Due anni persi, e al secondo anniversario della chiusura del “Pidocchino”, il cinema Centrale di via Cesare Battisti, i comitati per salvare la nota sala d’essay si sono ritrovati ancora. Tutti insieme. E con loro c’erano decine e decine di cittadini, persone interessate alla cultura, quella con la C maiuscola, e alla libera espressione democratica: personaggi del mondo dell’arte, la storica assessora dell’era Marcucci Cristina Boncompagni, l’ex presidente della Fondazione Carnevale Elio Tofanelli e centinaia di persone. Giovani e anziani, che quel cinema lo rivogliono. “Dopo due anni di silenzio né la Parrocchia, proprietaria dell’edificio, né la Curia lucchese, né le Istituzioni hanno fatto niente per garantirne la riapertura”, si legge in un volantino. Ma i comitati non si arrendono, decisi più che mai a continuare la loro lotta e a sottoporre a chi di dovere una proposta concreta per riattivare il Centrale. Uno spazio culturale del quale la città è stata privata. Era il 28 maggio del 2009 quando la sala, unico cinema d’essay di Viareggio, e luogo di incontro, venne chiusa. Nonostante gli impegni, assunti pubblicamente dalla parrocchia di Sant’Andrea, a distanza di 24 mesi è ancora ”buio in sala”. Nelle ultime settimane il comitato ha persino incontrato il vescovo, ma la sua risposta è stata “impossibile riaprire il cinema, i lavori sono troppo costosi”. A partire dalla rimozione del tetto in eternit, di cui proprio il Nuovo Corriere in un suo articolo denunciò la presenza. Per la Curia l’unica via è un progetto di recupero, che però prevede la trasformazione dell’edificio in negozi, uffici e appartamenti, con una piccola sala con destinazione “varia”. Cosa fare allora? “Abbiamo deciso di promuovere una campagna di sottoscrizione – risponde la Boncompagni -, finalizzata alla raccolta di fondi che finanzino i lavori indispensabili alla riapertura del Centrale”. Centomila euro, alla quale tutti sono chiamati a contribuire. Poi inizierà l’accordo pubblico. La proposta è stata inoltrata al parroco, ma la risposta per ora è ancora attesa.
(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)