“SIAMO LA MAGGIORANZA, E COME TALE DOBBIAMO AGIRE”, L’ANALSI DI MILZIADE CAPRILI

“Noi abbiamo vinto e loro hanno perso”: al senatore Milziade Caprili, capogruppo comunista dell’opposizione viareggina, questa frase sta stretta e secondo il suo parere occorrerebbe “una qualche sfumatura da zona a zona”:, anche se “la sostanza  in ogni modo che non cambia”. E’ infatti la sostanza a parlare di un vistoso arretramento e un mancato sfondamento delle due maggiori forze del centrodestra e cioè il Popolo delle libertà e la Lega nelle elezioni provinciali.”Anche a Viareggio – afferma Caprili – si è colta, e in parte era già nell’ aria, una certa inversione di tendenza sulla quale pesano, e non potrebbe che essere così, i pessimi risultati della gestione amministrativa della Città”. La destra, che aveva suscitato tante speranze, non è infatti riuscita a cambiare niente. “Anzi – aggiunge il senatore -, le cose stanno peggiorando avvitandosi su loro stesse e a questo punto converrà alla sinistra e al centrosinistra darsi una rotta da qui alle prossime elezioni amministrative”. Guardando ai numeri a Viareggio il Pd, con Sel, la Federazione della sinistra, l’ Idv e la lista Cittadini per Baccelli hanno messo assieme il 56,50% dell’ elettorato: “Siamo la maggioranza – afferma Caprili – e come tale dobbiamo agire, tenendo ben presente l’ andamento elettorale di questi anni ed il fatto che questo andamento dovrebbe renderci convinti che non si vince per sempre e dividendoci e facendo valere il barbaro detto “fratelli coltelli”. Secondo il pensiero del senatore comunista “il vento è stabilmente cambiato e il ciclo berlusconiano, anche quello minore, sta finendo”. L’importante è ricordarsi che uniti si può vincere? “Vince la sinistra che non discrimina un’altra sinistra”. E questo vale per tutti.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia) 

Pubblicato in: on maggio 18, 2011 at 9:20 am  Lascia un commento  
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I GIOVANI COMUNISTI ESULTANO PER IL RISULTATO

Nell’osservare i risultati elettorali per le elezioni provinciali, oltre a rallegrarci per la vittoria della coalizione di centrosinistra e per i buoni risultati della federazione della sinistra, cogliamo un evidente segnale di collasso per le forze che amministrano Viareggio”. Il commento il day after del trionfo di Stefano Baccelli arriva dai Giovani Comunisti: “nonostante sia sensibilmente aumentata l’affluenza alle urne il Pdl ha ottenuto a questa tornata 6500 preferenze contro le 8300 di un anno fa alle Regionali, e il confronto si fa impietoso se guardiamo al 2008 (12.000 voti e 35%), anno delle amministrative che hanno portato Luca Lunardini ad essere eletto sindaco di Viareggio, e lo paragoniamo all’oggi (6500 voti, 28%)”. Il centrodestra è arrivato ad amministrare la città “sfruttando il malcontento dei viareggini per le tante colpe delle giunte Marcucci”, ma non è certo tirando sempre fuori gli errori dei predecessori che si risolvono i problemi di una città, e questo i cittadini lo hanno capito: “pensiamo concludono i Giovani di Rifondazione, con un 8,2% raggiunto con i Comunisti Italiani – che questa giunta debba prendere atto della propria totale incapacità amministrativa”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on maggio 18, 2011 at 9:15 am  Lascia un commento  
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LO SCOSSONE ELETTORALE, I BALDINIANI VANNO ALL’ATTACCO:”IL SINDACO NON HA MANTENUTO LE PROMESSE”

