba di martedì della scorsa settimana. La moglie Giuliana affida alle due giovani figlie Serena e Stella il compito di leggerle dal pulpito. “Per la mamma sei stato il primo e unico grandissimo amore, hai fatto tanto per noi”. Un amore forte, ucciso da una mano assassina. E nella chiesa è strazio infinito, mentre le lacrime scorrono a fiumi sui volti di tutti. “Mio dio perchè mi hai abbandonato?” Anche Cristo, uomo, è stato vittima della violenza. Ucciso sulla croce. “La nostra comunità è stata scossa da questo terribile fatto di cronaca – dice don Damiano durante l’omelia. Una violenza forte, inaudita, quasi animale, con 15 colpi sparati a sangue freddo da un omicida ancora senza un nome: “ma la mano dell’uomo può solo uccidere la vita terrena, non quella eterna”. E a fare da contraltare “Dolce è sentire”, il canto che, accompagnato dal suono dell’organo e di una chitarra, richiama all’amore: “dopo tanta crudeltà c’è bisogno di dolcezza e pace”. La salma, accompagnata dalla famiglia e dai tanti amici è stata poi tumulata nel vicino cimitero. “ Ti vogliamo un mondo di bene. Stella, Serena e Giù Giù”, e sotto una pioggia gelida e battente la frase d’amore all’amato padre e marito fa stringere il cuore. Certo nulla sarà come prima, ma non lo dimenticheremo mai.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 17, 2011 at 12:00 pm  Lascia un commento  
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MONOSSIDO DI CARBONIO, UN’INTERA FAMIGLIA INTOSSICATA

Una famiglia di quattro persone, tra cui un bambino, si trova da ieri notte nella camera iperbarica dell’Ospedale Cisanello di Pisa, per una intossicazione, per fortuna non grave, dal monossido di carbonio. Poco dopo la mezzanotte l’abitazione è stata invasa dalle esalazioni del generatore di corrente, pare alimentato a gasolio, che si trovava all’interno. Uno dei componenti la famiglia, che per primo ha accusato il malore, è riuscito a chiamare il 118 e sul posto sono intervenute due ambulanze della Misericordia, da Torre del Lago e da Viareggio, assieme ai mezzi dei Vigili del Fuoco e a una pattuglia dei Carabinieri. Una volta trasportati al Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia”, i medici hanno disposto il trasferimento al nosocomio pisano di C.C., il capofamiglia 35enne, della sua convivente di 29 anni, B.M. le iniziali, del piccolo figlio, T.C., di sette anni, e dell’anziana madre dell’uomo di 67. Le condizioni degli intossicati non sono comunque gravi. Quattro volontari della Misericordia, intervenuti nelle operazioni di soccorso, sono stati trattenuti in osservazione fino a ieri mattina al “Versilia” e poi dimessi. Da capire, ora, i motivi dell’utilizzo del generatore di corrente all’interno dell’appartamento dove la famiglia vive. Del caso si occupano i militari dell’Arma.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

COME VIVONO I NOSTRI GIOVANI? I RISULTATI DI UNA RICERCA FATTA FINANZIARE DA CAPRILI QUANDO ERA VICEPRESIDENTE DEL SENATO

Viareggiovani”, l’indagine sulla vita e le aspettative delle giovani generazioni della città, una ricerca finanziata dal 2008 dall’allora vice presidente del Senato Milziade Caprili, e attuale capogruppo consiliare comunista e presidente della Croce Verde, sarà presentata domani sera alle 21 nella sala dell’associazione di volontariato in via Garibaldi. Il quaderno, che ha avuto il patrocinio dell’Asp di Viareggio, è stato curato dal professor Raffaello Ciucci, cattedratico di Sociologia alla facoltà pisana di Scienze Politiche, con la collaborazione di Gabriele Tomei. “Mai come oggi…”, è un’espressione ricorrente quando si parla di giovani ma spesso non del tutto vera. “Giovani, una vecchia storia…”, altra formula coniata negli anni ’80 ci fa capire che i giovani di oggi e quelli di ieri sono comunque legati da fenomeni cosiddetti di “lunga durata”, quali la disoccupazione e la rottura di relazione tra generazioni. Certo, con novità dovute all’epoca attuale, quali i nuovi modi di socializzare, nelle web comunity, e con il “cancro” lavorativo del secolo, il precariato. Lo studio, che su una popolazione di giovani dell’età compresa tra i 15 e i 35 anni, pari a 15mila, ne ha presi a campione 262, è una sorta di riflessione sulle difficoltà di diventare adulti, sui percorsi di vita e sulle aspettative. “Le istituzioni viareggine, oggi quanto mai indifferenti alla loro responsabilità di costruire le condizioni necessarie affinchè i giovani possano abitare il loro futuro, ne prenderanno atto?”… Il quaderno, dopo la sua presentazione, diventerà materia di dibattito nelle varie scuole secondarie della città. E lo spaccato a 360 gradi sul mondo dei giovani viareggini offrirà sicuramente stimoli per ulteriori riflessioni.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 17, 2011 at 11:00 am  Lascia un commento  
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NEONATO MORTO, CHIESTO IL RISARCIMENTO

