MAZZA DA BASEBALL E PUGNALI NASCOSTI NELL’AUTO

La febbre del sabato sera? Alta, anche di domenica. E i controlli degli agenti della Polizia Stradale sull’ A12 al casello di Viareggio, programmati come di consueto dal comandante provinciale Marco Tangorra e coordinati dal comandante della sottosezione viareggina Mauro Ciafro, hanno dato i suoi “frutti”. Oltre a numerose denunce per guida sotto gli effetti dell’alcol, tra cui il caso più eclatante è stato quello di una quarantenne pisana, S.S. le sue iniziali, che oltre ad essere stata beccata ala guida della sua Panda ubriaca, era sprovvista di assicurazione RCA e le è stata ritirata la patente, i poliziotti hanno anche segnalato una decina di giovani per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale, soprattutto hashish.

Una doppia denuncia, per possesso di armi improprie, è scattata anche nei confronti di due ragazzi albanesi che erano diretti in discoteca: S.I. e K.K., rispettivamente di 28 e 26 anni, fermati a bordo di una Lancia Libra intestata a una donna di Foggia, avevano sul sedile posteriore dell’autovettura una mazza da baseball e due pugnali, uno dei quali con la lama di circa 20 centimetri.La pattuglia in servizio al casello di Viareggio dell’autostrada Genova Livorno ha anche arrestato un pluripregiudicato originario dell’Albania. Fermato per un controllo di ruotine, Nicolae Mironica ha inizialmente esibito agli agenti una carta di identità rumena, risultata subito falsa. Portato negli uffici e sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici il 35enne è risultato avere ben cinque alias diversi, e numerosi precedenti. “Aveva deciso di cambiare identità per garantirsi la permanenza in Italia – ha affermato ieri mattina il comandante Ciafro. Ma gli è andata male. Scattate le manette ai polsi, e dopo una notte in cella, è stato processato per direttissima al tribunale monocratico di Viareggio e condannato a 7 mesi. Pena sospesa.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 15, 2011 at 9:30 am  Lascia un commento  
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SI SCHIANTA CON IL PALO

Ha fatto tutto da solo il 22enne massese, M.C. le sue iniziali, che poco prima delle 6 di ieri mattina si è schiantato contro un palo in via della Sipe a Vittoria Apuania. A bordo della sua Fiat Panda, andata totalmente distrutta nel violento impatto, ha perso il controllo dell’autovettura, rimanendo incastrato tra le lamiere. A dare l’allarme alcuni automobilisti di passaggio che hanno contattato il 118 e il 113. Per estrarre il corpo del giovane dalla Panda i poliziotti di una volante del Commissariato di Forte di Marmi hanno dovuto far intervenire i Vigili del Fuoco dal distaccamento di Viareggio e una volta fuori dall’abitacolo M.C.è stato trasportato in codice giallo al Pronto Soccorso dell’Ospedale Unico “Versilia” dove i medici gli hanno riscontrato un trauma facciale. Probabile che il 22enne residente nel capoluogo apuano, risultato al volante sotto gli effetti dell’alcol e denunciato per guida in stato di ebbrezza, debba essere sottoposto ad un intervento chirurgico alla mascella.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 15, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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TONNO ROSSO AL MERCURIO

Tonno al monossido di carbonio. E quanto ha scoperto la Guardia Costiera di Livorno in un deposito di pesce fresco a Viareggio. I militari del Centro Controlli Area Pesca, insieme alla Asl, avrebbero scoperto alcuni tranci di tonno contraffatti. Le indagini sono in corso e si concentrerebbero su una società esportatrice spagnola. Per il momento gli uomini della Guardia Costiera hanno sottoposto il pesce, insieme agli esperti del servizio veterinario della Asl, al cosiddetto blocco sanitario, evitando che finisse in commercio.  I tranci di tonno sono infatti di colore rosso, mentre la specie è quella della Pinna Gialla. Le analisi hanno fatto emergere una elevata quantità di monossido di carbonio, necessario proprio per fornire al prodotto la colorazione rossa e quindi attrarre l’acquirente. La quantità di pesce fermato sarebbe comunque modesta. I sintomi per chi ingerisce questo prodotto canno dal prurito all’arrossamento della pelle fino alla cefalea e alle vertigini e addirittura al collasso cardio circolatorio. Dal 2003 l’ Unione Europea  ha notificato diverse informative sul riscontro di monossido in tranci di tonno originari del sud est asiatico e provenienti da stati europei.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

