TENTATI DUE COLPI IN UNA NOTTE

La dinamica del tentato furto in una villa tra Vado e Gello è ancora tutta da ricostruire. Ma se il colpo non è andato a segno è grazie alla presenza sul territorio delle volanti del Commissariato di Polizia di Viareggio, diretto da Leopoldo Laricchia che ha fatto intensificare i servizi. Prevenire il crimine, prima che reprimerlo l’obiettivo principale dei controlli, dando maggiore sicurezza ai cittadini, soprattutto in quelle zone più isolate e “facile preda” dei malviventi. I topi d’appartamento avevano preso di mira la dimora di un medico sulle colline sopra Camaiore, e notte tempo, alle 2 inoltrate di ieri, sono riusciti a penetrare all’interno della casa, eludendo l’allarme, mentre i proprietari stavano dormendo nelle loro camere. Svegliata da strani rumori nel cuore della notte la famiglia ha subito allertato le Forze dell’Ordine, contattando la centrale operativa del 113 e i poliziotti che si trovavano in zona per un servizio di pattugliamento sono subito intervenuti. I ladri, accortisi che i proprietari di casa si erano svegliati, e temendo di essere colti in flagrante, hanno arraffato le poche cose che sono riusciti a prendere, mettendole in un sacco, e se la sono data a gambe levate, fuggendo attraverso i campi che circondano la villa, per poi abbandonare su un prato la refurtiva che è stata ritrovata e recuperata dagli agenti. Poche ore più tardi, ignoti, hanno anche cercato di forzare lo sportello bancomat della Cassa di Risparmio di Lucca in via Montramito, nel comune di Massarosa, ma anche in questo caso il colpo non è andato a segno. Scattato l’allarme i ladri sono fuggiti prima di riuscire nel loro intento, prima dell’arrivo delle Guardie Giurate e della Polizia. In entrambi i casi sono in corso le indagini da parte degli uomini del Commissariato di Viareggio, i cui reparti scientifici hanno già provveduto a rilevare le impronte digitali. Per il tentativo di furto al bancomat sono state acquisite anche le immagini delle telecamere di video – sorveglianza.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on marzo 23, 2011 at 9:15 am  Lascia un commento  
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SCOMPARSE, DUE INTERROGATORI

Continua senza sosta il lavoro degli inquirenti, impegnati ancora a risolvere il caso delle due donne scomparse dal campo di Torre del Lago. Nessuna traccia è infatti stata trovata dei corpi di Claudia Velia Carmazzi e di Maddalena Semeraro. Maria Casentini, difesa dall’avvocatessa Rita Donetti dello studio legale Ciniglio e agli arresti domiciliari per la sparizione di madre e figlia, dopo essersi avvalsa della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia dello scorso mese, non si è presentata in Procura, dove doveva essere ascoltata dal Pubblico Ministero Sara Polino titolare del fascicolo di indagine, adducendo motivi di salute. Il Pm conta però di ascoltarla in tempi brevi, anche se la data non è ancora stata fissata. Per gli inquirenti la Casentini, badante dell’anziana Maddalena, e da quanto emerso anche amante di Massimo Remorini, in carcere a San Giorgio dal 21 febbraio scorso, sarebbe un personaggio chiave in tutta la vicenda, e dal suo interrogatorio la Procura spera di raccogliere elementi utili per ritrovare almeno quel che resta dei corpi delle due donne. Intanto i militari dell’Arma, nelle ultime ore, avrebbero ascoltato come persone informate sui fatti il titolare di un albergo di Viareggio e un affittacamere della frazione pucciniana dove Remorini avrebbe sistemato madre e figlia prima di trasferirle nel terreno di via dei Lecci.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on marzo 23, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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RAPINA ALLA CONAD, DUE BANDITI ARMATI DI PISTOLA FANNO IRRUZIONE E PORTANO VIA 8MILA EURO