Risarcimento milionario, oltre mezzo milione di euro, quello chiesto dai genitori del piccolo Christian Bertoni, morto all’ Ospedale Unico “Versilia” il 14 ottobre del 2008. La Asl 12, il primario di Ostetricia e Ginecologia Giampaolo Cima, il ginecologo Massimo Ciaponi e le ostetriche Franca Squillace e Cinzia Macchitella sono stati citati in giudizio davanti al giudice civile del tribunale di Viareggio Enrico Francesco Fontanini, e la prima udienza è stata fissata per il 17 maggio prossimo.

La vicenda

Tina Lauritzen e il marito Francesco Bertoni, genitori del bambino deceduto alla nascita nell’ottobre nero del “Versilia, quando in due settimane morirono tre neonati, si erano rivolti qualche mese fa allo studio legale dell’avvocato Fabrizio Miracolo rimettendo il mandato al legale che li aveva seguiti fin dall’inizio della tragica vicenda, conclusasi penalmente con l’archiviazione.

La causa civile

Unica via, a questo punto, per avere giustizia quella di una causa civile, anche sulla base di una perizia che gli avvocati Fabrizio Miracolo e Antonietta Montano, hanno fatto eseguire dal professore Gianpaolo Palla, primario del reperto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale di Viterbo.

Le condizioni della madre

La madre del neonato morto era affetta da una forma di diabete e rientrava nella categoria ad alto rischio tale, si legge nell’atto di citazione, da necessitare di un’assistenza effettuata da personale sanitario adeguato. E, aver assistito la donna in un punto nascita accreditato dalla Regione Toscana al II livello assistenziale anziché in un punto nascita di III livello – “unico livello assistenziale accreditato per l’assistenza alla gravidanza ed al neonato ad alto rischio” -, è secondo i due legali “una colpa per imprudenza”. “I genitori non sono stati informati dell’inadeguatezza della struttura , il “Versilia”, dove la nostra assistita è stata ricoverata – hanno affermato gli avvocati Miracolo e Montano -, e si può sostenere senza ombra di dubbio che il dottor Cima ha contravvenuto al suo dovere di garanzia nei confronti della paziente”.

Il cesareo

La partoriente, in pieno travaglio, era stata sottoposta a taglio cesareo d’urgenza solo dopo che a un successivo monitoraggio erano state rilevate anomalie al battito cardiaco. “Ma ormai era troppo tardi, il battito del neonato era assente e dopo 10 minuti di tentativi di rianimazione le pratiche furono sospese – precisa Miracolo -, e dimostreremo in aula che non sono stati soddisfatti i parametri richiesti sia dalla letteratura medica che dalle Linee Guida dell’Agenzia dei Servizi Sanitari Regionali”. “L’induzione al travaglio è perlomeno discutibile – spiega l’avvocato -, la gravidanza ad alto rischio per diabete di tipo 1, in una donna come la mia cliente primipara, presenta l’indicazione di procedere al taglio cesareo elettivo, senza contare che la paziente non è stata nemmeno sottoposta al monitoraggio cardiotocografico continuo, che è invece obbligatorio”.