 

Pubblicato in: on febbraio 15, 2011 at 8:30 am  Lascia un commento  
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GUERRA NELLA CAMERA DEL LAVORO, LA “CGIL CHE VOGLIAMO” CONTESTA I VERTICI LOCALI E FA RICORSO

Governo unitario o maggioranza? L’interrogativo continua a spaccare al suo interno il sindacato. “La Cgil che vogliamo”, area minoritaria piuttosto forte nella provincia di Lucca, e soprattutto nella Versilia, torna a “pungere” la segreteria. Una storia senza fine, come “La guerra dei Roses”, quella iniziata l’estate scorsa e ancora non finita, e la minoranza vuole, e chiede a gran voce, una consultazione straordinaria dei lavoratori iscritti. Volontà questa che il nuovo direttivo provinciale sembra non gradire e respingere a tutti i costi, come hanno spiegato ieri durante una conferenza stampa tenutasi alla Camera del Lavoro di Viareggio i rappresentanti Andrea Antonioli e Lamberto Pocai. La bocciatura della richiesta della consulta straordinaria, inoltrata dopo aver raccolto le firme necessarie, un terzo del direttivo, come lo Statuto prevede per arrivare a questa sorta di referendum, è arrivata come un fulmine a ciel sereno dal Collegio di Verifica regionale del sindacato. “Con motivazioni risibili – ha precisato Antonioli – e inconsistenti”. E contro la “sentenza” è già pronto un ricorso all’organo nazionale, la cui risposta dovrebbe arrivare in meno di un mese. La seconda questione che “La Cgil che Vogliamo” intende sottoporre al giudizio dei lavoratori è quella della titolarità dei Coordinamenti di Zona, che nella provincia sono tre, Lucca, Garfagnana e Versilia, titolari del diritto di scelta dei propri dirigenti, come affermato dai due sindacalisti dell’area di minoranza, in maniera autonoma, e senza imposizioni “ab alto”. La diatriba tra Andrea Antonioli e Rosanna Rosi sulla scelta di Paolo Bruni a segretario versiliese non pare essersi risolta e dalle parole dell’ex segretario della Camera del Lavoro viareggina emerge una diretta sfida alla gestione alla gestione territoriale del sindacato: “sono state imposte le decisioni e adesso non si vuole discutere”. “Le contrapposizioni fanno solo male – hanno sottolineato Antonioli e Pocai – ma impedire la consulta degli iscritti quando emergono posizioni diverse all’interno della Cgil rende anche poco credibile l’importante battaglia che il sindacato intende lanciare sulla democrazia nei luoghi di lavoro”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 15, 2011 at 8:00 am  Lascia un commento  
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L’ONDA ROSA CONQUISTA LA PASSEGGIATA

Autodeterminate, indecorose, libere e ribelli: siamo tutte ladies in riot”. E le donne viareggine, come quelle di tutta Italia, nonostante il freddo e la pioggia ieri pomeriggio sono scese in piazza davanti al Margherita, nel cuore della Passeggiata, contro Berlusconi, come “cervelli pensanti, e non corpi da usare”. Perchè “difendere la dignità delle donne significa difendere la dignità di tutti”.

