Un terzo uomo nel giallo delle due donne scomparse dal campo di via dei Lecci a Torre del Lago alla fine della scorsa estate? Sarebbe questa la nuova ipotesi avanzata da uno dei legali delle parti offese. Secondo l’ avvocato Giorgio Nicoletti, che insieme ai colleghi Alberto e Francesco Consani assiste David Paolini, figlio e nipote di Claudia Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, ci sarebbe un altro personaggio coinvolto, con gravi precedenti penali a carico, amico di Massimo Remorini e che per un certo periodo di tempo avrebbe frequentato assiduamente il terreno dove le due donne hanno abitato. L’uomo in questione era tra l’altro stato tirato in ballo, durante un’intervista rilasciata a Rete Versilia in merito alla presunta sparizione di una badante rumena, anche da Francesco Tureddi, indagato nella vicenda per il reato di favoreggiamento. “Abbiamo riferito tutto al Pm Sara Polino – ha affermato l’avvocato Nicoletti – la nostra fonte confidenziale ha infatti indicato questa persona come coinvolta, quanto meno, nell’occultamento dei due corpi”. I legali avrebbero quindi dato un nuovo input agli investigatori, “per arrivare a conoscere, se possibile, la verità”, per il momento, però, la Procura della Repubblica di Lucca, che mantiene il massimo riserbo in merito, pare non credere troppo a questa nuova ipotesi. Secondo Nicoletti, che circa il lavoro svolto fino ad ora da parte degli inquirenti ha avanzato alcune perplessità, puntando il dito anche sul sequestro del terreno in via dei Lecci, eseguito a quasi tre mesi di distanza dalla denuncia di scomparsa di madre e figlia presentata da David a fine settembre, la pista del terzo uomo sarebbe da approfondire, cosi come si sarebbe dovuto indagare più a fondo anche sulla vicenda del suicidio di Carlo Mauro Paolini. I corpi di Velia e Maddalena, se davvero come ha detto “Cecchino” Tureddi sono stati bruciati nel bidone dell’olio e gettati nei cassonetti dell’immondizia, come lo stesso fusto, ormai sarà difficile che si possano trovare, come confermato giorni addietro anche dai responsabili dell’impianto di smaltimento di Pioppogatto. Intanto si attende che venga fissata la data dell’incidente probatorio richiesto dai legali di Massimo Remorini, e che il tribunale del riesame di Firenze decida, il 4 aprile prossimo, sull’appello del Pm all’ordinanza del Gip che aveva disposto le misure cautelari per Remorini e Maria Casentini per vari reati, fra cui il sequestro di persona e la distruzione di cadavere, ma non anche per l’omicidio. Obiettivo della Procura è infatti il riconoscimento delle misure cautelari per il reato di omicidio volontario.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)