La richiesta di condanna in solido

La richiesta di condanna in solido al risarcimento danni di 550,500 euro per Asl 12, il primario Giampaolo Cima, il collega Massimo Ciaponi e le due ostetriche Franca Squillace e Cinzia Macchitella va di pari passo con la richiesta di accertamento e dichiarazione della responsabilità contrattauale, ed extracontrattuale, del personale medico e paramedico che ha assistito la partoriente durante il travaglio e il parto, “per tutte le omissioni che hanno causato la morte del neonato”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)


Pubblicato in: on febbraio 16, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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OGGI ALLA BADIA I FUNERALI DI STEFANO ROMANINI

Si terranno questo pomeriggio alle 15.30 alla chiesa della Badia i funerali di Stefano Romanini, l’imprenditore ucciso con dieci colpi di pistola sparati a freddo da un killer incappucciato martedi mattina all’alba della scorsa settimana. Dopo l’autopsia effettuata due giorni fa dal medico legale dell’Ospedale Unico “Versilia” il pubblico ministero dottor Fabio Origlio titolare del fascicolo di indagine, ha dato il nulla osta alla restituzione della salma alla famiglia, la moglie e le due giovani figlie Serena e Stella. Le indagini per arrivare alla cattura dell’assassino che lo aveva aspettato sotto casa, probabilmente nascosto sotto il porticato dal quale si accede alla piccola corte interna dello stabile, proseguono a ritmo serrato. Gli inquirenti sono sempre più convinti che a sparare non sia stato un professionista, e le piste seguite sono ormai ristrette. Si passano al setaccio nomi e numeri di telefono, del tessuto familiare e lavorativo, mentre i conti sono sotto la lente di ingrandimento. La situazione economico-finanziaria, con problemi di debiti, del piccolo imprenditore del settore delle escavazioni, potrebbe infatti essere il movente del delitto.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

STRAGE, OGGI PRESIDIO A FIRENZE

Insieme al sindaco Renzi e al presidente della Regione Rossi ci saremo anche noi stamani a Firenze ad accogliere Mauro Moretti”. L’annuncio arriva dall’Onlus “Il Mondo che Vorrei” e da “Assemblea 29 Giugno”. “Saremo ad accogliere l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, responsabile di quanto è avvenuto a Viareggio la notte del 29 giugno 2009 per ricordare al Cavaliere della Repubblica, e all’indagato il nostro perenne dolore, il nostro desiderio di verità, giustizia e sicurezza, la nostra grande indignazione per le frasi ingiuriose da lui stesso pronunciate nelle audizioni parlamentari e per ricordargli ancora che Viareggio non dimentica, che noi non dimenticheremo mai e ci troverà sempre presenti e attenti per sua buona memoria”. Sull’elenco dei nomi e delle società indagate per la tragedia ferroviaria di Viareggio scende invece in campo la senatrice del PD Manuela Granaiola: “Molti e pesanti i capi di accusa – afferma- e si preannuncia un giudizio lungo e complesso ed il rischio, nel caso fosse approvata la normativa sul “processo breve”, che gran parte delle imputazioni finiscano nel nulla”. Tra le altre considerazioni, che vanno oltre i pur drammatici fatti di Viareggio, per la parlamentare viareggina la prima è che “se anche solo una parte delle inadempienze e delle colpe ipotizzate negli avvisi di garanzia corrispondessero alla realtà quello che ne emerge è un paese con un infrastruttura ferroviaria nella sostanza inefficiente, spesso obsoleta e tutt’altro che sicura”. Da questa considerazione è scaturita la nuova audizione dell’Agenzia sulla sicurezza europea nell’ottava commissione del Senato. La seconda considerazione della Granaiola è poi che “le complesse norme di verifica e controllo sulla sicurezza, che pure in qualche modo esistevano, si è trovato la maniera di vanificarle e superarle” e, la terza, la più angosciante, è che “ci sono volute delle vittime per iniziare ad affrontare seriamente la questione della sicurezza nel trasporto ferroviario italiano”. Per giungere alla verità ci vorranno ancora tempi lunghi: “ma nessuno si illuda – tuona la senatrice – che la tragedia di Viareggio cada nel dimenticatoio, non lo permetteranno le famiglie delle vittime e non lo può permettere chiunque speri ancora che l’Italia possa diventare un “paese normale”. Un paese dove chi ha colpe le deve scontare, dove usare il treno sia una cosa semplice, comoda e sicura e dove la sicurezza non sia intesa solamente come un ingombro da superare. Per quanto riguarda l’incidente probatorio, fissato per il prossimo 7 marzo alle 9 al Polo Fiere di Sorbano, a Lucca, la Procura ha fatto sapere che in quella data si terrà soltanto un’udienza procedurale: verranno infatti nominati i consulenti di parte da parte della parti offese che ancora non hanno provveduto alla nomina mentre i periti nominati dalla Procura, Dario Vangi professore associato di Progettazione meccanica e costruzione di macchine presso l’Università degli studi di Firenze e l’ingegner Riccardo Licciardello ricercatore scientifico disciplinare Trasporti presso il Dipartimento di ingegneria civile, edile e ambientale de La Sapienza di Roma, dovranno indicare il luogo dove effettuare la perizia irripetibile sulla cisterna. Il luogo del Polo Fiere, infatti, sembra non sia idoneo ad ospitarla. I tempi per l’esame che servirà ad analizzare le caratteristiche fisiche e chimiche del convoglio, fra cui alcuni assili e la cisterna di gpl che si rovesciò, e di elementi dei binari – e, tra questi, un picchetto (che avrebbe squarciato la cisterna) e una “deviata a zampa di lepre”, un particolare pezzo di uno scambio – di conseguenza si allungheranno.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 16, 2011 at 8:30 am  Lascia un commento  
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SOLDI AL SOCIALE, TENSIONE IN COMUNE