Colpo al supermercato. Quasi all’ora di chiusura. In due, armati entrambi di pistola, probabilmente giocattolo, hanno fatto irruzione all’interno della Conad di Via Filzi, all’ex Campo di Aviazione, e dopo aver minacciato un’anziana cardiopatica che era ad una delle due casse per pagare la spesa puntandole la pistola alla tempia e le due cassiere si sono fatti consegnare l’intero incasso della giornata. Oltre ottomila euro. Panico tra i clienti presenti nel negozio, circa una decina, e tra i vari dipendenti, che hanno assistito impotenti alla scena da Far West, con due banditi col volto coperto da un passamontagna che con la minaccia di fare fuoco sono riusciti ad impossessarsi del denaro contante e si sono dileguati in tutta fretta a bordo di una Opel Corsa nera, parcheggiata lì vicino, con alla guida il terzo complice. Immediato l’allarme al 113 e sul posto sono confluite a sirene spiegate due volanti del Commissariato di Polizia di Viareggio, oltre ad una pattuglia dei carabinieri della Radiomobile. La caccia ai tre fuggiaschi, con posti di blocco sulle maggiori arterie, dalla vicina Aurelia in direzione di Pisa alla superstrada e all’autostrada A12 e A11, sono proseguite per ore, ma della banda dei rapinatori nessuna traccia. Difficile, almeno per il momento, risalire all’identità dei rapinatori, nessuno dei presenti nel negozio ha infatti potuto descriverli. Le indagini sono a tutto tondo, anche se gli investigatori confidano nelle telecamere posizionate sulla rete stradale che potrebbero aver ripreso la vettura, e la targa. L’anziana cardiopatica minacciata alla cassa, per lo spavento, ha avuto un malore e ha perso i sensi, cadendo svenuta a terra, ma fortunatamente non è stato necessario trasportarla al Pronto Soccorso, il personale dell’ambulanza del 118 intervenuta l’ha assistita sul posto. Un colpo, quello messo a segno, da Bronx, avvenuto in un quartiere residenziale e tranquillo e che ha destato molta paura tra i residenti.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on marzo 22, 2011 at 12:30 pm  Commenti (1)  
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ARRESTATO AL CORSO, DIETRO LE TRIBUNE: IN MANETTE UN 33ENNE

Poteva finire anche peggio, ma per fortuna il carabiniere aggredito ha subito solo contusioni e lesioni, anche se guaribili in dieci giorni, salvo postumi. Il fattaccio è accaduto mentre sui viali a mare sfilavano i giganti della carta pesta, all’incirca verso le 17.30 del pomeriggio di domenica. L’uomo, un 33enne originario della Tunisia e regolarmente in possesso sia di permesso di soggiorno che della residenza nel comune di Viareggio, operaio nel settore edile ma con precedenti penali alle spalle, ubriaco come una spugna, e barcollante, si è avventato contro un militare dell’Arma della Stazione di Torre del Lago che era in servizio sotto alle tribune del Carnevale. Calci, pugni, e senza motivo alcuno, come una vera e propria furia umana in preda ai fumi dell’alcol, tanto che per placcarlo, e ammanettarlo, è stato necessario l’intervento sia dei colleghi che di alcuni agenti del Commissariato di Polizia di Viareggio che erano sul posto. Caricato sull’auto di servizio e portato in caserma, per Slim Ben Mbaraka è scattato l’arresto, convalidato ieri mattina dal giudice monocratico del Tribunale di Viareggio.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on marzo 22, 2011 at 12:00 pm  Lascia un commento  
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“NON E’ OMICIDIO VOLONTARIO”, ECCO LE MOTIVAZIONI CON CUI IL GIP HA RESPINTO LA RICHIESTA DEL PM PER REMORINI E CASENTINI. CONTRO LA DECISIONE E’ STATO PRESENTATO RICORSO IN APPELLO AL TRIBUNALE DEL RIESAME