Il Sindaco Lunardini è passato dal 61,84% dei voti che gli permisero di trionfare nel 2008 al misero 40,26% raccolto dalla sua coalizione in questa tornata elettorale provinciale e da 19.234 preferenze raccolte al ballottaggio di tre anni fa alle 9.388 di quest’anno, con ben 10.000 voti perduti. “Si tratta di un risultato negativo clamoroso – afferma Massimiliano Baldini del Movimento dei Cittadini – che, tuttavia, si giustifica con tre anni di governo che hanno messo in ginocchio Viareggio e Torre del Lago Puccini”. “Questo Sindaco e questa Giunta – aggiunge l’esponente politico dei dissidenti del PdL – non sono riusciti a mantenere nessuna delle mille promesse elettorali: bocciati sui parcheggi e sul piano dei parcheggi, bocciati sul decoro e sulla sicurezza che erano il fiore all’occhiello della campagna elettorale del 2008, bocciati sul turismo con un – 13% delle presenze in due anni, bocciati ancora sul rilancio del porto che, anzi, sarà commissariato, non sono riusciti nemmeno nella finanza creativa, tanto cara alla Giunta precedente, dove hanno cercato di vendere la Cittadella così come fece Marcucci con la Passeggiata, ma hanno fallito anche lì”.
Si aggiungano le ciliegine sulla torta del Premio Repaci, del Pucciniano, della finale di Coppa Carnevale a Livorno, della zuffa fra l’ Assessore Ratti e un Vigile Urbano. “L’elettorato ha voluto sottolineare questo stato di cose sia direttamente con il successo del centro-sinistra in tutte le quattro circoscrizioni cittadine – precisa Baldini -, sia attraverso l’astensione dal voto che ha superato il 45% e che, a mio avviso, ha riguardato larga parte di quell’elettorato moderato sul quale tutti dovremo lavorare e provare a convincere in vista delle prossime comunali. Certo è che l’esperienza dell’Amministrazione Lunardini è definitivamente fallita e che c’è bisogno di un nuovo grande progetto che rilanci la città e ci liberi prima possibile di questa disastrosa classe dirigente”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on maggio 18, 2011 at 9:10 am  Lascia un commento  
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VASSALLE MOLLA IL PDL

