COMMERCIALISTA SOTTRAE AI CLIENTI UN MILIONE E MEZZO DI EURO, PESANTE ACCUSA DELLA FINANZA A ROBERTO PUCCI

Ammonta a un milione e mezzo di euro la somma totale sottratta a ignari clienti, undici società e ben trentadue persone fisiche clienti di Roberto Pucci, noto commercialista viareggino ed ex segretario di Rifondazione Comunista, finito lo scorso anno nel mirino delle Fiamme Gialle dopo le prime denunce arrivate nella caserma della Guardia di Finanza da parte di amministratori di aziende, liberi professionisti e artigiani, che avevano girato al commercialista assegni, bonifici e contanti, convinti che servissero per il pagamento delle tasse, ma i soldi avevano invece preso tutt’altra strada. L’accusa per l’ex leader comunista (e candidato a sindaco nel 2003) è di truffa, appropriazione indebita e falso. Secondo quanto emerso dalle indagini Pucci avrebbe non solo intascato indebitamente le somme di denaro consegnategli dai clienti per adempiere ai pagamenti legati alle scadenze fiscali, ma avrebbe anche tenuto irregolarmente la contabilità degli stessi, facendo apparire che i soldi erano stati versati quando invece, in realtà, erano stati utilizzati per fini personali.”Dalla documentazione acquisita presso gli uffici pubblici – ha spiegato il comandante maggiore Pasquale Arena – è stata accertata la falsità di diverse firme di clienti, apposte su documenti contabili e su atti inviati all’Agenzia delle Entrate e a Equitalia, finalizzati a richiedere sgravi fiscali o rateizzazioni per il pagamento delle cartelle esattoriali”. Roberto Pucci, inizialmente, alle prime lamentele dei clienti che avevano iniziato a ricevere le richieste di pagamento era riuscito a far credere loro che si trattava di “cartelle pazze”. Ma questo “giochino” è durato poco, visti i risvolti abbattutisi sui malcapitati clienti. Dopo la perquisizione nello studio del commercialista, e nel Centro Elaborazione Dati intestato alla moglie di cui lo stesso si avvaleva, sia Pucci che la consorte hanno cessato la loro attività, lasciando presagire la consapevolezza dei danni provocati: “molti clienti che si fidavano ciecamente – ha aggiunto il comandante – mai avrebbero immaginato di vedersi sottrarre i soldi destinati al pagamento delle imposte e al versamento dei contributi della propria pensione”. Per i clienti truffati la situazione è oltremodo critica, visto che oltre che dover versare al Fisco quanto dovuto c’è anche chi si è visto pignorare la macchina. “Ad oggi – ha precisato il maggiore Arena – l’indagine non è conclusa, le denunce, fino a ieri 23, stanno continuando ad arrivare”. Come ancora al vaglio degli inquirenti è la copiosa documentazione bancaria, tuttora in corso di acquisizione, reperita in dieci banche della Versilia. Al telefono ieri pomeriggio Pucci si è detto tranquillo, ma ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione in merito.

(Il Nuovo Corriere di Lucca e Versilia)

Pubblicato in: on giugno 24, 2011 at 8:01 am  Lascia un commento  
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