Mattina movimentata ieri in municipio a Viareggio. Al centro delle polemiche, come un anno fa, il mancato pagamento dei contributi per minimo vitale e affitto da parte del comune nei mesi di gennaio e febbraio. Numerose le persone che si sono radunate di fronte a Palazzo per avere risposte dagli amministratori, supportati dalla consigliera del Pdci Isaliana Lazzerini. Sia il senatore Milziade Caprili, capogruppo consiliare, che il consigliere provinciale Cristian Rossi hanno denunciato le lacune che l’amministrazione di Viareggio ha avuto nella gestione dell’emergenza abitativa e il mancato accesso ai contributi della regione con un piano casa specifico. Ma l’assessore al sociale Vittorio Fantoni non ci sta, e spiega che “come lo scorso anno i contributi economici dei primi due mesi del 2011 saranno liquidati a inizio marzo”, assicurando che i soldi ci sono, nonostante quelli che ritiene “allarmismi pilotati e quasi da denuncia”. Resta però la difficile situazione abitativa di molti bisognosi, in pensioni e case popolari. “La politica dell’amministrazione Lunardini – conclude Fantoni – continuerà ad essere quella di far uscire progressivamente le persone dagli alberghi, che ci costano 70 mila euro la mese”. Per Caprili, la soluzione migliore, sarebbe innanzi tutto quella di dare esecuzione agli sfratti dei non aventi diritto: di furbi, dai controlli delle Fiamme Gialle nelle case popolari, ne sono saltati fuori tanti. Nervi molto tesi tra chi vive in condizioni simili e le forze dell’ordine, Polizia, Carabinieri e Vigili Urbani, che sono dovute intervenire per sedare un diverbio sfociato quasi in rissa tra due donne dopo l’incontro con l’assessore. I soldi, a detta di Isaliana Lazzerini, ci sono ma si sperperano: “come per le vetrage fatte installare per rendere l’accesso al palazzo comunale maggiormente controllabile e costate oltre 45mila euro”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 16, 2011 at 8:15 am  Lascia un commento  
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“COME RILANCIARE IL PRINCIPINO?”