Il PdL perde un pezzo. Il consigliere comunale Eugenio Vassalle, tra l’altro delegato  alla Protezione Civile, ha preso carta e penna ed ha ufficializzato la sua uscita dal Popolo delle Libertà. Farà parte del Gruppo Misto. E andandosene sbatte la porta, usando parole di fuoco.  “Non posso che confermare la mia grande delusione nei confronti del partito, sia sotto l’aspetto organizzativo che sotto l’aspetto del cosiddetto fare”, attacca. E poi la sparata contro i vertici locali. “La nostra gestione comunale – dice – è fatta di pochi che decidono e di molti che alzano la mano tappandosi il naso. Chi vince le elezioni e amministra deve assumersi le proprie responsabilità, la politica è fatta anche di coraggio, i cittadini hanno votato noi e non alcuni dirigenti che fanno e sfanno per colpa dell’incompetenza della politica”. Parole dure anche contro l’opposizione “che pensa solo a distruggere il nemico senza portare progetti e discuterli, curandosi solo di strategie politiche per screditare l’amministrazione di turno”. E poi giù ancora contro il suo ex partito. “Sono rammaricato perché ci sono i consiglieri comunali che all’inizio pieni di tanto voler fare e per colpa di un sindaco de dice di si a tutti senza poter contribuire alle questioni importanti della città, si sono stancati di sapere le cose dai giornali, di non poter dire le loro idee, di non condividere le scelte della nostra città. Dobbiamo avere il coraggio di prendere decisioni anche impopolari – aggiunge Vassalle -, ma questo comporta fare dobbiamo avere il coraggio di dire ai cittadini quello che si può fare e quello che non si può, senza promettere cose impossibili per prendere tempo. La gente non ne può più è disperata ma come si fa a non vedere tutto questo”. Non risparmia sparate contro l’amministrazione. “Provo imbarazzo – dice Vassalle – nel dover camminare in città vedendo che tutto quello che abbiamo promesso non è stato fatto. Provo imbarazzo a difendere sempre il sindaco, quest’ultimo forse sempre meno appoggiato dal partito di come invece dovrebbe essere. Provo imbarazzo ad essere uno che ha combattuto Marcucci e la sinistra proprio perché con le loro politiche erano così lontane dai bisogni dei cittadini, con un immobilismo totale. Io non ci sto più in questo PdL di un sindaco che pensa sempre che la colpa sia di qualcun altro”. Vassalle resterà nel centrodestra, ma si riserva di votare  “senza ordini di partito”, “valutando le questioni giuste per Viareggio”. Vassalle si sente di recepire il malcontento così.  “Si parla di ripresa? Ma se non si calano le tasse non si potrà mai ripartire. Noi – afferma – non facciamo niente per sostenere la ripresa, e l’opposizione è troppo occupata ad togliere di mezzo il nemico di turno, e non porta mai dei progetti per la nostra città. Ma il cittadino? Alla politica interessa solo un mese prima che si vada al voto, e dopo? So che sono una goccia nell’oceano ma alcune volte le gocce fanno traboccare i vasi e così è successo. Abbiamo rotto le scatole” tutti destra e sinistra, o ci mettiamo in testa di fare politica per servire la gente, o chi pensa di far politica per il proprio orto deve andare in via. Ma detto proprio dal cuore. Ok i soldi sono sempre meno – dice ancora Vassalle -, come anche le famiglie le imprese gli artigiani, è vero abbiamo avuto la tragedia del 29 giugno che ha fermato tutto giustamente era una priorità dovuta, ma dopo? Si va avanti solo  con proclami e titoli. Viareggio voleva cambiamenti. Addirittura ci hanno votato anche quelli di sinistra”.  Un consiglio al sindaco Vassalle lo lancia: “Lunardini era un buon candidato e una brava persona ma si deve circondare di collaboratori validi e dirigenti di fiducia, e tirare fuori gli attributi. Io spero che questa mia decisione serva a scuotere l’ambiente per una riflessione ed un esamino di coscienza per chi naturalmente ce l’ha. Rinnovo il mio appoggio alla maggioranza”, ma fuori dal Pdl. Che sia il primo finiano in consiglio comunale, come profetizzato? Intanto il sindaco Lunardini esprime amarezza per la decisione. “Adesso che stiamo per dare risposte ai cittadini mi sarebbe piaciuto fosse rimasto con noi. Quanto alla delega alla Protezione civile mi aspetto che sia lui a dare le dimissioni da questo incarico che gli ho dato”.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on maggio 18, 2011 at 9:05 am  Lascia un commento  
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IL LICEO CHINI FA LEZIONE CON ENNIO MANCINI, IN CATTEDRA IL SUPERSTITE DELLA STRAGE DI SANT’ANNA

Lezione all’aperto ieri mattina al Liceo Chini di Lido di Camaiore. Un momento di riflessione, per studenti e insegnanti, su temi di attualità, molto partecipato dove i ragazzi non hanno voluto lasciar cadere nel vuoto le proteste dello scorso ottobre contro la riforna scolastica della ministra Maria Stella Gelmini. I temi affrontati durante la mattinata nel cortile esterno della scuola, che ospita liceo psico-pedagogico, linguistico e delle scienze sociali, hanno spaziato dalla emancipazione femminile, alla rivoluzione e l’emigrazione dal Nord Africa per arrivare al significato di “rifugiato politico”. Sulla cattedra anche Ennio Mancini, uno dei pochi sopravvissuti alla Strage di Sant’Anna di Stazzema ancora in vita, che ha raccontato ai giovani liceali la propria drammatica esperienza vissuta in tempi di guerra. La scuola, con i suoi tagli, grazie ai ragazzi ieri ha vissuto un momento vitale e la richiesta al governo è quella di certezze: “il mondo che ci aspetta dopo lo studio oggi non lo vediamo così roseo”. Il futuro dei giovani è a dir poco precario.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on maggio 18, 2011 at 9:00 am  Lascia un commento  
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DAVID SOTTO TORCHIO DAVANTI AL GIP, IL FIGLIO E NIPOTE DI VELIA E MADDALENA INTERROGATO DAGLI AVVOCATI DI REMORINI:” SI E’ CONTRADDETTO SU MOLTI PUNTI”