Tanto che accanto al sesso femminile di tutte le bandiere, da Rifondazione Comunista alla Fabbrica di Nichi, dall’Italia dei Valori al Partito Democratico, dal Popolo Viola a SEL, da Sinistra Critica al Coordinamento Anticapitalista Versiliese, sono stati tanti gli uomini che si sono uniti al loro grido di protesta, in primis il senatore Milziade Caprili capogruppo consiliare di opposizione, e pure l’Associazione Transgenere, rappresentata di persona dalla sua leader Regina Satariano. “Berlusconi fa rima con…dimissioni”, e per le “ladies”, giovani e meno giovani, la fine del governo attuale è un obiettivo fondamentale:

“Non è un sogno irrealizzabile, siamo indignate – ha affermato al microfono l’ex assessora Cristina Buoncompagni -, anche per le parole dell’analfabeta ministra della Pubblica Istruzione, e battagliere”. Sono donne che lottano, “ e non radical chic”, che si battono contro la precarietà e per i diritti del lavoro. Studentesse, operaie, professioniste e mamme. Donne che, sulla scia del movimento femminista, riprendono il filo della rivoluzione difendendo la loro autodeterminazione: “siamo prostitute e missionarie, siamo lesbiche e madri”, si legge in un volantino, ma non escort e per tutte “si è superato la soglia della decenza, basta con questa rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, non è più tollerabile”. Dimissioni e subito. E nella città del Carnevale il “Caso Ruby tiene banco anche sui carri allegorici.

Le maschere dei protagonisti del presunto scandalo sfileranno infatti per tutti e cinque i corsi: Silvio Berlusconi, gettonatissimo come tutti gli anni, sarà rappresentato in un teatrino sul carro ‘Viaruggine’ di Gilbert Lebigre e Corinne Roger, il direttore del Tg4, Emilio Fede, sarà ospite su “La Bestia” dei fratelli Umberto e Stefano Cinquini, e a Lele Mora, altro protagonista del ‘Rubygate’, sarà dedicata la maschera isolata ‘Marmellata di Mora’ di Rodolfo Mazzone.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 14, 2011 at 12:00 pm  Lascia un commento  
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LUTTO PER LA MORTE DELL’AGENTE ARENA

Si è spento ieri mattina, e con la scomparsa di Romolo Arena, sovrintendente principale della Polizia di Stato, di 82 anni, in pensione di diversi anni, finisce un’epoca storica. Quella del vecchio Commissariato di via Battisti. Era arrivato a Viareggio, come agente della Polfer, nel lontano 1951 poi, nel ’60, era entrato nella squadra di polizia giudiziaria del Commissariato e passato successivamente all’ufficio politico, partecipando a tutti gli eventi legati alla contestazione e arrivando al traguardo, nel 1974, di sottoufficiale. “Arena era uno dei pilastri della famosa squadra politica – ricorda Renzo Lorenzini della Associazione Nazionale della Polizia di Stato, sezione Lombardi -, ha sempre agito con la massima riservatezza e senza mai travalicare i compiti impostigli dalla legge. Sempre rispettoso, educato e ben voluto da tutti”. Un poliziotto, e un cittadino, esemplare con un un buon senso del padre di famiglia, e che il 18 dicembre scorso, in occasione della tradizionale festa di auguri di natale della Polizia al Principe di Piemonte è stato festeggiato, assieme ad altri colleghi, per l’ambìto traguardo del compimento degli 80 anni. “Era felice quella mattina – afferma Lorenzini -, come lo eravamo tutti”. Consapevole della malattia che lo affliggeva Romolo Arena volle comunque presenziare alla cerimonia, salendo sul palco delle premiazioni, rifiutando il sostegno di chi gli era accanto per sorreggerlo, indossando orgogliosamente la sua divisa, quella dell’associazione dei poliziotti in congedo, ed eretto sull’attenti. Gli stessi colleghi, amici e autorità che quella mattina di festa lo applaudirono intensamente, oggi nel suo ricordo lo piangono come tutti quelli che lo hanno conosciuto e stimato per il suo lavoro, e per la sua umanità.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 14, 2011 at 11:00 am  Lascia un commento  
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OMICIDIO A CAMAIORE, LUNEDI L’AUTOPSIA SU ROMANINI