Rilanciare il Principino? Se ne parla da tempo ma secondo Andrea Antonioli della “Cgil che Vogliamo “è molto preoccupante che appena vengono annunciati pubblicamente interventi per migliorare l’offerta e rilanciare la struttura Auger, direttore del Grand Hotel Principe di Piemonte, nonché presidente del Versilia Meeting, intervenga a sua volta, quasi ad ostacolarne il rilancio rilanciando le proprie pretese”. Un intervento a gamba tesa, secondo il sindacalista, calcisticamente parlando degno di un provvedimento di espulsione, “E’ chiaro – sostiene Antonioli – quanto siano rilevanti i conflitti di interesse che ci stanno dietro: la società Viareggio Versilia Congressi che gestisce il Principino ha infatti bandito una gara per individuare un partner con il quale gestire per un anno, sotto la propria direzione, il congressuale ma la V.V.C. è socia del Consorzio Versilia Meeting, che in questi anni le ha portato ben poco lavoro, mentre oggi il suo presidente annuncia la volontà di portare un congresso al mese, 12 in un anno”. “Ma allora – si chiede l’esponente della “Cgil che Vogliamo” – perché fino ad oggi non ha portato nulla? Li ha dirottati altrove? Ha fatto gli interessi delle altre strutture a discapito della Viareggio Versilia Congressi benché fosse anch’essa socia come gli altri?” L’individuazione di un nuovo partner aveva senso secondo Andrea Antonioli se è davvero è nuovo altrimenti l’azienda pubblica rischia di pagare due volte per lo stesso servizio. “Auger, con fare padronale, ha già deciso di piazzare il Versilia Meeting, che deve traslocare dall’APT in via di dismissione, al Principino – questo il pensiero del sindacalista – ma il bando prevedeva tutt’altro e non è accettabile alcuna occupazione da parte del Consorzio”. “Con quale titolo Auger si permette di interferire nei contratti di appalto stipulati dalla V.V.C. per la ristorazione? Quali gli interessi?”, sono le altre domande alle quali Antonioli si risponde con un “probabilmente quello del Grand Hotel a cui da noia un concorrente dall’altra parte della strada, perché è evidente che il Grand Hotel ed il Versilia Viareggio Congressi siano in concorrenza su molti piani e Auger abbia sempre cercato di utilizzare il Principino come propria dependance”. “E’ evidente, e naturale, che Auger faccia gli interessi dell’albergo che dirige, così com’è evidente il conflitto di interesse che scaturirebbe in questa Associazione Temporanea di Impresa con il Principino – conclude l’esponente sindacale -, visto che i congressi del Consorzio dovrebbero arrivare ugualmente al Viareggio Versilia Congressi, come agli altri soci del consorzio medesimo, e che nessun altro ha partecipato al bando, probabilmente non trovandolo appetibile, lasciamo perdere il bando e cominciamo a progettare la ristrutturazione del Principino per farne un vero Centro Congressi con dimensioni adeguate per rilanciare davvero il congressuale in Versilia, Questo è più che mai urgente”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 16, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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UCCISO DA DIECI COLPI DI PISTOLA

Emorragia massiva estesa, provocata da lesioni viscerali multiple causate da numerosi colpi da arma da fuoco”. Morto dissanguato. Questo l’esito dell’esame autoptico eseguito ieri pomeriggio dal medico legale dell’Ospedale Unico “Versilia” sul corpo di Stefano Romanini, ucciso la mattina di martedì della scorsa settimana sotto la sua abitazione in via Cesare Battisti a Camaiore. Il killer aveva aspettato che la vittima uscisse di casa per sparare. Quindici i colpi di pistola calibro nove esplosi, e almeno una decina hanno raggiunto il corpo l’imprenditore, titolare della Serena Scavi, colpendo organi vitali come il fegato e i polmoni. Romanini, che aveva cercato di ripararsi dietro alla sua autovettura, una Golf grigia crivellata dalle pallottole, si era accasciato in terra in una pozza di sangue ma nonostante l’immediato intervento di un’ambulanza del 118 che lo aveva trasportato al Pronto Soccorso a sirene spiegate, era morto pochi minuti dopo il suo arrivo al nosocomio versiliese. I numerosi fori trovati sul corpo dell’uomo confermerebbero che a sparare non sia stato un professionista. Gli uomini dell’ Anticrimine del Commissariato di Polizia di Viareggio, diretti da Leopolodo Laricchia, e la Squadra Mobile di Lucca di Virgilio Russo, coordinati dal pubblico ministero Fabio Origlio, certi che a fare fuoco sia stato un killer di bassa manovalanza, stanno seguendo una pista precisa, scavando nel tessuto familiare e nell’ambiente lavorativo. I debiti, e i problemi economici del piccolo imprenditore 46enne, potrebbero infatti essere il movente del delitto. La caccia al mandante e all’assassino è ancora aperta, con indagini serrate sulle quali gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Da quanto trapelato, e mentre si attende di conoscere la data dei funerali, che probabilmente saranno officiati domani o giovedi, la polizia nelle ultime ora avrebbe raccolto elementi tali da arrivare alla soluzione del giallo.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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