Finalmente David ha parlato”. Sono usciti dall’aula al piano terra del Tribunale di Lucca soddisfatti gli avvocati Giorgio Paolini e Carlo di Bugno. All’incidente probatorio richiesto dai difensori di Massimo Remorini, in carcere a San Giorgio dal 21 febbraio scorso con la pesante accusa di circonvenzione di incapace, sequestro di persona e distruzione di cadavere dopo la scomparsa di Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro dal campo di via dei Lecci a Torre del Lago, il giovane David Paolini è stato assistito dagli avvocati Alberto e Francesco Consani, ma all’udienza a porte chiuse hanno partecipato anche i legali degli altri tre indagati Maria Casentini, Francesco Tureddi e Giunio Massa, e delle parti offese Raffaella Villa, Antonella Olinti e Sabrina Paolini. Due ore di interrogatorio per il giovane David, figlio e nipote delle due scomparse. “Dall’esame del ragazzo – hanno precisato Paolini e di Bugno– sono emersi elementi ulteriori di indagine, particolari nuovi rispetto a quanto aveva precedentemente dichiarato durante le numerose sue dichiarazioni”. Chiamato a riferire delle caratteristiche della vita familiare nel periodo in cui lo stesso abitava con la mamma e la nonna al campo, sulle caratteristiche del luogo e dei rapporti intrattenuti con lo “zio”, la badante Maria Casentini e Francesco Tureddi, secondo la difesa di Remorini “David si è contraddetto su molti punti”. “Sul possesso delle chiavi del cancello di accesso al campo il ragazzo ha sempre sostenuto che solo lui e Remorini avevano le chiavi, durante l’incidente probatorio – affermano i legali – ha invece detto, senza alcuna incertezza, che le chiavi le aveva anche Tureddi e che anche Donatella Raffaelli poteva acceder ad una parte del campo tramite un cancello separato”. “Come mai – si chiedono gli avvocati – una circostanza di questo tipo, la cui rilevanza si apprezza immediatamente considerando che quel luogo – il campo di Torre del Lago – sarebbe quello nel quale si ipotizza che siano stati commessi i reati di sequestro, maltrattamenti, omicidio e distruzione dei cadaveri, e’ stata così ostinatamente nascosta dal Paolini nel corso delle indagini?” Quella di ieri è la prima dichiarazione del giovane “dopo che sono venute fuori le notizie di stampa relative alle dichiarazioni del Tureddi, del 23 gennaio”, dalle quali risulti che anche quest’ultimo aveva le chiavi. “Circa il comportamento di David la mattina seguente al giorno in cui avrebbe visto la madre morta – aggiungono i due legali della difesa – in aula il ragazzo ha riferito che la mattina si sarebbe recato al chiosco, senza passare dal campo. Al chiosco non avrebbe ricevuto alcuna informazione circa la sorte della madre e che dopo il lavoro sarebbe andato al campo e verificato che la madre non c’era più. Solo da questo momento, circa alle 14-15 del 23 agosto, si sarebbe attivato chiedendo allo “zio” informazioni ma mentre non ricorda se Remorini era al campo ricorda che l’ informazione non gli fu data al telefono ma di persona”. “Se si guarda invece alle dichiarazioni rilasciate agli inquirenti – precisano i difensori – si osservano differenti versioni: secondo la prima la mattina si sarebbe recato al campo prima di andare al chiosco e dunque verso le 7.30-8, per verificare le condizioni delle madre e sul posto avrebbe trovato Remorini che gli avrebbe riferito che Velia era stata ricoverata ed era per questa ragione che non era più presente al campo, secondo la seconda, che altro non è che una variante della precedente, David si sarebbe recato al campo ma non avrebbe trovato sul posto Remorini che invece gli avrebbe dato informazioni per telefono, e una terza, che dopo essere uscito dalla casa della fidanzata si sarebbe recato subito al chiosco, senza passare dal campo, e qui avrebbe trovato lo “zio” che lo avrebbe avvisato che la madre era stata portata via quella mattina”. Di diverso avviso gli avvocati Consani che tutelano gli interessi del giovane David: “il ragazzo ha risposto a tutto, in maniera precisa e dettagliata, senza alcuna incertezza”. Ma di altre incertezze, anche per quanto riguarda la scomparsa della nonna, è certa la difesa:“David in aula ha riferito che l’informazione che la nonna era stata portata in clinica gli era stata data da Remorini ma siccome non sapeva dire quando e come gli sarebbe stata data questa notizia, nel corso dell’esame si è finiti sulla circostanza relativa all’ultimo momento in cui ha visto la nonna”. Sul punto la difesa del ragazzo si è opposta, c’è stato un pò di parapiglia e David si e’ messo a piangere.  Tanto che l’interrogatorio è stato sospeso per un quarto d’ora. “Quanto le dichiarazioni di Paolini siano importanti – affermano gli avvocati Paolini e Di Bugno – lo si capisce meglio se si pone mente a ciò che ha riferito Tureddi. Secondo quest’ultimo la mattina del 23 agosto, quando alle 7.30/8 si era recato al campo per ritirare gli attrezzi da lavoro, Remorini stava bruciando nel bidone la Carmazzi. Se si prende per buona la versione che vede Paolini andare prima al campo e poi al chiosco bisogna concludere che egli abbia visto la stessa scena del Tureddi, se invece si opta per la versione che Paolini sarebbe andato direttamente al chiosco, bisogna concludere che Remorini non era al campo visto che è proprio al chiosco che quest’ultimo lo avrebbe informato che la madre era stata portata via”. “Le dichiarazioni rese durante l’ incidente probatorio – conclude la difesa dello “zio” – si adattano perfettamente alla ricostruzione del Tureddi”. Ora la vicenda ripassa nelle mani del magistrato. Ma la difesa di Remorini non si ferma, e le indagini difensive proseguono.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