Sarà eseguita lunedi pomeriggio l’autopsia sul corpo di Stefano Romanini, ucciso sotto la sua abitazione in via Battisti a Camaiore. L’esame autoptico è stato affidato dalla Procura di Lucca al medico legale Alessandro Grazzini, e questo, al momento, è l’unico elemento nuovo nel delitto dell’imprenditore 46enne freddato da un killer incappuciato a colpi di pistola. Nessuna novità invece è per ora emersa sul fronte delle indagini, mentre sono al vaglio degli inquirenti le posizioni di alcuni sospetti, che potrebbero aver commissionato il delitto. Commissariato di Viareggio e Squadra Mobile di Lucca, coordinati dal pubblico ministero Fabio Origlio, stanno lavorando giorno e notte alla ricerca di prove: sotto la lente di ingrandimento sia i tabulati telefonici del cellulare della vittima, alla ricerca di una chiamata, o di un messaggio, che possa indirizzare verso la pista giusta, mentre proseguono gli interrogatori e gli accertamenti. L’ipotesi più accreditata è quella che il titolare della Serena Scavi sia stato ucciso per questioni di soldi.

Il fatto di sangue è grave, e ha suscitato non poca preoccupazione e angoscia nella comunità di Camaiore. I funerali di Stefano Romanini, ancora non fissati, dovrebbero comunque tenersi martedi o al più tardi mercoledi della prossima settimana.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

A FUOCO L’AUTO DELLA POLIZIA, L’INCENDIO DELLA VOLANTE E’ SCOPPIATO DURANTE L’INSEGUIMENTO DI DUE LADRI

La fortuna non sempre si schiera dalla parte della legge. Un incendio ha infatti distrutto una volante della Polizia e consentito ai ladri di farla franca. Sono state le guardie giurate della Fidelitas di Lucca a comunicare alla centrale operativa del Commissariato di Polizia di Forte dei Marmi che era scattato l’allarme al negozio di abbigliamento Miu – Miu di Via Carducci. Immediato l’intervento sul posto di una volante e gli agenti hanno  subito intercettato una Bmw station wagon scura i cui occupanti, due persone, responsabili della spaccata appena messa a segno alla vista dell’auto della Polizia sono saliti rapidamente a bordo e hanno iniziato  la fuga per le strade del centro cittadino. Un inseguimento da film, quello della notte scorsa, e nonostante varie peripezie i fuggiaschi sono riusciti ad entrare in autostrada attraverso il casello Versilia, abbattendo la sbarra e prendendo la direzione di Livorno”. Destino ha però voluto che la volante, dopo una fumata dal cofano motore, abbia preso fuoco tanto da rendersi necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Fortunatamente, e forse anche miracolosamente, illesi i poliziotti sono riusciti a trarsi in salvo e a prelevare dall’auto di servizio in fiamme il solo equipaggiamento in dotazione. I malviventi sono riusciti a dileguarsi, ma è stato intanto appurato che le targhe affisse all’auto fuggita erano state asportate ad una macchina di un residente che aveva posteggiato nei pressi del negozio. L’automobilista si è accorto del furto solo la mattina alle 7, quando è sceso di casa per andare al lavoro e ha denunciato la cosa in Commissariato. Il bottino del colpo è ancora in corso di quantificazione, e le indagini per risalire ai ladri sono a 360 gradi.  Forte è comunque l’amarezza del dirigente Enrico Parrini, senza l’incendio, infatti, i suoi uomini sarebbero sicuramente riusciti ad assicurare alla giustizia i due ladri.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 12, 2011 at 9:30 am  Lascia un commento  
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AL PRISCILLA L’ULTIMO SALUTO A BEA

