Il papà di Samuele Tofanelli, Marco, ieri è sceso a Napoli per l’autopsia sulla salma del figlio. Autopsia, però, dalla quale trapela poco, se non la causa del decesso per arresto cardio-circolatorio. Fondamentale, a questo punto, per determinare l’esatta causa della morte del 20enne torrelaghese sarà l’esito dei prelievi istologici ed ematologici che dirannno se e cosa abbia eventualmente assunto il ragazzo. Quale mix di sostanze lo abbia stroncato provocandogli l’arresto lo si saprà solo nei prossimi giorni, come confermato dalla dirigente della sezione narcotici della Questura di Napoli, dottoressa Mandara, e dal sostituto procuratore che sta coordinando le indagini, dottoressa Maria Laura Morra. E proprio il pm Morra questa mattina dovrebbe rendere libera la salma per la restituzione ai genitori. Che hanno già annunciato l’intenzione di svolgere il funerale domani pomeriggio nella chiesa di Torre del Lago. Intanto sul fronte delle indagini gli inquirenti partenopei non tralasciano alcun dettaglio e continunano a lavorare sulle ipotesi fino ad oggi più accreditate: quella di omissione di soccorso da parte dei due compagni di stanza di Samuele, visto che secondo quanto ricostruito dai medici del 118 intervenuti sul posto il giovane, se fosse stato soccorso prima, avrebbe potuto essere salvato. L’altra ipotesi di reato sulla quale si sta indagando è quella di morte in conseguenza di altro reato, per solo uno dei due compagni di camera della vittima. Quest’ultimo avrebbe raccontato agli investigatori napoletani di aver avuto contatti, anche telefonici, con lo spacciatore di Scampia – che si sta cercando di rintracciare – dopo averlo conosciuto in estate in Versilia. I due giovani indagati, di 23 e 25 anni, uno viareggino l’altro lucchese, da lunedi non si sarebbero presentati alle lezioni serali del Passaglia. Anche altri compagni avrebbero fatto lo stesso. In molti ricordano la vivacità e l’apertura di Samuele, il suo essere sportivo ( portiere in una squadra di calcio ), il corso da bagnino e la voglia di fare il volontario alla Misericordia. L’8 marzo aveva portato fiori a tutte le impiegate della scuola.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)