ARRESTATO SPACCIATORE IN PINETA

Arrestato lo scorso 25 marzo per spaccio di droga, pochi giorni dopo la sua scarcerazione è tornato nuovamente ad operare nella Pineta di Ponente di Viareggio dove è stato ancora catturato dai militari dell’Arma. A finire di nuovo in manette è stato un tunisino di 27 anni, preso dopo aver venduto oltre 20 grammi di hashish ad un italiano di 35 residente a Torre del Lago. Il pusher è finito in cella mentre il cliente, segnalato al Prefetto, rischia la sospensione della patente e del passaporto.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on maggio 14, 2011 at 10:10 am  Lascia un commento  
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RUBA IN UN AUTO, IN MANETTE

Ha rubato soldi ed oggetti da una Mercedes parcheggiata nei pressi dell’incrocio tra via Roma e via Buonarroti a Viareggio ed è finito in manette. Sono stati gli agenti di una volante del Commissariato di Polizia ad arrestare Iout Chirita, un rumeno di 21 anni bloccato dopo un inseguimento. La refurtiva è stata recuperata ma i due complici sono riusciti a darsi alla fuga. La Polizia non esclude che l’arrestato sia responsabile anche di altri colpi messi a segno di recente, e sono in corso ulteriori accertamenti.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on maggio 14, 2011 at 10:05 am  Lascia un commento  
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FINI’ SOTTO IL TRENO, MUORE DOPO SETTE ANNI

