

Un agguato in piena regola, una vera e propria esecuzione a sangue freddo con quindici colpi di pistola. Un intero caricatore. Il killer, incappucciato e armato, lo ha aspettato sotto casa e quando l’imprenditore è uscito per dirigersi alla sua auto, una Golf grigia parcheggiata di fronte, ha iniziato a sparare e per Stefano Romanini, 46 anni, non c’è stato niente da fare. Colpito dai numerosi proiettili esplosi a distanza ravvicinata dal suo assassino, l’uomo si è accasciato in terra in una pozza di sangue ed è morto poco dopo il suo arrivo all’Ospedale Unico “Versilia”. Alba di sangue ieri mattina nella centralissima via Battisti a Camaiore, di fronte al noto ristorante Il Centro Storico. L’imprenditore, titolare di una ditta di escavazioni, la Serena Scavi, ex Escavazioni di Stefano Romanini, sposato da 26 anni con Giuliana Pellegrini, casalinga, e padre di due ragazze di 26 e 22 anni, Serena e Stella, è uscito per andare a lavorare, come ogni mattina, ignaro che ad aspettarlo sulla strada ci fosse il suo carnefice: alto, magro, vestito di nero, cappuccio in testa e in pugno una pistola calibro 9. La prima persona a dare l’allarme è stata la moglie di Romanini, che sentendo i colpi di pistola si è affacciata alla finestra e ha visto il killer fuggire a piedi imboccando via Fonda per poi dileguarsi senza lasciare traccia. La donna, sotto choc, è scesa in strada dal marito che agonizzava a terra: “Mi sento affogare”, sono state le uniche e ultime parole dell’uomo colpito a morte dai proiettili. Nonostante il tempestivo intervento di un’ambulanza del 118 che lo ha trasportato immediatamente al Pronto Soccorso, Stefano Romanini è morto poco dopo il suo arrivo al nosocomio versiliese. Sul posto le volanti del Commissariato di Polizia di Viareggio, a cui sono affidate le indagini, e i reparti della Scientifica che hanno eseguito i primi rilievi balistici. L’auto di Romanini, dietro alla quale la vittima ha cercato di trovare riparo dalla furia omicida del suo assassimo, è stata completamente crivellata dagli spari. Sono esattamente quindici i colpi di pistola, una calibro 9, esplosi dal killer. Secondo quanto trapelato, poco prima del Natale scorso, la vittima avrebbe subito dei danneggiamenti alla sua auto. Un avvertimento? Gli inquirenti per il momento non escludono alcuna pista, e in particolar modo indagano nell’ambito lavorativo dell’imprenditore, freddato a bruciapelo. Una modalità questa che porta ad escludere una rapina, e fa ipotizzare una esecuzione, con tanto di mandante.
La cognata sotto shock: “Non si uccide per soldi”
“Non si uccide per soldi, ma per favore non fatemi dire altro”. Non crede a quanto accaduto e non si dà pace Simonetta Pellegrini, sorella della moglie della vittima. Sconvolta e sorretta dal marito Giuliano Moriconi, tra i primi ad arrivare in strada per prestare soccorso, quando arriva sul luogo dell’orrore dove da poco meno di un’ora si è consumato il delitto la cognata della vittima tiene stretta in mano la foto del matrimonio di sua sorella. “Non riesco a spiegarmi il perchè di questa cattiveria nei suoi confronti – afferma la donna, che fa volontariato con alcune associazioni di Camaiore -, erano una famiglia felice, con due figlie splendide”. “Il lavoro aveva ricominciato a girare – ha precisato il cognato Alberto Pellegrini, che lavora nel settore edile, ascoltato insieme ad altri parenti in Commissariato – , proprio la sera prima mi raccontava di una nuova commessa, ed era contento”. Un fulmine a ciel sereno quanto accaduto alle prime luci dell’alba sotto casa e tutti, inclusi i vicini, sono esterrefatti: “ Non ho sentito i colpi di pistola, dormivo, ma quanto successo è inaudito. Romanini era una persona tranquillissima”. A dirlo è Michele, un vicino geologo, e le sue parole fanno eco a quanti lo conoscevano: ”la sua è una famiglia normale – aggiunge Donatella – tutto questo sembra una scena da Far West, un film”.
Passati al setaccio la vita e il lavoro
Dalla Procura e dalla Polizia, che conduce le indagini, bocche cucite, nessuno si sbilancia. Unici dati certo che l’ omicida sembra essere un killer professionista, un esperto che è riuscito a colpire mortalmente l’uomo, ferendolo agli arti, all’addome e alla schiena, anche se alcuni dei quindici proiettili sparati sono finiti nell’auto, infrangendo i vetri degli sportelli laterali e del lunotto posteriore, sul muro e sulla porta del magazzino – cucina del ristorante davanti al quale la Golf era parcheggiata e che la vittima aveva ricevuto un avviso di garanzia a seguito della frana al Mirteto, dove il 31 ottobre scorso perse la vita un camionista 48enne, Aldo Manfredi. Stefano Romanini, con la sua ditta di escavazioni, aveva eseguito i lavori ma il dirigente della Squadra Mobile di Massa esclude, almeno per il momento, che l’omicidio sia da collegare all’inchiesta della Procura massese sulla frana. Le ricerche dell’assassino, proseguite fino a notte, hanno dato esito negativo, e gli inquirenti viareggini, che hanno perquisito sia l’abitazione che la sede della ditta di escavazioni, stanno indagando a 360 gradi. Nel pomeriggio, negli uffici del Commissariato, sono state sentite le due figlie Serena e Stella, oltre ai soci e ai dipendenti della ditta della vittima. Grazie ai racconti e alle sensazioni delle persone più vicine a Romanini gli inquirenti tentano di ricostruire i rapporti personali e gli affari, per cercare di individuare i motivi che possono aver portato al delitto.
“Episodi così non fanno parte del territorio”, le parole del primo cittadino Giampaolo Bertola
”Da quello che mi hanno riferito potrebbe essere un regolamento di conti. Episodi simili non fanno parte del costume del nostro territorio”, ad affermarlo è il primo cittadino di Camaiore Giampaolo Bertola, informato dell’ omicidio mentre era a Lucca per una riunione in prefettura. “Non aveva mai lavorato per il comune – ha precisato il sindaco, aggiungendo di non aver mai conosciuto personalmente Romanini e di aver solo ricevuto un depliant della sua azienda specializzata nella lavorazione di terra armata compressa utilizzata per certi particolari lavori stradali.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)