INCIDENTE PROBATORIO PER LE SCOMPARSE, E’ LA RICHIESTA DELLA DIFESA DEI LEGALI CHE ASSISTONO MASSIMO REMORINI. IL PM POLINO FA RICORSO AL RIESAME CONTRO IL GIP, SOSTENENDO PER I DUE ARRESTATI ANCHE L’ACCUSA DI OMICIDIO

Incidente probatorio ex articolo 391 bis, comma 11, del Codice di Procedura Penale. La richiesta da parte degli avvocati Giorgio Paolini e Carlo Di Bugno, legali di Massimo Remorini, è stata depositata due giorni fa alla cancelleria del Giudice per le Indagini Preliminari di Lucca dottoressa Marcella Spadaricci. Il 4 marzo scorso, a mezzo di una raccomandata e nell’ambito delle loro indagini difensive, i due legali avevano convocato David Paolini, figlio e nipote di Claudia Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, le due donne scomparse dal campo di via dei Lecci a Torre del Lago. Ma l’avvocato Alberto Consani, che tutela il ragazzo, aveva risposto che il suo assistito non sarebbe andato e non avrebbe risposto alle domande che la difesa dell’indagato – attualmente ancora in carcere a San Giorgio con le accuse di circonvenzione di incapace, sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e sottrazione e distruzione di cadavere – gli avrebbe voluto porre. Sulla richiesta di incidente probatorio spetta al Gip la decisione. Sarebbero troppe, nel racconto di David Paolini, le contraddizioni e gli avvocati Giorgio Paolini e Carlo Di Bugno hanno chiesto di poter ascoltare il ragazzo, “certi che il giovane sia in grado di aiutare a chiarire molti aspetti che ruotano intorno alla vicenda, iniziando dalle frequentazioni del campo di via dei Lecci dove Claudia Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro vivevano, visto che nel terreno viveva anche David”. E anche per capire i rapporti intrattenuti dal giovane, oltre che con Remorini, con la badante Maria Casentini, attualmente agli arresti domiciliari, e con Francesco Tureddi, da qualche settimana “pentito” e grande accusatore dei due. “La limitazione di libertà e i maltrattamenti in famiglia presupposti – affermano gli avvocati Paolini e Di Bugno – si sarebbero estrinsecati in un luogo che si può altamente presumere fosse frequentato anche dal testimone di cui si chiede l’esame”. Il terreno, poi, sarebbe stato frequentato anche da altre persone, che secondo la difesa potrebbero conoscere elementi importanti per venire a capo del giallo. Quanto all’appello presentato dal Pm Sara Polino, titolare del fascicolo di indagine, contro l’ordinanza del Gip Marcella Spadaricci che non avrebbe accolto alcune richieste, il Tribunale del Riesame di Firenze ha fissato per il 4 aprile prossimo la data dell’udienza in Camera di Consiglio. Le ricerche dei resti delle due donne, e del bidone dove “Cecchino” Tureddi – indagato per favoreggiamento – ha riferito agli inquirenti che Remorini e la Casentini avrebbero bruciato i corpi di Velia e Maddalena e che lui avrebbe gettato, avvolto in un coprimaterasso, in un cassonetto nella zona del Pollino, proseguono senza sosta anche in discariche fuori regione. Per ora, però, senza che siano state trovate tracce utili alle indagini.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

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