Omicidio volontario aggravato?. La decisione, dopo l’appello del Pm all’ordinanza del Gip, è in mano ai giudici fiorentini del Tribunale del Riesame. La Procura, come si legge negli atti del Pubblico Ministero Sara Polino, ha avanzato la richiesta al Giudice delle Indagini Preliminari Marcella Spadaricci per Massimo Remorini e Maria Casentini, entrambi già sotto misura cautelare degli arresti – in carcere il primo e ai domiciliari la seconda per sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, circonvenzione di incapace e sottrazione e distruzione di cadavere – affermando che “sussistono gravi indizi di colpevolezza”. Ma l’ipotesi che i due abbiano posto in essere, in concorso tra loro, condotte volte a cagionare la morte di Claudia Velia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro, per poi distruggerne i corpi, formulata il 22 febbraio scorso con la richiesta di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario, già respinta una prima volta dal Gip con un provvedimento del 15 febbraio non ritenendo che sussistessero sussistenti indizi di colpevolezza, è stata nuovamente rigettata dallo stesso giudice con l’ ordinanza del 24 dello stesso mese. L’assenza di notizie sulle cause del decesso delle due scomparse, secondo il Gip, e l’assenza anche di notizie precise sul loro stato di salute pregresso, “non consentono di formulare una ipotesi di accusa tanto grave, pur permanendo fondati sospetti in tal senso, almeno per quanto attiene la morte della Semeraro, avvenuta successivamente a quella della figlia”. I nuovi elementi rilevati dal Pm – ossia le dichiarazioni rilasciate da “Cecchino” Tureddi ai carabinieri, anche lui indagato nel procedimento, che ha riferito in modo dettagliato le modalità di soppressione dei cadaveri, descrivendo particolari raccapriccianti, aggiungendo di aver appreso da Remorini e dalla Casentini che le due donne non erano morte di morte naturale ma uccise da loro stessi – a parere della dottoressa Spadaricci non sono idonei a cambiare il quadro indiziario, e a giustificare una misura cautelare per omicidio. Le dichiarazioni di Francesco Tureddi, secondo il Giudice delle Indagini Preliminari, lascerebbero qualche margine di dubbio sulla loro rispondenza al vero: “pare incredibile – si legge nell’ordinanza – che l’imprudenza di Remorini sia arrivata a tal punto di lasciare incustodito il campo dove si stava consumando l’incenerimento del corpo della Semeraro, senza accertarsi che l’ ‘opera’ fosse portata a compimento”. Come anche il fatto che i due indagati abbiano riferito al Tureddi di essere gli assassini delle due donne, senza però riferirgli la modalità con cui avrebbero compiuto il duplice omicidio. Anche se le dichiarazioni di “Cecchino” troverebbero una qualche conferma in quanto dichiarato da Donatella Raffaelli il 3 dicembre 2010 quando aveva riferito di aver visto al campo un bidone che era stato usato per bruciare qualcosa e dal quale proveniva un odore nauseabondo. Poi ci sono gli accertamenti dei Ris, sul Berlingo dove Tureddi ha detto di aver caricato il bidone dove le due donne sarebbero state bruciate, sul cassonetto della spazzatura dove lo stesso lo avrebbe gettato e sulla sedia a rotelle dell’anziana Maddalena che hanno dato esiti negativi: “nessuna traccia ematica o verosimili resti combusti umani”. I corpi delle donne, la cui scomparsa ormai da troppi mesi fa presumere con certezza che non siano più vive, i loro resti, o le ceneri al momento non sono stati ancora ritrovati. E sarà molto difficile, se non impossibile, rinvenirli e accertare, di conseguenza, come Velia e Maddalena siano morte. Iniezioni di novalgina – come affermato da Tureddi -, colpite da un badile? Il mistero è ancora fitto, e le indagini sono ancora in corso. Ora la parola, sull’ipotesi di omicidio volontario, passa al tribunale di Firenze che dovrà accogliere, o respingere, l’appello del Pm.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on marzo 20, 2011 at 9:45 am  Lascia un commento  
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QUATTRO MESI PER LA RIABILITAZIONE

