Chiudere il caso Franceschi entro maggio, conoscendo la precisa causa della morte, e arrivare se necessario dopo i tre gradi di giudizio alla Corte Suprema dell’Aia. Queste le intenzioni dichiarate dal presidente del consiglio provinciale di Lucca Giovanni Gemignani dopo aver incontrato il console italiano Luciano Barillaro a Nizza. All’incontro ha dovuto dare forfait per motivi di salute il sindaco di Viareggio Luca Lunardini, mentre era presente la mamma di Daniele Cira Antignano insieme ai suoi legali Aldo Lasagna e Maria Grazia Menozzi. La delegazione ha portato all’attenzione del console innanzitutto il fatto che gli organi espiantati al viareggino morto nel carcere di Grasse si trovino ancora segregati dalla magistratura in terra francese. La famiglia e le istituzioni vogliono conoscere il grado di conservazione degli organi dopo sei mesi. I legali hanno pronta un’istanza in merito, nella quale potrà essere inserita la disponibilità degli organi da parte dei loro periti. Gemignani ha dichiarato che le iniziative che si stanno svolgendo sono concertate con la Farnesina e crede di poter avere i incontro con il capo dello Stato Giorgio Napolitano che è informato dell’oscura vicenda che ha avuto come vittima Daniele Franceschi. “Purtroppo bisogna attendere – ha sottolineato – in quanto il presidente è assorbito dalle vicende del Nord Africa e dai problemi della politica nazionale”. Il console ha lasciato intendere che sono emerse delle responsabilità, soprattutto riguardo la non attenzione iniziale allo stato di sofferenza evidenziato negli ultimi giorni in carcere da Franceschi che lo ha portato al decesso ancora senza cause. Il presidente dell’assise provinciale riferirà sull’incontro di Nizza nel consiglio del 22 marzo.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)