Addio Bea…”. E’ con questo nome che tutti conoscevano Edgar Otto Helmut Schiekfer, la transessuale trovata morta la scorsa settimana nella baracca in pineta, dove viveva al freddo e in solitudine. E l’ultimo saluto le è stato dato al Priscilla di Regina Satariano, allestito come camera ardente. “A niente sono valsi gli aiuti, a niente sono valse le richieste che abbiamo fatto per cercare di salvare un’ esistenza alla deriva – ha affermato Regina a nome del Consultorio Transgenere di cui è presidente -, ero abituata al suo silenzio ma questa volta sentivo un silenzio diverso”. Bea è infatti stata ritrovata morta dopo giorni e giorni, e il responso dell’autopsia è stato “morta per il freddo”. “Avrei potuto fare qualcosa per evitare tutto ciò – si è chiesta Regina -, è possibile morire nella totale indifferenza ?”. Molte le poesie, e gli scritti, letti dagli amici durante la funzione religiosa officiata dal parroco di Torre del Lago: “A tre anni i miei giochi non erano quelli degli altri bambini, ma nessuno mi ha mai regalato una bambola. Di nascosto giocavo con i vestiti e le scarpe della mamma, prima troppo grandi, e poi troppo stretti” Si, perchè Bea, laureata in biologia, scriveva. Fin da piccola. Figlia di due medici tedeschi, rigorosamente cattolici, in quel corpo di uomo non ci si è mai riconosciuta.

“Beati i perseguitati….perchè di essi è il regno dei cieli”, questo il passo del Vangelo scelto dal sacerdote e Bea è stata benedetta prima del suo ultimo viaggio, “per un mondo migliore”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 12, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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OMICIDIO, E’ CACCIA AL KILLER: SI SCAVA NEGLI AFFARI DI ROMANINI

Ancora nessuna traccia del killer che martedi mattina ha freddato Stefano Romanini sparandogli 15 colpi a sangue freddo sotto la sua casa in via Cesare Battisti, in pieno centro a Camaiore. La polizia sta dando la caccia a un uomo alto e magro, un killer non professionista, forse dell’est, ingaggiato da un mandante, che ha sparato all’impazzata, con sei colpi su quindici andati a segno: due all’addome, due al braccio e al fianco destro. Le indagini, da ieri, sembrano aver preso una precisa direzione, il cerchio si starebbe infatti per stringere: movente passionale escluso, e pure la mano della criminalità organizzata, per gli inquirenti – Commissariato di Polizia di Viareggio e Squadra Mobile di Lucca, coordinati dal pubblico ministero Fabio Origlio – la pista giusta sarebbe infatti quella economica. L’avvertimento a colpi di pistola contro la sua vecchia jeep poco prima di Natale, non denunciato dalla vittima, e lo scritto consegnato dalla moglie agli uomini dell’Anticrimine contenente la “confidenza” del suo timore che gli succedesse qualcosa di brutto, sono due elementi sui quali gli investigatori puntano la loro attenzione. In quella sorta di lettera ci sarebbe infatti un nome preciso. Tra le persone interrogate, oltre ai parenti e le persone che in un modo o in un altro hanno avuto a che fare per lavoro con Romanini, c’è anche il cugino Roberto – ex socio nella R.B. Escavazioni – che la mattina del delitto si trovava a Torino: un personaggio chiave? Forse, e come persona informata sui fatti. Le loro strade lavorative, per qualche dissapore noto a tutti, si sono divise la scorsa estate, quando Roberto rimane nella R.B. e Stefano costituisce, a nome della figlia maggiore, la Serena Scavi. Gli investigatori stanno cercando di capire che odiasse Stefano Romanini a tal punto da ucciderlo, o se chi ha sparato avesse invece solo l’intenzione di gambizzarlo. La vittima era forse finita nelle mani dell’usura? Dietro all’omicidio c’è forse qualche creditore? Tra i dati certi quello che il sicario conoscesse bene la zona: scappato a piedi in via Fonda si è poi dileguato imboccando strade non trafficate. Mentre si attende che venga fissata la data dell’autopsia la famiglia fa appello a chiunque possa fornire elementi utili all’indagine di rivolgersi alla Polizia.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on febbraio 11, 2011 at 12:45 pm  Lascia un commento  
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