La sanità pubblica? Un disastro, spesso. Soprattutto nella tempistica delle prestazioni. E a farne le spese sono sempre i più deboli. Anziani in particolar modo. L’ultimo caso, e purtroppo non isolato, è quello di una coppia, lui di settantacinque anni e lei di sessantacinque. I due, il 18 dicembre scorso, stavano percorrendo in bicicletta la rotonda della stazione vecchia, e a causa dell’asfalto completamente ghiacciato per la nevicata del giorno precedente erano rovinati a terra. L’uomo, a parte una ferita al polpaccio, non si era fatto un gran male, la donna invece si era fratturata sia la tibia che il perone sinistri. Dopo tre mesi di gesso – e sul referto rilasciato dal reparto di ortopedia e traumatologia dell’Ospedale Unico “Versilia” sta scritto nero su bianco “guarita con postumi” – l’anziana signora ha però ancora dei grossi problemi di deambulazione tanto che il  medico è stato costretto a prescriverle una serie di sedute di terapie riabilitative. Contattato il Cup è arrivata però l’amara sorpresa: la data del primo appuntamento è per il 25 luglio. “Per quel periodo penso proprio che le terapie non mi serviranno più a niente – scrive la donna in una lettera aperta al direttore generale e al direttore sanitario della Asl 12, e per conoscenza al primo cittadino di Viareggio Luca Lunardini – , e spero che la mancata effettuazione di quanto mi è stato prescritto dall’ortopedico dell’ospedale non mi danneggi nel camminare, visto che ad oggi non posso stare ancora in piedi e posso effettuare solo alcuni passi”. A pagamento, a 50 euro minimo a seduta, il posto lo si troverebbe immediatamente. Ma come può un’anziana casalinga, a carico totale del marito pensionato, e con un figlio convivente che lavora solo durante la stagione estiva, permettersi di pagare così tanto? La richiesta disperata, che lanciamo anche attraverso il nostro quotidiano, è quella di trovare una soluzione. Se non immediata, almeno in tempi brevi.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on marzo 20, 2011 at 9:30 am  Commenti (1)  
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PRESO LADRO DI RAME

L’oro rosso ancora una volta alla ribalta della cronaca locale. Sono stati gli agenti del Commissariato di Polizia di Viareggio a scoprire e denunciare il ladro. Il furto, ad opera di ignoti, di canale e pluviali del tetto dell’asilo nido “Balu” al Varignano risale alla notte del 17 marzo scorso e le indagini, avviate immediatamente, e coordinate dal dirigente Leopoldo Laricchia, hanno permesso di individuare, in meno di 48 ore, il malvivente, G.P. di 20 anni originario di Viareggio, che dopo aver ripiegato le canale in 18 matasse, le aveva nascoste nei pressi della propria abitazione. Tutto il rame recuperato, ammontante a circa 130 chili, se venduto avrebbe fruttato al malfattore circa 500 euro e per il giovane è scattata la denuncia a piede libero.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on marzo 20, 2011 at 9:15 am  Lascia un commento  
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AGGREDITO UN CANE

Brutta avventura, fortunatamente finita nel migliore dei modi, quella accaduta ieri al comandate della Polizia Municipale di Viareggio Vincenzo Strippoli. L’ufficiale si trovava in via Zanardelli di fronte al supermercato Dico assieme al suo cane, quando improvvisamente il quattro zampe è stato aggredito da un altro cane di proprietà di un clochard. Il capo dei vigili urbani viareggini, che è riuscito a separare gli animali senza che nessuno si ferisse, ha fatto intervenire i suoi agenti che hanno sequestrato il meticcio del barbone, senza guinzaglio e museruola. Per l’ animale, richiuso al canile in attesa di nuovo affidamento, lanciano un appello le associazioni affinchè il sindaco Lunardini riaffidi il cane al clochard.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on marzo 20, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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IBI DIVENTA MAMMA E TORNA A SORRIDERE