E’ morto ieri Gabriele Morucci, il 28 enne che nel 2004 rimase vittima di un bruttissimo incidente alla stazione ferroviaria, scendendo da un treno in corsa. I medici, allora, confidarono nel fisico prestante del giovane. Nel cuore della notte il ragazzo, all’epoca di soli 21anni, era finito sotto le ruote di una delle ultime carrozze del convoglio e le ferite furono gravissime. Molteplici gli interventi chirurgici subiti, tra cui un’operazione delicatissima, durata quattro, per rimuovere un vasto ematoma cerebrale, e un altro lunghissimo intervento agli arti inferiori per suturare e ricostruire i vasi sanguigni che si erano letteralmente trinciati sotto alle ruote del treno. Dopo le sofferenze subite la vita del giovane si è spenta ieri. A lui, e alla famiglia, le condoglianze della nostra redazione.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on maggio 14, 2011 at 10:00 am  Lascia un commento  
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LE PAROLE PERDUTE DI DANIELE

L’hanno lasciato morire”. Ne è ancora più convinta mamma Cira dopo aver ricevuto dalla Francia gli effetti personali del figlio Daniele Franceschi, morto a soli 36 anni il 25 agosto dello scorso anno in una cella del carcere di Grasse. Ci sono voluti dei mesi, e una interminabile trafila burocratica, perchè la donna riavesse le cose appartenute al figlio. Ma due giorni fa, finalmente, dopo il viaggio a Grasse, Cira Antignano è riuscita ad ottenere dal carcere due scatoloni con dentro degli abiti e il “famoso” diario del figlio, dal quale, come confermato dal suo legale, avvocato Aldo Lasagna, mancherebbero alcune pagine. Quelle di agosto. Ed è ancora mistero fitto. Perchè? “Cara mamma, sto male, da diversi giorni ho un dolore forte alla spalla sinistra che mi arriva fino al cuore. Non ho mai avuto un infarto, ma se dovessi descrivere il dolore che sento…”.  Nel diario anche un biglietto in cui Daniele Franceschi indica il numero di telefono della madre, “come se si sentisse qualcosa”, dice mamma Cira. “Adesso sono davvero piena di questa situazione – sbotta Cira Antignano, stufa di non conoscere la verità dietro la morte del figlio – i francesi – aggiunge prendendosela con le autorità d’Oltralpe – devono darmi delle spiegazioni. Ancora non mi hanno dato gli organi di mio figlio. Io voglio sapere perchè, dove siano conservati, come siano stati conservati in tutti questi mesi. Anche il ministro Frattini adesso si deve dare una mossa”. La lettera alla madre, mai spedita, Cira l’ha ritrovata per caso, piegata dentro un maglione di Daniele. Ora tutti i documenti, che il legale della donna ritiene di basilare importanza per l’indagine, saranno consegnati al giudice istruttore francese Sandrine Andrè. Mamma Cira non si arrende, come fino ad ora ha fatto: da sola contro la Francia, per lunghi nove mesi per sapere la verità sulla morte di suo figlio Daniele, in carcere con l’accusa di aver utilizzato al Casinò carte di credito rubate. “Sono pronta a tornare in Francia – ha affermato Cira -, voglio parlare con Sarkozy”. Ma nel frattempo è previsto un altro incontro con il Ministro degli Esteri Franco Frattini. “Mio figlio ha sicuramente avuto un infarto, ma i medici francesi non hanno fatto quello che avrebbero dovuto fare, intervenendo subito”.
Intanto si attende ancora il rientro in Italia degli organi interni, principalmente il cuore, per poterli fare analizzare dai medici legali italiani.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on maggio 13, 2011 at 3:15 pm  Lascia un commento  
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