Fiocco celeste al “Versilia”: la vita dopo la morte. La speranza, quella di un futuro migliore, dopo tanto dolore. Quello della tragedia ferroviaria del 29 giugno 2009. Hamza Mehbi, figlio di Ibi Ayad l’unica superstite della famiglia marocchina sterminata dall’esplosione del treno cisterna carico di GPL e di Hicham Mehbi, anche lui marocchino, è venuto alla luce ieri mattina alle 8.45 nel reparto di ginecologia diretto dal primario Giovanni Paolo Cima, che ha seguito passo passo tutta la gravidanza. Al piccolo morettino, di oltre tre chili e mezzo, è stato dato il nome del fratello 17enne di Ibi morto tra le fiamme in quella notte di inferno per cercare di salvare la sorellina Iman, di soli 4 anni,  e i genitori Mohammed Ayad e Aziza Abou Talib. ”Ho chiamato il mio bimbo come mio fratello – ha affermato Ibi appena tornata in camera dalla sala parto – perchè così sarà come chiamare ancora una delle persone della mia famiglia che ho perso quella notte maledetta per la quale mi auguro sia fatta giustizia in fretta e quando avrò un secondo figlio lo chiamerò come mio padre”. Dopo dodici ore di travaglio, e un parto naturale, la felicità è dipinta sul volto di Ibi: è felice la neo mamma e stringe a sé il suo piccolo “fagotto” con i capelli nero ebano e due occhioni scuri che fanno innamorare. “Voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato fino ad oggi anche se non e’ facile, ogni giorno, dover vivere senza più la famiglia e le persone care che mi avevano aiutato a crescere – sono state le sue prime parole. Per lei, da ieri, è iniziata una vita nuova, a tre: “quando l’ho visto uscire, e ho sentito il suo pianto, ho quasi avuto paura a prenderlo in braccio, ma è stato solo un attimo e la voglia di toccarlo, stringerlo, coccolarlo e baciarlo è stata grande. Ho provato una gioia immensa e la prima persona a cui ho pensato è stata mia mamma. Poi a mio padre e ai miei fratelli”. Lei, ancora bambina e già madre, il simbolo che la vita continua, questo figlio lo ha cercato e voluto, e lo crescerà con amore. Lo stesso che i suoi genitori le hanno dato, e insegnato. Persone per bene, venute in Italia per un dare alla propria famiglia un futuro migliore, e che qui hanno trovato la morte, per colpa di un treno assassino. Ma oggi tutto ricomincia, è la vita a vincere. E il piccolo Hamza sarà un viareggino DOC: “dopo mamma e babbo imparerà di sicuro a dire “delafia” – scherza Ibi -, e gli piacerà il Carnevale come a me”. La notizia della nascita in poche ore ha fatto il giro del mondo, dalla nonna di Ibi che vive in Marocco allo zio che lavora a Parigi, e tutti si sono stretti attorno alla felicità della neo mamma, dal sindaco Luca Lunardini, che proprio ieri mattina ha firmato per lei l’elargizione economica prevista dalla legge Viareggio per le famiglie delle vittime della strage, all’associazione “Il Mondo che Vorrei”, che a nome della sua presidente Daniela Rombi ha espresso grande gioia: “Dopo tanto dolore e disperazione questa nuova vita è un meraviglioso segno che ci scalda il cuore, è una grande emozione per tutti, e tutti ne avevamo bisogno”. L’augurio da parte di tutta la redazione del Nuovo Corriere della Versilia al piccolo Hamza, a mamma Ibi e a babbo Hicham, è quello di tanta felicita. Quella che meritano, dopo tanto dolore.

(Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Foto di Raffaele Carnevale

Pubblicato in: on marzo 19, 2011 at 10:00 am  Lascia un commento  
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UNA FOLLA COMMOSSA PER SAMUELE, IL PARROCO AI FUNERALI DEL RAGAZZO “QUANTO ACCADUTO SIA DI INSEGNAMENTO”. INTANTO PROSEGUONO LE INDAGINI

Una folla commossa ha dato l’addio ieri, nella chiesa di San Giuseppe a Torre del Lago Puccini, al giovane Samuele Tofanelli, il ventenne deceduto durante una gita scolastica a Napoli lo scorso venerdì. Sono stati moltissimi infatti coloro che hanno voluto salutare per l’ultima volta il giovane tragicamente scomparso e portare solidarietà e condoglianze ai suoi familiari per i quali dolore e disperazione sono ancora troppo grandi per essere in qualche maniera colmati. Durante l’omelia don Andrea, parroco della frazione, ha provato a lenire lo scoramento dei presenti, in modo particolare dei genitori Marco e Simonetta, e della sorella Sara, e ha ricordato Samuele come un giovane “capace di esprimere attenzione con delicatezza alle persone che si affacciavano sul suo cammino” invitando poi i presenti a non limitarsi a distinguere le persone in buoni e cattivi, in un giudizio fin troppo affrettato e che non tiene conto delle situazioni in cui una persona si può trovare nel corso della vita, il parroco ha poi voluto mandare un messaggio forte ai tanti giovani presenti pregandoli di “accogliere quanto accaduto come un vissuto che diventa insegnamento”. Veramente toccanti sono state poi le parole piene di emozione pronunciate in seguito alla benedizione del feretro da alcuni amici che hanno voluto condividere il loro ricordo di Samuele, tutti hanno sottolineato l’animo sempre allegro e sorridente del giovane e il contagioso alone di  gioia che portava la sua presenza, ma il pensiero dei compagni di avventure è andato anche alla famiglia di Samuele che lo ha sempre amato profondamente e alla figlia Azzurra “nella quale la tua essenza continuerà a vivere”, parole di profondo affetto che sono state seguite dai commossi applausi delle centinaia di persone presenti, molti dei quali con i volti rigati dalle lacrime ed ancora sconcertati per una morte tanto tragica quanto assurda ed evitabile. Al termine della cerimonia la bara è stata portata fuori dalla chiesa proprio dagli amici più cari che hanno voluto stargli vicino fino all’ultimo.

Intanto le indagini sulla morte di Samuele Tofanelli da parte della Squadra Mobile e la sezione narcotici partenopee, coordinate dal sostituto procuratore dottoressa Maria Luisa Leila Morra, continuano. Il cerchio si sta stringendo, e gli inquirenti sanno sia il nome che il numero di telefono dello spacciatore di Scampia che ha venduto la droga che ha poi portato alla morte il giovane torrelaghese in gita a Napoli con il corso serale dell’Istituto d’Arte Passaglia di Lucca. Uno dei due indagati, Luca Bigongiari il 23enne accusato di morte come conseguenza di altro reato, la cessione di stupefacente, e omissione di soccorso e difeso dall’avvocato Marcello Taglioli del Foro di Lucca, avrebbe contattato il pusher, che aveva conosciuto in Versilia la scorsa estate. L’altro compagno di stanza di Samuele, un 25enne lucchese del quale per ora non è stata resa nota l’identità, è invece accusato della sola omissione di soccorso. Secondo la ricostruzione degli investigatori Samuele sarebbe morto molto prima della chiamata al 118, mentre i ragazzi sostengono di aver fatto il possibile per soccorrerlo non appena accortisi del malore. “Il ragazzo si è sentito male non appena arrivato in camera – sostiene l’avvocato Emilio Soppelsa, al cui studio si è rivolta la famiglia di Samuele, come parte offesa -, e non è vero che i compagni lo abbiano trovato morto al loro risveglio. Lo hanno messo a letto, sperando che si riprendesse dal malore”. L’ora esatta della morte, ancora incerta, sarà l’autopsia a stabilirla, mentre i risultati tossicologici saranno pronti tra qualche settimana. Anche se sembra che a stroncare la giovane vita dello studente sia stato uno speedball, il micidiale mix di eroina e cocaina, probabilmente anche tagliato male.

(Alberto Pardini e Letizia Tassinari – Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on marzo 19, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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